Credo che un aiuto effettivo a liberare del tempo da dedicare poi al "pensare" (che vuol dire leggere, vedere un film, andare ad una serata culturale, ecc.) ce lo potrebbe dare la tecnologia informatica risparmiandoci, appunto, di dover andare fisicamente in comune per fare un certificato o alle poste per pagare dei bollettini e in questo senso mi pare che la nostra società stia andando pur con i tempi non certo rapidi che sarebbero invece necessari.
Tutto ciò quindi è ancora di là da venire e d'altra parte la confidenza con l'informatica appartiene alle generazioni giovani, quelle di mezz'età di fronte al computer sono spesso imbranate (per non dire spaventate) per cui i tempi necessari per realizzare tutto questo, sempre che vi sia la determinazione politica, si allungano ad una o due generazioni e poi non va dimenticato che un'informatizzazione spinta presenta anche aspetti di fragilità sociale che non vanno sottovalutati.
In pratica credo che ognuno di noi abbia dentro di se un piccolo grande sogno di ritorno ad un modello di vita più umanizzato e più aderente, nei tempi come nei modi, alla naturalità delle cose ma il realizzarlo concretamente appartiene a quei pochi che hanno il coraggio di scelte radicali, tutti gli altri rimangono necessariamente prigionieri di meccanismi sociali che non consentono deroghe se non a prezzo di una qualche forma di rinuncia o di emarginazione.
E' vero che c'è stato anche chi predicava l'emancipazione dai bisogni come forma di crescita interiore ma se veramente praticassimo questo dovremmo ridiscutere interamente le fondamenta del nostro sistema sociale e lanciare per aria il cervello per inventarci qualcosa di nuovo e migliore.
Certo, si può imparare a gestire meglio il proprio tempo, tanto o poco che sia, ma questo non cambia sostanzialmente una realtà che ti chiede di fare cento cose diverse ed in luoghi diversi in una giornata. Prova ad avere un figlio in età da scuola elementare o media e vedi quante attività gli vengano in qualche modo imposte, perchè ha tutti i suoi compagni che fanno judo, perchè alla dottrina non si deve rinunciare altrimenti il prete ti guarda male, perchè la musica è un aspetto importante della sua formazione e via di seguito e tu, genitore, lo devi assistere ed accompagnare continuando magari anche a lavorare.
Allora forse capisci che i 4 minuti per arrivare al centro commerciale non sono un capriccio di gente dalla testa leggera che non vuol fermarsi a pensare ma una necessità reale, soprattutto quando in centro trovi sempre meno ciò che ti serve e sei costretto ad andare alla coop più volte al giorno, anche per un semplice nastro adesivo.