Autore Topic: Viva Israele!  (Letto 6678 volte)

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Viva Israele!
« il: 05 Settembre 2008, 18:26:42 »
Al solito, dal sito di Peacereporter:

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Israele - Palestina - 02.9.2008

Sfruttati, sgraditi, cancellati

Israele elebora un piano per tassare il lavoro dei palestinesi e accrescere l'occupazione interna 
   
   
Nell'insediamento di Male' Adumim, a est di Gerusalemme, in Cisgiordania, vivono solo coloni israeliani, protetti da una recinzione che divide l'agglomerato di case tutte uguali dai villaggi arabi circostanti. I palestinesi possono entrare nella colonia, ma solo per lavorare e solo quelli con un permesso di lavoro rilasciato da israele. Arrivano la mattina presto e se ne vanno la sera, dopo aver lavorato tutto il giorno alla costruzione di un insediamento che ruba terra al proprio popolo, e pergiunta per poche decine di euro. É il canovaccio della vita dei palestinesi che lavorano in Israele, sia nelle colonie che a Gerusalemme.


Per i palestinesi lavorare è una questione di permessi, che possono essere revocati in qualunque momento. Questo costringe i lavoratori arabi ad accettare stipendi da fame rispetto ai colleghi israeliani, ma come accade in tutto il mondo, per sfamare la famiglia si prende quello che c'è. Lo scorso 25 agosto, però, il ministero delle Finanze israeliano ha lanciato un progetto che potrebbe far scomparire la presenza palestinese dai cantieri israeliani. “L'idea è quella di aumentare il numero degli israeliani tra la forza lavoro” ha dichiarato un ufficiale del ministero, “puntiamo a creare una situazione tale per cui non sia conveniente dare lavoro ai palestinesi invece che agli israeliani” ha concluso, ammettendo implicitamente che, al momento, quello che avvantaggia la manodopera palestinese è proprio il fatto di essere sfruttabile. Il governo israeliano ha votato il budget per sostenere il progetto, che dovrà essere votato anche dalla Knesset, il parlamento israeliano. Il via ufficiale al piano dovrebbe essere comunicato il prossimo 31 agosto.


Stando alle anticipazioni del ministero, il governo imporrà una tassa annuale di circa mille euro, per ogni lavoratore palestinese assunto nel settore edile. Secondo il ministero, questo basterà a diminuire il tasso di disoccupazione israeliano e porterà vantaggi economici anche agli imprenditori, che non dovranno più fare i conti con le chiusure dei territori durante le offensive, che impediscono l'arrivo della manodopera. Il sito internet Irin news delle Nazioni Unite, citando l'emittente israeliana Channel 10, rivela che poco tempo fa lo stesso ministero diede 10 milioni di dollari all'Associazione dei Contractors e dei Costruttori, per incentivarla ad assumere lavoratori israeliani, a condizione che garantisse loro alcuni diritti sindacal negati ai palestinesi, come ferie, malattie pagate e stipendi maggiori. Secondo Hannah Zohar dell'Ong israeliana workers Hotline, “Questo è solo l'inizio. Penso che questi provvedimenti potranno presto estendersi anche ad altri settori”. La Zohar si dice preoccupata del fatto che questa nuova disposizione potrebbe incrementare lo sfruttamento dei palestinesi, dai quali i datori di lavoro potrebbero pretendere un rimborso della tassazione extra, ancora una volta sfruttando il loro potere contrattuale, praticamente nullo.


