Autore Topic: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?  (Letto 21710 volte)

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squalo

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #570 il: 20 Settembre 2009, 19:04:33 »
Mancanza di regole significa che oggi si trasgredisce senza nemmeno rendersene conto, in quanto nessuno ha mai detto a questi ragazzi (senza generalizzazioni) che quella certa cosa non si può fare e magari li abbia pure puniti di fronte a trasgressioni.
Oggi invece è abbastanza comune il prendere le difese ad oltranza del figlio, da parte del genitore, di fronte a una qualsiasi rimostranza dell'insegnante. Se conosci qualche insegnante chiediglielo e sentirai che rispondono.

Da parte mia l'esigenza delle regole non significa assolutamente un ritorno ad una cieca e quindi stupida disciplina, ricordo che il Rousseau diceva che si doveva dir di SI il più possibile sapendo però esser inflessibili con i NO. Questa mi è sembrata allora una regola intelligente e mantengo lo stesso parere.

Si, in effetti su questo sono d'accordo.

Citazione
Se conosci qualche insegnante chiediglielo e sentirai che rispondono.

I miei genitori sono entrambi insegnanti delle superiori... : )

F

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #571 il: 20 Settembre 2009, 19:18:31 »
Citazione
I miei genitori sono entrambi insegnanti delle superiori... : )

Tempo fa, in questo thread s'era dicusso su quali potessero essere i criteri e i metodi per promuovere gli insegnanti dediti al proprio lavoro e sanzionare quanti invece sembrano essere inadatti per questa professione...

http://www.sandona24.org/forum/index.php/topic,1183.msg35011.html#msg35011

Per riprendere pure quello che hai detto tu più su, i tuoi cosa pensano a riguardo?
E' difficile capire come poter intervenire, salvo, credo, in quelle circostanze in cui un insegnante sia in torto evidente (assenze prolungate, cattive maniere ...)

squalo

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #572 il: 20 Settembre 2009, 20:14:06 »
Per riprendere pure quello che hai detto tu più su, i tuoi cosa pensano a riguardo?
E' difficile capire come poter intervenire, salvo, credo, in quelle circostanze in cui un insegnante sia in torto evidente (assenze prolungate, cattive maniere ...)

Non credo che ci siano soluzioni atte a risolvere i problemi al 100 per cento, e neanche al 60 per cento. La soluzione più evidente è quella di introdurre degli strumenti di valutazione periodici nell'operato di un insegnante, o tramite ispezioni frequenti oppure tramite test attitudinali o tramite gli stessi giudizi di genitori congiuntamente a studenti. Il limite di tutto ciò sta nel fatto che gli input alla valutazione non sono asettici, in tutti i casi ci sarebbero condizionamenti, favoritismi accordi preventivi che impedirebbero una valutazione vicina all'obiettività. Comunque la gente i casi più gravi di professori inadempienti o perchè impreparati nella loro materia o perchè disinterassati all'insegnamento li conosce, col tempo vengono a galla, riuscire ad allontanare quegli insegnanti (o dargli un aut aut come minimo) sarebbe già una buona cosa. Di genitori e alunni (soprattutto quelli degli istituti tecnici) stando a quanto sento non ci si può fidare molto, visto che tendono ad essere più soddisfatti quando il professore in classe non combina niente e mette la sufficienza di default rispetto a quando invece il professore è severo ma la sua materia la spiega da dio.

Un'altra cosa: alcuni programmi vanno rivisti. Non è possibile che ci siano insegnanti che dicono le solite quattro acche identiche da 25 anni, specialmente in alcune materie. Uscire dallo scientifico senza aver visto in maniera quantomeno decente la storia, la storia dell'arte e la filosofia recente (ultimi 50 anni) mi pare una cosa assurda. Anche perchè per esempio, parlo a titolo personale*, a me l'interesse verso certe tematiche è spuntato intorno alla quinta superiore e sarebbe stato bello parlare anche di argomenti più attuali.

*Prima ero un bocchia abbastanza superficiale e stupido che studiava giusto per fare decentemente le verifiche. Poi all'università dulcis in fundo ho fatto la scelta più sbagliata che potessi fare. Anche da questo punto di vista secondo la mia personale esperienza manca qualcosa, si dovrebbero fornire strumenti validi allo studente per fargli capire che ad un certo punto deve pensare a quello che può essere il suo futuro e la sua passione. La sua attitudine insomma.
« Ultima modifica: 20 Settembre 2009, 20:47:56 da squalo »

Royal Moore

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #573 il: 20 Settembre 2009, 21:36:34 »
Anch'io ho un insegnante in famiglia, elementare però, e credo che proprio nella scuola del primo ciclo si avvertano maggiormente le contraddizioni e i malesseri del nostro sistema formativo.

