riporto per comodità, anche perchè la foto della bambola m'inquieta!
26 Agosto 2007
Il potere del silenzio
immagine dal film "Dead Silence"
98 miliardi di euro di evasione da parte delle concessionarie dei Monopoli di Stato non sono una notizia. Infatti non ne parla nessuno. Il potere del silenzio è il vero potere. In Italia ci sono 5 giornali e 7 canali televisivi che amministrano l’informazione, la costruiscono, la negano. Il cittadino è una foca ammaestrata, dice si, dice no, non capisce mai nulla di quello che gli succede.
98 miliardi di evasione meritano una risposta. Visco e Prodi devono rispondere. Se non lo fanno giustificano l’evasione. Chi paga le tasse non può essere preso per il c..o, paga anche il loro non miserabile stipendio.
Il blog ha pubblicato una prima lettera a Giorgio Tino, direttore dei Monopoli, nessuna risposta. Oggi ne pubblica una seconda. Se nessuno risponde, il blog continuerà. Tino non fare il tacchino. V-day, V-day, V-day.
LETTERA AL DIRETTORE DEI MONOPOLI DI STATO
"Gentile dottor Giorgio Tino,
siamo preoccupati per Lei. Da mesi Le scriviamo dalle pagine del Secolo XIX e da questo blog, ma Lei non ci risponde.
Per favore, batta un colpo, altrimenti saremo costretti a presentare una denuncia per scomparsa. Dovremo andare a "Chi l'ha visto?".
In fondo non Le chiediamo molto. Vorremmo soltanto sapere se ha notizie dei 98 miliardi di euro (sì, miliardi, quelli con nove zeri) che, tra tasse non riscosse e multe non pagate, le società concessionarie di slot machine devono allo Stato.
Secondo la Corte dei Conti e una commissione d'inchiesta presieduta dal sottosegretario Alfiero Grandi, questo tesoro che appartiene a noi cittadini sarebbe finito anche a società vicine a Cosa Nostra e ai partiti politici (An prima di tutti). I magistrati e la commissione sostengono che i Monopoli da Lei diretti avrebbero gravi responsabilità in questo "disguido". Non solo: la Corte dei Conti ha avviato una procedura per ottenere la restituzione dei soldi dalle società interessate.
E anche a Lei potrebbero essere richiesti 1,2 miliardi di euro.
Noi ci siamo limitati a riportare le parole della commissione e della Corte dei Conti. In un Paese civile Lei avrebbe da mesi risposto alle nostre domande.
O si sarebbe dimesso. Invece tace e resta al Suo posto.
Ma tace anche il vice-ministro Vincenzo Visco che da mesi ha sulla sua scrivania una copia della relazione di Grandi.
Forse sperate che presto o tardi ci stancheremo di scriverVi. Invece no, abbiamo il diritto di sapere dove sono finiti i nostri soldi. E continueremo a scrivervi (
ufficiostampa@aams.it) finché non ci darete una risposta. O non ce la darà responsabilmente il presidente Prodi. Cordiali saluti." Marco Menduni e Ferruccio Sansa (giornalisti del Secolo XIX)
27 Agosto 2007
I dolcetti del debito pubblico
Le tasse e il gettito fiscale aumentano. Nei primi sei mesi lo Stato ha incassato 179,9 miliardi di euro con un incremento di 13,4 miliardi sullo stesso periodo dell’anno precedente.
Più soldi allo Stato dovrebbero diminuire il debito pubblico, che invece aumenta. E’ arrivato a 1.626,316 miliardi di euro a maggio 2007. In un mese è aumentato di 17 miliardi di euro. Pari in un anno a 204 miliardi di euro, otto finanziarie.L’equazione aumento delle tasse = aumento del debito pubblico è una pratica sadomaso sul contribuente. Più paga, più si indebita. Il debito non si chiama pubblico per caso, è infatti a carico dei cittadini. E’ come se avessimo affidato il nostro conto corrente a Prodi e ad ogni aumento delle nostre entrate corrispondesse un incremento delle uscite. Più versiamo, meno soldi abbiamo, più indebitiamo i nostri figli. L’incremento del debito è dovuto ai maggiori costi della Pubblica amministrazione. Pubblico ergo debito.Il debito una volta si curava con l’inflazione, ma Padoa Schioppa non può svalutare l’euro. Rimangono i titoli di Stato, i BOT e i CCT. Il debito pubblico offerto al cittadino che lo compra e lo aumenta. Gli interessi pagati sui titoli infatti incrementano il debito dello Stato. Queste sono perversioni, non economia. Orge di gruppo al buio in cui non si fanno prigionieri.E’ immorale aumentare le tasse e incrementare il debito. Un qualunque amministratore di condominio sarebbe defenestrato. La prossima finanziaria deve eliminare i costi, non aumentare le entrate, altrimenti sarà una presa per i fondelli. Una finanziaria da meno cento miliardi euro di costi dello Stato.
Il ri-sa-na-mento, questa parola magica sillabata dalla trimurti ProdiSchioppaVisco, è aria fritta. Per conferme verificate il (vostro) debito pubblico.