Autore Topic: I 300  (Letto 8358 volte)

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ilviaggiatore

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Re: I 300
« Risposta #15 il: 22 Aprile 2009, 11:09:32 »
Anche fino alla riforma del diritto di famiglia era "al di fuori della norma" che la donna potesse avere eguali diritti del marito di fronte alla legge...

jean

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Re: I 300
« Risposta #16 il: 22 Aprile 2009, 11:14:25 »
nessun mussulmano mi ha mai vietato di mangiare prosciutto invece lo stato italiano mi pianta sonde nello stomaco contro il mio volere

quello che dici è falso. non è vero che lo stato pianta sonde di qua e di là... ma sopratutto, prova ad andare in una spiaggia dello stato islamico, anzi prova solo ad andar in uno stato islamico e poi ci risentiamo.
o.t. :
appello: c'è qualche utente del forum appartenente all'islam? se no chi ne conosce uno lo può invitare? sarebbe interessante avere una voce nuova

reginald dwight

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Re: I 300
« Risposta #17 il: 22 Aprile 2009, 11:35:11 »
sono stato in diversi paesi islamici + volte. in Libia anche per lavoro circa una decina di volte. ci sono stato anche durante il Ramadan. mai nessun problema.
Che problema hai avuto tu in uno stato islamico?

sull'altra questione ti invito a perdere 2 minuti e a leggere quanto sotto
http://www.lucacoscioni.it/comunicato/domani-21-aprile-conferenza-stampa-testamento-biologico-video-messaggio-di-paolo-ravasin-
« Ultima modifica: 22 Aprile 2009, 11:55:19 da reginald dwight »
"Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada" Matteo 10,34

Royal Moore

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Re: I 300
« Risposta #18 il: 22 Aprile 2009, 14:06:06 »
Devo dire che mi sento più vicino alla posizione di reginald che non a quella di Alte.
Posto il progressivo e innarestabile processo di globalizzazione come si può pensare di salvaguardare i valori delle singole territorialità ?
Non che non sia in qualche modo giusto opporsi ad una troppo rapida globalizzazione e al non distinguere generalizzato ma non vedo come si posssa pensare di evitare gli annacquamenti culturali dati semplicemente dal rapidissimo circolare delle idee tra un capo e l'altro del mondo, tra un sito sperduto dell'Africa e un'evolutissima città americana.
Solo questo provoca un iniziale "inquinamento" dei valori di ciascuno di noi per arrivare a una vera e propria mescolanza, che senso può avere allora, in una prospettiva che superi lo spazio temporale di qualche anno, parlare di salvaguardia dei valori di mio nonno, se non addirittura di mio padre, quando
non saranno inevitabilmente più quelli.

Io poi non riesco a vedere nulla di negativo in questo "inquinamento" di valori, semmai lo vedo più come un arricchimento, ove non imposto con la forza è chiaro.
A me appassiona l'incontro con chi possa spostare anche solo di un decimo le visioni che mi porto dietro qualche volta anche solo e semplicemente per indiscussa tradizione.
« Ultima modifica: 22 Aprile 2009, 14:07:39 da Royal Moore »
« Son uscito per una passeggiata, son rimasto fuori tutta la vita. » John Muir

Alte

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Re: I 300
« Risposta #19 il: 22 Aprile 2009, 16:58:26 »
Scusa Reginald, ma quando parliamo di relativismo culturale, pensiamo proprio a posizioni come la tua.
Il fatto che tu non condivida quelli che sono i principi fondanti della nostra cultura, non significa che essi non restino tali. È vero quello che dice viaggiatore: le regole si possono (e si devono) cambiare, ma questi cambiamenti sono il frutto di lunghe e, soprattutto, condivise riflessioni e valutazioni da parte della collettività. Il diritto penale ne è un continuo esempio: le norme si adeguano (su iniziativa del legislatore o dei Tribunali) al mutare della sensibilità sociale. La Cassazione lo chiama “diritto vivente”.
Ma finché non intervengono queste modifiche, i principi restano quelli dei nostri padri.
Un banale esempio.
Il lavoro è un principio fondante della nostra civiltà e della nostra cultura.
Ci potrebbe essere un club di amici che ritiene il lavoro non così essenziale, magari perché ogni iscritto ritiene giusto e corretto vivere mantenuto dalla mamma o comprando un gratta e vinci al giorno. Quindi, per gli amici del club, il lavoro non è un principio fondante della nostra società, perché non lo condividono.
Dovremmo modificare per questo l’art. 1 della costituzione? Non credo: liberi gli amici del club di pensare e vivere a modo loro, fermo restando che il lavoro resta un principio di fondo e comunemente accettato della nostra società.
Fuor di metafora, la famiglia è l’unione di uomo e donna, legata dal vincolo del matrimonio e finalizzata alla procreazione: altri tipi di “famiglie” non mi scandalizzano, ma non fanno parte del nostro sostrato culturale, dei principi fondanti della nostra civiltà, almeno fino a che la maggioranza degli italiani non deciderà altrimenti (attenzione: non è un giudizio sessuale, ma sociale: il vincolo del matrimonio crea doveri, prima ancora che diritti ed è su questi che si fonda la nostra società. Chi pensa di poter sostituire il matrimonio con non meglio precisati “diritti dei conviventi” sovverte un fondamento della società).

