Propongo un esperimento di psicologia spicciola.
Viviamo in un momento di massima insicurezza: tutto quanto ci circonda e condiziona la nostra esistenza è caratterizzato da un rilevante grado di incertezza.
Lavoro, famiglia, sicurezza, tradizioni: tutto ci sembra pericolante.
La trasformazione del mercato del lavoro, con la progressiva riduzione degli impieghi a tempo indeterminato e lo spazio crescente al precariato diffuso; l’instabilità dei legami familiari, coniugali e familiari in genere; la crisi finanziaria e la contrazione del credito; la pensione (a me la daranno a 75 anni…); l’immigrazione, che mina i valori tradizionali; l’allarme sicurezza…
Cose vere, mischiate subdolamente ad altre false, che travolgono le nostre certezze.
Pensiamo, invece, a come poteva immaginare il proprio futuro un adolescente trent’anni fa: un lavoro sicuro per tutta la vita; una moglie (o un marito) da stringere al fianco sino all’estremo saluto; un mutuo a semplice richiesta, grazie al quale comprare casa; facce note tutt’attorno; al massimo qualche furto (si sa, gli zingari…) ed una o due tragedie famigliari lette sul Gazzettino nell’arco di una vita (lui beveva, oppure lei aveva un altro…); poi, alla fine, una bella pensione, sicura e sufficiente per fare la spesa tutti i giorni, un mese al mare e chissà cos’altro.
Purtroppo, la ricreazione è finita.
Calo di fiducia, stress sociale, paura, panico… come bambini piccoli, rischiamo di guardaci attorno impauriti, privi dei sostegni sicuri che ci avevano accompagnato sino a ieri.
Non ci resta che una cosa da fare: andare da papà!
“Un paese precipitato in una crisi di cui ancora non capisce bene le ragioni e che, anche per questo, si sta lasciando andare alla sfiducia, alla rassegnazione ed alla paura, ha un bisogno disperato di leadership. Ha bisogno di credere, di avere fiducia, di sentirsi guidato” (Piero Ignazi, su Il Sole 24 Ore del 25 gennaio).
Obama è il nostro papà, da cui corriamo in cerca di protezione.
Come pure rappresenta il papà, per molti italiani, Silvio Berlusconi: ricco, sempre sorridente, sicuro di sé, severo e compassionevole al tempo stesso (non siamo un caso isolato: i Francesi hanno Sarkozy, anche se Oltralpe si registrano molti più casi di “edipo latente”; i Russi, più massicci, guardano a Putin; i Tedeschi col padre hanno avuto qualche problema, e lasciano portare i pantaloni alla madre…) .
Pazienza, supereremo ancora una volta l’infanzia e ci prepareremo all’adolescenza.
Intanto c’è chi si ciuccia il dito e chi, invece, guarda capitan Harlock e sogna i bastioni di Orione…