Autore Topic: ATVO: se ci sei, batti un colpo!  (Letto 1282 volte)

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ATVO: se ci sei, batti un colpo!
« il: 02 Giugno 2009, 07:13:16 »
Le aziende pubbliche, le municipalizzate, le società patrimoniali degli enti comunali e tutti gli organismi che, direttamente o indirettamente controllati dalle Amministrazioni statali o periferiche, gestiscono servizi di pubblica utilità, sono nati come bracci operativi  della pubblica amministrazione: senza le pastoie burocratiche che rallentano ed impacciano le scelte ed i movimenti dell’ente pubblico, essi avrebbero dovuto svolgere tali servizi in un’ottica di efficienza ed economicità, cimentandosi con le regole del libero mercato, al fine di garantire servizi migliori a costi competitivi.
Sappiamo, in realtà, come sono andate le cose: le aziende pubbliche sono, spesso e volentieri, lo specchio delle amministrazioni che le controllano e addirittura, dovendo soddisfare gli “appetiti” di più d’una amministrazione ( pensiamo agli enti sovracomunali), sono ancora più soggette alle deleterie intromissioni della politica, ai favoritismi ed al clientelarismo.
Questo, ovviamente, non è sempre vero: ci sono certamente degli esempi di ottimo funzionamento di municipalizzate e aziende pubbliche che hanno dimostrato di poter rispettare, senza grandi difficoltà, quei principi di efficienza ed economicità per cui sono nate.
Quello che manca quasi sempre è, comunque, la TRASPARENZA nella gestione.
In sostanza, le pubbliche amministrazione socie dell’azienda non sono quasi mai in grado di controllarne l’operato, proprio perché non ne conoscono le motivazioni e le scelte strategiche, e non sono per nulla coinvolte nei processi decisionali che ne stanno a monte.
Negli enti sovracomunali la questione è ancora più tristemente evidente: i vari Comuni, soci e teoricamente controllori, in realtà non controllano un bel niente.
I Sindaci, titolari spesso solo di un pugno di azioni, vengono convocati di regola un paio di volte l’anno, per l’approvazione di bilanci voluminosi ed incomprensibili, tra le cui pieghe si può agevolmente nascondere di tutto;  le uniche cose di cui si discute sono le nomine dei componenti del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale (questo a me, questo a te, quest’altro a lui…); raramente si tengono assemblea di un qualche peso e, in genere, per illustrare ai soci scelte strategiche che, in realtà, sono già state approvate in altra sede.
Di tutto questo abbiamo, purtroppo, un eclatante esempio in casa nostra.
Un’azienda che produce utili, erogando un servizio efficiente e dai costi contenuti, con centinaia di lavoratori soddisfatti, disponibili anche a sopportare sacrifici (contenimento degli stipendi, ore straordinarie, contrattazione di secondo livello ridotta all’osso…) per il bene dell’azienda.
Parlo dell’Azienda Trasporti Veneto Orientale. La nostra ATVO.
Un’azienda di cui possiamo essere orgogliosi, ma alla quale io rimprovero una gestione poco trasparente, assolutamente priva del coinvolgimento dei soci e chiusa in se stessa.
Certo, potrebbe andarci peggio, molto peggio: potremmo, ad esempio, avere una gestione poco trasparente, con bilanci in perdita, utenti insoddisfatti e lavoratori sul piede di guerra (chi, a questo punto, pensa alla socia-concorrente ACTV, fa peccato…), ma il semplice fatto che non va poi così male, non significa certo che dobbiamo accontentarci…
Come diceva un mio compagno di scuola: meglio sposare una donna bella, giovane e ricca, piuttosto che una brutta, vecchia e povera…
Ed è proprio perché l’azienda funziona e ne siamo orgogliosi, che vogliamo anche capire i motivi delle scelte che fa!
Proprio in questi giorni siamo a venuti a conoscenza di una vicenda di cui il Consiglio di Amministrazione non ci aveva mai parlato: la querelle ATVO-Brusutti.
L’azienda di trasporti Brusutti di Mestre era una sorta di FAP (per chi ha memoria del nostro recente passato) ed i Brusutti sono un po’ come la sandonatese famiglia Ferrari: un’azienda privata, che gestiva il servizio pubblico di linea, poi conglobata in una SPA, di cui gli enti pubblici hanno assunto progressivamente il controllo.
Fin qui tutto bene: il servizio di trasporto di linea è sicuramente un servizio di grande interesse pubblico, per cui è giusto che siano le Pubbliche Amministrazioni ad occuparsene.
Nel 2003 ATVO acquisisce il controllo di Brusutti S.r.l., del cui capitale già partecipava sin dal 1999, arrivando a detenerne il 66,5% delle azioni.
L’azienda, saldamente controllata da ATVO, opera con efficienza ed i bilanci vengono risanati.
Ma si tratta, pur sempre, di un’azienda di trasporti che opera tra Mestre e Venezia, il cui ruolo strategico in seno ad ATVO non è molto chiaro (o, per lo meno, non ci è stato spiegato).