Non voglio polemizzare sull’islam, perché sarebbe fuori tema, ma in Marocco non hanno fatto entrare  mia moglie in moschea, al sud dello stesso paese non hanno fatto entrare neppure me. Non saranno stati grossi problemi, ma sono mai stato in Iran o in Afganistan…

Per quanto riguarda l’intervento di RM, io penso proprio che l’inquinamento delle varie culture porterà alla perdita della cultura.
Mangeremo tutti gli stessi hamburger (o kebab), metteremo tutti  le stesse scarpe, guarderemo tutti la stessa TV (compagni, dite qualcosa per favore!).
Alberto Teso

reginald dwight

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Re: I 300
« Risposta #20 il: 22 Aprile 2009, 17:50:26 »
ma in che mondo vivete? sapete che a costo zero posso parlare con un coreano per ore o leggere il blog di un peruviano, posso andare a Londra con 19 euro, posso ascoltare musica indiana o un filmato ripreso da un telefonino di vietnamita.
vi consiglio, per preservare la cultura italiana come la intendete, di lottare contro internet, contro i voli low cost, contro gli scambi culturali, contro la letteratura, contro la tv, il cinema, il turismo, la tecnologia etc etc etc.
in bocca al lupo


ps
in sinagoga hanno rimbalzato anche me..
« Ultima modifica: 22 Aprile 2009, 17:58:41 da reginald dwight »
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Alte

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Re: I 300
« Risposta #21 il: 22 Aprile 2009, 18:18:49 »
Tutte quelle cose piacciono anche a me.
Ma perchè devo avere il kebab sotto casa e non poter gustare quello vero, andando verramente ad immergermi in un'alta cultura, meravigliosa e affascinante, che è tale proprio perchè è "altro" da me?
Ben vengano i voli low cost per andare a visitare tutti questi posti.
In realtà, se va avanti così, i voli non serviranno più, perchè basterà andare in piazza per trovare un po' di tutto, mescolato alla carlona, finto come un outlet...
Alberto Teso

reginald dwight

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Re: I 300
« Risposta #22 il: 22 Aprile 2009, 18:24:43 »
sono quelle cose (che piacciono anche a te) a minare quello che voi considerate la cultura italiana.
stasera non ho fatto la spesa posso aver voglia di mangiarmi un gran bel kebab? l'ultimo volo per Istanbul è gia partito, chi me lo vende è in regola, i soldi con cui lo pago sono frutto del mio onesto lavoro... a voi che diamine di fastidio da??

secondo me invece ci sarà sempre + voglia di vedere il mondo proprio perchè capiamo che il medio oriente non è solo kebab e terrorismo, la cina non è solo scarpe a basso prezzo e comunismo, gli usa non sono solo hamburger, macchine di grossa cilindrata e i repubblicani bigotti.
almeno per me è cosi: piu so e piu so di non sapere

