Autore Topic: Turchia... questa sconosciuta  (Letto 923 volte)

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Turchia... questa sconosciuta
« il: 28 Luglio 2008, 19:06:32 »
Dal sito di Peacereporter:


Turchia, un Paese in bilico

I servizi accusano il Pkk (che nega) per l'attentato a Istanbul. Ma i fattori in gioco sono tanti 

   
   
Mentre ad Ankara i giudici della Corte costituzionale hanno in mano il futuro politico della Turchia, questa mattina Istanbul è ancora impegnata nel doloroso conteggio delle vittime del doppio attentato di ieri sera, nel quartiere residenziale di Gungoren. Il bilancio è salito a 18 morti e 154 feriti, di cui almeno sette però in gravissime condizioni. Con il Paese diviso tra il dolore per la tragedia e l'attesa della sentenza che potrebbe portare alla chiusura del partito di governo Akp, dai servizi segreti turchi è già partita la prima indicazione sulla responsabilità dell'attentato: i ribelli curdi del Pkk, che avevano promesso di “portare l'inferno” nelle città turche per vendicarsi dei raid contro le loro basi nel nord dell'Iraq. Ma il Pkk, per bocca del suo leader politico Zubeyir Aydar, ha negato questa mattina qualsiasi coinvolgimento. “Questo episodio non ha nulla a che vedere con la lotta per la libertà portata avanti dal popolo curdo. Non può essere fare alcuna connessione con il Pkk”, ha detto Aydar.


Le accuse ai curdi. Il dito contro i curdi è stato puntato già ieri sera, anche in assenza di qualsiasi rivendicazione. Non disponendo degli elementi in mano alle forze di sicurezza, va comunque notato che l'accusa contro i “terroristi”, senza neanche specificare curdi, parte di solito in automatico per qualsiasi atto violento in territorio turco. Al Pkk, nonostante ufficialmente sostenga di voler colpire solo obiettivi militari, sono stati attribuiti in passato diversi attentati in località turistiche come Kusadasi e Antalya – rivendicato da un fino ad allora sconosciuto gruppo di “oltranzisti” chiamato “Falchi per la libertà del Kurdistan”. I guerriglieri del Pkk – come ripetuto costantemente a PeaceReporter durante la sua visita a uno dei loro più grandi accampamenti sulle montagne irachene – negano qualsiasi responsabilità per questi attacchi, accusando invece i servizi segreti turchi di orchestrare una campagna di violenza come pretesto per mantenere alta “l'emergenza terrorismo”. Ma in seno al gruppo separatista – sebbene dal carcere Abdullah Ocalan ripete da anni che l'obiettivo ora è solo una maggiore autonomia e la conquista di più diritti civili – sono attive da tempo divisioni sulle strategie di guerriglia, in assenza di un capo carismatico come Ocalan, tanto che sull'esatta leadership del Pkk si possono fare solo supposizioni.
 
L'ipotesi islamica. L'altra possibile pista potrebbe essere quella islamica. Istanbul è già stata vittima di attentati suicidi rivendicati da minuscoli gruppi affiliati ad al Qaeda. Il 5 novembre 2003, due autobomba guidate da altrettanti kamikaze esplosero nei pressi delle sinagoghe di Neve Shalom e di Bet Yiakov, causando 25 morti e oltre 300 feriti. Due settimane dopo, due kamikaze fecero saltare in aria due autobomba davanti alla sede della banca inglese Hsbc, causando 16 morti, e nel cortile del consolato britannico, con 13 morti e in totale 450 feriti. Ultimo episodio di violenza attribuito agli islamici, anche se non rivendicato, è stato l'attacco da parte di un gruppo armato al consolato statunitense a Istanbul, tre settimane fa. Le modalità dell'attentato di ieri – un primo ordigno minore per attirare la folla, un secondo devastante per fare più vittime possibili – ricorda una modalità tristemente affermatasi negli ultimi anni in Iraq. E mai utilizzata prima d'ora in Turchia.
   
Il caso Ergenekon. Per i teorici dello “Stato profondo” - la commistione tra l'establishment devoto ai valori laici di Ataturk e servizi segreti deviati – va ricordato che sul piatto dei tanti casi aperti c'è anche la questione dell'organizzazione Ergenekon. Negli ultimi mesi, in corrispondenza con le accuse di voler instaurare uno stato islamico rivolte al partito del primo ministro Recep Erdogan, la polizia turca ha affondato ancora di più il colpo contro questa oscura rete composta da ex generali, esponenti nazionalisti, giornalisti, che secondo l'accusa aveva pianificato una serie di atti violenti e omicidi eccellenti contro i “nemici della Turchia”, ma che stava anche organizzando un colpo di stato in caso di "deriva islamica". L'inchiesta su Ergenekon, in particolare con una seconda ondata di arresti avvenuta nelle ultime settimane, si è sovrapposta con l'apertura del caso giudiziario contro l'Akp, tanto che alcuni analisti temono un confronto dietro le quinte tra la vecchia guardia dell'establishment laico-militarista e gli islamici al governo, anche attraverso atti violenti che rappresentino un “segnale” all'altra parte.
 
