Autore Topic: Neanche a Mestre vanno d'accordo...  (Letto 120 volte)

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questo topic.

ABETE

  • *****
  • Post: 1349
Neanche a Mestre vanno d'accordo...
« il: 09 Maggio 2009, 20:46:38 »
«Bortolussi penalizza i piccoli commercianti»
Duro attacco di Franceschi (Confesercenti) all’assessore al Commercio. Saltano la Piazza dei sapori e Mestre Più
Sabato 9 Maggio 2009, 
Guerra aperta. Confesercenti contro l’assessore al Commercio Giuseppe Bortolussi, accusato di aver concesso una deroga domenicale (per domani) dopo una semplice richiesta del Centro Le Barche. E una guerra che ha già mietuto due vittime illustri: l’edizione primaverile di Mestre Più 2009 e, a settembre, il ritorno della Piazza dei Sapori.
      Maurizio Franceschi, direttore di Confesercenti, ha scritto direttamente al sindaco Massimo Cacciari per sottolineare come l’inattesa deroga alla chiusura "demarca l'ulteriore allontanamento tra l’assessore al Commercio Giuseppe Bortolussi e la Confesercenti, ed evidenzia la volontà dell’assessore di chiudere qualsiasi rapporto di dialogo con la nostra associazione". «L’assessore Bortolussi, in barba alla programmazione e senza alcun rispetto della normativa, ancora una volta ha scelto di penalizzare il commercio mestrino a favore della grande distribuzione. Non si capisce perché è stato risposto negativamente alla richiesta di 700 commercianti mestrini che chiedevano di aprire in primavera e in ottobre, mentre è bastata la richiesta del Centro Le Barche per concedere subito una domenica eccezionale di apertura, in deroga alle otto domeniche previste dalla normativa. Il Centro Le Barche è una presenza importante del commercio mestrino, ma sottolineo: non è la sola».
      Quasi una beffa per la Confesercenti, che accusa anche Bortolussi di aver cancellato l’apertura domenicale di settembre in concomitanza con la Piazza dei Sapori, demolendo così ogni possibilità di organizzare la prossima edizione. «Macchè - replica l’assessore al Commercio - questa non è altro che una polemica gratuita perché, se non tornerà la Piazza dei Sapori, è solo una responsabilità di Confesercenti. Quell’apertura domenicale era garantita e ci sono i verbali dei nostri incontri a testimoniarlo, come noi avevamo garantito gli stessi contributi del 2008 limando invece altre voci di spesa».
      Addio Piazza dei Sapori, dunque. E arrivederci pure a Mestre Più che, dalle due edizioni degli anni scorsi, si dovrà accontentare di un’unica rassegna verso il periodo natalizio. «Non ci sono soldi - allarga le braccia Bortolussi - Rispetto all’anno scorso potevamo usufruire di appena un terzo dei fondi, sia per le minori disponibilità del Comune che per l’assenza degli sponsor. Ed è chiaro che senza risorse non si poteva organizzare un programma adeguato al format di Mestre Più per le serate di maggio e giugno, mentre punteremo a quello di fine anno che ottiene maggiori ritorni commerciali».
      Giuseppe Bortolussi comunque non dispera e promette, almeno, una versione light di Mestre Più, con un’altra formula e un altro nome. «Ci stiamo lavorando - anticipa l’assessore -. Si terrà nelle ultime due settimane di maggio e nella prima metà di giugno mettendo assieme le proposte che stanno arrivando dai locali mestrini. Abbiamo già in programma una sfilata di auto d’epoca di grande livello e una maratona, oltre a tanta musica grazie alla collaborazione di quindici locali mestrini che stavano organizzandosi autonomamente. E per noi questo è il successo più grande, perchè invece di continuare "a dare il pesce", abbiamo insegnato a pescare».
      Tutto bene, dunque? Macché, perché per la Confesercenti (che ha deciso di sfilarsi sia da questa mini-rassegna che dalla prossima edizione di Mestre Più) queste iniziative premieranno solo alcune zone del centro di Mestre, danneggiando invece molte altre vie cittadine e, con esse, le attività commerciali che resteranno escluse. «Bortolussi continua a premiare i centri commerciali - riprende Franceschi - danneggiando i piccoli negozi. L’esempio lampante arriva dalla deroga di domenica (domani per chi legge, ndr.) perché la maggioranza dei commercianti verrà a conoscenza dell’ordinanza solo oggi. Con questo minimo preavviso sarà impossibile richiamare i dipendenti imponendo loro un’imprevista giornata di lavoro straordinario».
      F.F.
il gazzettino.it