Autore Topic: Posta che non arriva  (Letto 2013 volte)

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effezeta

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Posta che non arriva
« il: 17 Novembre 2008, 14:24:46 »
E' da una settimana che per la mia via non passa più il postino...
Poco male, si dirà, ti arriverà il giornale a cui sei abbonato un po' più tardi. E invece no, male, perchè essendomi scaduto il bancoposta sono in attesa del codice che mi devono mandare loro per attivare qello nuovo.

Ed in più, gli impiegati che abbiamo alle poste sembrano selezionati per l'inefficienza. L'ultima volta per una semplice informazione mi sono trovato davanti una signora lentissima, che ha dovuto chiedere aiuto ad una collega anche solo per inserire il mio nome nel database!!

L'ennesimo esempio di un carrozzone pubblico privatizzato male che funziona peggio.
Nullius in verba

angelo

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Re: Posta che non arriva
« Risposta #1 il: 17 Novembre 2008, 18:58:30 »
Il giorno 11 novembre ho spedito dall'Ufficio Postale di Mussetta  un pacco con postacelere 3 assicurato ,costo euro 11,85,con tanto di codice per seguire il tragitto-dovequando.A tutt'oggi non si sa dove sia finito il pacco ne è mai apparso il codice.
Ho fatto sette telefonate al numero verde 803160. Unica desolante risposta: il pacco non è mai stato registrato,faccia ricorso.
Nel contempo mi arrivano dalla Cina pacchi in 6 giorni,dalla Gran Bretagna in 3 giorni.
« Ultima modifica: 17 Novembre 2008, 19:05:44 da angelo »

effezeta

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Re: Posta che non arriva
« Risposta #2 il: 18 Novembre 2008, 15:55:45 »
Ops, quando dicevo privatizzata male, sbagliavo, sarebbe stato meglio scrivere privatizzata per nulla, infatti:

Oggi Poste italiane S.p.A. è una società per azioni il cui capitale è posseduto per il 65% dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (ex Tesoro) e per il restante 35% dalla CDP (Cassa Depositi e Prestiti, trasformata nel 2003 in SpA e partecipata anch'essa dal Tesoro per il 70% e dalle Fondazioni bancarie per il restante 30%). La società è posta sotto il controllo e la vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico, già Ministero delle Comunicazioni, ha un organico di circa 150.000 impiegati (nel 1990 si contavano oltre 237.000 dipendenti) ed un utile netto di 843,6 milioni di euro (bilancio Gruppo Poste Italiane 2007).

A tutt'oggi nessuna traccia del postino in tutta la via. Forse se l'è mangiato un cane...
Nullius in verba

angelo

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Re: Posta che non arriva
« Risposta #3 il: 18 Novembre 2008, 16:06:26 »
Il postino è come le targhe: passa a mesi alterni.

Vittor

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Re: Posta che non arriva
« Risposta #4 il: 18 Novembre 2008, 16:32:05 »
Con i postini è un dramma continuo.
Una volta c'è stata la postina di Musile che gettava la posta nel canale.
Ora ci sono postini che si fermano mezz'ore e mezz'ore, senza alcun ritegno,  nei bar.

E poi c'è il problema dei precari o avventizi, o come diavolo si chiamano.

L'ultimo che mi ha portato una raccomandata a.r. non sapeva neppure che dovevo restituirgli la ricevuta firmata per l'inoltro al mittente. Gli ho spiegato io a cosa servira la ricevuta di ritorno.
Ma un minimo di informazione gliela danno prima di inviarli nelle strade?

"Avere avuto una buona educazione, oggi, è un grande svantaggio. Ti esclude da tante cose."  O.W.
"Si può essere un uomo saggio, e pensare alla bellezza delle proprie unghie."  A.S.P.

micheleM

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Re: Posta che non arriva
« Risposta #5 il: 18 Novembre 2008, 19:46:16 »
Ma un minimo di informazione gliela danno prima di inviarli nelle strade?
No. E' un costo.
Che bel suono hanno la cattiva musica e le cattive ragioni quando si marcia addosso a un nemico! (F.Nietzsche)

effezeta

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Re: Posta che non arriva
« Risposta #6 il: 19 Novembre 2008, 11:09:40 »
Stamattina è arrivata (la postina)!!!
Alla mia richiesta di spiegazioni, ha farfugliato che "è nuova e non conosceva la zona"... ??!!
E che hanno un "mucchio" di posta arretrata...!!!

Comunque niente codice bancoposta, che secondo quanto ha detto la postina avrebbe dovuto arrivarmi in giornat se mandato via raccomandata, invece se me lo mandano con posta normale... campa cavallo.
Posta normale o raccomandata, io so solo che sono tre settimane che aspetto un maledetto codice.
Nullius in verba

Vittor

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Re: Posta che non arriva
« Risposta #7 il: 19 Novembre 2008, 11:10:30 »


No. E' un costo.