Veniamo ai fatti recenti.
Nel settembre 2008 si dimette dal CdA di ATVO Renato Meneghel, divenuto assessore a Jesolo e, quindi, incompatibile. Il CdA continua ad operare con soli quattro membri: il Presidente Gastone Rabachin ed i tre consiglieri Francesco Carrer, Oliviero Pillon e Paolo Rodighiero.
Il quinto posto resta, ad oggi, vacante, anche se l’assemblea ATVO era stata convocata appositamente, con all’ordine del giorno la nomina predetta. A non volere la nomina (chiedendo il rinvio del punto all’OdG) è stata la Provincia di Venezia, socia di maggioranza di ATVO (40%, cui si aggiunge il 12% ceduto “in casa” ad ACTV nel novembre scorso, con un’operazione che abbiamo fortemente censurato) e Presidente di diritto dell’Assemblea dei soci.
Lo dico con cognizione di causa, perché ero presente.
Il CdA ha, quindi, continuato ad operare senza un rappresentante della minoranza al proprio interno.
Alcuni mesi fa la famiglia Brusutti chiede ad ATVO di poter riacquistare il 17,5% delle quote cedute nel 2003, come espressamente convenuto in sede di stipula contrattuale (c.d. “patto di retrovendita”), mettendo a disposizione quasi un milione di euro.
Il Consiglio di Amministrazione di ATVO rifiuta di aderire alla richiesta.
I Brusutti chiedono i sequestro delle quote, impugnano verbali del CdA, diffidano un po’ tutti e si scatena così un’accesa battaglia legale, il cui costo possiamo solo immaginare…
Il Tribunale di Venezia, alla fine, respinge la richiesta di sequestro ma chiarisce ad ATVO che la retrocessione delle azioni deve comunque avvenire in tempi brevi, perché è un diritto dei Brusutti.
Ora, io non so chi abbia ragione e chi torto; se sia giusto o meno rivendere queste azioni; se il milione di euro offerto (e che pare essere ancora depositato dal notaio…) sia equo oppure no; se il CdA stia legittimamente difendendo gli interessi dell’azienda e, quindi, dei soci.
Non so neppure se questa sia una battaglia da proseguire, perché il controllo della Brusutti è, magari, strategicamente rilevante per ATVO (e potrebbe benissimo esserlo: la società è proprietaria dell’enorme parcheggio antistante l’aeroporto di Tessera, le cui prospettive di sviluppo sono eccezionali) oppure se, con quei soldi, non sarebbe forse meglio comprarci una decina di autobus nuovi, migliorare il trattamento salariale e gli incentivi ai lavoratori o ridurre il costo dei biglietti del trasporto scolastico…
Non so se l’interesse per Brusutti sia collegabile al ruolo di ACTV, che di questa società è concorrente diretta, operando in parte sulle stesse tratte di competenza.
Io oggi non so nulla.
E, come me, non sanno nulla i pubblici amministratori di San Donà, di Jesolo, di Eraclea, di Caorle e di tutti i ventuno Comuni del Veneto Orientale soci di ATVO.
Non sappiamo nulla perché il Consiglio di Amministrazione (in cui manca, tra l’altro, il nostro rappresentante) non ha ritenuto opportuno informarci.
Di tutto questo, non ci è mai stato detto alcunché!
Se una scelta di questo tipo potrebbe essere comprensibile in una società di capitali integralmente di diritto privato, permettete che io abbia dei grossi dubbi quando si tratta di una società pubblica, che persegue interessi pubblici, che spende soldi pubblici.
A suggerirci che una SPA pubblica non può essere governata come una normale società commerciale è il buon senso (il suo scopo, infatti, non è la mera “produzione di utili”, ma il soddisfacimento di un interesse pubblico), ma anche la normativa statale e comunitaria: pensiamo al concetto di “controllo analogo”, in forza del quale l’ente pubblico deve realizzare nei confronti della società partecipata un potere identico a quello esercitato sui propri servizi diretti, nel rispetto di quanto stabilito dall’art. 113 del Dlgs n. 267/00; al nuovo obbligo per ogni P.A. di comunicare annualmente l'elenco delle società pubbliche cui partecipa, la misura della partecipazione, il numero dei rappresentanti e tutti gli oneri finanziari relativi (art. 1, c. 587, Legge n. 296/06); al “rivoluzionario” metodo di affidamento di tutti i servizi pubblici locali previsto dell'articolo 23 bis, del Dl 112/2008, convertito in legge 133/2008; ecc.
In una società pubblica, in sostanza, il Cda è privo della facoltà di “adottare tutti gli atti ritenuti necessari per il conseguimento dell'oggetto sociale”, come sarebbe in una “normale” SPA, proprio in quanto è l’Ente Pubblico socio a dover esperire un controllo pregnante e significativo.
Che controllo abbiamo esplicato in ATVO per la gestione della vicenda che ho esposto?
Nessuno.
Quindi, in tutto questo c’è qualcosa che non funziona…
Alberto Teso

