Autore Topic: Cinema Astra  (Letto 3083 volte)

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Royal Moore

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Cinema Astra
« il: 08 Febbraio 2005, 19:16:38 »
Martedì, 8 Febbraio 2005
SAN DONÀ. L’EX ASSESSORE GIANSILVIO CONTARIN REPLICA ALLE CRITICHE DEL SINDACO  
«Teatro Astra: trattativa difficile ma non per colpa mia»
 
San Donà
"Il Comune voleva acquistare la struttura Bergamin per realizzare il nuovo teatro". Accusato dal sindaco Francesca Zaccariotto di non avere lasciato traccia del suo impegno sul teatro (in particolare l'Astra, per cercare di riaprirlo), l'ex assessore alla Cultura, Giansilvio Contarin, ha deciso di tirare fuori le sue carte. "Ho incontrato un rappresentante della proprietà Astra il 9 luglio 2003, quindi pochi giorni dopo la nomina, e ho organizzato per il successivo 21 luglio un incontro con tutti i proprietari e il sindaco; a tale appuntamento però il sindaco non arrivò e questo irritò non poco soprattutto uno dei presenti che sentenziò solo la volontà di vendere l'immobile per il controvalore di 6 miliardi delle vecchie lire. Successivamente il 4 settembre mi incontrai con la titolare della società che gestiva l'Astra per verificare la possibilità di riaprire il teatro, magari con il contributo economico del Comune; la proposta non venne accettata perchè la società non voleva più assumere l'onore dell'esercizio. Il mandato preciso che il sindaco allora mi diede era quello di trovare una soluzione che permettesse la riapertura dell'Astra, escludendo categoricamente l'acquisto dello stabile da parte del Comune, in quanto erano state avviate trattative con la nuova proprietà dell'edificio Bergamin per ricavare il teatro". Trattativa di cui sostiene di non sapere nulla. "Risulta evidente che era impossibile dirimere la matassa se da una parte c'era la proprietà che voleva solo vendere e da questa parte c'era il Comune che non voleva acquistare. E la responsabilità di questa scelta deve essere attribuita solo ed esclusivamente al sindaco. A settembre 2004, quindi un anno dopo, venni a conoscenza dal sindaco che la trattativa con la proprietà Bergamin era sfumata e si stava valutando una soluzione alternativa". Soluzione che la stessa Zaccariotto ha detto bene avviata, ma non di volerne anticipare i contenuti, per non comprometterne la conclusione. Contarin, come segretario locale dell'Udc, chiede un "impegno concreto, reale e immediato e non solo a parole". "Non abbiamo alcuna preclusione sulle scelte che l'amministrazione vorrà fare. La proposta di farlo coinvolgendo i privati è condivisibile, l'importante è che il protocollo d'intesa o l'accordo venga presentato al consiglio prima del bilancio, altrimenti chiederemo uno stanziamento adeguato nel bilancio 2005. Le soluzioni alternative potranno essere appunto l'acquisto e la ristrutturazione dell'Astra, oppure la costruzione del nuovo teatro nell'area di via Trento, ceduta oltre quindici anni fa alle poste o qualsiasi altra soluzione che la maggioranza riterrà percorribile".      F.Cib.
 


Da cittadino devo dire che mi spiace dover essere informato solo in forza di un battibecco sorto tra il sindaco e l'assessore foriuscito, ancora una volta si dimostra come il dialogo verso la base sia visto più come un disturbo che un'opportunità. Stanti così le cose c'è solo da sperare in ulteriori diverbi tra amministratori.

La dichiarazione di Contarin mi suscita tre domande:

1)- Se per il terreno ci vogliono 6 miliardi di vecchie lire è pensabile di costruirvi qualcosa arrivando a spenderne complessivamente di 18/20 che sarebbe un po di più del sottopasso ferroviario ?

2)- Da settembre 2003 a settembre 2004 Contarin ha chiesto, sollecitato, proposto o se ne è rimasto tranquillo ad aspettare cha la sindaca lo interpellasse ?

