Autore Topic: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?  (Letto 20697 volte)

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micheleM

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #15 il: 10 Luglio 2008, 13:46:43 »
Quando i soldi arrivavano a palate, e senza controllo, nelle scuole.....
Quando?  :confused2: Quando?  :confused2: Quando?   :confused2: Quando? :confused2:

 :crybaby2:
Che bel suono hanno la cattiva musica e le cattive ragioni quando si marcia addosso a un nemico! (F.Nietzsche)

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #16 il: 10 Luglio 2008, 13:54:38 »
Quando?  :confused2: Quando?  :confused2: Quando?   :confused2: Quando? :confused2:

 :crybaby2:

Eheh!!! :D

Che non sia solo una faccenda di soldi mi pare ovvio... il problema è che senza soldi si fa ben poco. Condizione necessaria ma non sufficiente, diciamo.

Comunque, dato che, citando Vittor, "te ne intendi" ;) e dato che si parla appunto di un cambiamento radicale nel tipo di offerta formativa (fattore che è fortemente connesso alla sua organizzazione)... cosa pensi dell'attuale programma di studi umanistici nei Licei? Non meriterebbe forse anche quello una "svecchiatina"?

hannibal

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #17 il: 10 Luglio 2008, 13:57:49 »
Forse dal punto di vista studentesco..direi che solamente negli ultimi anni stiamo cercando di diventare una scuola...come dire ...computerizzata... ma non a livello europeo...secondo me siamo molto indietro rispetto allo standard europeo...non sarebbe meglio svecchiare non solo la filosofia prof ma tutte le materie???

micheleM

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #18 il: 10 Luglio 2008, 13:59:22 »
Più seriamente:
  • mai detto né inteso dire che servano solo i soldi; semmai che senza i soldi non si fa nessuna riforma seria e duratura e che questo deve quindi essere l'inizio
  • secondo me soldi e grembiuli non sono
    Citazione
    egualmente utili e/o necessari
    e se si parla di grembiuli è perché non si può parlare di soldi alla scuola
  • soldi per le strutture chiaro che non dovrebbero mai esser dati a palate e senza controlli; qualcuno può sostenere il contrario?
« Ultima modifica: 10 Luglio 2008, 14:02:31 da micheleM »
Che bel suono hanno la cattiva musica e le cattive ragioni quando si marcia addosso a un nemico! (F.Nietzsche)

ABETE

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #19 il: 11 Luglio 2008, 13:07:15 »
Sfogo di una maturanda delusa
«Il liceo artistico stronca i talenti»
«L’istituto è un covo di sinistra»
 

La scuola dovrebbe formare uomini e donne. Dovrebbe portare alla luce quei piccoli o grandi talenti che ognuno di noi tiene nascosto in un angolo dell'animo. Quando così non è, a fallire non è solo un istituto, ma l'intero sistema scolastico. E allora se una ragazzina di quattordici anni entra al liceo artistico con il naso all'insù a guardare quello che per lei è il tempio di un'arte amata, e vi esce giovane donna con il rigetto per la sua più grande passione, ecco, allora qualche interrogativo deve pur sorgere. Questa è la storia triste di N.Z., che ha atteso 5 anni per dare voce al suo sfogo. «Sono una ragazza di 18 anni che ha appena fatto gli esami di maturità - si legge nella lettera - vi scrivo perché vorrei essere d'aiuto a ragazzi che si trovano a scegliere il proprio avvenire scolastico. A 13 anni sono uscita dalle medie con l'ottimo. Ho sempre amato l'arte, ma i miei insegnanti mi dissero che ero sprecata per un artistico. Nonostante ciò chiesi a mia madre di poterlo visitare, dato che l'aveva frequentato. Trovammo un suo vecchio professore che in un'ora mi fece visitare le aule: ne rimasi così affascinata che chiesi di poterlo frequentare. Dopo 5 anni di studio con profitto, media dell'8, non vedevo l'ora di uscire dal liceo artistico di Treviso. Io che amavo l'arte e avevo la mia libreria zeppa di soli libri d'arte, ora ho il completo rifiuto. E per questo devo ringraziare il mio insegnante di discipline pittoriche che ha fatto morire l'arte in cui io credevo. Treviso città d'arte e un liceo dove si perdono ore ed ore di lezione a far politica e dove l'ideologia di sinistra impera, dove vengono aiutati coloro che in qualsiasi altra scuola verrebbero bocciati fatta eccezione per chi politicamente di idee opposte». Ma la chicca è quella finale. «Il Presidente della commissione d'esame mi chiese "Cosa hai deciso di fare dopo la maturità?", io risposi "Proverò ad accedere alla facoltà di biologia molecolare a Padova", lui ribattè con un sorrisetto "Disegnerai le molecole?". Ecco cosa vuol dire uscire da un liceo artistico. Ragazzi pensateci bene: per quanto amiate l'arte evitate quel liceo».

