Autore Topic: IL TEMPO (TIME)  (Letto 431 volte)

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2004

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IL TEMPO (TIME)
« il: 05 Gennaio 2005, 16:23:54 »
vedo che il tempo (4 minuti per raggiungere  centro gazie alla nuova betella stradale ...  valgono più di ogni alta cosa di questo mondo ...) sembra essere la cosa più importante al giorno d'oggi, e nessuno ne ha!

Provate a chiedere ad un professionista se ha tempo per ... oppure ad un insegnante ... o ad una casalinga ... o ad un pensionato ... o ad un disoccupato: tutti vi risponderanno allo stesso modo: NON HO TEMPO!

Che sia vero? o piuttosto, che sia un modo di vivere "contorto" e "indirizzato ad hoc" (dai mass media/poteri occulti/????) che ci costringe a fare tutto di corsa e a non pensare mai a quello che vuol dire fare tutto di corsa? Ai danni che facciamo (inquinamento- congestione della viabilità- -cementificazione - riduzione dello spazio per vivere - aumento dei rifiuti- etc ... ) con il nostro non pensare?

Ma quanto è comodo non pensare e arrivare in centro in 4 minuti! Per fare cosa in centro poi? Il porblema sembra essere proprio quello che  in centro nessuno ci vuole andare!

Chi fa politica sa che alla gente non piace pensare ma avere tutto pronto e senza fatica!!! ... e senza perdere tempo!

Altra consderazione sullo stesso argomento: avete mai porvato ad andare a Padova violando tutti i limiti di velocità ed invece rispettandoli tutti per poi confrontare la differenza? Io si, e si va da un massimo di 8 minuti ad un minimo di 3 ... Che poi questi possibili 8 minuti guadagnati con gravi rischi, servano effettivamente a qualcosa ...

è difficile far pensare, ma non impossibile.

Royal Moore

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IL TEMPO (TIME)
« Risposta #1 il: 05 Gennaio 2005, 20:02:56 »
Ma perchè hai copiato di sana pianta l'intervento che avevi fatto su "Viabilità" ?

Comunque non mi pare facile dire di fermarsi a pensare in una società come la nostra che ci impone, e lasciamo perdere i poteri occulti, ritmi sempre più forsennati.
Questo sistema però l'abbiamo scelto noi, ci è andato bene per molto tempo e ci ha fatto star meglio di quando si stava peggio, ci ha dato tante cose che oggi magari diamo per scontate ma che nelle economie povere sono dei veri e propri lussi.
La realtà è che i ritmi più lenti significano anche maggior povertà economica e tecnologica, siamo disposti noi a scambiare tutto il nostro star bene con un rallentamento del nostro ritmo di vita ?
Io credo di no ma sono perfettamente convinto che sarà il tempo ad imporci una svolta di questo tipo e alla fin fine non sarà neanche cosa del tutto negativa anche se avrà certamente un costo.
« Son uscito per una passeggiata, son rimasto fuori tutta la vita. » John Muir

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IL TEMPO (TIME)
« Risposta #2 il: 06 Gennaio 2005, 10:12:12 »
sicuro che ritmi più veloci "fisici" significhino star bene ovvero sono sinonimo di benessere anche inteso come semplice consumismo?  E che ritmi più lenti siano sinonimo di povertà economica-tecnologica?  

Io penso sia esattamente il contrario. Facciamo un esempio. Una persona deve fare un documento in comune. Per andare in comune da isiata ci si mettono 30 minuti a causa del traffico e della viabilità. Qual è la soluzione ECONOMICAMENTE E TECNOLOGICAMENTE PIù AVANZATA? .... (ATTENDO PROPOSTE)


Più che di velocità parlerei di "gestione" del tempo.

Stare svegli fino alle 2 di notte per vedere un talk show o altra cosa simile per poi alzarsi al mattino con occhi pesti e dover fare tutto di fretta perchè ... non c'è tempo, significa non saper gestire il proprio tempo. Alzarsi 15 minuti prima ti farebbe fare tutto con calma e senza dover correre mettendo a rischio la vita anche di altre persone sia direttamente (gli vai addosso pechè sei assonnato) che indirettamente ... non utilizzando servizi pubblici o altro a minor impatto ambientale.