Alte

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Re: ATVO: se ci sei, batti un colpo!
« Risposta #1 il: 06 Giugno 2009, 11:38:52 »
Visto che nessuno batte un colpo (l'argomento non è d'interesse?) mi... commento da solo, offrendo un notiziola fresca.
ATVO convoca sua sponte l'assemblea dei soci per il prossimo 29.6 e, in seconda convocazione, per il 10.7.
All'OdG, oltre all'attesa approvazone del Bilancio, anche delle  "Comunicazioni del Presidente dell'Assemblea" (la Provincia: chissà cosa ci comunicherà di interessante...) e del "Presidente del CdA" (anche lui, chissà cosa ci comunicherà...).
Ultimo punto: nomina del consigliere di amministrazione mancante.
Speriamo ci illuminino anche sulla causa Brusutti (un milone di euro in palio).
Ribadisco che il problema non è di merito (nulla sappiamo sulla questione in oggetto) ma di metodo: ATVO non è un'aziendina di famiglia che si può amminstrare seduti a tavola centellinando un caffè...
E' una società di proprietà di alcune centinaia di migliaia di persone, che gradirebbero essere informate su quello che (di importante) succede...
Alberto Teso

angelo

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Re: ATVO: se ci sei, batti un colpo!
« Risposta #2 il: 06 Giugno 2009, 12:57:40 »
Praticamente è governata come Galan governa il Veneto! Quanti sono stati i tentativi per approvare lo statuto regionale vanificati dalla sua assenza qualificata?
Comunque lo capisco,sta mettendo su famiglia e oggi arriva il "papi" per le ultime istruzioni.

Alte

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Re: ATVO: se ci sei, batti un colpo!
« Risposta #3 il: 06 Giugno 2009, 18:13:35 »
Comprendo l'ironia, ma non si può pensare di "governare" una SPA pubblica come se fosse un Ente Pubblico.
D'altro canto, una SPA pubblica non è neppure assimilabile ad un'ordinaria società commerciale.
L'Ente Pubblico è governato da chi ha ricevuto un mandato popolare: se delude gli elettori, viene mandato a casa (a volte anche se non li delude, come capitò a Churcill che, dopo aver salvato il mondo dalla follia nazifascista, venne bocciato alle urne...).
La società commerciale deve, invece, sodisfare diversi portatori di interesse (possiamo dire "stakeholders", se vogliamo, che fa più fico) che, in genere, hanno uno scopo comune: la produzione di utili.
Se a qualcuno non comoda la gestione, vende le azioni ed investe in qualcos'altro.
La SPA pubblica rischia di non avere nessuno dei pregi dei due enti predetti, di cui è figlia, assumendone però tutti i difetti.
Un problema per tutti: i loro manager arrivano a non rispondere più a nessuno (avete visto cosa è successo con A2A?), gestendo enormi patrimoni, praticamente senza alcun vincolo nei confornti degli azionisti (che siamo noi cittadini, tutti) e con pochissime responsabilità...
Vogliamo iniziare a mettere un bel dito nella piaga?
Alberto Teso

angelo

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Re: ATVO: se ci sei, batti un colpo!
« Risposta #4 il: 06 Giugno 2009, 19:28:41 »
Tanto per vedere se qualcun altro interviene pongo la domanda delle cento pistole:
Ma chi ha inventato questi carrozzoni?
Tutto cominciò con ENI IRI, CASSA PER IL MEZZOGIORNO(un nome che prometteva bene...) poi arrivarono IL GIORNO, BANCHE,AEROPORTI,ALITALIA: RAI;AUTOSTRADE ecc.
Risposta facile: i nostri politici.
E principalmente a cosa servono? A dare un contentino ai trombati.

