Autore Topic: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?  (Letto 21710 volte)

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #45 il: 29 Luglio 2008, 22:22:47 »
Citazione
La scuola privata, di fatto, non esiste. Su circa quattromila istituti scolastici, soltanto una sessantina sono privati, ma sono finanziati al 100% dallo stato e obbligati a seguire gli stessi programmi delle scuole pubbliche. Vengono denominati “privati” perché hanno il diritto di scegliere i propri alunni sulla base delle proprie convinzioni religiose o della comunità linguistica di appartenenza (essenzialmente scuole musulmane, ebraiche o francofone).

Proprio come qui da noi, direi!!!

Vittor

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #46 il: 30 Luglio 2008, 15:49:25 »
Allora, Granzotto?

Posso ripetermi? Posso?  ???

Perché no?
Magari integrando una seria base di partenza con nuove idee provenienti da altre esperienze scolastiche ritenute meritevoli di attenzione, ma che non possono ovviamente essere riproposte in toto da noi per evidenti diversi contesti socio-culturali, dei quali bisognerà tener conto.
Per quanto riguarda i fondi..., se ne consideri necessaria la disponibilità prima d'altro temo che la cosa sarà impossibile da realizzare.
Sempreché qualche "illuminato" consideri finalmente la scuola un importante valore futuro e non, come al solito una spesa immediata; ma ho paura che bisognerà aspettare tempi (economici) migliori, purtroppo.
"Avere avuto una buona educazione, oggi, è un grande svantaggio. Ti esclude da tante cose."  O.W.
"Si può essere un uomo saggio, e pensare alla bellezza delle proprie unghie."  A.S.P.

Vittor

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #47 il: 30 Luglio 2008, 16:25:53 »
da Il Messaggero
Gelmini: «Valuteremo l'operato dei docenti»
Reclutamento con la chiamata diretta dalle scuole

ROMA (30 luglio) - Si conferma una stagione all'insegna del cambiamento quella inaugurata dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini: dal ritorno al grembiule per le scuole elementari, al ripristino degli esami di riparazione aboliti nel 1995, passando per il voto in condotta per il quale, ha fatto sapere Gelmini, «a breve presenterà un disegno di legge, perché anche il comportamento deve rientrare nella valutazione complessiva dello studente».

In un'intervista ad Avvenire il ministro ha parlato della qualità dell'insegnamento. Affrontando il tema del legame tra la retribuzione e merito, Gelmini ha detto che «il 30% dei risparmi derivanti da razionalizzazioni della rete scolastica e taglio di alcuni posti sarà investito per premiare il merito e l'impegno degli insegnanti». Alcuni milioni di euro, ha spiegato Gelmini, verranno messi sul tavolo nel corso dell'incontro con le parti sociali in programma il 6 agosto. L'intenzione è quella di premiare il merito e l'impegno all'interno dello stipendio.

La valutazione non si fermerà all'apprendimento dei giovani, ma riguarderà anche dirigenti scolastici e docenti. Novità anche per il reclutamento, con la possibilità della "chiamata diretta" da parte della scuola, premettendo che «ci deve essere una idoneità nazionale», ha ribadito il ministro. Sempre nell'intervista Gelmini ha parlato poi della possibilità di introdurre una valutazione per le scuole che potrà essere resa pubblica: «Una valutazione dall'alto ma anche dal basso». Nel primo caso con una classifica stilata dall'Invalsi, nel secondo coinvolgendo i genitori.


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Speriamo bene, ma quello che ho sottolineato in grassetto potrebbe essere preoccupante.
"Avere avuto una buona educazione, oggi, è un grande svantaggio. Ti esclude da tante cose."  O.W.
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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #48 il: 30 Luglio 2008, 16:28:49 »
nel secondo coinvolgendo i genitori.

Evvai...

Vittor

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #49 il: 30 Luglio 2008, 17:14:10 »
Bene il coinvolgimento anche dei genitori.
Ma stiamo attenti, a volte i genitori si accontentano di bei voti ..., tralasciando la sostanza della scuola.
Quindi servirà una ben attenta e ponderata riflessione su come valutare gli istituti scolastici.

