Be', sappiamo che queste affermazioni è bene prenderle sempre con le pinze, dopodichè, si, posso affermare con cognizione di causa che quello che ha fatto questa amministrazione per il commercio sandonatese è prossimo allo zero.
Io continuo a insistere sul fatto che i commercianti non vanno in cerca di alcun trattamento di favore da parte dell'amministrazione comunale ma se è vero come è vero che senza negozi la città va a farsi benedire, be', allora promuovere il commercio cittadino deve far parte dei doveri di un amministrazione comunale, soprattutto nei momenti di grave crisi come l'attuale.
Personalmente ho sempre apprezzato il lavoro svolto dall'amministrazione sul fronte del miglioramento estetico del centro storico ma non si può pensare che basti questo per togliere la città dal destino di lento declino cui è inevitabilmente condannata se le cose non cambiano. O ci si impegna su più fronti o non c'è nulla da fare, e uno di questi è sicuramente quello del commercio.
L'unica cosa fatta da questa amministrazione, diciamo così, per i commercianti, risale allla fine del 2005, quando la Zaccariotto fece partire l'esperienza dell'ormai defunto Consorzio San Donà In Centro, solo che nei quattro anni di vita di questo Consorzio l'amministrazione si fece uccel di bosco, nel senso che aldilà di qualche concessione per esporre uno striscione o di plateatico per una qualche manifestazione non ci fu altro.
L'impegno profuso in quest'esperienza dai miei colleghi fu peraltro notevolissimo in termini di tempo ed energie investite, purtroppo ci si scontrò duramente con i tanti difetti di una categoria geneticamente allergica ad ogni forma di collaborazione ma anche con un'amministrazione sorda ad ogni nostra richiesta di collaborazione e sostegno.
Col passare del tempo ci si rese conto, anche grazie ad analoghe esperienze fatte a Montebelluna, Oderzo e Conegliano, che vi era un unica strada per non buttar al vento 4 anni di duro lavoro e soprattutto per dare un futuro a questa città, quella del coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali e professionali legati alla città.
Tanto per capirci nei centri citati si è arrivati a creare un organo di gestione del centro cui partecipano, oltre all'amministrazione comunale, le varie associazioni dei commercianti e degli artigiani, la ProLoco, la Camera di Commercio, e alcune associazioni culturali locali. Noi proponevamo di aggiungere a queste pure le categorie professionali che in qualche modo lucrano sulla città ma che diversamente dal commercio non vengono mai nominate, vale a dire ogni ordine di libera professione oltre alle agenzie assicurative e di altro genere.
La Zaccariotto, nelle varie occasioni in cui l'incontrammo, ci diede sempre la stessa risposta, ho fatto quello che dovevo fare (riferendosi all'avvio del Consorzio e all'opposizione inizialmente espressa verso l'Outlet di Noventa) e ora arrangiatevi.
Non ci fu verso di smuoverla e il dopo è sotto gli occhi di tutti, chiusura del Consorzio e ritorno al ciscuno per conto proprio.
Che dire, il futuro delle nostre città esce sconfitto un po' ovunque dall'avanzare dei carri armati della grande distribuzione che non conoscono altro linguaggio che non sia quello dei numeri e del guadagno, se l'effetto di tutto questo rimanesse circoscritto alla chiusura di qualche piccolo negozio, magari anche vecchio ed ammuffito, sarebbe da esser addirittura contenti ma qui è in gioco un intero sistema sociale.
E' di questi giorni sulla stampa la battaglia che si sta svolgendo a Dolo, Mira e dintorni, per contrastare la realizzazione di un altro mostro commerciale, il Veneto City con i suoi oltre centomila metri quadri di superficie commerciale. Sappiamo bene quanto territorio la nostra regione abbia consumato costruendo capannoni ovunque ma si continua imperterriti a conceder nuove autorizzazioni per colossi del genere, che sono destinati inevitabilmente a farsi la guerra all'ultimo sangue tra di loro, visto il sovraffollamento e la curva in discesa del potere d'acquisto del consumatore.
I risultati stanno già sotto i nostri occhi, l'Outlet di Roncade è un mostro morto ancor prima di nascere e il Bennet di Jesolo non ha mai ingranato per cui non è difficile prevederne il destino, così tra non molto avremo un territorio disseminato di strutture da riconvertire a qualcos'altro. Si, ma a cosa ?