Apprezzo comunque le tue visioni, squalo.
« Son uscito per una passeggiata, son rimasto fuori tutta la vita. » John Muir

ABETE

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #574 il: 21 Settembre 2009, 12:28:56 »
Per Michele M :
Scusatemi se sarò antiquato , nel mio modo di vedere.. . Per come mi hanno educato , vale il motto '' nessuno regala niente'' ... . Qui siamo in Italia e se persone che in quinta liceo sono stati bocciati ,  certi genitori regalano come premio un viaggio in America... . Invece il sottoscritto in quarta superiore e' stato bocciato  non al liceo  , altro che viaggi... una bella sgridata  da parte dei miei e basta ! Certe cose mi lasciano schifato  nel mondo della scuola , tra cui una di queste.. . Percarità ognuno educa i figli come ritiene piu' oppurtuno però... , ( il mio vuole essere solo una considerazione non un giudizio sia chiaro..)  
« Ultima modifica: 21 Settembre 2009, 12:35:12 da ABETE »

micheleM

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #575 il: 22 Settembre 2009, 07:01:38 »
MI sembra invece proprio un giudizio.
E perché non si dovrebbe giudicare?
Che bel suono hanno la cattiva musica e le cattive ragioni quando si marcia addosso a un nemico! (F.Nietzsche)

ABETE

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #576 il: 22 Settembre 2009, 09:18:08 »
Scuola, scure sulle serali: è rivolta
Trecento iscrizioni respinte: piovono ricorsi al Tar, azioni legali, lettere di protesta
VENEZIA — La seconda op­portunità? A volte non esiste. Inizio d’anno a porte chiuse per le scuole serali della pro­vincia: centinaia di aspiranti studenti non sono stati accet­tati e sono in lista d’attesa. E ora scoppia la rivolta con mi­nacce di ricorsi al Tar e azio­ni legali, proteste davanti al­le scuole. Ragazzi a cui è tornata tar­di la voglia di studiare, perso­ne che hanno interrotto pre­sto gli studi per lavorare, cit­tadini stranieri impegnati ad ottenere un riconoscimento dei titoli di studio acquisiti in patria: per molti di questi le porte delle scuole serali si sono chiuse.Colpa delle nuo­ve norme che hanno stanno penalizzando tantissime per­sone, si stima possano essere quasi 300 visto che in provin­cia le scuole che fanno corsi serali sono una quindicina e la media è
di 20 iscrizioni  «re­spinte  ».
Tutto è cominciato con la circolare ministeriale che ha obbligato le scuole a chiede­re in primavera in via definiti­va un numero di classi per i corsi diurni e quelli serali in primavera. La stessa circola­re diceva, però, che per le se­rali le iscrizioni sarebbero ri­maste aperte fino all’inizio delle lezioni. «Nella nostra scuola questo controsenso — dice Bartolomeo Tribuna, preside del Liceo Artistico di Venezia — ha avuto come ef­fetto la negazione della clas­se serale. A primavera aveva­mo zero iscritti, in pochi me­si sono diventati 28, ma non possiamo attivare la classe». L’organico di ogni scuola, in­fatti, è stato tarato sui dati di primavera. «La legge è dalla nostra parte — dice Tribuna — faremo ricorso al Tar». Il Liceo artistico non è l’unico, i conti non tornano in tantissimi istituti. «La maggior parte delle richieste per i corsi serali è arrivata co­me sempre durante l’estate — spiega Michela Borin, diri­gente scolastico dell’Itc Luz­zatto di Portogruaro — gli or­ganici però erano già chiusi, così ci siamo trovati ad ago­sto con 90 iscrizioni e soltan­to 2 classi concesse. Il limite massimo è di 33 persone per classe, gli altri 24 sono dovu­ti rimanere a casa».
Situazio­ne analoga anche all’Itc Alber­ti di San Donà di Piave, dove delle 209 domande soltanto 187 sono state accettate. «La classe in più ci è stata negata per ragioni economiche — spiega Paolo Corbucci, diri­gente della scuola — in que­sto modo, però, rimangono fuori dai giochi proprio le persone che dell’istituzione scolastica avrebbero più biso­gno ». Parla delle «vittime invisi­bili » della riforma anche il collegio docenti dell’Istituto alberghiero Barbarigo di Ve­nezia, che ha scritto una lette­ra alla direzione scolastica re­gionale. «Come è stato possi­bile non assegnare una clas­se prima che, ufficialmente, alla data del 31 agosto conta­va ben 42 iscritti? Come può venir negato a 42 persone il diritto di emanciparsi e mi­gliorarsi con lo studio e ai do­centi qualificati di mantene­re un posto di lavoro al quale avrebbero diritto?». Agli studenti delle serali dell’Ipcc Musatti di Dolo è an­data anche peggio. L’altra se­ra, allo scoccare della prima campanella serale, sono arri­vate a scuola una ventina di persone, con penne e quader­ni. Ma la classe non c’era. «Nessuno di loro era stato av­visato e dopo aver fatto una protesta simbolica davanti al­la scuola uno degli studenti si è rivolto a me per capire se ci siano gli estremi per un’azione legale — spiega Marisa Biasibetti, avvocato — per il momento ci sono an­cora da chiarire alcune cose, ma di certo la situazione in cui si sono trovate queste per­sone è assurda».

