Pulizia di piazza Indipendenza con i richiedenti asilo

Qualche ora di lavoro e poi un caffè offerto dal vicesindaco Luigi Trevisiol. Pulizia straordinaria del salotto buono della città da parte di una gruppo dei richiedenti asilo ospitati a San Donà. Ed è la prima volta che i migranti intervengono nel centro della città. Il gruppo, costituito da quattro ragazzi ghanesi coordinati da personale della cooperativa Il villaggio globale, che gestisce la permanenza dei profughi in città, ha estirpato le erbacce che stavano nascendo tra le piastrelle della piazza e pulito alcune macchie. «La filosofia è sempre quella di impiegare i profughi in attività non concorrenziali con i lavoratori locali o con eventuali appalti già posti in essere – sottolinea il vicesindaco Luigi Trevisiol – Come in questo caso, in cui si sono dati da fare per una pulizia straordinaria, non prevista, anche in vista della festa che ci sarà sabato sera».
E, dopo aver lavorato, un caffè tutti insieme offerto dal vicesindaco ai tavoli di uno dei bar di Piazza Indipendenza. «È stata anche l’occasione, per questi ragazzi, per scambiare qualche parola con i passanti che, incuriositi, si sono avvicinati – aggiunge Trevisiol – Ed è importante favorire anche le occasioni informali di conoscenza reciproca». Tanto che uno dei ragazzi che oggi ha contribuito a pulire la piazza, dotato di un bel vocione possente, ha trovato posto in un coro cittadino. «Questi momenti di socializzazione dimostrano una volta di più quale è il gran cuore di San Donà – aggiunge l’assessore alle opportunità sociali Maria Grazia Murer – ed è questa la migliore risposta per quei pochi che hanno cercato di diffondere paure e insicurezze, nonostante dall’arrivo dei profughi non si sia registrato alcun episodio spiacevole».

I richiedenti asilo hanno recentemente ultimato il corso per la sicurezza sul lavoro e possono quindi operare, in qualità di volontari, anche utilizzando macchinari non complessi. Stanno provvedendo soprattutto a interventi straordinari relativi alla cura del verde pubblico, all’asporto di rifiuti abbandonati, a piccole manutenzioni. «A fronte di un fenomeno epocale quali sono le migrazioni di esseri umani in questi decenni, San Donà si pone come un modello di accoglienza e di civile convivenza» conclude Murer.

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