(tratto dalla tribuna di oggi  )
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ahi ,ahi .. sinceramente il liceo artistico di Treviso non lo conoscevo e dopo queste affermazioni , e' vero che bisogna sentire le opinioni di entrambi le parti ... pero'.. se fosse confermato quello che dice la studentessa sarebbe poco piacevole.. . Quello che mi ha colpito in negativo , come gli insegnanti dicono ''una persona non e' portata per quella cosa '' , quando invece sarebbe l'opposto.. . Nonostante la mia passione per il disegno che avevo , gli insegnanti delle medie mi consigliavano di andare a fare indirizzi diversi e non artistici... . >:(
« Ultima modifica: 11 Luglio 2008, 13:14:21 da ABETE »

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #20 il: 11 Luglio 2008, 13:18:36 »
"Disegnerai le molecole?"

...questa però è spiritosa...

ABETE

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #21 il: 11 Luglio 2008, 13:24:22 »
Un altra cosa mi ha dato fastidio leggendo l'articolo : come si e' comportato l'esaminatore della commissione. Tutte gli indirizzi delle superiori e universita' sono validi , a mio parere . ''Disegnerai le molecole ? '' ma che discorsi sono questi  ..? , ma stiamo scherzando ? ...    Con tutto il rispetto per la categoria degli insegnanti e affini.. .Dopo ci lamentiamo se l'Italia va a rotoli.. , finche ci sono questi personaggi in circolazione.. .
« Ultima modifica: 11 Luglio 2008, 13:33:45 da ABETE »

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #22 il: 11 Luglio 2008, 13:33:14 »
Un altra cosa mi ha dato fastidio leggendo l'articolo : come si e' comportato l'esaminatore della commissione. Tutte gli indirizzi delle superiori e universita' sono validi , a mio parere . ''Disegnerai le molecole ? '' ma che discorsi sono questi  ..? , ma stiamo scherzando ? ...    con tutto il rispetto per la categoria degli insegnanti e affini.. .

La gente dovrebbe imparare a rispondere con battute alle battute.
Ironia e sarcasmo avrebbero salvato sta ragazza da uno sfogo vittimistico. (ma poi, perchè è stato pubblicato? ...e introdotto in modo così patetico?)
N. Z. e'  uscita con una media alta? Buon per lei. Ora può andar a studiare quel che crede...


Citazione
Questa è la storia triste di N.Z. ...
:crybaby2:
« Ultima modifica: 11 Luglio 2008, 14:23:58 da Franz »

berto

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #23 il: 11 Luglio 2008, 14:26:48 »
Sfogo di una maturanda delusa
«Il liceo artistico stronca i talenti»
«L’istituto è un covo di sinistra»
 

