Autore Topic: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?  (Letto 20696 volte)

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questo topic.

micheleM

  • *****
  • Post: 3251
Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« il: 04 Luglio 2008, 21:41:03 »
L'argomento di questa discussione nasce dal riflessioni sorte via via parlando di grembiuli e simili.

Il tema -se non fosse chiaro- è come (più che se) occorra cambiare la scuola italiana.
In subordine:
                      - cosa cambiare
                      - cosa cambiare per primo, cosa poi

Ora non ho tempo per metterci la mia prima posizione (spero di cambiarla in meglio durante la discussione), vedrò di farlo quanto prima.
Ma chiunque di voi anticipi tranquillamente.

 :hello:
Che bel suono hanno la cattiva musica e le cattive ragioni quando si marcia addosso a un nemico! (F.Nietzsche)

effezeta

  • ***
  • Post: 287
Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #1 il: 04 Luglio 2008, 22:21:50 »
Mi ci butto a capofitto:

Assolutamente rimettere l'esame di riparazione a settembre. Avendolo tolto e messo il sistema dei "debiti formativi" uno studente può arrivare al quinto anno portandosi dietro una lacuna in una materia anche importante (spesso matematica) che non recupererà mai. L'abolizione dell'esame, dovuta al senatore D'Onofrio (UDC) è una delle cose peggiori di questo mondo.

L'autonomia scolastica va ripensata. E', oggi come oggi, una boiata che serve solo a creare ignoranza.

Il sistema concorsuale per selezionare i presidi è in mano al sindacato. Solo chi era già preside poteva diventare "dirigente scolastico". Tipico uso del sindacato a fini "corporativistici". La CGIL scuola non difende nessuno tranne i privilegiati.

Trovate un'interessantissima analisi dei mali della scuola pubblica italiana fatta da un ex insegnante qui:

http://www.fisicamente.net/index-953.htm

consiglio veramente di leggerlo, aoprattutto a te Michele, che se ho ben capito sei anche ex insegnante.
Nullius in verba

ABETE

  • *****
  • Post: 1343
Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #2 il: 04 Luglio 2008, 22:29:09 »
Se posso dire la mia in merito :
- Una maggiore meritocrazia inanzitutto . Gli insegnanti che non valgono , non mandarli a casa ma se fosse per me userei il mio metodo : appendere un bel cartello  con scritto : ''Non sono stato capace di insegnare ai miei allievi , li ho rovinati  merito di essere rovinato anche io '' . andare in giro cosi' tutti sanno . Vabbe questo e' esagerato come provvedimento..
Un altro provvedimento che farei e' questo :
- l'eliminazione della terza volta per quanto riguarda le bocciature . Ci possono essere delle motivazioni  da valutare , ma anche altrettanto vero a mio parere che dovrebbero dare un limite alle ripetizioni o no ? Se non ci sono i risultati non mi pare che abbia senso continuare..
- Maggiori fondi per ristrutturare le scuole italiane. Basta vedere in che stati sono ridotti certi istituti d'Italia.., oppure costruire nuove scuole adeguate sotto il profilo strutturale ed a norma.

-Creazione della sede distaccata dell'istituto d'arte a S.dona di Piave oppure Oderzo . Nelle nostre zone , nonostante ci sia una discreta offerta per i corsi diurni ,quelli serali d'arte non ci sono... .Un investimento che premiererebbe tutti quanti . Io me la immagino S.dona' , sede distaccata della scuola d'arte.. fiore all'occhiello della localita'.. . Sarebbe un occasione da non perdere sotto tanti profili.. . Dopo il corso di perito grafico , l'istituto d'arte magari nella sede della Marusso accademia sarebbe ottimale...

- Colmare la carenza di serali nel veneziano. Questa ne e' una ulteriore testimonianza.. di un preside di una scuola superiore veneziana :
La lettera e' tratta dalla presentazione del corso nuovo dell' Itis di Mestre (Venezia)
[...] Fino ad oggi il numero delle iscrizioni ci ha permesso di attivarne uno solo . Le richieste sono state sopratutto per informatica , ed il corso di elettronica e' rimasto finora in sospeso .La decisione di scriverti e' maturata a  seguito della volonta' di provare attivare per il prossimo anno scolastico anche il corso di elettronica e telecomunicazioni , cosi' da colmare un vuoto formativo che esiste nel nostro territorio per i corsi serali . [...] .  Quindi le mie idee non erano cosi sbagliate, se qualcuno altro lo dice...

