Martedì, 8 Febbraio 2005
SAN DONÀ. L’EX ASSESSORE GIANSILVIO CONTARIN REPLICA ALLE CRITICHE DEL SINDACO
«Teatro Astra: trattativa difficile ma non per colpa mia»
San Donà
"Il Comune voleva acquistare la struttura Bergamin per realizzare il nuovo teatro". Accusato dal sindaco Francesca Zaccariotto di non avere lasciato traccia del suo impegno sul teatro (in particolare l'Astra, per cercare di riaprirlo), l'ex assessore alla Cultura, Giansilvio Contarin, ha deciso di tirare fuori le sue carte. "Ho incontrato un rappresentante della proprietà Astra il 9 luglio 2003, quindi pochi giorni dopo la nomina, e ho organizzato per il successivo 21 luglio un incontro con tutti i proprietari e il sindaco; a tale appuntamento però il sindaco non arrivò e questo irritò non poco soprattutto uno dei presenti che sentenziò solo la volontà di vendere l'immobile per il controvalore di 6 miliardi delle vecchie lire. Successivamente il 4 settembre mi incontrai con la titolare della società che gestiva l'Astra per verificare la possibilità di riaprire il teatro, magari con il contributo economico del Comune; la proposta non venne accettata perchè la società non voleva più assumere l'onore dell'esercizio. Il mandato preciso che il sindaco allora mi diede era quello di trovare una soluzione che permettesse la riapertura dell'Astra, escludendo categoricamente l'acquisto dello stabile da parte del Comune, in quanto erano state avviate trattative con la nuova proprietà dell'edificio Bergamin per ricavare il teatro". Trattativa di cui sostiene di non sapere nulla. "Risulta evidente che era impossibile dirimere la matassa se da una parte c'era la proprietà che voleva solo vendere e da questa parte c'era il Comune che non voleva acquistare. E la responsabilità di questa scelta deve essere attribuita solo ed esclusivamente al sindaco. A settembre 2004, quindi un anno dopo, venni a conoscenza dal sindaco che la trattativa con la proprietà Bergamin era sfumata e si stava valutando una soluzione alternativa". Soluzione che la stessa Zaccariotto ha detto bene avviata, ma non di volerne anticipare i contenuti, per non comprometterne la conclusione. Contarin, come segretario locale dell'Udc, chiede un "impegno concreto, reale e immediato e non solo a parole". "Non abbiamo alcuna preclusione sulle scelte che l'amministrazione vorrà fare. La proposta di farlo coinvolgendo i privati è condivisibile, l'importante è che il protocollo d'intesa o l'accordo venga presentato al consiglio prima del bilancio, altrimenti chiederemo uno stanziamento adeguato nel bilancio 2005. Le soluzioni alternative potranno essere appunto l'acquisto e la ristrutturazione dell'Astra, oppure la costruzione del nuovo teatro nell'area di via Trento, ceduta oltre quindici anni fa alle poste o qualsiasi altra soluzione che la maggioranza riterrà percorribile". F.Cib.
Da cittadino devo dire che mi spiace dover essere informato solo in forza di un battibecco sorto tra il sindaco e l'assessore foriuscito, ancora una volta si dimostra come il dialogo verso la base sia visto più come un disturbo che un'opportunità. Stanti così le cose c'è solo da sperare in ulteriori diverbi tra amministratori.
La dichiarazione di Contarin mi suscita tre domande:
1)- Se per il terreno ci vogliono 6 miliardi di vecchie lire è pensabile di costruirvi qualcosa arrivando a spenderne complessivamente di 18/20 che sarebbe un po di più del sottopasso ferroviario ?
2)- Da settembre 2003 a settembre 2004 Contarin ha chiesto, sollecitato, proposto o se ne è rimasto tranquillo ad aspettare cha la sindaca lo interpellasse ?
3)- Invece di costruire il nuovo teatro in via Trento non sarebbe meglio dedicargli mezzo dell'attuale parcheggio di piazza Rizzo, con piano interrato di parcheggi, semmai portando la pescheria in via Trento e individuando ulteriori aree satelliti per i parcheggi persi ?
e una considerazione:
Ragionavo poco fa con Adalberto Mestre e mi diceva che esiste anche un modo di costruire che tiene in primo obiettivo l'economicità unita alla funzionalità facendomi dei nomi di architetti parigini specializzati in questo. Capisco che per certe scelte ci vuole una dose di coraggio che è difficile da reperire sotto questi cieli ma sarebbe indubbiamente bello se San Donà la scovasse e si facesse almeno architettonicamente propositiva.