Stesso discorso anche per la valutazione dei docenti: chi e come può stabilire se un docente è valido, insegna correttamente, riesce a stabilire un rapporto con gli studenti, è una persona che sa insegnare?
Non credo che la questione potesse essere risolta con il "quizzone" di Berlinguer, forse neanche con la "soddisfazione" dell'utenza (stesso discorso dei bei voti innanzi citati).
Forse un Dirigente Scolastico in gamba, unitamente al Collegio Docenti, tenuto conto dei risultati scolastici dei discenti, potrebbero riuscire nell'immane compito di assegnare delle scale di merito per una valorizzazione, anche economica, di una parte di docenti che meriterebbe finalmente questo giusto riconoscimento.
"Avere avuto una buona educazione, oggi, è un grande svantaggio. Ti esclude da tante cose."  O.W.
"Si può essere un uomo saggio, e pensare alla bellezza delle proprie unghie."  A.S.P.

ilviaggiatore

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #50 il: 30 Luglio 2008, 17:32:54 »
in tutte le scuole operano gruppi di docenti senza un orario d’insegnamento prestabilito, che hanno come unico compito quello di prendere in carico dopo le ore di lezione gli allievi che mostrano difficoltà di apprendimento.

Sono sicuro, caro prof. Michele, che proporre una cosa del genere all'iper burocratizzata-sindacalizzata-scandalizzata "casta" degli insegnati italiani (alias dipendenti pubblici, perchè di quest'ultimi ne pretendono i diritti -ma senza i doveri-) provocherebbe ondate di sdegno e scioperi ad oltranza!

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #51 il: 30 Luglio 2008, 17:49:01 »
Citazione
Bene il coinvolgimento anche dei genitori.
Ma stiamo attenti, a volte i genitori si accontentano di bei voti ..., tralasciando la sostanza della scuola.
Quindi servirà una ben attenta e ponderata riflessione su come valutare gli istituti scolastici.

Esperienze personali mi suggeriscono che i genitori possono essere mooolto pericolosi. Penso che la cosa sia generalizzabile soprattutto a quelli più giovani. Spesso non hanno gli strumenti per valutare adeguatamente la realtà scolastica; e forse tendono un po' troppo ad imputare le conseguenze dei loro errori alla scuola... insomma, il rischio di trasformare gli studenti e le "famiglie" in utenti o, peggio, in clienti è più che concreto se si lascia troppo spazio ai genitori.

Citazione
Forse un Dirigente Scolastico in gamba, unitamente al Collegio Docenti, tenuto conto dei risultati scolastici dei discenti, potrebbero riuscire nell'immane compito di assegnare delle scale di merito per una valorizzazione, anche economica, di una parte di docenti che meriterebbe finalmente questo giusto riconoscimento.

Così però il problema si sposta semplicemente un po' più a monte... dove li pigliamo i Dirigenti Scolastici? Come facciamo a capire se sono "in gamba"? Come vanno selezionati e formati?

Anche qui, stando alle mie esperienze, mi pare che l'attuale sistema, dove i vecchi "presidi" vengono magicamente trasformati in "dirigenti", dovrebbe essere riformato in modo radicale per rispondere ad un'esigenza del genere.

P.S.(OT): quindi ora Vittor Pis(ci)ani diventa il "caro prof. Michele"... curiosa 'sta storia.
« Ultima modifica: 30 Luglio 2008, 18:00:18 da Kartman »

angelo

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #52 il: 30 Luglio 2008, 18:09:38 »

Magari fosse solo così.
Oggi i vicari dei vecchi Direttori Didattici vanno a Dirigere Istituti Superiori per mancanza di Dirigenti vincitori di concorso.
« Ultima modifica: 30 Luglio 2008, 18:14:40 da angelo »

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #53 il: 30 Luglio 2008, 18:28:11 »
Magari fosse solo così.
Oggi i vicari dei vecchi Direttori Didattici vanno a Dirigere Istituti Superiori per mancanza di Dirigenti vincitori di concorso.

Quanti concorsi sono stati fatti dal varo della riforma?

Vittor

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #54 il: 31 Luglio 2008, 08:16:34 »

P.S.(OT): quindi ora Vittor Pis(ci)ani diventa il "caro prof. Michele"... curiosa 'sta storia.

Devo intervenire, anche se OT, per fatto personale che potrebbe ingenerare confusione.

Sembrava chiaro e lampante che il rinvio di Beefeater a tal "prof. Michele", pur citando parte di un  mio messaggio, non facesse di conseguenza confluire l'uno nell'altro (?).