La scuola dovrebbe formare uomini e donne. Dovrebbe portare alla luce quei piccoli o grandi talenti che ognuno di noi tiene nascosto in un angolo dell'animo. Quando così non è, a fallire non è solo un istituto, ma l'intero sistema scolastico. E allora se una ragazzina di quattordici anni entra al liceo artistico con il naso all'insù a guardare quello che per lei è il tempio di un'arte amata, e vi esce giovane donna con il rigetto per la sua più grande passione, ecco, allora qualche interrogativo deve pur sorgere. Questa è la storia triste di N.Z., che ha atteso 5 anni per dare voce al suo sfogo. «Sono una ragazza di 18 anni che ha appena fatto gli esami di maturità - si legge nella lettera - vi scrivo perché vorrei essere d'aiuto a ragazzi che si trovano a scegliere il proprio avvenire scolastico. A 13 anni sono uscita dalle medie con l'ottimo. Ho sempre amato l'arte, ma i miei insegnanti mi dissero che ero sprecata per un artistico. Nonostante ciò chiesi a mia madre di poterlo visitare, dato che l'aveva frequentato. Trovammo un suo vecchio professore che in un'ora mi fece visitare le aule: ne rimasi così affascinata che chiesi di poterlo frequentare. Dopo 5 anni di studio con profitto, media dell'8, non vedevo l'ora di uscire dal liceo artistico di Treviso. Io che amavo l'arte e avevo la mia libreria zeppa di soli libri d'arte, ora ho il completo rifiuto. E per questo devo ringraziare il mio insegnante di discipline pittoriche che ha fatto morire l'arte in cui io credevo. Treviso città d'arte e un liceo dove si perdono ore ed ore di lezione a far politica e dove l'ideologia di sinistra impera, dove vengono aiutati coloro che in qualsiasi altra scuola verrebbero bocciati fatta eccezione per chi politicamente di idee opposte». Ma la chicca è quella finale. «Il Presidente della commissione d'esame mi chiese "Cosa hai deciso di fare dopo la maturità?", io risposi "Proverò ad accedere alla facoltà di biologia molecolare a Padova", lui ribattè con un sorrisetto "Disegnerai le molecole?". Ecco cosa vuol dire uscire da un liceo artistico. Ragazzi pensateci bene: per quanto amiate l'arte evitate quel liceo».

(tratto dalla tribuna di oggi  )
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ahi ,ahi .. sinceramente il liceo artistico di Treviso non lo conoscevo e dopo queste affermazioni , e' vero che bisogna sentire le opinioni di entrambi le parti ... pero'.. se fosse confermato quello che dice la studentessa sarebbe poco piacevole.. . Quello che mi ha colpito in negativo , come gli insegnanti dicono ''una persona non e' portata per quella cosa '' , quando invece sarebbe l'opposto.. . Nonostante la mia passione per il disegno che avevo , gli insegnanti delle medie mi consigliavano di andare a fare indirizzi diversi e non artistici... . >:(

Io non ho inviato lettere alla tribuna, ma gli ho fatti anche io 5 anni al liceo artistico di treviso, e sono stati i 5 anni a livello scolastici migliori che abbia avuto...ma siccome la tribuna è un giornale che ha sempre avuto una certa antipatia verso certi ambienti e persone (non solo del liceo artistico, ma  che veniva comunque sempre preso di mira, ha le sue pecche come molte altre scuole, solo che li non arrestavano alle 8 di mattina studenti che spacciavano cocaina come succedeva al liceo classico...) e non ha mai perso un minuto per non fargli fare una figuraccia...invece è si un luogo molto contraddittorio, un po difficile, ma preso con il verso giusto è stimolante, ci insegnano delle persone mica da poco: come Lello Voce, uno dei più importanti poeti italiani o architetti di una certa fama, o importanti scultori e incisori a livello mondiale, con i quali era possibile uno scambio umano di non poco conto, forse se ne perde un po in nozioni, ma in 'formazione' ne guadagni...facevamo lezioni e incontri con Marco Paolini, Achille Bonito Oliva, e altri meno conosciuti ma importanti artisti, filmmaker, studiosi d'arte di tutta Italia...invece mi preoccupano certe idee di molti ministri dell'istruzione (prima di tutto fu la moratti) a vedere questo tipo di scuole come un passatempo, da ridimensionare come 'attività pomeridiane'... e poi mica devono diventare tutti 'artisti', con i nuovi programmi sperimentali viene assicurata una formazione a 360° comprendeno insegnamenti fino a prima esclusi: lingua inglese, fisica, filosofia, diritto, chimica...per un totale di 40 ore alla settimana (escludendo una grossa mole di lavoro che devi completare a casa), che non è uno scherzo.
« Ultima modifica: 11 Luglio 2008, 14:28:36 da Alberto »
"Fai quel che devi, accada quel che può" Ernesto Rossi

