Autore Topic: aiuto.. la penso come la Binetti  (Letto 341 volte)

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reginald dwight

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aiuto.. la penso come la Binetti
« il: 14 Ottobre 2009, 09:05:58 »
perchè ci dev'essere un'aggravante se il motivo della violenza è l'omofobia? se uno mi picchia perchè sono biondo merita meno anni di galera?
sarebbe meglio parlare di equiparare i diritti (matrimoni, successione, subentro nell'affitto etc etc) e non continuare con i diversivi
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Royal Moore

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Re: aiuto.. la penso come la Binetti
« Risposta #1 il: 14 Ottobre 2009, 09:45:51 »
Istintivamente direi che sia più grave picchiare uno perchè è omosessuale che per rubargli i soldi mah, non so...
In ogni caso credo che si voglia stabilire, con l'aggravante, una netta avversione da parte della società proprio per quel genere di violenza.
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reginald dwight

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Re: aiuto.. la penso come la Binetti
« Risposta #2 il: 14 Ottobre 2009, 10:19:54 »
non credo le leggi debbano "educare" ma solo rispettare i diritti di ognuno.
spesso in Italia per mascherare grosse disparità si propongono contentini senza senso (vedi le donne in pensione prima degli uomini)
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berto

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Re: aiuto.. la penso come la Binetti
« Risposta #3 il: 14 Ottobre 2009, 12:23:57 »
A me aveva colpito anni fa questo intervento di Aldo Busi http://www.youtube.com/watch?v=a6MubCJ74zQ...i primi minuti sono i più pertinenti...
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Royal Moore

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Re: aiuto.. la penso come la Binetti
« Risposta #4 il: 14 Ottobre 2009, 12:42:14 »
non credo le leggi debbano "educare" ma solo rispettare i diritti di ognuno.
...


Non si tratta di educare, semplicemente la legge diventa espressione di un certo sentire di quel paese.
Posso anche intuirne i rischi ma a volte è così.
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StefanoR

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Re: aiuto.. la penso come la Binetti
« Risposta #5 il: 28 Ottobre 2009, 11:27:04 »
non credo le leggi debbano "educare" ma solo rispettare i diritti di ognuno.

In linea di principio hai ragione, ma calcola che se si continua a delegare l'educazione a nuclei sociali più ristretti (tipo famiglia o comunità di apartenenza), si rischia seriamente di tornare indietro. Il modo in cui certe tematiche sono percepite all'interno di questi nuclei, infatti, ha uno sviluppo imprevedibile, con momenti di apparente progresso cui fanno seguito regressioni spaventose...

Pensiamo al caso di Montalto di Castro, dove un'intera comunità difende un gruppo di baby-stupratori... è giusto che l'educazione e la formazione degli individui siano del tutto lasciate a questo tipo di realtà? O non è giusto che, entro certi limiti, anche lo Stato intervenga con dei correttivi?

Giusto per fare un altro esempio... siamo tutti d'accordo che il politically correct sia di per sé un "contentino", che maschera di fatto il persistere di forme discriminatorie; però se si confronta lo stato di cose attuale, in cui certi atteggiamenti e un certo linguaggio sono stati nuovamente sdoganati, e la fase relativamente breve in cui erano invece sottoposti a sanzione sociale, direi che oggi abbiamo perso perfino quella parvenza esteriore di civiltà che il politically correct garantiva.

Non dico che sia la cosa ottimale, e al limite su questo argomento sono pure più libertario di te, reginald. Però un'azione educativa "dosata" dall'alto secondo me è necessaria... e sarà necessaria fino a che l'intera società non diventerà nel complesso più civile, aperta, capace di sciogliere da sé sacche di discriminazione e inciviltà.     
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reginald dwight

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Re: aiuto.. la penso come la Binetti
« Risposta #6 il: 28 Ottobre 2009, 12:30:39 »
ho detto che la legge non deve educare, non che dev'essere abolita. lo stupratore deve andare in galera, se minorenne in riformatorio.
se nel grande numero di milioni di abitanti capita il caso di un piccolo gruppo (Montalto di Castro) che giustifica lo stupro, questa è un'eccezione. non modifica la funzione della legge. fortunatamente i bambini possono vedere la tv, navigare su internet e quando saranno un po piu grandi viaggiare.

riguardo il discorso violenza verso i gay credo sia solo l'attenzione dei media a creare il caso. come "il periodo" in cui i cani attaccano i bambini o gli ubriachi al volante ammazano innocenti. sono fenomeni che esistono da tempo ma solo di tanto in tanto le luci dei tg le portano alla ribalta. e allora c'è la corsa alla legge ad hoc, il piu delle volte solo ad uso e consumo dell'opinione pubblica. mai per tutelare i gay, i pedoni o i bambini
« Ultima modifica: 28 Ottobre 2009, 12:35:24 da reginald dwight »
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StefanoR

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Re: aiuto.. la penso come la Binetti
« Risposta #7 il: 28 Ottobre 2009, 12:49:52 »
se nel grande numero di milioni di abitanti capita il caso di un piccolo gruppo (Montalto di Castro) che giustifica lo stupro, questa è un'eccezione. non modifica la funzione della legge. fortunatamente i bambini possono vedere la tv, navigare su internet e quando saranno un po piu grandi viaggiare.