E' la voglia, e la possibilitá,  di vedere il mondo che fara venir meno la paura del diverso, i pregiudizi sugli islamici, l'idea che i finocchi vogliono distruggere la societa, gli ebrei dominare il mondo e tutte le altre p******ate che l'ignoranza semina 
« Ultima modifica: 22 Aprile 2009, 19:00:55 da reginald dwight »
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Re: I 300
« Risposta #23 il: 23 Aprile 2009, 07:51:01 »
è proprio perché è bello viaggiare e conoscere altre culture che non mi piace trovare tutto di tutto (fasullo) sotto casa...
nessuna paura del diverso, ma essattamente il contrario: ciò che è diverso è meraviglioso, e deve essere scoperto nel suo ambiente naturale, non allo zoo...
Alberto Teso

reginald dwight

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Re: I 300
« Risposta #24 il: 23 Aprile 2009, 08:10:34 »
ma sei tu che vuoi tenere il diverso nello zoo per poterlo andare ad osservare nella tua settimana di ferie. se il diverso vuole venire qui a vendere kebab ed è onesto ben venga. a proposito sono curioso di vedere quanti kebabari e quanti ristoratori italiani a 100 € a cranio ci sono nella lista della truffa cibo scaduto.

abbiamo una cultura cosi debole che bastano 4 marocchini ad estirparla? o forse la cultura di cui parli è un invenzione letterario e anche abbastanza recente?
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Re: I 300
« Risposta #25 il: 23 Aprile 2009, 08:46:19 »
No, piano! La nostra cultura è una delle più profonde, antiche e ricche.
Forse per questo è anche difficile continuare a coltivarla (lo si vede con i tagli al FUS, alle biblioteche, al cinema...) e quindi forme di cultura più semplice fanno più presa nell'"uomo della strada"

jean

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Re: I 300
« Risposta #26 il: 23 Aprile 2009, 08:54:46 »
lasciam star i kebbabari (http://www.affaritaliani.it/milano/lombardia_kebab_chiusi220409.html, 5 tonnellate di carne sequestrata...) che mangiar un kebab qui è come andar da mc donald, visto che chi prepara le colonne di carne è un ristretto numero di aziende tedesche che lo fa a livello industriale e controlla tutto il mercato europeo...almeno i fornitori della carne del mc donald sono nazionali. da quando l'ho scoperto ho lasciato stare i kebab per puntare ai "veri" produttori di tramezzini (di giornata!!!).

reginald dwight

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Re: I 300
« Risposta #27 il: 23 Aprile 2009, 08:56:30 »
No, piano! La nostra cultura è una delle più profonde, antiche e ricche.
forse stai parlando delle varie zone che da meno di 150 anni compongono lo stato italiano..


resto incuriosito dei problemi in terra islamica del buon jean


ps
faccio notare ai nazionalisti del palato che il kebab non è composto da solo carne e che i kebabari in genere vendono anche falafel, pizza e altro. pietanze preparate sul posto e non acquistate dalle multinazionali del male d'oltralpe
« Ultima modifica: 23 Aprile 2009, 09:30:47 da reginald dwight »
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Re: I 300
« Risposta #28 il: 23 Aprile 2009, 11:12:54 »
Ma anche aldilà della giustezza delle motivazioni, la battaglia de i300 mi sembra persa in partenza per i motivi, che ha ben illustrato reginald, di libera e forte circolazione delle idee di cui si gode oggi.

Certo, ci si può impegnare anche in cause ideali di minoranza ma in questo caso significa rifiutare il progresso e il conseguente processo di globalizzazione del mondo, cosa quantomeno antistorica e antievolutiva.
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jean

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Re: I 300
« Risposta #29 il: 23 Aprile 2009, 11:52:26 »
il kebab non è composto da solo carne
sei un pò pesante sai?
non sarà solo carne però in peso di solito è
85% carne (forse anche di più)
7-8% pane
5-6% verdure
2% salse

sai perchè fan pizza? perchè di solito aprono come pizzerie al taglio e poco dopo smettono di farle, trovi la pizza solo perchè serve per aver la licenza (non esiste quella per locali che fan kebab) quindi.

ma è off topic. e c'ho pure fame, vado a mangiar, che è meglio.

per ritornar in tema la globalizzazione (intesa come incontro di culture, scambio di tradizioni, cibo..., non come tecnologie o uso dell'informazione vedi:internet) è oggi vissuta sulla pelle da una larga minoranza di persone (che però domina bene i mezzi di comunicazione quindi può sembrare che siano molti).
anche internet di fatto è un fenomeno che consente di connettersi a tutto il mondo, ma la strangrande maggioranza del traffico in ogni stato rimane all'interno dello stesso.