Autore Topic: REFERENDUM  (Letto 11771 volte)

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REFERENDUM
« il: 29 Maggio 2005, 15:07:07 »
Fecondazione: capire il referendum
Il referendum del 12-13 giugno 2005 chiede agli italiani di abrogare alcuni punti della legge 40/2004 sulla procreazione assistita. Ecco quali sono i quattro quesiti.
Indice generale
> Quesito 1: la ricerca scientifica
> Quesito 2: la salute della donna
> Quesito 3: i diritti dei soggetti coinvolti
> Quesito 4: la fecondazione eterologa

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« Risposta #1 il: 29 Maggio 2005, 15:07:51 »
1. Quesito 1: la ricerca scientifica

Volete voi che sia abrogata la legge 19 febbraio 2004, n. 40, avente ad oggetto "Norme in materia di procreazione medicalmente assistita", limitatamente alle seguenti parti:
Articolo 12, comma 7, limitatamente alle parole: "discendente da un’unica cellula di partenza, eventualmente";
Articolo 13, comma 2, limitatamente alle parole: "ad essa collegate volte alla tutela della salute e allo sviluppo dell’embrione stesso, e qualora non siano disponibili metodologie alternative";
Articolo 13, comma 3, lettera c), limitatamente alle parole: "di clonazione mediante trasferimento di nucleo o";
Articolo 14, comma 1, limitatamente alle parole: "la crioconservazione e"?

Il nodo della discordia per questo quesito è la ricerca sulle cellule staminali embrionali che in questo momento è vietata.

I sostenitori della legge 40/2004 dichiarano che condurre sperimentazioni sugli embrioni è inumano e che ad oggi non esiste in tutto il mondo un solo caso in cui malattie dell'adulto siano state guarite usando cellule estratte dall'embrione in provetta. Inoltre in molti esperimenti su animali le cellule staminali embrionali si sono rivelate cancerogene. Viceversa grandi traguardi ha compiuto la scienza usando le cellule staminali adulte.

Secondo i promotori del referendum le motivazioni dei favorevoli alla legge 40/2004 non spiegano che, mentre le cellule staminali adulte sono utilizzate da oltre 40 anni, ad esempio nei trapianti di midollo osseo, il primo esperimento con cellule staminali embrionali risale al 1998. L’obiettivo dei sostenitori del si non è quello di imporre alla scienza una strada da seguire (solo cellule embrionali) ma nemmeno quello di abbandonare una strada che sembra avere sviluppi promettenti.

E per avvalorare questa tesi si cita il rapporto stilato dalla commissione di studio nominata nel 2000 dal ministro Umberto Veronesi e presieduta dal premio Nobel Renato Dulbecco: «E’ possibile stimare, sebbene in via del tutto preliminare, che... l’utilizzo di cellule staminali di varia origine possa portare a sviluppare metodiche cliniche per il trattamento di un numero di pazienti che, comprendendo le patologie di origine cardiovascolare, si avvicina ai 10 milioni di individui».

Dal punto di vista etico si tratta di stabilire quanta importanza si dà all’embrione e quando considerarlo essere umano. Nelle intenzioni dei favorevoli al si c’è anche la possibilità di utilizzo delle migliaia di embrioni conservati nei centri di fecondazione assistita che secondo la legge andrebbero distrutti.

Votando SI, in Italia sarà consentita, come accade in altri Stati, la ricerca e la sperimentazione sugli embrioni, per trovare terapie adatte a diversi tipi di malattie. Inoltre non sarà più proibita la clonazione terapeutica, anche questa osteggiata da chi è favorevole alla legge attuale e la crioconservazione.


Redazione Sanihelp

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« Risposta #2 il: 29 Maggio 2005, 15:08:37 »
2. Quesito 2: la salute della donna

Volete voi che sia abrogata la legge 19 febbraio 2004, n. 40, avente ad oggetto «Norme in materia di procreazione medicalmente assistita», limitatamente alle seguenti parti:  
Articolo 1, comma 1, limitatamente alle parole: «Al fine di favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dalla infertilità umana»;
Articolo 1, comma 2: «Il ricorso alla procreazione medicalmente assistita è consentito qualora non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di sterilità o infertilità»;  
Articolo 4, comma 1: «Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è consentito solo quando sia accertata l’impossibilità di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed è comunque circoscritto ai casi di sterilità o di infertilità inspiegate documentate da atto medico nonché ai casi di sterilità o di infertilità da causa accertata e certificata da atto medico»;
Articolo 4, comma 2, lettera a), limitatamente alle parole: «gradualità, al fine di evitare il ricorso ad interventi aventi un grado di invasività tecnico e psicologico più gravoso per i destinatari, ispirandosi al principio della»;  
Articolo 5, comma 1, limitatamente alle parole: «Fermo restando quanto stabilito dall’articolo 4, comma 1»;
Articolo 6, comma 3, limitatamente alle parole: «fino al momento della fecondazione dell’ovulo»;  
Articolo 13, comma 3, lettera b), limitatamente alle parole: «, di cui al comma 2 del presente articolo»;  
Articolo 14, comma 2, limitatamente alle parole: «a un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre»;
Articolo 14, comma 3, limitatamente alle parole: «per grave e documentata causa di forza maggiore relativa allo stato di salute della donna non prevedibile al momento della fecondazione», nonché alle parole: «fino alla data del trasferimento, da realizzare non appena possibile»  
 