- Eliminazione di facolta' universitarie , con limitata frequenza e stravaganti . Devono avere un numero di persone ,altrimenti scatta la chiusura .Stesso discorso per gli indirizzi universitari che non servono .

- Finanziamenti ai corsi di formazione , per adulti e di aggiornamento . Investire sugli adulti (secondo me ) vale. Hanno le conoscenze , e le esperienza che i giovani non hanno.
- Una maggiore coerenza per gli insegnanti con gli alunni. 
Queste sono le mie idee , aspetto eventuali commenti .

« Ultima modifica: 04 Luglio 2008, 22:46:35 da ABETE »

___

  • ****
  • Post: 727
Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #3 il: 04 Luglio 2008, 22:31:19 »
Yeah!!!  :hello2:

Riporto le idee relative ai Licei che ho già postato nell'altro thread:

- studio più consistente e approfondito di materie scientifiche (matematica, fisica, informatica, chimica, biologia) e lingue straniere;

- nell'insegnamento della letteratura e delle arti, affiancare al tradizionale approccio storico-filologico quello basato sulle tecniche di analisi testuale, applicabili anche a media meno "tradizionali" (cinema, fumetto, televisione, pubblicità);

- svecchiamento complessivo dei programmi di filosofia, superando l'impostazione idealista e includendo la filosofia della scienza come parte integrante della formazione intellettuale degli studenti (soprattutto di quelli che frequentano il Liceo Scientifico).

In risposta ad una perplessità di effezeta, ci tengo a precisare che questo non significa assolutamente "togliere di mezzo" lo studio di greco e latino; semplicemente, mi sta un po' stetta l'idea, che ancora sopravvive e che è un residuo della concezione gentiliana del rapporto fra scuola e società, secondo cui lo studio di queste lingue debba fungere da "fattore discriminante" nella formazione del ceto dirigente. Il modo in cui è concepita ancora oggi la "gerarchia" fra le scuole superiori tende infatti, secondo me, a confermare questa concezione.  
« Ultima modifica: 04 Luglio 2008, 22:34:39 da Kartman »

ABETE

  • *****
  • Post: 1343
Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #4 il: 05 Luglio 2008, 12:40:07 »
Mi ero dimenticato da aggiungerlo come  ultima idea :
- modificazione del corso di educazione musicale alle medie. Ossia : dare la possibilita' di provare altri strumenti , oltre al flauto dolce. Quando andavo io alle medie avevo una prof che se non suonavi il flauto dolce , e suonavi uno strumento diverso non considerava.. .

hannibal

  • **
  • Post: 217
  • Hannibal
Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #5 il: 07 Luglio 2008, 07:46:32 »
Il Buon Prof. di musica Costantin..ci insegnava oltre al flauto dolce, il flauto contralto e lo xilofono....che sia forse a descrizione dell'insegnante???

___

  • ****
  • Post: 727
Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #6 il: 07 Luglio 2008, 11:32:18 »
Il Buon Prof. di musica Costantin..ci insegnava oltre al flauto dolce, il flauto contralto e lo xilofono....che sia forse a descrizione dell'insegnante???

Il prof. Costantin, per certe cose, è sempre stato di una spanna avanti rispetto ai colleghi di altre realtà. Senza nulla togliere a questi ultimi, ovviamente. Io, che non ho fatto la Schiavinato ma la Onor, mi son pippato tre anni di flauto dolce, e come me penso quasi tutti...