Alice D’Este il corriere.it 19 settembre

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Finalmente qualcuno si ribella a qualche nefandezza , quando '' l'acqua tocca il fondoschiena tutti imparano a nuotare   '' .. , e' proprio vero ..  come dice il detto . Le cose mancano la gente si sveglia.. , e combatte perchè certe porcherie non succedano più..  .
« Ultima modifica: 22 Settembre 2009, 09:29:42 da ABETE »

Stanza 237

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #577 il: 22 Settembre 2009, 10:52:29 »
Ma l'hai capito perchè succedono certe cose?

ABETE

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #578 il: 22 Settembre 2009, 13:37:53 »
Se fosse per me , dovrebbero rimborsare i soldi dell'iscrizione  (se non sono riusciti ad attivare la classe ) come minimo.. , e per il disguido che si crea all'utenza  . A maggior ragione quando si è avvisati , all'ultimo momento ...   . Questo vale in generale...
« Ultima modifica: 22 Settembre 2009, 13:39:37 da ABETE »

Vittor

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #579 il: 23 Settembre 2009, 10:16:52 »
Un contributo di Cazzullo - dal Corsera del 22 settembre:

" ... Quando la settimana scorsa Mariastella Gelmini ha denunciato, in un’intervista al Corriere , la persistenza di aree di militanza politica nella scuola, si sono levate contro di lei molte critiche. Ora appare chiaro che il ministro non aveva torto; e bene ha fatto a chiedere scusa alle famiglie dei caduti, anche a nome di coloro che hanno negato quel minimo segno di dolore e rispetto.

Resta l’amarezza per una scuola che (sia pure con molte eccezioni) riesce a trasformare anche un’occasione di unità nazionale in un punto di divisione; e soprattutto si ostina a leggere qualsiasi vicenda attraverso le lenti della politica, peggio ancora dell’ideologia. ..."


Qui l'articolo completo:
http://www.corriere.it/editoriali/09_settembre_22/cazzullo_ee2e41a8-a735-11de-84dd-00144f02aabc.shtml
"Avere avuto una buona educazione, oggi, è un grande svantaggio. Ti esclude da tante cose."  O.W.
"Si può essere un uomo saggio, e pensare alla bellezza delle proprie unghie."  A.S.P.

squalo

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #580 il: 23 Settembre 2009, 10:27:04 »
e bene ha fatto a chiedere scusa alle famiglie dei caduti

Io non partecipo al cordoglio, per me non sono eroi nazionali. Non più di quanto lo sia un qualsiasi lavoratore che muore per le casuali conseguenze che può comportare il suo lavoro. Tipo un operaio messo sotto da una ruspa. E' ora di finirla con l'ipocrisia statale, è ora di cominciare a ragionare con la propria testa, non con quella della falsa misericordia istituzionale.
« Ultima modifica: 23 Settembre 2009, 10:31:58 da squalo »

Vittor

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #581 il: 23 Settembre 2009, 10:59:00 »
...è ora di cominciare a ragionare con la propria testa, ...

Il contributo era rivolto all'evidenziare la presenza di una "militanza politica" all'interno della scuola.

Poi c'è chi pensa con la propria testa; pochi altri, per fortuna, con quelle di Francesco Caruso e Simonetta Salacone   :dontknow:
"Avere avuto una buona educazione, oggi, è un grande svantaggio. Ti esclude da tante cose."  O.W.
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squalo

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #582 il: 23 Settembre 2009, 11:23:35 »
Poi c'è chi pensa con la propria testa; pochi altri, per fortuna, con quelle di Francesco Caruso e Simonetta Salacone  

Dall'articolo che hai postato non si comprende il distinguo tra chi pensa con la propria testa e chi scimmiotta i Caruso e Salacone, anzi la sensazione è che l'equazione "non partecipo al cordoglio perchè non lo sento mio" = "ragiono con la testa di Caruso" sia data come assioma. Quando le istituzioni di uno stato perdono meritatamente gran parte della loro credibilità certi sentimenti sarebbe meglio lasciarli al privato di ognuno. Io per esempio devo ancora capire perchè i 6 caduti in guerra della scorsa settimana siano eroi. Ci sono molti eroi silenziosi che non vengono ricordati, questa è la vera ingiustizia che andrebbe commemorata secondo la mia personale opinione, perchè l'eroe silenzioso si sente inutile.
« Ultima modifica: 23 Settembre 2009, 11:26:49 da squalo »

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #583 il: 23 Settembre 2009, 13:37:31 »
A me l'espressione "persistenza di aree di militanza politica nella scuola" suona fascistoide.
« Ultima modifica: 23 Settembre 2009, 13:49:18 da F »

Vittor

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Re: Cambiare la scuola (per cambiare il paese) ma come?
« Risposta #584 il: 23 Settembre 2009, 14:12:10 »
Suonerà fascistoide ma l'applicazione sul campo è normalmente comunistoide.   ;D  :angryfire:
« Ultima modifica: 23 Settembre 2009, 14:25:21 da Vittor »
"Avere avuto una buona educazione, oggi, è un grande svantaggio. Ti esclude da tante cose."  O.W.
"Si può essere un uomo saggio, e pensare alla bellezza delle proprie unghie."  A.S.P.