Qualora fosse solo una questione economica potrei capirla, ma non giustificarla.

Temo invece trattarsi più che altro di cialtroneria, il che sarebbe anche peggio.
"Avere avuto una buona educazione, oggi, è un grande svantaggio. Ti esclude da tante cose."  O.W.
"Si può essere un uomo saggio, e pensare alla bellezza delle proprie unghie."  A.S.P.

jean

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Re: Posta che non arriva
« Risposta #8 il: 19 Novembre 2008, 13:22:33 »
per effezeta le poste non riescono a gestire la propria posta (quello di bancoposta... sara' loro o no?)

angelo

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Re: Posta che non arriva
« Risposta #9 il: 19 Novembre 2008, 13:24:09 »
Non dirlo a Brunetta che mette i tornelli anche ai postini.

ABETE

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Re: Posta che non arriva
« Risposta #10 il: 20 Novembre 2008, 21:53:01 »
Poste, la rivoluzione
Sfidano anche le banche

Non solo raccomandate, ma anche conti correnti, operazioni telefoniche, carte di credito, bollette online
Rivoluzione gialloblù. Lettere e cartoline. Raccomandate online e libretti di risparmio. Firme elettroniche e pacchi. Telefoni cellulari e bollettini da pagare. Soldi da versare e da spedire. Tecnologie avanzate e servizi su misura. Saloni bicolori. Libri, dischi, matite, scotch e pennarelli. Manuali di cucina e premi Campiello. Macchine tuttofare, umani pensanti e (molto spesso) pure sorridenti. Tradizione e futuro. Croce e delizia del popolo italiano, esempio da imitare per tutti gli altri. Si chiamano Poste Italiane e stanno rivoluzionando la nostra vita. Con successo. Quasi. Prima di tutto, i numeri: sei anni consecutivi di bilanci con ricavi sempre in crescita, che significa 17,2 miliardi di euro incassati nel 2007 (erano 17,1 nel 2006) e un utile netto di 704,4 milioni di euro della capogruppo (più 45,7 per cento rispetto al 2006); un milione e mezzo di clienti al giorno negli uffici; ventitré milioni di invii postali quotidiani; sette milioni di operazioni su Internet all'anno.

Il boom è nei servizi finanziari: in poco più di un mese, tra settembre e ottobre 2008 l'aumento della raccolta per i buoni fruttiferi postali è stato del 286 per cento, la raccolta sui libretti di risparmio è cresciuta del 120 per cento in più rispetto al 2007 e i conti correnti aperti hanno toccato quota 5,5 milioni (più 750 mila online). La crisi delle banche, la paura della recessione, i continui tonfi delle Borse mondiali hanno spinto milioni di risparmiatori verso gli uffici gialloblù. Gli impiegati postali raccontano che nei giorni del fallimento di Lehman Brothers migliaia di persone si sono presentate agli sportelli per aprire un conto, investire in buoni fruttiferi, avere un libretto di risparmio dove mettere al sicuro i propri soldi. Perché «le Poste non falliranno mai, i governi passano, le Poste restano», disse allora il ministro Giulio Tremonti. Non solo le Poste restano, ma sono sempre più presenti nella vita di tutti i giorni. Oltre a raccomandate e bancomat. Basta entrare in un ufficio postale per accorgersi che i vecchi saloni grigi appartengono ad un'epoca scomparsa.

La rivoluzione a colori è partita nel 2000 quando le 14 mila agenzie in tutta Italia si sono trasformate in un mondo gialloblù rinnovato e tecnologizzato con totem e pannelli elettronici, macchine fai da te, salette riservate. E poi espositori con libri, cd, cartoleria, dvd, gadget delle Poste (il salvadanaio di coccio a forma di buca delle lettere è un «must»). Per non dire della vendita su catalogo di elettrodomestici, gioielli, coperte, giocattoli. «Tra poco ci daranno anche il caffè», sorride una signora in attesa del suo turno. Accanto, una coppia di ventenni studia l'opuscolo dei libretti di risparmio. Il rinnovamento delle Poste passa anche da loro. La scorsa estate centinaia di genitori hanno affollato gli uffici per comprare la Postepay, la carta di credito ricaricabile da dare ai figli in vacanza. In alcune banche, gli impiegati ne consigliavano l'acquisto. Lanciata nel 2003, Postepay è oggi la prepagata più diffusa in Europa con oltre 4 milioni di carte emesse, un successo anche dovuto alla sicurezza degli acquisti sul web.