3)- Invece di costruire il nuovo teatro in via Trento non sarebbe meglio dedicargli mezzo dell'attuale parcheggio di piazza Rizzo, con piano interrato di parcheggi,  semmai portando la pescheria in via Trento e individuando ulteriori aree satelliti per i parcheggi persi ?
 
e una considerazione:

Ragionavo poco fa con Adalberto Mestre e mi diceva che esiste anche un modo di costruire che tiene in primo obiettivo l'economicità unita alla funzionalità facendomi dei nomi di architetti parigini specializzati in questo. Capisco che per certe scelte ci vuole una dose di coraggio che è difficile da reperire sotto questi cieli ma sarebbe indubbiamente bello se San Donà la scovasse e si facesse almeno architettonicamente propositiva.
« Son uscito per una passeggiata, son rimasto fuori tutta la vita. » John Muir

beaver

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Cinema Astra
« Risposta #1 il: 08 Febbraio 2005, 22:36:00 »
Anche perche', di coraggio e propositivita' architettonica e non solo San Dona' avrebbe un bisogno cane. Ve lo dico dopo una settimana a casa e uno strano senso di spiazzamento, passeggiate deludenti, un senso di abbandono e l'impressione di una fuga generalizzata (ma magari se ne parla altrove).
LMuore il Mercato/Per autoconsunzione/Non è peccato/E non è Marx & Engels/E’ l’estinzione/E’ un ragazzino in agonia.

micheleM

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Cinema Astra
« Risposta #2 il: 09 Febbraio 2005, 09:33:43 »
Dice G.O.
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Se per il terreno ci vogliono 6 miliardi di vecchie lire

ecc.
No, Contarin parla di una richiesta (stizzita par di capire) di 6 milairdi per l'immobile, ossia il Teatro.
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Da settembre 2003 a settembre 2004 Contarin ha chiesto, sollecitato, proposto o se ne è rimasto tranquillo ad aspettare cha la sindaca lo interpellasse ?

Che ne sappiamo?! Quel che par chiaro é che afferma che la gestione della cosa è stata avocata a sé dalla Sindaca senza tenerlo informato della cosa.
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mi spiace dover essere informato solo in forza di un battibecco

Non esageriamo: chiaro che certe fasi del procedimento amministrativo (quelle preliminari, di trattativa come in questo caso) restino riservate. No?
Che bel suono hanno la cattiva musica e le cattive ragioni quando si marcia addosso a un nemico! (F.Nietzsche)

Bikila

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Cinema Astra
« Risposta #3 il: 09 Febbraio 2005, 09:43:02 »
Tra Contarin e Zaccariotto c'è la sindrome dei fidanzati che si lasciano, sono stati assieme fino all'altro ieri e adesso si  gettano ... fango addosso.

ma?!! :smt014
corro scalzo per sentire meglio
quello che mi sussurra la strada.
(Abebe Bikila)

music

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Cinema Astra
« Risposta #4 il: 09 Febbraio 2005, 10:53:50 »
vecchio argomento, qualche nuovo particolare, situazione sempre uguale.
ora veniamo a sapere di una trattativa per creare il teatro nell'immobile bergamin.
Parliamo di questa ideona: l'immobile bergamin, per sua posizione (pessima) per sua conformazione architettonica (orrenda), è uno dei peggiori esempi di scriteriato piano architettonico degli anni d'oro della sandonà democristiana. per sua posizione, è evidentemente il biglietto di ingresso a s. donà: un enorme scatolone rosso privo di ogni grazia architettonica, buttato li ad orrendo scempio del lungopiave.
Oramai noi disgraziati sandonatesi, ci siamo abituati a vedercelo comparire appena valicato il fiume sacro alla patria, ma per un turista (che si fosse evidentemente perso, o che si stesse recando a caorle/eraclea) il colpo può essere fatale......
Sentire ora che in quell'immobile una fervida mente pensava di ricavare un teatro....beh....ha dell'incredibile.
Ma pensate quanti lavori servirebbero per trasformarlo in teatro? in pratica credo si salverebbero, forse, solo i muri esterni (purtroppo.....) e che quindi la differenza con il costruirlo ex novo sarebbe credo minima.
La posizione poi, meriterebbe ben altro trattamento architettonico e quindi credo che l'unico futuro auspicabile per l'edificio bergamin (qual'ora venisse abbandonato come negozio) sarebbe l'abbattimento spettacolare con tanto di mine e crollo catartico.....

