Il progetto delle “Vie del Mare” si inserisce in un quadro complesso che rivoluzionerà la viabilità del Veneto Orientale nel prossimo futuro.
È pacifico che la domanda di spostamento/mobilità nella nostra zona non ha ricevuto, negli anni, risposte pari all’incremento dei volumi del traffico. Conseguentemente viviamo situazioni difficili date dall’intasamento delle arterie viarie, dall’aumento dell’inquinamento, dall’incremento dell’incidentalità ed è quindi necessario che si provveda affinché la rete viaria sia adeguata ai volumi di traffico, trovando alternative che separino la media e lunga percorrenza da quella breve e, la dove possibile, arricchire il nostro territorio di sistemi alternativi come quelli ciclabili.
In questo ampio disegno si collocano la prossima realizzazione della terza corsia sulla autostrada A4 (con la previsione addirittura della quarta) e del nuovo casello di Meolo, che andrà ad interessare direttamente l’asse della Treviso Mare.
Il progetto dell’Autostrada del mare va visto in questo quadro complessivo e, soprattutto, nella prospettiva del progressivo aumento dato anche dalla nuova connessione all’autostrada. Data la cronica carenza della finanza pubblica, il sistema del Project Financing, col coinvolgimento dei privati nella realizzazione di opere pubbliche della portata dell’intervento in questione (circa 200 milioni di Euro) è la condizione essenziale affinché le opere di importanza strategica vengano realizzate.
Già nel corso dell’ultimo consiglio comunale a Musile abbiamo spiegato la rilevanza e l’utilità pubblica del progetto, alla luce dei dati sulle previsioni di traffico: sulla base dei dati raccolti nel 2005 è stato simulato un orizzonte temporale 2008 (quindi già superato), ipotizzando gli effetti sulla rete stradale interessata del progetto. Teniamo presente che la Treviso Mare risulta già sottodimensionata in relazione al traffico attuale, che va dai circa 11.000 veicoli al giorno nei mesi invernali, a punte di 25.000 nei fine settimana estivi. In base ai rilievi della Provincia e della Regione, si ipotizza che nei mesi estivi il tratto di nuova viabilità tra Meolo e la SS 14, nel fine settimana, sarà impegnato da un carico veicolare stimato di oltre 24.000 e nei giorni feriali tra i 18.700 veicoli/24h. Nei periodi di morbida, cioè tra il Novembre e Febbraio, il carico sull’asta nel fine settimana e nei giorni feriali tenerà ad oscillare tra i circa 10.000 e i 11.000 veicoli/24h. Complessivamente, il flusso veicolare (dato medio annuale) tenderà ad attestarsi tra i 13.600 veicoli/24h nei fine settimane e gli oltre 15.900 veicoli/24h nei giorni feriali. L’incremento più evidente rispetto al traffico attuale, però, sarà concentrato sul tratto tra la SS 14 in prossimità del canale Fossetta e Caposile. In questo tratto l’asse, nei mesi estivi (Luglio e Agosto) sarà interessato da un carico veicolare compreso tra 32.500 veicoli/24h nei fine settimana, mentre nei giorni feriale il dato stimato si attesta a circa 24.000. Sulla terza asta (Caposile-circonvallazione di Jesolo) nei fine settimana estivi i carichi stimati ammonteranno a circa 48.000 veicoli/24h , con medie nei giorni feriali che si attesteranno a circa 33.600. Di converso, nei periodi di morbida, compresi tra il mese di Novembre e Febbraio, il carico sull’asta nel fine settimana e nei giorni feriali tenderà ad oscillare tra i 11.000 e i 12.500 veicoli/24h. Infine, il flusso veicolare medio oscillerà tra i 19.000 veicoli/24h dei giorni feriali 24.600 veicoli/24h nei fine settimane e nei giorni festivi.
Tutto questo per indicare che l’allargamento della Treviso Mare non può essere considerato una scelta, ma una vera e propri necessità: E’ evidente che il passaggio di un bene pubblico ai privati, col conseguente pedaggio a pagamento lungo quella che era una strada pubblica, rappresenta in linea generale un impoverimento della collettività, ma è anche vero che, senza l’intervento dei privati non riusciremmo ad avere una strada sufficiente verso il mare in tempi brevi. In sostanza, non possiamo pensare alla privatizzazione della Treviso Mare come un’operazione fine a se stessa, ma come la soluzione dell’incremento del traffico verso il litorale che sarà conseguente all’apertura del casello autostradale di Meolo. Potremmo dire, in altre parole, che metà del traffico autostradale che esce a Noventa tra un anno uscirà a Meolo e, senza il raddoppio della Treviso Mare finirebbe per intasare definitivamente le nostre già provate strade interne.
Non e neppure vero che, alla fine dell’Autostrada del mare, la viabilità di Jesolo costituirà comunque un “tappo” senza vie d’uscita: a Jesolo è in corso di completamento la circonvallazione nord: dalla rotonda Frova alla strada Eraclea-Jesolo e poi fino a Piazza Torino, quindi il sottopassaggio alla rotonda Picchi, che distinguerà i flussi di traffico verso il Cavallino da quelli diretti a Jesolo.
Il pedaggio gratuito per i residenti nei comuni attraversati dall’autostrada e la viabilità di supporto realizzata a carico degli investitori (a Musile, la nuova bretella di collegamento all’area artigianale) completa il quadro.