La sorte dell'Akp. Mentre si cerca di risalire ai responsabili della strage di Gungoren, la Turchia attende con il fiato sospeso il pronunciamento della Corte costituzionale sulla sorte dell'Akp, accusato di voler islamizzare la Turchia andando contro i principi laici della repubblica fondata da Ataturk; ad esempio, rimuovendo il divieto di indossare il velo islamico nelle università. Basterebbe una maggioranza di sette giudici su 11 per decretare lo scioglimento del partito e l'esclusione dalla politica per alcuni anni di decine di suoi dirigenti, tra cui lo stesso Erdogan e il presidente della repubblica Abdullah Gul. In tal caso, dato che l'Akp detiene circa il 60 percento dei seggi in Parlamento, sarebbe inevitabile andare ad elezioni anticipate, dove probabilmente i membri dell'Akp potrebbero presentarsi come indipendenti e poi confluire in un nuovo gruppo. Oppure, un nuovo partito potrebbe rinascere con un volto più moderato dalle ceneri dell'Akp, che nacque proprio dopo la chiusura dell'islamico Partito del benessere a fine anni Novanta (negli ultimi cinquanta anni, la Corte costituzionale ha bandito oltre 20 partiti, ma nessuno aveva mai il sostegno dell'attuale movimento al governo). Negli ultimi giorni si è fatta strada anche un'ipotesi alternativa: quella di una dura presa di posizione della Corte contro l'Akp, ma che porti più a sanzioni economiche che a una dissoluzione del partito. La sentenza è attesa entro questa settimana: i giudici sono già riuniti, ma difficilmente si arriverà a un verdetto entro oggi.


Tra passato e futuro. Quel che è certo, nella ridda di supposizioni e ipotesi, è che nel giro di un anno la Turchia ha completato una trasformazione in negativo. Nelle elezioni del 22 luglio, l'Akp aveva ottenuto il 47 percento dei voti e si parlava di un Paese ormai stabile, pronto a introdurre nuove riforme sulla via dell'Unione Europea, con investimenti stranieri in crescita. Oggi, la repubblica di Ataturk rischia di tornare alla paralisi politica. Si scopre ancora esposta al potere occulto dell'establishment laico, e troppo dipendente dagli investimenti stranieri: l'enorme debito pubblico è una preoccupazione, anche perché la Borsa di Istanbul è calata di quasi il 40 percento rispetto ai picchi di dodici mesi fa. Soprattutto, dato che nell'ultimo anno le violenze tra forze armate e guerriglia del Pkk hanno causato centinaia di morti, si ritrova con una guerra in casa. E chiunque abbia piazzato la doppia bomba di Istanbul, ha colpito un Paese in lotta con se stesso per il suo futuro.

Alessandro Ursic


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La Turchia è un paese di cui, solitamente, si parla poco e si sa ancora meno. Un paese dalla storia estremamente complessa, che viene troppo spesso stigmatizzato (in modo piuttosto ignorante) come una minaccia "islamica" all'Europa nel caso in cui fosse ammesso come membro dell'UE.

Alla luce dei fatti di ieri, ho pensato di postare questo articolo, nella speranza che susciti la curiosità di qualcuno verso questo vero e proprio "caso" geopolitico.

supercurta

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Re: Turchia... questa sconosciuta
« Risposta #1 il: 30 Luglio 2008, 09:39:40 »
fuori i turchi dall'ue!!!!
From the moment of birth we are already dying
Death is the only true salvation
Through death man is reborn
Like a butterfly is born out of a caterpillar
And after that, man is finally free

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Re: Turchia... questa sconosciuta
« Risposta #2 il: 30 Luglio 2008, 11:31:45 »
fuori i turchi dall'ue!!!!

Perché, secondo te?

supercurta

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Re: Turchia... questa sconosciuta
« Risposta #3 il: 30 Luglio 2008, 11:51:14 »
perchè con l'europa occidentale non c'entrano niente,come cultura,religione,economia,tradizioni,diritti umani ecc.
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Re: Turchia... questa sconosciuta
« Risposta #4 il: 30 Luglio 2008, 11:57:09 »
perchè con l'europa occidentale non c'entrano niente,come cultura,religione,economia,tradizioni,diritti umani ecc.

Io invece credo siano molto più vicini all'"Europa occidentale" di quanto si creda. E per giunta la Turchia fa pure parecchio comodo alla Nato.