Per il resto, niente di nuvo sul fronte teatro (non chiamiamolo più cinema.....oramai non lo potrà mai più essere..): continuiamo a sentire le oramai platoniche idee spettacolari ed altrettanto utopistiche di fantomatici megaprogetti di un nuovo teatro.
Alla fine cari mie amici di forum, la realtà è che alla sindaca (perchè è ormai evidente che è rimasta solo lei a decidere...) non interessa realmente nulla del teatro.
ovviamente è comprensibile vista la sua attuale situazione: posso fare una previsione? la sindaca verrà tenuta in vita (politica) solo fino alla amministrative regionali (bocciarla ora....sarebbe un autogoal) dopodichè, ci sarà la coda di killer di suoi amici politici pronti a farla fuori.
Peccato, come ci siamo più volte detti, il teatro era uno dei pochi vanti di san donà: ora ci rimangono solo il centro vuoto e desolato, l'ipercoop e un milione di micro villette.....tutte uguali e tutte orrende.
Arrendiamoci.....abitiamo oramai in un centro dormitorio........ e le speranze di traformarlo in un'altra oderzo, sono davvero poche.
peccato.....potevamo farcela.....
"There is someone in my head, but it's not me".... PF

tweety

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Cinema Astra
« Risposta #5 il: 09 Febbraio 2005, 11:42:31 »
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Alla fine cari mie amici di forum, la realtà è che alla sindaca (perchè è ormai evidente che è rimasta solo lei a decidere...) non interessa realmente nulla del teatro.

Per quale motivo?

curta

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Cinema Astra
« Risposta #6 il: 09 Febbraio 2005, 11:49:02 »
ma perchè ha altro per la testa.comunque verrà tenuta in vita politica anche dopo le regionali.killer o no gli interessi personali in ballo sono enormi.e poi la paura di perdere le nuove elezioni (che sicuramente perderebbero)li farà andare avanti.male ma avanti.

Royal Moore

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Cinema Astra
« Risposta #7 il: 09 Febbraio 2005, 11:50:46 »
Per rispondere a micheleM:

quando nel far ipotesi di costi dico 6 miliardi per il terreno prendo in esame l'eventualità, per me auspicabile, di una costruzione nuova nello stesso posto, d'altra parte credo che le strutture murarie esistenti non abbiano un gran valore.
Era solo per darci un metro di paragone nelle nostre discussioni, per sapere almeno a spanne quale livello di impegno si trovi davanti il comune con questo problema e se le mie ipotesi hanno qualche senso (non lo so, dittemelo voi) dovrebbe essere circa uma volta e mezza il sottopasso ferroviario.

Riguardo invece le esigenze di riservatezza che giustificherebbero il tacere non sono proprio d'accordo con micheleM, è vero che in certi momenti il silenzio è d'oro ma è pur vero che il sapere ciò che si sta facendo all'interno del palazzo è nel diritto dei cittadini e noi della strada fino a l'altro giorno (non dimentichiamo, quasi due anni dall'insediamento di questa amministrazione) eravamo all'oscuro di tutto, neanche di una trattativa oramai fallita e quindi innocua ci avevano avvisato.
Magari si potrà scegliere la forma del dire ma dire si deve mentre troppo spesso è ritenuto superfluo, inutile, una seccatura in pratica.
A me invece piacerebbe che periodicamente l'amministrazione sentisse il bisogno (e non dovesse per forza) di riferire alla cittadinanza sullo stato di realizzazione del proprio programma, sul presentarsi di nuove difficoltà, sull'eventuale spostamento di obiettivi e via di seguito perchè questo è un modo di operare moderno e maturo mentre è il papà con il bambino che fa senza premurarsi di spiegare.