Non rilevo nulla di curioso, tranne la tua divagazione sul mio nick, degna di miglior causa; anzi, quando avrai deciso chi sei e la smetterai di variare il tuo ti sentirai (forse) meglio.
« Ultima modifica: 31 Luglio 2008, 09:11:37 da Vittor2005 »
"Avere avuto una buona educazione, oggi, è un grande svantaggio. Ti esclude da tante cose."  O.W.
"Si può essere un uomo saggio, e pensare alla bellezza delle proprie unghie."  A.S.P.

Vittor

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #55 il: 31 Luglio 2008, 11:22:05 »
...
Per le nostre dimensioni dovremmo seguire modelli come quelli dei paesi nordici (Danimarca, Finlandia Svezia) ad esempio. Numeri bassini, ma alta qualità.
...

Potresti per cortesia chiarire questo punto?

Cosa intendi per "dimensioni": abitanti? mq del territorio?  Non credo. Non mi sembrano né simili né paragonabili.

E "numeri bassini" di cosa?
Grazie.

"Avere avuto una buona educazione, oggi, è un grande svantaggio. Ti esclude da tante cose."  O.W.
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ilviaggiatore

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #56 il: 31 Luglio 2008, 13:29:19 »
Devo intervenire, anche se OT, per fatto personale che potrebbe ingenerare confusione.

Sembrava chiaro e lampante che il rinvio di Beefeater a tal "prof. Michele", pur citando parte di un  mio messaggio, non facesse di conseguenza confluire l'uno nell'altro (?).

Non rilevo nulla di curioso, tranne la tua divagazione sul mio nick, degna di miglior causa; anzi, quando avrai deciso chi sei e la smetterai di variare il tuo ti sentirai (forse) meglio.


Vedo che per fortuna non mi esprimo in maniera così incomprensibile!

micheleM

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #57 il: 31 Luglio 2008, 13:47:57 »
Potresti per cortesia chiarire questo punto?

Cosa intendi per "dimensioni": abitanti? mq del territorio?  Non credo. Non mi sembrano né simili né paragonabili.

E "numeri bassini" di cosa?
Chiarisco.
Non abbiamo le dimensioni quantitative (n. abitanti) di giganti come Cina, India, Stati Uniti, Russia e perciò la medesima base di reclutamento nè di intelligenze, né di manodopera a basso costo [dimensioni - numeri bassini].
Dobbiamo perciò puntare a modelli diversi.
Chiaro che siamo 10 volte la Finlandia, ma mi chiedo: se Suomi con 5.000.000 di abitanti riesce a permettersi certi standard, perché non dovremmo riuscirci anche noi?

E non ho problemi neppure a pensarlo in un ambito regionale, di "federalismo" scolastico ( in tal caso le dimensioni popolazione sono abbastanza simili, e la minore estensione di territorio è più un vantaggio che un handicap).

Basta che il federalismo scolastico non produca solamente imbecilli che vogliono introdurre nel curricolo l'insegnamento del rovigoto o "storia della Serenissima" o "chimica dea poenta e fasoj".

Quanto agli insegnanti finlandesi senza orario prestabilito,
Sono sicuro, caro prof. Michele, che proporre una cosa del genere all'iper burocratizzata-sindacalizzata-scandalizzata "casta" degli insegnati italiani (alias dipendenti pubblici, perchè di quest'ultimi ne pretendono i diritti -ma senza i doveri-) provocherebbe ondate di sdegno e scioperi ad oltranza!
non so come te li sei immaginati tu, ma stai pur sicuro che hanno tanto di contratto con specifiche ecc.
« Ultima modifica: 31 Luglio 2008, 13:52:07 da micheleM »
Che bel suono hanno la cattiva musica e le cattive ragioni quando si marcia addosso a un nemico! (F.Nietzsche)

ilviaggiatore

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #58 il: 31 Luglio 2008, 13:54:24 »
Avranno certamente un contratto, ma di certo non corrono a casa con la campanella delle 13.

micheleM

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #59 il: 31 Luglio 2008, 14:00:42 »
"Sfondi una porta aperta" (non so come si dice in finlandese)
Anche nella scuola italiana ci sono molti docenti che a scuola ci passano molte più ore delle loro, da contratto, 18 di insegnamento settimanale +80 annuali di altre attività.
Chi vive la scuola lo sa bene che è grazie al volontariato di insegnanti così se le cose non stanno già ora molto peggio di come stanno.
Che bel suono hanno la cattiva musica e le cattive ragioni quando si marcia addosso a un nemico! (F.Nietzsche)