Questo progetto del governo israeliano sembra segnare un'inversione di rotta rispetto alle decisioni prese recentemente dai sidacati israeliani e palestinese. All inizio di agosto, infatti, il sindacato nazionale israeliano Histadrut e la Federazione Generale dei Sindacati Palestinesi, Pgftu, avevano fimato un accordo storico per la protezione dei lavoratori palestinesi dallo sfruttamento dei datori di lavoro israeliani. Nel documento firmato dalle due confederazioni si stabiliva di basare i contratti futuri sul negoziato e il dialogo, “per promuovere la coesistenza pacifica tra i due popoli”. In futuro, si prometteva, metà delle rimesse palestinesi saranno devolute al Pgftu, un finanziamento utile per promuovere le rappresentanze sindacali anche tra i palesinesi. “D'ora in poi - commentava soddisfatto Shaher Sae'd, il segretario del sindacato palestinese – saremo in grado di fare qualcosa di più per migliorare la situazione aggiacciante dell'economia palestinese”. “E' un accordo estremamente importante – commentava anche Guy Ryder dell'Israeli and Palestinian Trade Union – specialmente in un momento in cui le autorità in Israele e Palestina, e anche la comunità internazionale, non riescono a trovare soluzioni giuste e durature alla crisi politica”. A giudicare dai piani del governo israeliano, però, la prima necessità attuale non sono la giustizia e l'equità del lavoro, ma la lotta alla disoccuazione israeliana. Ancora una volta, ai passi avanti che la società compie dal basso, la politica risponde con due passi indietro imposti dall'alto.
 
Naoki Tomasini

berto

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Re: Viva Israele!
« Risposta #1 il: 05 Settembre 2008, 19:23:21 »
tra l'altro è il titolo di un libro di Magdi Cristiano Allam  ;D
"Fai quel che devi, accada quel che può" Ernesto Rossi

reginald dwight

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Re: Viva Israele!
« Risposta #2 il: 06 Settembre 2008, 08:36:07 »
finchè c'è religione c'è guerra
i palestinesi hanno le loro buone ragioni per fare quello che fanno, ma anche gli israeliani hanno le loro buone ragioni. finchè ci sarà una religione a dividerli nessuno accetterà l'altro
"Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada" Matteo 10,34

micheleM

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Re: Viva Israele!
« Risposta #3 il: 06 Settembre 2008, 08:51:34 »
No. Questa non è una guerra di religione. Né questa né altre guerre contemporanee lo sono.
Semmai il contrario: è il continuare  e l'inasprisrsi del conflitto che ha favorito la crescita di movimenti integralisti religioso-politici come Hamas o i partiti integralisti religiosi israeliani.
Che bel suono hanno la cattiva musica e le cattive ragioni quando si marcia addosso a un nemico! (F.Nietzsche)

reginald dwight

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Re: Viva Israele!
« Risposta #4 il: 06 Settembre 2008, 08:56:17 »
questa non è una guerra di religione? e per quale motivo si imbottiscono di tritolo e vanno a farsi esplodere dentro gli autobus?
se li ci fosse Trezzano sul Naviglio al posto di Gerusalemme, davvero ci sarebbero gli stessi casini?
« Ultima modifica: 06 Settembre 2008, 09:05:03 da reginald dwight »
"Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada" Matteo 10,34

effezeta

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Re: Viva Israele!
« Risposta #5 il: 06 Settembre 2008, 09:04:16 »
Beh, pòtre a essere una guerra in cui c'entra la religione, è anche una guerra etnica. Osseti e Georgiani sono entrambi ortodossi eppure si fanno la guerra perchè sono due etnie diverse (gli osseti sono indoeuropei, i georgiani caucasici).
E poi c'entra una cosa che noi non siamo più abituati a considerare: la terra. E' una risorsa esauribile, e ognuno la vuole per sé.
Nullius in verba

supercurta

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Re: Viva Israele!
« Risposta #6 il: 06 Settembre 2008, 09:36:00 »
questa non è una guerra di religione? e per quale motivo si imbottiscono di tritolo e vanno a farsi esplodere dentro gli autobus?
se li ci fosse Trezzano sul Naviglio al posto di Gerusalemme, davvero ci sarebbero gli stessi casini?

questioni economiche col pretesto religioso
From the moment of birth we are already dying
Death is the only true salvation
Through death man is reborn
Like a butterfly is born out of a caterpillar
And after that, man is finally free

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Re: Viva Israele!
« Risposta #7 il: 06 Settembre 2008, 09:43:36 »
E' una risorsa esauribile, e ognuno la vuole per sé.

Se poi c'è qualcuno che la considera addirittura "promessa"...