Il giudizio di music sul palazzo Bergamin mi trova totalmente concorde d'altra parte più ci penso e più lo trovo perfettamente consono ad esprimere ciò che è stata e ancora è San Donà, se qualcuno mi chiedesse di spiegargli che cos'è San Donà gli direi guarda il palazzo Bergamin, li c'è dentro tutto ma forse proprio per questo non sarebbe stato male sostituirlo (adattarlo mi mare assai difficile) con qualcosa di migliore, speriamo, l'unico problema sarebbero i parcheggi che non ci sono a meno di grandi rivoluzioni strutturali e comunque sono discorsi oramai inutili.
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micheleM

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Cinema Astra
« Risposta #8 il: 10 Febbraio 2005, 08:00:41 »
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credo che le strutture murarie esistenti non abbiano un gran valore.

Il valore è nella cubatura, non tanto nelle strutture murarie esistenti; ma soprattutto devi considerare che l'ipotesi è (era) quella di utilizzare l'Astra fino ad allestimento di un nuovo teatro. Inoltre va tenuto presente che il Comune ha la potestà di effettuare varianti urbanistiche che in un successivo momento potrebbero (avrebbero potuto) rivalutare l'immobile per utile pubblico.
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se le mie ipotesi hanno qualche senso (non lo so, dittemelo voi) dovrebbe essere circa uma volta e mezza il sottopasso ferroviario

No. Con quanto sopra detto (e considerando che ad una stima oggettiva - requisito essenziale per procedere all'acquisto - il valore non risulta di 6 miliardi ma ben inferiore) si starebbe molto sotto; direi circa mezzo sottopasso...a spanne.
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music

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Cinema Astra
« Risposta #9 il: 10 Febbraio 2005, 09:09:16 »
Aggiungo solo una cosa:
il comune, l'ufficio tecnico, insomma qualcuno dovrà prima o poi firmare un cambio di destinazione d'uso per l'immobile.
Voglio proprio vedere il nome e la faccia di questo che si prenderà la piena responsabilità di mettere una pietra tombale sul teatro a s. donà.
Fino a quel momento, l'immobile rimane inutilizzabile se non come teatro.
Lo sò, mi si dirà che è una magra soffisfazione, ma personalmente, non avrei dubbi: i proprietari non vogliono mantenerlo come teatro. Affari loro: quello è sempre stato e quello rimarrà per sempre, almeno fino alla costruzione del nuovo teatro.
la cultura, deve, e sottolineo deve, ogni tanto poter vincere sui palazzinari, che certo non moriranno di stenti per non poter costruire die bellissimi microappartamenti in pieno centro.
Alla faccia.....resistiamo.
Almeno in questo, la sindaca ci metta le palle che tanto dice di avere.....
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Royal Moore

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Cinema Astra
« Risposta #10 il: 10 Febbraio 2005, 12:47:40 »
Lo ammetto, ho qualche problema di comprensione.
Innanzi tutto ci ostiniamo a far i nostri conti senza l'oste cioè senza considerare il volere dei proprietari ai quali vorremmo imporre il punto di vista del comune e cioè della comunità.
Secondo me dobbiamo uscire da questa forma di ripicche e ricatti e dobbiamo valutare la questione per quello che è perchè non ha alcun senso fare i duri, come fa music
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Affari loro: quello è sempre stato e quello rimarrà per sempre
a rimetterci sarebbe più il paese che non i proprietari perchè loro non avrebbero grandi problemi a lasciarlo li per qualche anno, magari anche accentuandone il degrado così da indurre l'amministrazione a cedere con la concessione della variante per non dover convivere con un'altro scempio archittettonico cittadino.