Con il che non intendo assolutamente dire che la loro ammissione nell'UE sia a tutti gli effetti una cosa positiva... solo, penso che le motivazioni siano leggermente diverse da quelle addotte solitamente. 

Vittor

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Re: Turchia... questa sconosciuta
« Risposta #5 il: 30 Luglio 2008, 13:25:32 »
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La Turchia è un paese di cui, solitamente, si parla poco e si sa ancora meno. Un paese dalla storia estremamente complessa, che viene troppo spesso stigmatizzato (in modo piuttosto ignorante) come una minaccia "islamica" all'Europa nel caso in cui fosse ammesso come membro dell'UE.
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Per "minaccia" si può discutere,  per "islamica" credo basti ed avanzi il 97% della popolazione di tale religione.
"Avere avuto una buona educazione, oggi, è un grande svantaggio. Ti esclude da tante cose."  O.W.
"Si può essere un uomo saggio, e pensare alla bellezza delle proprie unghie."  A.S.P.

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Re: Turchia... questa sconosciuta
« Risposta #6 il: 30 Luglio 2008, 13:39:51 »
Citazione
per "islamica" credo basti ed avanzi il 97% della popolazione di tale religione.

Mi sa che è proprio questo il punto, invece. Il partito di governo Akp, di matrice islamica "moderata", rischia di essere messo fuorilegge da parte della Corte Costituzionale in quanto "minaccia alla laicità dello Stato".

Ataturk ha fondato lo Stato turco su una forma molto marcata di laicità, una specie di "religione di Stato". Anche se si tratta di un discorso molto complesso, è indubbio che la Turchia noon è - né probabilmente sarà mai - uno stato teocratico. Quindi, per questa ragione, il fattore religioso ha un ruolo meno centrale, secondo me, nel dibattito relativo all'ammissione nell'UE.


micheleM

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Re: Turchia... questa sconosciuta
« Risposta #7 il: 07 Agosto 2008, 18:26:51 »
Da http://internazionale.it/
Citazione
I giudici turchi salvano Erdogan. Ora cosa farà?
 
La corte costituzionale turca ha stabilito che il Partito della giustizia e dello sviluppo, al governo, non sarà soppresso. La stampa si interroga sulle prossime mosse del premier
Il 30 luglio, dopo tre giorni di discussioni, i giudici della corte costituzionale turca hanno stabilito che il Partito della giustizia e dello sviluppo (Akp, formazione islamica moderata al governo) non sarà soppresso. Ovviamente la notizia occupa le prime pagine dei giornali del paese, che commentano la portata di questa decisione e si interrogano sul futuro del premier Recep Tayyip Erdogan.

Secondo Ali Bayramoglu, editorialista del quotidiano vicino all’Akp Yeni Shafak, il verdetto della corte permette al paese di "uscire dal caos e di tirare un profondo sospiro di sollievo: si va avanti con l’Akp". Dieci giudici della corte costituzionale su undici hanno sottolineato che il partito islamico moderato ha svolto "attività contrarie alla laicità", ma solo cinque hanno votato per la messa al bando dell’Akp.

"È un verdetto davvero bizzarro", sostiene Can Dündar sul quotidiano di centrosinistra Milliyet. "È come se un padre, parlando di suo figlio accusato di voler incendiare la casa, dicesse che si è accontentato di punirlo togliendogli la paghetta. La sentenza della corte è simile: ha ricordato ai 'figli' di non fare più marachelle, altrimenti saranno sculacciati. Speriamo comunque", conclude il giornalista, "che ora l’Akp cambierà il suo modo di governare, dando al principio di laicità la giusta importanza".

Il verdetto della corte ha un sapore amaro per Bekir Coskun, che su Hürriyet scrive: "Dai tempi di Mustafa Kemal Atatürk i turchi sono impegnati in una battaglia per l’indipendenza, con l’obiettivo di creare uno stato laico, democratico e moderno. Con l’Akp, però, tutto è cambiato. Il nuovo progetto è cancellare la laicità e fondare uno stato islamico moderato. Purtroppo il 30 luglio la corte costituzionale ha detto sì a tutto questo. D’ora in avanti", scrive Coskun, "nessuno potrà più fermare un partito che ha ricevuto l’avallo dell’organo giurisdizionale più importante del paese".

