In crisi la Tnt che ha il servizio delle raccomandate. I sindacati: no ai subappalti
Poste caos, via altri 60 portalettere
Trovati 30 pacchi di corrispondenza
MILANO - Le bollette con scadenza 12 dicembre sono arrivate in via Chiossetto, a due passi dal Duomo, l'altro ieri. Giusto in tempo per pagarle con quasi due mesi di ritardo. E pure con la mora. La settimana scorsa in fondo a via Sammartini invece sono stati scoperti 30 pacchi di corrispondenza abbandonati in strada. Come ci siano arrivati non è chiaro. Colpa dei mali delle poste, e dell'esternalizzazione. La Tnt, il colosso olandese delle spedizioni, a Milano gestisce più o meno due terzi dei recapiti dei «grandi clienti» milanesi. Fino a due mesi fa insieme alla Tnt c'era pure l'Act ex Carlo D'Angelo. Le Poste gli hanno revocato l'appalto dopo una lunga scia di disservizi. Ora pure la Tnt ha varato un piano che prevede un centinaio di tagli in tutta Italia. Sessanta in mobilità solo a Milano. Cosa accadrà dopo nessuno lo sa. Il sospetto di Pierluigi Daccò della Slc Cgil, è che i posti scoperti vengano «ripianati» con l'affidamento a ditte esterne. Che poi significa subappalto.
Il guaio è che il ricorso al subappalto secondo Poste italiane è «assolutamente vietato». La Tnt, vincitrice dell'appalto dovrebbe quindi svolgere «personalmente » il servizio. Il timore del sindacato è che ciò non sempre avvenga. Al centro di recapito di via Valtellina (l'ufficio che copre gran parte del centro città e l'Isola) — denuncia la Slc Cgil — sono stati accertati casi di subappalto: lavoratori con divisa Tnt e furgone all'opera per il recupero della corrispondenza da distribuire che non sono risultati assunti dall'azienda madre ma da cooperative. «Dopo la denuncia e l'interessamento da parte delle Poste, alcuni contratti sono stati modificati», spiega il sindacato.
Per far fronte ai disagi che hanno dovuto subire i milanesi, intanto, le Poste hanno comunicato «l'attivazione del numero verde 803.106 che selezionando l'opzione 1 darà accesso alla sezione dedicata ai milanesi». Ieri pomeriggio però il servizio ha dimostrato qualche problemino. Al primo tentativo la voce elettronica parla di 3 minuti d'attesa: dopo 10 nessuna risposta. Al secondo, un operatore gentile comunica che «il numero è attivo da dieci anni e che non esiste una sezione per i reclami milanesi». Così l'invito per avere informazioni sulla posta mai arrivata è quello di «presentarsi a colloquio dal direttore del proprio ufficio». E' invece in via di soluzione il caos che ha contraddistinto la gestione del centro di recapito Ticinese di via Bonghi: dopo l'uscita di scena della D'Angelo le Poste hanno deciso di non esternalizzare i servizi di recapito ma di gestirli in prima persona: «Per controllare direttamente la qualità del servizio».
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mah..anche vivere a milano ha i suoi disagi.. .Non so se questo punto sia meglio vivere in una citta' o in un paese...