Ma i giovani scelgono pure il Conto BancoPosta (oltre 6 milioni di Postamat dal lancio nel 2000) e Bancoposta Click (660 mila correntisti solo online in meno di un anno). E il vecchio libretto di risparmio si è ringiovanito. Le Poste ne hanno tipi diversi a seconda dell'età: il primo già a zero anni, lo aprono mamma e papà. Andare alle Poste per spedire un pacco sembra quasi residuale. Nell'ufficio gialloblù c'è tutto, o quasi: la vecchia pensione, prestiti personali, mutui, polizze vita, trasferimenti di denaro all'estero e dal 2007 un nuovo operatore telefonico, Poste Mobile (oltre 500 mila schede sim attive). Ma non sono tutte rose e fiori. Ancora oggi non tutto funziona come dovrebbe. Gli storici ritardi della posta italiana ancora fanno sognare la Royal Mail britannica e la consegna in poche ore. In Italia la posta è ormai solo prioritaria, «le tariffe sono aumentate ma il servizio annaspa, nonostante il comfort degli uffici postali», si lamenta Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo. La sua associazione riceve centinaia di lettere di protesta per un servizio scarso: «Pacchi che si perdono, tornano indietro o arrivano a pezzi».

Un'inchiesta di Altroconsumo sui tempi di consegna di 280 lettere spedite con posta prioritaria in 15 città italiane ha dimostrato come l'85 per cento delle buste sia arrivato dopo il primo giorno, il 96 dopo tre giorni. E la stessa associazione ha subìto danni: «La nostra rivista non arriva più agli associati». Perciò Altroconsumo ha diffidato Poste Italiane «per il grave inadempimento del contratto con loro stipulato». Il problema, conclude Martinello, è che «Poste investe troppa energia nei servizi finanziari e poco o niente in quelli postali, quando invece il suo regime di monopolio legale la obbliga a degli standard di qualità». Ci vorrebbe «un'authority autonoma che controlli che le cose funzionino, anche in vista del 2011». Il primo gennaio di quell'anno il mercato postale europeo verrà aperto a tutti e chiunque potrà entrare in concorrenza con Poste. «Spero nel 2011 — dice anche Carlo Rienzi presidente del Codacons —, perché la concorrenza migliorerà il servizio, oggi non ci si può accontentare di 8 lettere puntuali su 10».

Ritardi e disagi postali affliggono tutti gli italiani (da sempre), ma sono stati i milanesi a soffrire di più nell'ultimo anno. Per la riorganizzazione del servizio postale nel Nord Italia, la Lombardia e in particolare il suo capoluogo (intorno al quale gira un terzo del traffico postale nazionale) hanno subìto disservizi e ritardi da incubo. Gli scioperi dell'inizio del 2008, dopo gli annunci di tagli al personale, hanno bloccato quintali di posta nei centri di smistamento, e negli ultimi due mesi decine di migliaia di raccomandate non sono mai arrivate, solo a Milano ogni giorno ne girano 65 mila. Racconta Cono Fusca di Cisl Poste Milano: «Dal 15 settembre si è fermato tutto, la gente ha preso d'assalto gli uffici, ma le raccomandate non c'erano, perché ferme nei depositi, trentamila». Poste Italiane aveva affidato ad una ditta esterna, la Carlo D'Angelo, la consegna della metà delle raccomandate milanesi. Dopo due mesi di denunce e proteste, la società è stata licenziata, il servizio è tornato alle Poste e le raccomandate sono ripartite. «Basterebbe reintegrare i vecchi postini spostati ad altre funzioni — suggerisce Fusca —, a dimostrazione del fatto che non serve licenziare e cercare fuori quello che qui c'è già». I cittadini aspettano e sperano.


Hobbit

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Re: Posta che non arriva
« Risposta #11 il: 12 Dicembre 2008, 16:22:58 »
Intanto i bollettini postali son passati a euro 1,10  >:( 
Luce che cerca Luce ruba Luce alla Luce
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GiampaoloP

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Re: Posta che non arriva
« Risposta #12 il: 26 Dicembre 2008, 19:23:46 »
Il conto Bancoposta è, a mio avviso, un disastro. Io ne ho aperto uno assieme alla mia compagna...
Tessere, codici e documento sempre alla mano... altrimenti non si fa nulla!! uno dei due correntisti deve essere prioritario all'altro. cio' significa che se io sono prioritario, la mia ragazza, non può fare prelievi, bonifici o pagare bollettini di importi sueriori a tot cifra.

Una volta avevamo una scadenza, la mia ragazza è andata in posta per pagare, io ero a Oderzo per lavoro.
Morale: la cassiere, che mi conosce di persona, mi ha chiamato al cellulare per invitarmi ad andare li con urgenza perchè solo io avevo i "diritti" per effettuare quel tipo di operazione.

