I Gruppi di Acquisto Solidale non si identificano necessariamente con il Commercio Equo... il più delle volte, infatti, si tratta di catene che cercano di favorire la produzione
locale, soprattutto quella fondata sul biologico. Il Commercio Equo, inoltre, non è "carità"; semplicemente, l'idea è quella di garantire ai lavoratori di aree svantaggiate del pianeta dei salari adeguati e condizioni lavorative esenti da sfruttamento. Proprio il contrario della carità.
Poi penso sia una sciocchezza dire che, con la crisi, la gente guarda al portafoglio e non all'etica. O, quanto meno,
spero sia una sciocchezza. Perché se reagiremo alla crisi facendo la coda al LIDL e acquistando vestiario alle bancarelle cinesi, tempo qualche anno e rimpiangeremo le pezze al culo dei nostri antenati...
Giusto per tradurre la questione in termini pratici, due semplici proposte per conciliare etica e risparmio: (1) lavate i sanitari con aceto e bicarbonato di sodio invece di ricorrere a costose e inquinanti porcherie chimiche; (2) utilizzate l'acqua di scolo della pasta, l'acqua delle pulizie, l'acqua della rasatura ecc al posto dello scaicquone del cesso; eviterete di sprecare acqua potabile per un motivo così... di merda!