jean

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #24 il: 11 Luglio 2008, 14:57:48 »
un 386 per un intero plesso scolastico
per un intero plesso scolastico è un pò poco, ma io ho cominciato proprio da uno così alle medie onor, la differenza la faceva il prof (kartman: come si chiavama quello di mate e info? mi sfugge) che ne capiva parecchio già nei primi anni novanta. son stato davvero fortunato.
pensate che quando all'università ho raccontato che alle medie avevo fatto i circuiti logici (ma non solo and or... proprio un full adder) non mi credevano, ho dovuto portar i quaderni con gli appunti, mi han chiesto allora che tipo di medie avessi fatto (private? super specializzate??) no, semplicemente le onor. anche qui la differenza la faceva il professore: il mitico Busanello!! (grazie ancora prof!!(magari ci legge!)) (mia sorella infatti con un altro prof in un altra sezione alle onor ha fatto il ciclo di lavorazione della carta...)
se tutti i prof fossero come quelli che ho citato la scuola sarebbe davvero un altra cosa.

jean

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #25 il: 11 Luglio 2008, 15:21:50 »
come si chiavama quello di mate e info? mi sfugge
angellotti!! Grazie anche a lei prof!!

non penso che questi prof percepissero più soldi di altri.. però in loro (e anche in qualcun'altro che ho trovato dopo...) c'era la voglia di trasmettere qualcosa, che "non ha prezzo"...

p.s. torno da padova, dalla corezzione di un lavoro, in tre parti, di circa 100 pagine. il prof mi ha segnato delle mancanze che in realtà mi han dimostrato che non aveva letto quello che gli avevo portato!
ho preso un buon voto. sinceramente preferivo esser segato con una correzione seria del lavoro per cui ho perso il sonno, le uscite con la morosa... che palle! non tollero più la mia uni e il mio dipartimento (il DEI, www.dei.unipd.it). Con i miei compgani stiamo organizzando il vdei. dallas, se ti può interssare fammi un fischio.

ABETE

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #26 il: 11 Luglio 2008, 15:41:14 »
La mia era solo una semplice considerazione , su un articolo  di giornale che ho ritenuto pubblicarlo . tutto qui . Ho ritenuto opportuno dire la mia opinione

micheleM

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #27 il: 17 Luglio 2008, 14:11:35 »
Nel supplemento del Corriere della Sera di oggi, Angelo Panebianco avanza una sua proposta per rilanciare la scuola italiana.
Non so se e come recuperare il pezzo in rete (se qualcuno lo sa, grazie dell'aiuto), perciò riassumo io il nocciolo della proposta.

Citazione
Rovesciare la struttura degli esami (quelli che restano: terza media e maturità; anche se Panebianco parla essenzialmente degli ultimi).
Invece di fare esami in uscita da un corso di studi, fare esami in entrata per il corso successivo. Insomma ad esaminare gli alunni alla conclusione della scuola superiore dovrebbero essere le università con degli esami di ammissione ch stabilirebbero in tal modo gli standard a cui la preparazione delle scuole superiori dovrebbe parametrarsi per forza.