La mia attuale banca (seppur "ladra" uguale) è differente!!

ABETE

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Re: Posta che non arriva
« Risposta #13 il: 21 Gennaio 2009, 13:55:26 »
Anche a Milano non sono presi meglio...

Sempre più pesanti carenze d'organico: «Da settembre l'azienda ha rinunciato a 200 postini»
Caos Poste, milanesi in rivolta
Raccomandate in ritardo e cumuli di posta abbandonata in strada. E i residenti diventano portalettere


MILANO - In via Rimini il postino non suona neppure. Arriva con un furgone dal centro di raccolta di via Bonghi, scarica 13 cestoni giallo canarino nella portineria e saluta. Fatti loro, fatti della portinaia Gianna, e dei mille e passa inquilini di questa strada. Tocca a loro smistare, sistemare e recapitare buca per buca. Dicono sia colpa del nuovo piano di riorganizzazione delle Poste. Che nuovo non è visto che risale a un anno fa. E neppure di riorganizzazione si può parlare, perché le cose funzionavano e ora non più. In via Rimini si va avanti così da un mese. E poco male, perché se non ci fossero i pensionati a darsi una mano e a ottenere dalle poste la «consegna in blocco» della corrispondenza, neppure arriverebbero raccomandate, buste e telegrammi. Per i sindacati sono 200 i postini «tagliati» da settembre, quando le Poste hanno esternalizzato parte del servizio di consegna (le raccomandate) a una ditta che prima si occupava di derattizzazione. L'esperimento è naufragato dopo un paio di mesi di lavoro. Così, sospeso l'appalto, si è tornati all'antico solo con 580 postini al posto di 780. «Abbiamo chiesto all'azienda un confronto, una verifica del piano alla fine di dicembre — hanno spiegato Cisl e Cobas —. Nessuno ha risposto. I disservizi? Il personale è all'osso».
Il risultato è che le bollette vengono recapitate quando sono già scadute e i pagamenti diventano «morosi». «Ho spedito una raccomandata il 4 dicembre destinata a un indirizzo a 200 metri da casa mia — denuncia Paola Bernetti —. È arrivata 14 giorni dopo». Altre volte si arriva a un mese. Altre volte, le lettere neppure arrivano. E passi per gli auguri di Natale. L'ultimo cumulo, una montagna di lettere e riviste, è stato trovato giusto l'altro ieri in via San Marco, appoggiato alla ringhiera della vecchia Conca. Posta destinata al quartiere Brera e finita in mezzo alle pozzanghere. Chi l'abbia lasciata non lo sa nessuno. Anche se la polizia postale qualche idea ce l'ha: «Chi doveva consegnarla non l'ha fatto». Abbandonare la posta è reato. Un reato finora rimasto impunito. Le situazioni più gravi sono state segnalate nella zona di Lorenteggio, Giambellino e Ticinese. Del resto stando ai sindacati sono proprio i centri di recapito di Ticinese, Corvetto e Baggio quelli più penalizzati dai tagli: «Mancano 200 lavoratori».

Posta in ritardo. Posta dispersa. E pure Poste chiuse come in via Costantino Baroni, al Gratosoglio, dove l'ufficio che serve tutto il quartiere è chiuso per ristrutturazione. L'11 dicembre scorso i ladri avevano fatto saltare il Postamat con l'acetilene. Era esploso mezzo ufficio e i pensionati erano rimasti con l'ufficio chiuso e senza pensioni. L'alternativa erano i centri di via Medeghino e via Bonghi. Un paio di chilometri d'auto o tram. Tanto che gli stessi impiegati ai primi di gennaio hanno ottenuto di riaprire almeno un paio di sportelli per consegnare le pensioni. Ora l'ufficio è di nuovo sbarrato e i tempi sui lavori non sono ancora definiti. Guaio nel guaio insomma. E non va meglio nell'hinterland dove da Rho a San Donato, le lettere sono finite pure nei fossi. E pensare che a Milano passa un terzo della corrispondenza d'Italia. «Una situazione inaccettabile — attacca Massimo Girtanner presidente di zona 6, da tempo in prima fila contro i disservizi postali —. È ora che qualcuno paghi: non è possibile che restino tutti al loro posto. Anche il Comune si faccia sentire».


ottoeunquarto

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Re: Posta che non arriva
« Risposta #14 il: 22 Gennaio 2009, 20:38:39 »
Forse non è il caso di dare la colpa solo alle Poste. Dipende anche dai dipendenti. In via Giorgione passa un ragazzo romano, trasferitosi qui xchè il lavoro come postino l'ha avuto solo qui. Il ragazzo è veloce, sveglio, gentile e sempre pronto al sorriso. A proposito di quest'ultima affermazione, avete mai provato ad andare alle poste a Mussetta?