Terza corsia dell'A4, incompiuta di sempre
Solo piani preliminari per il tragitto fra Venezia e Trieste Condannata dalla "convivenza" con l’Alta Velocità
Venezia
Sarà perchè la Tangenziale di Mestre era diventata un pauroso imbuto che ingoiava camion e auto, liberandole con il contagocce solo dopo otto chilometri di inferno. Sarà perchè il Passante, vagheggiato come un demiurgo, ha primeggiato per quasi un decennio trasformandosi in un tormentone dapprima politico, quindi finanziario, infine progettuale. Sarà perchè il tumultuoso ingresso dell'economia dei paesi dell'Est in Europa ha colto impreparati coloro che dovevano far fronte a fiumi di camion, pullman e auto. Sarà perchè la burocrazia ci ha messo del suo, ma la Terza Corsia della A4 che da Venezia conduce a Trieste è rimasta a lungo in un cono d'ombra.
Più che un'Incompiuta, la Terza Corsia è una grande opera strategica non ancora progettata. È sognata come le chimere. Attesa come un messia. Desiderata da automobilisti e autisti perennemente in coda. Ma per il momento non c'è nulla del corridoio d'asfalto lungo 94 chilometri (54 in Veneto, 40 in Friuli-Venezia Giulia), che dovrebbe costare un miliardo e 357 milioni di euro e che si stima ottimisticamente possa essere concluso nel 2016. Idee, progetti quasi soltanto preliminari, verbali di riunioni, piani finanziari, prescrizioni ministeriali, nulla-osta dell'Anas, decisioni ormai giurassiche di antiche conferenze di servizi. C'è davvero di tutto nella storia non troppo recente dell'Autostrada di Carta.
Perchè è andata così piano, non riuscendo ancora ad uscire dal bozzolo di qualche studio di architettura e ingegneria? L'ha rallentata l'indecisione politica, al di là delle dichiarazioni programmatiche che risalgono ormai al secondo governo Berlusconi. L'ha condannata la convivenza forzata con l'Alta Velocità Ferroviaria (virtuale), che dovrebbe costituire l'ossatura del Corridoio Cinque, ma che è ad est di Venezia è ancora senza forma e senza soldi. Tant'è, adesso tutti scoprono che la Terza Corsia è un'opera talmente necessaria da richiedere (come accadde con il Passante) un commissario straordinaro. Perchè si rischia la calamità sociale e si spera che, come un "deus ex machina", il super-tecnico possa arrivare a breve con i poteri che facciano risparmiare tempo ed evitino le pastoie procedurali.
Occorre partire da lontano, fine degli anni Novanta, per trovare le prime tracce del progetto di aggiungere una corsia alle due già esistenti della A4 gestita da Autovie Venete. L'Anas dà un primo via libera che porta all'inserimento della terza Corsia tra le opere strategiche che la "Legge Obiettivo" (numero 443 del 2001) riteneva indispensabili per la modernizzazione del sistema viario delle comunicazioni. Risale al 20 settembre 2002 l'intesa tra lo Stato e la Regione Friuli-Venezia Giulia, che aveva fissato il quadro delle infrastrutture nell'area est dell'Italia.
Allora il Passante era una priorità, anche se faticava a trovare il modo per tradursi in realtà. È per questo che la Terza Corsia è arrivata a cristallizzarsi in un progetto preliminare che ha avuto il parere favorevole del Cipe solo il 18 marzo 2005. E quello fu, allo stesso tempo, un punto di svolta e una causa di rallentamento. Perchè imponeva di armonizzare l'autostrada con la ferrovia, di far andare a braccetto l'asfalto e la rotaia. Decisione logica, anche se più costosa, che poneva vincoli non indifferenti.
«Si trattava di mettere d'accordo due progettazioni» ricorda ora Giorgio Santuz, da due anni presidente di Autovie Venete. «La situazione si era bloccata, anche perchè il costo cresceva di 250-300 milioni di euro» spiega Silvano Vernizzi, commissario per il Passante e super-manager della viabilità in Regione Veneto. «La Giunta veneta la sbloccò decidendo che l'autostrada si sarebbe allontanata dalla linea dell'Alta Velocità. È per questo che il primo lotto, da Quarto d'Altino a San Donà di Piave (con il nuovo svincolo di Meolo), è già alla progettazione definitiva».
Manca il parere del Cipe, ma sul versante veneto si è sicuramente in vantaggio rispetto a quello friulano, dove solo quest'anno si è arrivati alla gara per la progettazione. «E se viene nominato il Commissario - conclude l'ingegner Vernizzi - l'approvazione definitiva può superare più in fretta i passaggi ministeriali».
I lotti sono quattro. Il secondo va da San Donà di Piave a Portogruaro (nuovo svincolo di Alvisopoli), il terzo da Portogruaro a Gonars (con il ponte sul Tagliamento), il quarto fino a Villesse (con lo svincolo di Ronchis). Il presidente Santuz: «Siamo partiti con la progettazione del primo e l'ultimo lotto, perchè da San Michele a Gonars c'è l'affiancameto con la ferrovia». E siccome i treni non sono mai in orario, si rischia che su questa tratta anche l'autostrada si fermi. Per questo Santuz avverte: «Per noi è indispensabile chiudere la A28 con l'ultimo lotto. In caso di code a Venezia Est si potrà dirottare il traffico pesante - visto che i camionisti si avvertono per telefono e saranno indirizzati dai tabelloni - verso Conegliano e di lì, per la A27, sul Passante». Si può dire che il Passante abbia ritardato la Terza Corsia? «Si tratta di un'opera fondamentale anche per noi. Alla fine tutto il traffico finirà su quel tratto di autostrada». Ma quando verrà quel giorno?