Battute a parte, mi pare stia qui il nodo della questione. Tra parentesi, il popolo palestinese ha un attaccamento viscerale nei confronti della terra, che non ha nulla a che vedere con l'Islam, e che presenta aspetti addirittura commoventi. In più di un documentario sul conflitto israelo-palestinese, mi è capitato di vedere uomini piangere, oltre che per le vittime civili e le case rase al suolo dalle ruspe, per alberi secolari (perlopiù ulivi) divelti e distrutti durante i raid dell'esercito israeliano.

Ad ulteriore dimostrazione del fatto che di religioso, in questo conflitto c'è soltanto la facciata, altri due casi meritano di essere citati:

(1) come ha già fatto notare micheleM, la diffusione di gruppi integralisti come Hamas nella realtà palestinese è un fatto relativamente recente; negli anni '70, ad esempio, i principali movimenti armati palestinesi (come Abu Nidal o il Fronte Nazionale per la Liberazione della Palestina) si ispiravano più al marxismo che all'Islam;

(2) ci sono frange dell'ebraismo ultra-ortodosso che sono apertamente antisioniste, e che osteggiano in modo molto esplicito l'identificazione della Terra Promessa con la Palestina.  

reginald dwight

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Re: Viva Israele!
« Risposta #8 il: 06 Settembre 2008, 10:47:52 »
le frange dell'ebraismo ultra ortodosso rappresentano una frazione infinitesimale
miglia di ebrei sono tornati da tutto il mondo (dove di terra ne avevano in abbondanza) ad Israele per quello che Israele rappresenta.
ripeto, secondo me, non convinci uno a vivere e a morire in quel modo se non con la religione. togli la religione e la gente capisce che non ne vale la pena
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supercurta

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Re: Viva Israele!
« Risposta #9 il: 06 Settembre 2008, 11:18:45 »
la religione è un pretesto di chi comanda per utilizzare i cd martiri,ma tutto per fini economici
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effezeta

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Re: Viva Israele!
« Risposta #10 il: 06 Settembre 2008, 12:36:20 »
togli la religione e la gente capisce che non ne vale la pena


Gianni, sono ottimista...!
Nullius in verba

micheleM

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Re: Viva Israele!
« Risposta #11 il: 07 Settembre 2008, 21:58:36 »
Per Reggie.
Consiglio di dare un'occhiata alla storia del movimento sionista. O -in alternativa meno ardua, ma apprezzabile- la lettura dell'autobiografia di Amos Oz, Storia d'amore e di tenebra
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reginald dwight

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Re: Viva Israele!
« Risposta #12 il: 08 Settembre 2008, 08:03:38 »
se parlo e scrivo al riguardo è perchè qualcosina l'ho letta anch'io. 
forse proprio per questo mi interessa il confronto e meno dare dell'ignorante all'interlocutore.
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micheleM

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Re: Viva Israele!
« Risposta #13 il: 08 Settembre 2008, 12:13:30 »
Nessuna intenzione di darti dell'ignorante.
Solo uno scambio di notizie, di letture.  :)

La storia del sionismo è complessa, ma piuttosto chiara nel complesso: la motivazione religiosa è stata nettamente secondaria ed anzi, le correnti più osservanti (più integraliste) sono state lungamente accanitamente contrarie al progetto, sostanzialmente laico e fortemente nazionalista, della creazione di uno stato ebraico.
Sui movimenti politici palestinesi, v.s.

E penso sarai disposto a riconoscere che ci sono state e ci sono molte guerre che con la religione non hanno nulla a che fare.
« Ultima modifica: 08 Settembre 2008, 12:15:38 da micheleM »
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reginald dwight

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Re: Viva Israele!
« Risposta #14 il: 08 Settembre 2008, 15:25:00 »
ok lasciamo perdere la polemica.
sono d'accordo che molte guerre sono causate dal petrolio, dal controllo di una zona strategica etc etc
ma Israele è una terra desertica, senza petrolio e senza altre risorse naturali. perchè tutta 'sta gente muore per quella schifo di terra???
mi puoi spiegare perchè tutto il mondo guarda a Israele e molti sono pronti a morire per Israele
perchè un sacco di ebrei lasciano le loro ricche case americane ed europee per andare a stare sotto le bombe 
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