La "discrezione" può anche esserci... nel senso che un docente può metterci del suo... il punto è che proprio a livello di programmi ministeriali la musica è fortemente sottovalutata. Un errore strategico, se si pensa che la musica può contribuire allo sviluppo di abilità logiche non meno della matematica... con in più la possibilità di formare negli studenti un minimo di senso estetico fin da quando sono piccoli, abituandoli ad ascoltare e "manipolare" suoni un po' diversi da quelli che propinano radio, tv, e mass media in genere.

hannibal

  • **
  • Post: 217
  • Hannibal
Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #7 il: 07 Luglio 2008, 12:00:30 »
Io non so se è possibile perchè non faccio parte dell'aministrazione scolastica nè tantomeno degli studenti...ma non è possibile che ogni scuola abbia dei corsi interni differenti dalle altre scuole??' come faceva il buon Costantin...che non faceva usare il classico flauto dolce ma altri strumenti...non possiamo rendere san Donà un po all'avanguardia su questo?????? chiedo troppo vero???

___

  • ****
  • Post: 727
Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #8 il: 07 Luglio 2008, 14:48:13 »
Io non so se è possibile perchè non faccio parte dell'aministrazione scolastica nè tantomeno degli studenti...ma non è possibile che ogni scuola abbia dei corsi interni differenti dalle altre scuole??' come faceva il buon Costantin...che non faceva usare il classico flauto dolce ma altri strumenti...non possiamo rendere san Donà un po all'avanguardia su questo?????? chiedo troppo vero???

In realtà dovrebbe essere questo il senso della cosiddetta "autonomia", no? Però è chiaro che se gli strumenti per applicarla sono carenti...

Vittor

  • *****
  • Post: 1379
Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #9 il: 09 Luglio 2008, 11:11:44 »
Io non so se è possibile perchè non faccio parte dell'aministrazione scolastica nè tantomeno degli studenti...ma non è possibile che ogni scuola abbia dei corsi interni differenti dalle altre scuole??' come faceva il buon Costantin...che non faceva usare il classico flauto dolce ma altri strumenti...non possiamo rendere san Donà un po all'avanguardia su questo?????? chiedo troppo vero???

Una certa differenziazione tra le varie scuole può senz'altro esserci, ma è del tutto necessaria la volontà dei professori per la presentazione di appositi "progetti" da inserire nel POF (Piano dell'Offerta Formativa) - e qui purtroppo dobbiamo parlare un po' tecnicamente. Questo POF è la presentazione della scuola. In esso vengono riepilogate tutte le particolarità dell'Istituto, i corsi supplementari, le attività didattiche svolte con particolari criteri ecc. In pratica dovrebbe essere quello che fa la differenza tra un istituto ed un altro.
Viene proposto normalmente dai docenti (anche se i genitori dovrebbero concorre all'elaborazione: ma come? forse con le proposte che dovrebbero pervenire tramite i Consigli di Classe), e viene quindi presentato, per l'adozione, al Consiglio di Circolo o di Istituto.
Quindi Hannibal, è possibile quello che chiedi, ed esiste anche. Ma non è di facile applicazione, né di facile elaborazione senza una importante spinta da parte dei docenti.
"Avere avuto una buona educazione, oggi, è un grande svantaggio. Ti esclude da tante cose."  O.W.
"Si può essere un uomo saggio, e pensare alla bellezza delle proprie unghie."  A.S.P.

hannibal

  • **
  • Post: 217
  • Hannibal
Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #10 il: 09 Luglio 2008, 12:04:24 »
allora cprevale la mia teoria che per cambiare la scuola devono cambiare gli atteggiamenti dei docenti...quindi non tornare indietro alle bacchettate......ironicamente parlando....ma proiettarsi nel futuro...sono i docenti che dovrebbero fare maggiori corsi di aggiornamento e pro,uovere nuove attività...sono i docenti chedevono inserire nel mondo del lavoro gli allievi...sono i docenti che dovono invgliare gli studenti a dare sempre di più...a non dare tutta la confidenza che cìè oggi giorno...del tu ad un professore??? Mamma mia....cerchiamo di immettere i giovani nel mondo del lavoro.....realmente...

micheleM

  • *****
  • Post: 3251
Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #11 il: 09 Luglio 2008, 14:38:39 »
Ho finalmente un po' di tempo per dare distesamente il mio contributo alla discussione.