Su questo l'articolo è chiaro e motivato.
Come ho detto sopra, non è altrettanto chiaro se la proposta vale anche per l'esame di terza media.
In tal caso, per l'iscrizione alla scuola superiore dovrebbe essere la stessa scuola superiore a definire e gestire un proprio esame d'ammissione, o piuttosto ci dovrebbe essere un esame nazionale unificato, una specie di test nazionale di valutazione ?
« Ultima modifica: 17 Luglio 2008, 14:13:46 da micheleM »
Che bel suono hanno la cattiva musica e le cattive ragioni quando si marcia addosso a un nemico! (F.Nietzsche)

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #28 il: 17 Luglio 2008, 14:55:22 »
per un intero plesso scolastico è un pò poco, ma io ho cominciato proprio da uno così alle medie onor, la differenza la faceva il prof (kartman: come si chiavama quello di mate e info? mi sfugge) che ne capiva parecchio già nei primi anni novanta. son stato davvero fortunato.
pensate che quando all'università ho raccontato che alle medie avevo fatto i circuiti logici (ma non solo and or... proprio un full adder) non mi credevano, ho dovuto portar i quaderni con gli appunti, mi han chiesto allora che tipo di medie avessi fatto (private? super specializzate??) no, semplicemente le onor. anche qui la differenza la faceva il professore: il mitico Busanello!! (grazie ancora prof!!(magari ci legge!)) (mia sorella infatti con un altro prof in un altra sezione alle onor ha fatto il ciclo di lavorazione della carta...)
se tutti i prof fossero come quelli che ho citato la scuola sarebbe davvero un altra cosa.

Infatti... non smetterò mai neppure io di ringraziare certi professori che ho avuto la fortuna di avere come insegnanti alle medie e, in parte, anche alle superiori.

Grazie anche alla lungimiranza dei prof. Antonino Angellotti e Walter Busanello la "Onor" è stata per un certo periodo davvero all'avanguardia; si lavorava al computer, sia con programmi informatici per la didattica (ProLogic) sia, più avanti, con linguaggi leggermente più complessi (Basic); come attività collettiva per il terzo anno, la nostra classe realizzò un ipertesto sul mare, che fu non solo un'occasione didattica di un certo peso per noi studenti, ma dimostrò anche come una stretta collaborazione fra i docenti (in questo caso i suddetti prof. di scienze e tecnica e il prof. di lettere Benedetto Carroccio) consenta l'elaborazione di progetti interdisciplinari validi e utili; poi vorrei ricordare che, oltre ai circuiti logici, Busanello al terzo anno insegnava ai suoi studenti i primissimi rudimenti di elettronica...

Per questo motivo quando sento scaricare tutta la responsabilità del malfunzionamento della scuola sui docenti m'inca##o come un'ape. Perché mi viene in mente quanto abbiano contribuito in positivo alla formazione mia e di generazioni di studenti persone come Busanello, Angellotti e quant'altri... persone che non smetterò mai di ringraziare e di ammirare e nei confronti delle quali mi sento in debito.

Se non si riparte dalla promozione delle capacità umane e professionali dei docenti, dalla sottolineatura del loro fondamentale ruolo nella società... se non si riparte da qui tutti gli altri discorsi (esami prima /esami dopo, autonomia sì /autonomia no...) valgono relativamente.

Il fatto è che spesso le strutture di vertice degli istituti comprensivi badano più all'immagine della scuola e al rapporto con gli "utenti" (perché studenti e famiglie sono diventati appunto questo, nella logica perversa che va per la maggiore oggi: "utenti"; o, peggio ancora, "clienti"). E allora è naturale che le scuole siano trattate sempre di più come parcheggi o diplomifici e che l'autorità e la competenza dei docenti sia sempre più calpestata e umiliata.



     
« Ultima modifica: 17 Luglio 2008, 14:58:09 da Kartman »

ABETE

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #29 il: 22 Luglio 2008, 12:38:50 »
Per esperienza personale da ex -studente una cosa ho capito.. , conta cosa alla fine ha studiato una persona fino ad un certo punto però .. ,  conta anche l'educazione in se... .O no? Ho conosciuto persone che hanno fatto il liceo e si credevano chissa chi , ed altri che hanno fatto la stessa scuola pero' un indirizzo diverso ed erano le persone piu' educate e umili di questo mondo... .Dipende molto da individuo a individuo..
« Ultima modifica: 22 Luglio 2008, 12:43:23 da ABETE »