Angelo e MicheleM, mi pare stiate un po' equivocando il senso del post di Kugy...
Il riferimento non era ad una cultura "in generale", ma alla visione della realtà sociale propria del Giappone. Che, se è permesso dirlo (e usando pur sempre un eufemismo) non ha esattamente l'autorealizzazione del singolo individuo fra le sue priorità...
L'osservazione di Kugy mi sembra inoltre assolutamente corretta in linea di principio, dal momento che una cosa è la libera presa di responsabilità da parte dell'individuo, che ammette l'errore in modo spontaneo e accetta di riparare al danno commesso; un'altra cosa, invece, è quando è la "comunità" a scusarsi
per l'individuo,
tramite l'individuo...
Dato che detta così non si capisce

, faccio un banalissimo esempio.
Prendiamo il classico bambinetto bisbetico che non dice mai "grazie". Un parente (poniamo lo zio) gli fa un regalo, e lui lo accetta a muso duro. Allora interviene la madre: "dì grazie allo zio!". E il bambino (che, come abbiamo detto, è bisbetico fino al midollo, e quindi dirà tutto in modo bisbetico e seccato): "grazieeeee".
Prendiamo invece il bambino del Mulino Bianco; che oltre ad essere buono, bravo, gentile ed educato, ha già letto due volte la
Recherche di Proust, vinto per tre stagioni di seguito la classifica capocannonieri del campionato "pulcini" di calcio, risolto un sistema di venti equazioni differenziali alle derivate parziali. Ovviamente, quando lo zio gli dà il regalo, il bambino del Mulino Bianco dirà "grazie" spontaneamente.
Ora, nel primo caso è chiaramente
la madre che si scusa con il parente, affinché non si creda che sia stata lei ad aver dato al figlio una pessima educazione. Nel secondo caso, invece, il bambino è educato di suo e ringrazia
spontaneamente.
Secondo me non c'è paragone, la differenza è chiarissima!!!