Seconda cosa e l'ho gia detto altre volte, i proprietari non hanno comprato ieri il cinema , pagandolo poco perchè vincolato, e vogliono oggi rivenderlo al quadruplo di quanto speso, questa si sarebbe pura speculazione fine a se stessa invece sono proprietari da lunghissimo tempo e l'hanno tenuto a cinema fin che era economicamente vantaggioso, non vedo alcunchè di male se smesso quel mestiere decidono di vendere, logicamente al meglio, la struttura immettendola nel mercato, o pensiamo che debbano farsi benefattori della comunità cedendola al comune a metà del prezzo che potrebbero altrimenti realizzare ?

Ora, se i proprietari chiedono 6 miliardi è ragionevole pensare che si potrà arrivare in sede di trattativa, e ben che vada, a 5 ma non certo a 3 e quindi non capisco quando michele cita la
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stima oggettiva

Cosa serve la stima oggettiva se i proprietari vogliono il doppio ?  
Se l'amministrazione è tenuta ad acquistare solo al prezzo della cosidetta stima oggettiva (che mi pare molto distante dalle richieste) è come dire che non se ne fa niente e allora mettiamoci una pietra sopra e voltiamo lo sguardo da un'altra parte.

Ancora un'altra cosa, il valore di mezzo sottopasso, come dice micheleM, mi pare che corrisponderebbe all'incirca a 6 miliardi, ma non capisco se per l'acquisto del solo terreno con la relativa "volumetria" o per l'opera finita.  Nel secondo caso la cifra mi pare esigua raffrontandola con quanto speso a suo tempo (oramai diversi anni fa) per il Centro Culturale o per la stazione ATVO per le quali non si è dovuto comprare il terreno che era già di proprietà.
« Son uscito per una passeggiata, son rimasto fuori tutta la vita. » John Muir

micheleM

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Cinema Astra
« Risposta #11 il: 10 Febbraio 2005, 15:00:54 »
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Cosa serve la stima oggettiva se i proprietari vogliono il doppio ?

Un ente pubblico che è tenuto a fare l'interesse collettivo (quindi dei sui cittadini/contribuenti) può - se vuole - comperare qualcosa in trattativa privata ("Quanto vuoi?" "Quanto mi dai?"), ma, dove le richieste paiano eccessive, può ricorrere ad una stima, sottoscritta da uno o più professionisti che se assumono la responsabilità, e trattare a partire da quella base, su cui al massimo si possono fare alcuni ritocchi per ragioni particolari e motivate.
Quindi: a cosa serve? A calmierare richieste che possono essere eccessive rispetto al reale valore del bene.
Perché dovrei pagare a te X un bene che può essere usato solo come cinema-teatro (ossia come io Comune lo voglio usare) quando tu non lo vuoi usare come tale? Sbaglio o il tuo bene perciò stesso perde di valore?
A chi altro potresti venderlo se non a chi volesse usarlo come tale?
Ecc.
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music

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Cinema Astra
« Risposta #12 il: 10 Febbraio 2005, 15:20:50 »
non voglio fare, come pensa go, il duro.
Ma pensate quando un'amministrazione espropria un terreno o altro per ragioni di interesse pubblico, tipo una strada etc. Secondo te go, si mette a trattare? o impone invece un congruo prezzo di mercato? ovviamente la seconda.
Quindi perchè, se è questa l'unica via, non espropriare il teatro e pagarlo un giusto prezzo di mercato? ma non vi sembra che 6 miliardi per niente altro che la cubatura (di certo non traformeranno la platea in mini appartamenti....) sia una richiesta assurda?
comunque ammetto che stiamo parlando del nulla: perchè nulla accade e nulla accadrà. spero di essere smentito ma tutto finirà nel dimenticatoio, e presto partiranno le ruspe e ci ritroveremo un altro capolavoro, magari come quello affianco dell'arch sommavilla. Non starebbe male, anzi potremmo farlo diventare linea architettonica di s. donà: una san donà di ferro e cemento. Che futuro affascinante.
Ma che altro ci aspettiamo da un comune che non decide nulla in nessun campo? non ci potremo mica aspettare un progetto architettonico per il centro? sarebbe troppo....motil cuori non reggerebbero a tale sfoggio di intelligenza e capacità....
per fortuna lavoro fuori (a pd), dormo a mussetta e quindi, il centro lo vedo il meno possibile......grazie a dio...
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Royal Moore