Mmmmmmm...
Che bel suono hanno la cattiva musica e le cattive ragioni quando si marcia addosso a un nemico! (F.Nietzsche)

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Re: Turchia... questa sconosciuta
« Risposta #8 il: 07 Agosto 2008, 22:23:30 »
I "soliti maligni" dicono che questa sentenza della Corte Costituzionale turca, evidentemente spiazzante, abbia una ragione piuttosto semplice: i militari hanno avuto quello che volevano, ossia mano libera in Kurdistan.





micheleM

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Re: Turchia... questa sconosciuta
« Risposta #9 il: 08 Agosto 2008, 10:04:04 »
E quindi...?
Che bel suono hanno la cattiva musica e le cattive ragioni quando si marcia addosso a un nemico! (F.Nietzsche)

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Re: Turchia... questa sconosciuta
« Risposta #10 il: 08 Agosto 2008, 11:25:06 »
I militari e i giudici si vedono un po' come i veri tutori della laicità dello Stato; la loro influenza sulla vita politica turca è enorme, come dimostrano non solo i fatti più recenti, ma anche i trascorsi (colpo di stato nel 1980, ad esempio).

Quindi avrebbero potuto utilizzare la presunta anti-laicità dell'Akp come ricatto per avere mano libera nelle operazioni militari di repressione dei movimenti indipendentisti curdi.

Che l'Akp miri a fare della Turchia una repubblica islamica, per quel che ne so, è una sciocchezza. Quel partito è più o meno l'equivalente islamico della nostra Udc... un partito moderato e conservatore di centro, con una certa attenzione per tematiche religiose. In più ha fatto enormi sforzi per portare la Turchia nella UE... non è certamente un covo di integralisti, insomma.

 

supercurta

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Re: Turchia... questa sconosciuta
« Risposta #11 il: 14 Novembre 2008, 09:44:00 »
il presidente del consiglio Silvio Berlusconi ha ribadito con forza nel vertice bilaterale di Smirne il suo convinto sostegno all’entrata della Turchia nell’Unione Europea.

Io invece sono assolutamente contrario e cerco di spiegare schematicamente le mie convinzioni.   

a) La Turchia è un paese che non appartiene nè storicamente, nè culturalmente, nè geograficamente al contesto europeo. L'Unione Europea per "contare", per "esistere" deve avere una forte coesione e forti basi comuni, altrimenti continuerà ad essere solo "eurolandia".

Senza contare l'effetto domino: perchè la Turchia si e Israele no? E perchè no all'Egitto, alla Libia, al Marocco?

b) La Turchia  non ha mai riconosciuto il genocidio armeno (quasi due milioni di armeni massacrati fra il 1915 e il 1922),  ha ripetutamente cercato di arrivare alla "soluzione finale" anche nei confronti del popolo curdo e il rispetto dei diritti umani continua ad essere un "optional" soprattutto nei confronti delle minoranze (pensiamo al trattamento nei confronti dei curdi nelle carceri turche).

Non parliamo poi delle continue intimidazioni nei confronti dei cristiani culminate con diversi assassinii di religiosi negli ultimi anni

c) L'Europa deve restare europea e cristiana: no quindi a concedere il passaporto europeo a quasi settanta milioni di turchi, di islamici con tutte le conseguenze che questo può portare. Qui non si tratta di "blindare" l'Europa: con realtà come la Turchia si possono trovare forme di collaborazione bilaterali particolari, di cooperazione ecc. ma l'Europa deve rimanere europea e cristiana, ancorata alla propria civiltà, alla propria cultura.

Concludo con quanto disse  Valery Giscard d'Estaing allora  presidente della Costituente Europea "La Turchia non è un Paese europeo e l'entrata della Turchia nella comunità potrebbe rappresentare la fine dell'Europa. Coloro che sostengono l'ammissione della Turchia sono nemici dell'Unione Europea".

Qualcuno può  spiegarlo al cavalier Silvio Berlusconi?   
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micheleM

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Re: Turchia... questa sconosciuta
« Risposta #12 il: 14 Novembre 2008, 11:37:56 »
Nessuno (ti giuro, nessuno) può spiegare niente a Silvio Berlusconi. :happy3: :happy3: :happy3:
Lui parla direttamente con Dio; e s'incazza pure, se Dio non lo capisce!
Ricordiamoci che costui è l'uomo che avrebbe vinto gli europei di calcio se fosse stato lui al posto di quell'idiota di Zoff.  :headbang: :headbang:
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Vittor

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Re: Turchia... questa sconosciuta
« Risposta #13 il: 14 Novembre 2008, 12:02:41 »
Debbo convenire che il il Premier stavolta non mi convince.
Anzi, non sono per niente d'accordo, ma per la verità non ero, e non sono tuttora, d'accordo neanche con l'allargamento ad altre nazioni che con l'europa occidentale poco "c'azzeccavano" (si scrive dipietriscamente cosi?).
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reginald dwight

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Re: Turchia... questa sconosciuta
« Risposta #14 il: 14 Novembre 2008, 17:00:20 »
io sono favorevole alla Turchia nell'Unione Europea

e anche a Israele
"Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada" Matteo 10,34