La formulazione attuale della legge prevede delle limitazioni all’accesso alla procreazione medicalmente assistita (PMA), motivate dall’intenzione di tutelare la salute della donna, che verrebbe compromessa fisicamente e psicologicamente dalle cure e dalle conseguenze che sono implicite in questa tecnica.
 
La norma non consente l’accesso alla PMA:


per finalità diverse dalla terapia della sterilità o infertilità
in caso di possibilità di metodi alternativi
se prima non sono state tentate altre opzioni terapeutiche.
 
 
In pratica, le coppie fertili ma affette da patologie trasmissibili devono correre il rischio di concepire un bimbo malato senza poter ricorrere all’ausilio della tecnica (ma con la possibilità in seguito di richiedere la diagnosi prenatale ed eventualmente di abortire).  
L’abrogazione di questa parte permetterà a tali coppie di accedere alla tecnica e di riconoscere prima dell’eventuale impianto gli embrioni sani da quelli malati.  
Naturalmente la selezione degli embrioni, indispensabile per eliminare quelli malati, implica la distruzione degli altri embrioni sani.  
 
Il divieto sussiste anche in caso di presenza di altri metodi terapeutici. Questo vuol dire che, in caso di compresenza di due metodi ritenuti scientificamente efficaci, l’individuo non ha autonomia di decisione e deve obbligatoriamente scegliere la strada alternativa alla PMA.  
 
Inoltre, non è permesso scegliere la PMA se prima non si sono percorse tutte le opzioni terapeutiche giudicate meno invasive.  
Ciò non tiene conto, secondo i sostenitori dell'abrogazione, delle caratteristiche soggettive degli individui, come per esempio l’età: un soggetto di 40 anni non può permettersi di rimandare il ricorso alla PMA solo perché esistono delle alternative.  
L’abrogazione delega al rapporto medico-paziente, basato sul consenso informato, la scelta delle opzioni terapeutiche più idonee, restituendo all’individuo e al suo medico quella libertà terapeutica garantita costituzionalmente.
 
Inoltre la legge non consente:  
 

la revoca del consenso dopo la fecondazione dell’ovulo
la creazione di un numero di embrioni superiore a quello necessario a un unico e contemporaneo impianto (cioè superiore a tre)
la crioconservazione degli embrioni.
 
 
La legge concede alla coppia il diritto di ripensarci, ma pone alla possibilità di revoca del consenso un limite temporale.  
L’abrogazione di quella parte restituisce all’individuo la possibilità di rivedere il proprio assenso all’atto medico in ogni momento.
 
Si stabilisce inoltre il numero ottimale di embrioni da trasferire (tre), senza considerare le variabilità individuali: la possibilità di ottenere una gravidanza varia a seconda dell’età e del numero di embrioni introdotti, per questo motivo si propone che il numero di embrioni da trasferire venga stabilito individualmente per ogni donna.  
 
L’abrogazione di questo comma aumenta le probabilità di successo della tecnica e riduce il rischio di insuccesso per donne in età avanzata come di gravidanze plurigemellari in ragazze giovani. Vale quanto detto sopra circa la distruzione di embrioni.  
 
La legge vieta la crioconservazione degli embrioni, se non per una grave e documentata causa di forza maggiore relativa allo stato di salute della donna.  
L’abrogazione di questa frase è volta a eliminare le clausole che restringono le possibilità di conservazione degli embrioni, concedendo questa possibilità per qualsiasi motivo non sia possibile il trasferimento in utero.