Un problema per tutti: i loro manager arrivano a non rispondere più a nessuno (avete visto cosa è successo con A2A?), gestendo enormi patrimoni, praticamente senza alcun vincolo nei confornti degli azionisti (che siamo noi cittadini, tutti) e con pochissime responsabilità...
Vogliamo iniziare a mettere un bel dito nella piaga?

E no, ogni manager nominato ha il suo partito di riferimento, anzi la sua corrente di riferimento,amzi il suo politico di riferimento.E solo a questi riferisce.
Vogliamo fare un un esempio?
Catricalà autority garante della concorennza  ha chiuso il bilancio con 8 milioni di passivo,ha assunto a trempo indeterminato 8 funzionari a 200.000 euro l'anno e nessuno ha aperto bocca(solo la Corte dei Conti)
« Ultima modifica: 06 Giugno 2009, 19:40:09 da angelo »

angelo

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Re: ATVO: se ci sei, batti un colpo!
« Risposta #5 il: 06 Giugno 2009, 21:44:53 »
Ecco, a proposito, un esempio di come sta operando uno dei tuoi 300(non che Weltroni abbia fatto meglio ma era in pensiero per la figlia che doveva andare a studiare cinematografia in America e non aveva ancora l'appartamentino in Manhattan square)

RISORSE PER RETROMANNO - IN CAMPAGNA ELETTORALE AVEVA ANNUNCIATO: È UN INUTILE CARROZZONE, LO CHIUDEREMO - MA ALLA VIGILIA DEL VOTO “RISORSE PER ROMA”, IN PROFONDO ROSSO, VARA BEN 16 ASSUNZIONI, TRA CUI AD E VICEPRESIDENTE IN QUOTA FI E AN...
Giovanna Vitale per "La Repubblica - Roma"

In campagna elettorale era uno dei suoi cavalli di battaglia. Quando si trattava di attaccare «il sistema clientelare costruito dal centrosinistra in quindici anni di governo della città» il non ancora sindaco Alemanno citava sempre "Risorse per Roma" come esempio di «inutile carrozzone» da smantellare appena insediato in Campidoglio.

Un anno dopo, però, non solo l´azienda in house nata nel ‘95 per gestire la dismissione e la valorizzazione degli immobili comunali è ancora là, ricapitalizzata per ben due volte con oltre 12 milioni di euro, ma ha appena proceduto a 14 nuove assunzioni in pianta stabile, che diventano 16 se si contano anche quelle a termine dell´amministratore delegato Maurizio Bonifati (area Forza Italia) e del vicepresidente Alfredo Tirrò (già dirigente provinciale di An). Niente male per una società che doveva essere chiusa. E per di più a un passo dall´insolvenza a causa della perdurante mancanza di commesse da parte del Campidoglio.


 
A denunciarlo, in un´informativa consegnata alla giunta e ai sindacati, è stato l´assessore al Bilancio Ezio Castiglione. Il quale, l´8 aprile, scrive che «l´importo della ricapitalizzazione, in assenza di ricavi contabilizzati dall´azienda e considerato un costo mensile di 1,5 milioni di euro, è sufficiente a tenere in vita Risorse per Roma fino a metà maggio». Termine entro il quale il Campidoglio avrebbe dovuto intervenire - con nuovi fondi, nuove commesse o stipulando un contratto di servizio - per evitare di portare i libri in tribunale.



Tuttavia, proprio in quei giorni difficili, cosa fa il cda? Stabilisce di assumere nuovi dipendenti, in aggiunta ai 216 già in organico e ridotti a far nulla. Nell´ordine: 2 autisti (sebbene Risorse ne abbia già 3), 6 quadri, 4 addetti alle relazioni esterne, persino un´hostess e un´assistente dell´amministratore delegato. La quale si dimette da AceaElectabrel (società quotata) per entrare nell´azienda comunale. Ciliegina sulla torta? Il contratto di consulenza a una esperta di comunicazione che, guarda caso, pochi giorni prima aveva firmato un´intervista al presidente Kappler su un periodico del Rotary club.

Non vorrei sbagliarmi ma anche in Regione Veneto e sempre in AN ci furono due assunzioni repentine  per poi passare a qualche segreteria

samiol

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Re: ATVO: se ci sei, batti un colpo!
« Risposta #6 il: 17 Settembre 2009, 16:52:16 »
quando mettono gli autobus nuovi ecologici che vanno a metano? qualcuno mi sa rispondere così non inquinano san donà .quand'è che cambiano autobus nuovi come quelli a treviso??