Colgo l'occasione dall'articolo di spalla di emmepi sul sito di Sandonadomani per esporre alcune considerazioni in merito alla vicenda del Cinema Astra.
Io credo che i proprietari non siano poi così criticabili nel loro comportamento, almeno per quel che si può giudicare, perchè mi pare del tutto logico che il venditore faccia il venditore e non il benefattore della comunità. Quell'area è indubbiamente molto appetibile oggi sul mercato immobiliare anche senza concessione di variante perchè, siamo sinceri, potrà essere negata per qualche anno ma poi si dovrà pur cedere se non vogliamo tenerci un rudere in pieno centro e un'area così centrale è destinata solo ad accrescere il suo valore nel tempo.
Non credo quindi che i proprietari si spaventino molto alla possibilità di una mancata concessione di variante e poi trovo che vadano rispettate quelle che sono le regole di mercato salvo, se mai, ricorrere allo strumento dell'esproprio ove si valutasse quella struttura insostituibile per la comunità sandonatese e questo, allora si, potrebbe essere sconveniente per i proprietari ma in ogni caso mai facendone arma di ricatto.
Rilanciare accuse a destra e a manca è polemica che non produce nulla e che sembra piuttosto nascondere un'incapacità decisionale, piuttosto guarderei avanti per capire quale sia la strada più opportuna per arrivare ad avere nel più breve tempo possibile, ma purtroppo temo almeno un decennio, una struttura adeguata ad una realtà di almeno 50.000 abitanti.
Si è parlato e si parla tanto di joint venture pubblico/privato ma, siamo onesti, a San Donà sembrano ancora cose da fantascienza mentre si sente sempre parlare di fondi europei più o meno sfruttati. Non sarebbe pensabile di fronteggiare se non tutta almeno una parte dei costi con i contributi comunitari ?