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« Risposta #3 il: 29 Maggio 2005, 15:09:22 »
3. Quesito 3: i diritti dei soggetti coinvolti

Volete voi che sia abrogata la legge 19 febbraio 2004, n. 40, avente ad oggetto «Norme in materia di procreazione medicalmente assistita», limitatamente alle seguenti parti:  
Articolo 1, comma 1: «Al fine di favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dalla infertilità umana è consentito il ricorso alla procreazione medicalmente assistita, alle condizioni e secondo le modalità previste dalla presente legge, che assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito»;  
Articolo 1, comma 2: «Il ricorso alla procreazione medicalmente assistita è consentito qualora non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di sterilità o infertilità»;  
Articolo 4, comma 1: «Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è consentito solo quando sia accertata l’impossibilità di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed è comunque circoscritto ai casi di sterilità o di infertilità inspiegate documentate da atto medico nonché ai casi di sterilità o di infertilità da causa accertata e certificata da atto medico»;  
Articolo 4, comma 2, lettera a), limitatamente alle parole: «gradualità, al fine di evitare il ricorso ad interventi aventi un grado di invasività tecnico e psicologico più gravoso per i destinatari, ispirandosi al principio della»;  
Articolo 5, comma 1, limitatamente alle parole: «Fermo restando quanto stabilito dall’articolo 4, comma 1»;
Articolo 6, comma 3, limitatamente alle parole: «Fino al momento della fecondazione dell’ovulo»;  
Articolo 13, comma 3, lettera b), limitatamente alle parole: «e terapeutiche, di cui al comma 2 del presente articolo»;  
Articolo 14, comma 2, limitatamente alle parole: «a un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre»;  
Articolo 14, comma 3 limitatamente alle parole: «per grave e documentata causa di forza maggiore relativa allo stato di salute della donna non prevedibile al momento della fecondazione»; nonché alle parole: «fino alla data del trasferimento, da realizzare non appena possibile».
 
Questo referendum è identico a quello relativo alla tutela della salute della donna, ma con in più l’abrogazione totale dell’articolo 1.  
Rispetto all’altro referendum si possono aggiungere due considerazioni:
 
1. La legge, dichiarando di voler assicurare «i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito», introduce per la prima volta l’idea che l’embrione sia un soggetto con pari dignità rispetto ai futuri genitori.  
 
Tale dichiarata parità di diritti si smentisce quando, negli articoli successivi, diventa prevalente la tutela dell’embrione (prima ancora che sia impiantato) rispetto alla volontà della donna, invertendo così un rapporto di priorità delle tutele acquisito dai tempi della legge 194/78 sull’interruzione volontaria della gravidanza.  
L’embrione è dunque persona fin dal momento della fusione dei due patrimoni genetici originari e i suoi diritti possono essere equiparati a un individuo già nato oppure si tratta solo di un piccolo ammasso di cellule senza diritti?  
 
L’abrogazione vuole ristabilire equilibrio nella scala della formazione umana, collocando su differenti piani lo zigote e l’individuo formato, nonché proteggere quelle libertà che le donne hanno acquisito con fatica negli anni e che ora vengono rimesse in discussione.
 
2. La seconda aggiunta rispetto al referendum sulla tutela della futura mamma riguarda la modalità con cui viene presentata la motivazione per cui si ricorre alla PMA: si afferma che l’accesso alla tecnica è consentito solo qualora lo stato di sterilità o infertilità sia inspiegato ma documentato da atto medico, oppure abbia una causa accertata, ma comunque certificata dal medico.  
 
Qui si aggiunge una novità: per trattare una patologia diventa necessario accertarne la causa e certificarla, oppure documentare con atto medico l’impossibilità di spiegarla.

L’abrogazione di questo articolo restituisce all’individuo e al suo medico quella libertà terapeutica garantita costituzionalmente.


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« Risposta #4 il: 29 Maggio 2005, 15:10:01 »
4. Quesito 4: la fecondazione eterologa

Volete voi che sia abrogata la legge 19 febbraio 2004, n°40, avente ad oggetto «Norme in materia di procreazione medicalmente assistita», limitatamente alle seguenti parti:
Articolo 4, comma 3: «è vietato il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo»;
Articolo 9, comma 1, limitatamente alle parole: «in violazione del divieto di cui all’articolo 4, comma 3»;
Articolo 9, comma 3, limitatamente alle parole: «in violazione del divieto di cui all’articolo 4, comma 3»;
Articolo 12, comma 1: «Chiunque a qualsiasi titolo utilizza a fini procreativi gameti estranei alla coppia richiedente, in violazione di quanto previsto dall’articolo 4, comma 3, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 300.000 a 600.000 euro»;
Articolo 12, comma 6, limitatamente alla parola «1».

Con l’articolo 4, comma 3, la legge 40/2004 fa espresso divieto di ricorrere all’uso di gameti (spermatozoi e ovociti) esterni alla coppia, cioè provenienti da donatori estranei e anonimi.
La sanzione per chi non rispetta questo divieto è di tipo amministrativo pecuniario, da 300.000 a 600.000 euro per la coppia (art. 12, comma 1).

