Stazione ferroviarie abbandonate lungo la tratta San Donà-Mestre: oltre alle sale d’attesa mancano perfino le porte
Pendolari alla rincorsa del capotreno L’assenza delle obliteratrici costringe i viaggiatori a rincorrere il personale delle Fs Venerdì 18 Settembre 2009,
San Donà di Piave
Pendolari costretti a inseguire i controllori per convalidare il biglietto del treno. Sono i viaggiatori della tratta che da San Donà di Piave conduce a Mestre. A Meolo, ad esempio, la stazione ferroviaria oltre ad essere abbandonata è del tutto priva di macchinette obliteratrici. Tutti i giorni, appena saliti, gli utenti devono così percorrere tutto il treno, costretti a inseguire i controllori per regolarizzare la loro presenza. Sul regionale delle 7,20 in arrivo da San Donà i pendolari che salgono a Meolo sono una trentina, che diventano oltre una cinquantina contando quelli provenienti dalle altre stazioni. Per arrivare a Mestre il costo del biglietto è di 2,35 euro in seconda classe, ma i viaggiatori, a qualsiasi ora, devono anche mettere in conto una "scampagnata" tra un vagone e l’altro alla ricerca del capotreno per evitare la multa di 50 euro. «Siamo molto arrabbiati – spiegano gli utenti - A Meolo le obliteratrici sono state tolte, così come le porte e le panchine». In effetti alla stazione di Meolo di obliteratrici non c’è neppure l’ombra e l’intero stabile si trova in uno stato di completo abbandono. «Possiamo comprendere che manchi il personale per la biglietteria - commenta un operaio in partenza da San Donà con destinazione Marghera -, ma noi dobbiamo comunque pagare per viaggiare e nonostante ciò non ci danno la possibilità né di timbrare il biglietto, visto che anche qui le macchinette sono spesso rotte, né di sederci ad aspettare il treno. Durante l’inverno il disagio è notevole: siamo costretti a fare le corse per inseguire il controllore in testa o in coda al convoglio».
«Anche i controllori – aggiunge uno studente - sono troppo zelanti. Sembra facciano apposta a multare i viaggiatori che non sono a conoscenza dell’obbligo di timbrare il biglietto. Ho assistito alla sofferenza e all’imbarazzo di una coppia di anziani che non capivano come comportarsi per viaggiare senza essere multati, con evidenti difficoltà di uno dei due a spostarsi tra una carrozza e l’altra alla ricerca del controllore» . Anche alla stazione di Fossalta la situazione è analoga. La stazione, posizionata nel territorio di Musile, è abbandonata da oltre quattro anni e serve anche i cittadini musilensi. Le macchine obliteratrici, una volta danneggiate, non sono più state riparate, e non c’è neppure l’ombra di un cartello che avverta l’utenza del disagio.
Davide De Bortoli
il gazzettino .it
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A voi e' mai successo ? Anche le corse per cercare il capotreno... , non ci vi fate mancare niente qui a San donà e dintorni... 