Per prima cosa vorrei sottolineare che la scuola/formazione è l'emergenza delle emergenze nazionali (per certi aspetti fin più della lotta alla mafia).
Nella competizione economica internazionale stiamo perdendo posizioni su posizioni, come è noto.
Per il futuro potremmo o competere in basso (su produzioni di seconda o terza fila, sul basso costo della manodopera ecc.) o rilanciarci verso l'alto.
Ma in questo secondo caso, quel che ci serve di più e più ci manca è l'alto livello di preparazione (tecnico-scientifica in primo luogo) e l'alto livello culturale (conoscenza di lingue e linguaggi, conoscenza del mondo, conoscenza delle culture). E per questo occorre scuola.

In questi campi i nostri competitori/interlocutori sono paesi (India, Cina, Brasile..) che molto hanno investito in formazione, oltre a disporre di una base di reclutamento spaventosamente maggiore della nostra.
Per le nostre dimensioni dovremmo seguire modelli come quelli dei paesi nordici (Danimarca, Finlandia Svezia) ad esempio. Numeri bassini, ma alta qualità.

Ora, che ci serve? (O per tornare sull'avvio di questa duiscussione: da dove iniziare?)

Prima di tutto: soldi!
Nella scuola occorre investire molti e molti milioni di €.
Se non si parte da questo, se continua con la pietosa idea delle "riforme a costo zero" (grembiuli o "insegniamo il flauto dolce" "no, l'accordeon" "no, meglio la chitarra") non si va da nessuna parte.

Ci servono:
- edifici ampi e moderni (28 alunni in aula 4x5 van bene per una madrassa, tutt'al più),
- attrezzature (la "i" di informatica per le elementari, qui nel ricco Veneto, che si sappia = un 386 per un intero plesso scolastico! Da piangere!!),
- formazione dei docenti (vogliamo parlare dello scandalo SISS??),
- possibilità di selezione dei docenti in base ai risultati,
- sistema di valutazione nazionale delle scuole.
« Ultima modifica: 09 Luglio 2008, 14:40:38 da micheleM »
Che bel suono hanno la cattiva musica e le cattive ragioni quando si marcia addosso a un nemico! (F.Nietzsche)

beaver

  • *****
  • Post: 1028
Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #12 il: 09 Luglio 2008, 18:24:23 »
E mi pare che ci sia tutto. Sposo completamente il MicheleM pensiero.
LMuore il Mercato/Per autoconsunzione/Non è peccato/E non è Marx & Engels/E’ l’estinzione/E’ un ragazzino in agonia.

___

  • ****
  • Post: 727
Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #13 il: 09 Luglio 2008, 21:26:50 »
- formazione dei docenti (vogliamo parlare dello scandalo SISS??),

Parliamone!!!

Tra le altre cose:

- graduatorie congelate fino al 2011.

- impossibile accedere alla carriera d'insegnante se non si totalizzano, nei 5 anni della Laurea, tot. crediti in tot. ambiti disciplinari (se non ricordo male, sono previsti qualcosa come 18 crediti di lingua, letteratura e filologia latina per insegnare Lettere alla Scuola Media!).

Di concorsi non parlo perché non so... ma ho la percezione che anche lì la situazione pecchi per difetto...

Insomma... sembra proprio che, a suo tempo, abbiano congegnato il meccanismo d'accesso apposta per evitare che, nei successivi 5-10 anni il numero degli aspiranti insegnanti crescesse troppo, di modo da avere tutto il tempo per assorbire la massa dei precari in attesa dell'imminente "cambio" generazionale.

Vittor

  • *****
  • Post: 1379
Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #14 il: 10 Luglio 2008, 13:42:30 »
E mi pare che ci sia tutto. Sposo completamente il MicheleM pensiero.

Attenzione, come dicono: calma e gesso.
Non servono solo i soldi, né solo i grembiuli, le divise o le pietose idee delle riforme a costo zero.
Serve una seria e ponderata analisi di tutti questi fattori, egualmente utili e/o necessari.

Quando i soldi arrivavano a palate, e senza controllo, nelle scuole, non arriva di conseguenza la perfezione, è ovvio.
Quindi, tenteremo, con un po' di tempo, di analizzare le giuste problematiche esposte da micheleM (che sembra se ne intenda).

"Avere avuto una buona educazione, oggi, è un grande svantaggio. Ti esclude da tante cose."  O.W.
"Si può essere un uomo saggio, e pensare alla bellezza delle proprie unghie."  A.S.P.