«Se la Catalogna ha rinunciato alla corrida anche noi possiamo rinunciare a qualche corsa o palio»: ha detto la Brambilla nel corso di un incontro con la stampa a Palazzo Chigi. «Il Palio di Siena - ha spiegato il ministro - è la manifestazione di questo tipo più famosa, ma ci sono altre iniziative che prevedono l'uso di cavalli, asini e anche oche che spesso sono crudeli con questi animali e ormai non hanno certamente più senso. E di cui anzi potremmo volentieri farne a meno».
La Lega «non accetterà mai l'abrogazione del Palio di Siena e di altre feste simili». Così il senatore della Lega e sindaco di Feltre Gianvittore Vaccari risponde al ministro del Turismo. «Rimango sorpreso e perplesso dalle dichiarazioni del ministro Brambilla - dice Vaccari - la Lega non accetterà mai e poi mai che le tradizioni culturali di millenaria memoria del nostro Paese siano abrogate e, peggio ancora, cancellate dagli annali storici
Un forte sostegno alla presa di posizione della Brambilla giunge invece dal fronte delle sigle animaliste. «L’Italia può cogliere l’occasione di diventare il paese più ospitale e piùanimal friendly nei confronti degli animali» fa notare il presidente nazionale dell’Enpa, Carla Rocchi. «Già con l’ordinanza Martini, una regolamentazione rigida e puntuale che costretto all’osservanza di norme più rigorose una serie di manifestazioni che utilizzano animali, è stato fatto un importante passo in avanti – ha aggiunto la numero uno dell’ente protezione animali – ma l’obiettivo degli animalisti rimane quello di avere un paese in cui gli animali non vengano usati per spettacoli, feste e fiere, molti dei quali di nuovissima istituzione e quindi privi anche della pretestuosa ragione della continuità tradizionale, dove i casi di morte degli animali ammontano a circa il 30%».