Royal Moore

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IL TEMPO (TIME)
« Risposta #3 il: 06 Gennaio 2005, 11:38:02 »
Credo che un aiuto effettivo a liberare del tempo da dedicare poi al "pensare" (che vuol dire leggere, vedere un film, andare ad una serata culturale, ecc.) ce lo potrebbe dare la tecnologia informatica risparmiandoci, appunto, di dover andare fisicamente in comune per fare un certificato o alle poste per pagare dei bollettini e in questo senso mi pare che la nostra società stia andando pur con i tempi non certo rapidi che sarebbero invece necessari.
Tutto ciò quindi è ancora di là da venire e d'altra parte la confidenza con l'informatica appartiene alle generazioni giovani, quelle di mezz'età di fronte al computer sono spesso imbranate (per non dire spaventate) per cui i tempi necessari per realizzare tutto questo, sempre che vi sia la determinazione politica, si allungano ad una o due generazioni e poi non va dimenticato che un'informatizzazione spinta presenta anche aspetti di fragilità sociale che non vanno sottovalutati.
In pratica credo che ognuno di noi abbia dentro di se un piccolo grande sogno di ritorno ad un modello di vita più umanizzato e più aderente, nei tempi come nei modi, alla naturalità delle cose ma il realizzarlo concretamente appartiene a quei pochi che hanno il coraggio di scelte radicali, tutti gli altri rimangono necessariamente prigionieri di meccanismi sociali che non consentono deroghe se non a prezzo di una qualche forma di rinuncia o di emarginazione.
E' vero che c'è stato anche chi predicava l'emancipazione dai bisogni come forma di crescita interiore ma se veramente praticassimo questo dovremmo ridiscutere interamente le fondamenta del nostro sistema sociale e lanciare per aria il cervello per inventarci qualcosa di nuovo e migliore.
Certo, si può imparare a gestire meglio il proprio tempo, tanto o poco che sia, ma questo non cambia sostanzialmente una realtà che ti chiede di fare cento cose diverse ed in luoghi diversi in una giornata. Prova ad avere un figlio in età da scuola elementare o media e vedi quante attività gli vengano in qualche modo imposte, perchè ha tutti i suoi compagni che fanno judo, perchè alla dottrina non si deve rinunciare altrimenti il prete ti guarda male, perchè la musica è un aspetto importante della sua formazione e via di seguito e tu, genitore, lo devi assistere ed accompagnare continuando magari anche a lavorare.
Allora forse capisci che i 4 minuti per arrivare al centro commerciale non sono un capriccio di gente dalla testa leggera che non vuol fermarsi a pensare ma una necessità reale, soprattutto quando in centro trovi sempre meno ciò che ti serve e sei costretto ad andare alla coop più volte al giorno, anche per un semplice nastro adesivo.
« Son uscito per una passeggiata, son rimasto fuori tutta la vita. » John Muir

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IL TEMPO (TIME)
« Risposta #4 il: 08 Gennaio 2005, 10:51:50 »
Risposta esatta! ma difficile da realizzare. Difficile soprattutto visto che ce ne sono altre a portata di mano e molto "populistiche". Nessuno avrebbe il coraggio di andare contro QUELLO CHE VUOLE "LA GENTE". E non c'è niente di più facile che "indirizzare" i bisogni della gente, vedi pubblicità!

Le cose facili da realizzare spesso sono catastrofiche una volta realizzate. Per rifornire di carne e pellicce i pionieri nel far west (e gli operai delle ferrovie) si è giunti all'estinzione dei bisonti (erano milioni...) dei quali si utilizzava a volte solo una piccola parte ... oggi sfruttiamo quel pò di territorio che è rimasto ma distruggiamo l'aria, la salute e per che cosa? perchè vogliamo avere la possibilità di arrivare più volte nello stesso giorno in un posto, perchè non volgiamo andare a piedi neanche per "prendere le sigarette".  

Dici:"non cambia sostanzialmente una realtà che ti chiede di fare cento cose diverse ed in luoghi diversi in una giornata"  ma l'unica cosa che ti chiede la realtà è di non pensare!!!! I vecchi dicevano: "chi non ha tresta ha gambe" e difatti, l'andare 4 volte al centro commerciale magari solo per prendere 1 rotolo di nastro adesivo (come citi tu) ne è la dimostrazione lampante.

A proposito poi di "Prova ad avere un figlio in età..." , io ne ho più di uno e come tutti gli esempi che hai fatto, ha cercato di fare basket, calcio, musica etc.. etc ... e solamente perchè lo faceva questo o quell'amico. Ora non fa niente ... ed è più felice e meno stressato lui ed anche noi. Si limita ad incontrare gli amici all'oratorio e semplicemente a "giocare". Geni non si diventa, si nasce. Inutile dire : il ragazzo è intelligente ma non studia. Se non studia vuol dire che ha altri interessi o comunque non ci arriva. Magari sarà bravissimo in qualcosaltro

Mi dispiace ma resto nella mia posizione e secondo me : "... i 4 minuti per arrivare al centro commerciale non sono un capriccio di gente dalla testa leggera ...." invece lo sono, e caspita se lo sono ...