E' proprio questo il punto, reginald... secondo me lo Stato non può lasciare del tutto all'aleatorietà del percorso di ogni singolo individuo la formazione e l'educazione dei cittadini. Questo per il semplice fatto che famiglia, comunità di appartenenza, scuola, televisione, internet, esperienze di viaggio e quant'altro non sono canali "neutrali" di esperienza, ma contribuiscono a veicolare valori, a creare dipendenze, a plasmare interessi e visioni del mondo.

Un individuo ha bisogno anzitutto di strumenti per interpretare le proprie esperienze, per integrarle in una cornice di coerenza che, sul lungo termine, contribuirà a definire quella cosa estremamente complessa che è la personalità individuale.

Quindi lo Stato ha il diritto/dovere di intervenire, attraverso le leggi, nella regolamentazione di questi "canali di esperienza"... le leggi probabilmente non sono soltanto un meccanismo puramente formale e asettico che agisce in termini di premio/punizione; sono fatte anche per veicolare dei messaggi, per assecondare certi atteggiamenti e dissuadere le persone dall'assumerne altri...

Esattamente come un mercato lasciato completamente libero a se stesso difficilmente produrrà un'equa divisione di risorse e ricchezza, così è difficile che evitando del tutto di intervenire sulla morale pubblica lo Stato possa in qualche modo favorire la formazione di cittadini responsabili e consapevoli. Le differenze di status economico-sociale, di religione, di opportunità formative e lavorative finiranno sempre per prevalere senza un qualche meccanismo correttivo...


Citazione
riguardo il discorso violenza verso i gay credo sia solo l'attenzione dei media a creare il caso. come "il periodo" in cui i cani attaccano i bambini o gli ubriachi al volante ammazano innocenti. sono fenomeni che esistono da tempo ma solo di tanto in tanto le luci dei tg le portano alla ribalta. e allora c'è la corsa alla legge ad hoc, il piu delle volte solo ad uso e consumo dell'opinione pubblica. mai per tutelare i gay, i pedoni o i bambini

Questo è vero, ma è un altro discorso.
« Ultima modifica: 28 Ottobre 2009, 12:53:05 da StefanoR »
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reginald dwight

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Re: aiuto.. la penso come la Binetti
« Risposta #8 il: 28 Ottobre 2009, 14:00:17 »
E credi che lo stato sia un soggetto neutrale? Non abbiamo il più il "consiglio dei vecchi saggi" al potere..
Preferisco la pluralità di canali parziali alla presunta superiorità di uno

la "moralità" dello stato italiano fino a pochi decenni fa prevedeva un forte sconto della pena se il marito ammazzava la moglie perché lo tradiva. Che messaggio veicolava quella legge?
« Ultima modifica: 28 Ottobre 2009, 14:10:23 da reginald dwight »
"Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada" Matteo 10,34

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Re: aiuto.. la penso come la Binetti
« Risposta #9 il: 28 Ottobre 2009, 14:16:57 »
E credi che lo stato sia un soggetto neutrale?

Certo che no! In teoria (ripeto, in teoria) la sua parzialità dovrebbe essere legata alla sua "natura" e alle sue funzioni... nella fattispecie, mantenere un certo equilibrio economico e sociale nella nazione, e garantirsi così la propria stessa sopravvivenza.

Io sono dell'idea che la semplice statuizione formale di principi costituzionali, norme e leggi non sia sufficiente a garantire l'esistenza di qualcosa che meriti il nome di "Stato". Lo vedo più come un "sistema" nel senso organicistico del termine...

Poi si può essere contrari a tutto questo - e io in larga parte lo sono, per slancio idealistico, diciamo - ma resta il fatto che secondo me lo Stato è essenzialmente questo... e dato il momento storico, forse (ripeto, forse) non tutto il male viene per nuocere.

Tu invece mi sembri più prossimo ad un'idea di "Stato Minimo", nella tradizione del pensiero libertario americano (Rothbard, Tucker, Spooner, Nozick).

Citazione
Preferisco la pluralità di canali parziali alla presunta superiorità di uno

Anch'io. E comunque non intendevo riservare allo Stato un ruolo monopolistico... sicché l'unico canale accessibile sarebbe sua diretta emanazione. Pensavo banalmente ad un'azione correttiva.

Ma mi rendo conto che stiamo facendo un discorso pure troppo astratto...
« Ultima modifica: 28 Ottobre 2009, 14:21:35 da StefanoR »
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reginald dwight

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Re: aiuto.. la penso come la Binetti
« Risposta #10 il: 28 Ottobre 2009, 15:26:10 »
non credo sia un discorso troppo astratto... soprattutto visto il ricatto di "moralità" che viene da tutte le parti
"Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada" Matteo 10,34