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Cinema Astra
« Risposta #13 il: 10 Febbraio 2005, 15:55:10 »
Allora, cerco di essere il più elementare possibile perchè vedo che non ci s'intende, micheleM, e senz'alcuna offesa naturalmente ma vorrei anche capire se posso.

Se la proprietà vuole 6 e la stima oggettiva dice 3, e mettiamo che ognuno è assolutamente irremovibile, che succede ?

Immagino che non se ne faccia nulla, sbaglio ?

O forse questa stima oggettiva ha il potere di imporre sia la vendita che il prezzo ai venditori ? Non credo.

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Perché dovrei pagare a te X un bene che può essere usato solo come cinema-teatro .....quando tu non lo vuoi usare come tale?


Dovresti pagarmelo ciò che chiedo, se veramente lo desideri oltre ogni cosa, in ragione di una legge sacrosanta che credo neanche tu contesterai, la legge della domanda e dell'offerta.

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A chi altro potresti venderlo se non a chi volesse usarlo come tale?


Personalmente credo che nonostante il vincolo non avrebbero nessuna difficoltà a collocarlo sul mercato perchè, e qui divento veramente noioso, quanti anni pensi che il comune possa lasciare quel vincolo senza degradare ulteriormente un centro urbano che lo è già molto di suo ?   Non credo più di una manciata ma poi con il cambio di amministrazione e di uomini la cosa sarebbe bel che fatta.

Se invece riteniamo che il comune non abbia alternative a quell'immobile ricorriamo, come dice music, all'esproprio. Su questo concordo anch'io e la ritengo una soluzione più seria che non i ricatti sul vincolo, anzi questo potrebbe essere un utile elemento equilibratore nella trattativa ma mi pare che nessuno abbia mai, neanche lontanamente, preso in considerazione una simile eventualità.
« Son uscito per una passeggiata, son rimasto fuori tutta la vita. » John Muir

micheleM

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Cinema Astra
« Risposta #14 il: 11 Febbraio 2005, 09:52:14 »
La legge di cui parli si chiama della domanda e dell'offerta appunto quindi...perché io dovrei pagartelo quello che chiedi e non tu dovresti darmelo per quel che ti offro :wink: ?

Scherzi a parte...discutiamo sul passato. E' abbastanza chiaro (come ebbi già modo di dire) che a questo punto una trattativa è difficile da riprendere. Quel che insisto a dire è che la stima vincolerebbe il Comune e calmiererebbe i proprietari.

Quanto al vincolo di destinazione d'uso...chiaro che non può durare in eterno. E chiaro che la cosa da evitare (ma non impossibile temo) è che qualche abile immobiliarista con buone aderenze si offra tra qualche tempo (uno due anni? di più?) di acquistare a buon prezzo un bene che per i proprietari sarà diventato un peso improduttivo ed una illusione logorante...e poi se lo ritrovi miracolosamente tramutato in edilizia residenziale/direzionale  Sai, queste cose capitano :wink:

Sull'eventuale esproprio nulla da dire, questo potrebbe essere un caso. Noto solo che la procedura serbbe più o meno simile: una stima...ecc.

Resto(-iamo?) con un rimpianto: se si fosse proceduto sulla strada che avevevamo detto un anno e mezzo fa...(forse) a quest'ora il problema sarebbe stato risolto.

A me resta la bella  :roll: soddisfazione del "te l'avevo detto!"
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