Questo divieto esprime la volontà di impedire che, utilizzando i gameti di due persone estranee, venga generato un figlio dalle origini incerte, che potrebbe trovarsi ad avere letteralmente tre o quattro genitori.
I sostenitori della legge affermano che questo potrebbe avere gravi conseguenze sul bambino, non solo dal punto di vista psicologico ma anche medico, in quanto la cura di certe malattie richiede la conoscenza della storia sanitaria dei genitori naturali. Tuttavia chi è contrario a questo divieto sottolinea che anche l’adozione di un bambino implica le stesse problematiche sulle origini e sulla multigenitorialità, ma è permessa dalla legge.

Chi appoggia la causa abrogativa, inoltre, ricorda che la fecondazione eterologa è l’unica soluzione possibile per coppie in cui l’uomo sia azoospermico, cioè privo di spermatozoi, oppure la donna non possa produrre ovociti a causa di una menopausa precoce o della mancanza congenita di ovaie, o ancora della loro asportazione per una sterilizzazione chemioterapica.

Inoltre, essendo la fecondazione eterologa legale in molti paesi europei, i sostenitori del sì fanno notare che le limitazioni della legge italiana sono la causa principale del cosiddetto turismo procreativo, ossia il fenomeno per cui molte coppie sterili si rivolgono a cliniche straniere per una fecondazione assistita di tipo eterologo.

Votando sì a questo quesito, quindi, si esprimerà la volontà di eliminare il divieto di fecondazione eterologa e le relative sanzioni, espresse dagli articoli 9 comma 1, 9 comma 3, 12 comma 1 e 12 comma 6.

Anche votando sì, la fecondazione eterologa sarebbe permessa solo alle coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugati o conviventi, in età potenzialmente fertile ed entrambi viventi, come previsto anche per la fecondazione omologa.


Redazione Sanihelp

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Hobbit

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« Risposta #5 il: 29 Maggio 2005, 15:12:39 »
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woody

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« Risposta #6 il: 31 Maggio 2005, 01:38:42 »
=D> bel servizio!
siamo in tanti ad avere delle mezze idee su quest'argomento, che più punti di buona informazione ci vengono messi sotto al naso, meglio è!

credo che la mia speranza di vedere il bel paese schierarsi da una parte (si o no che sia) rimarrà insoddisfatta.
purtroppo il referendum permette ad una persona che voglia difendere questa legge, di poter andare al mare disinteressandosi di comunicare al proprio parlamento l'approvazione per il lavoro svolto.

Royal Moore

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« Risposta #7 il: 31 Maggio 2005, 08:37:03 »
Ottimo servizio, si.
Bravo Hobbit.
« Son uscito per una passeggiata, son rimasto fuori tutta la vita. » John Muir

merovingio

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« Risposta #8 il: 01 Giugno 2005, 13:54:26 »
ottimo servizio hobbit. Stavo pensando proprio di cercare informazioni per istituire un comitato non per il si non per il no ma bensì per conoscere il referendum.

Anche perchè sfido chiunque a capire fino in fondo tutta la vicenda...

reginald dwight

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« Risposta #9 il: 01 Giugno 2005, 15:20:40 »
ottimo ragazzi c'è bisogno di creare interesse su questi importantissimi referendum. purtroppo c'è una forte pressione da parte della chiesa... e si sa che siamo in uno stato talebano quindi ho paura che sarà dura raggiungere il quorum. anche perchè il governo ha studiato la data peggiore possibile.
QUINDI TUTTI A VOTARE (se proprio non sapete che votare andate lo stesso e lasciate la scheda bianca, almeno diamo una mano a raggiungereil quorum)
"Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada" Matteo 10,34

Federer

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« Risposta #10 il: 01 Giugno 2005, 17:12:23 »
Ragazzi, avete proprio ragione...qua sarebbe da istituire veramente un comitato per conoscere il referendum....

provate a guardare la tv o nei giornali...non trovi niente di concreto, tutto molto astratto, anche quell'orribile pubblicità che circola sui canali RAI, e che da oggi mi sembra è stata proposta una nuova pubblicità dai contenuti identici, ma con una grafica più carina

Una cosa che poi mi stupisce è che i quesiti referendari, se uno non ha sotto mano la legge 40/2004, non potrà mai comprenderli perchè uno come fa a sapere in che modo cambia il testo della legge se tolgo un "e" oppure un "l'"?

Royal Moore

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« Risposta #11 il: 01 Giugno 2005, 17:25:59 »
Dobbiamo fidarci, ragazzi.
Il popolino deve fidarsi, sempre, cos'è questa storia di voler capire.
« Son uscito per una passeggiata, son rimasto fuori tutta la vita. » John Muir

micheleM

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« Risposta #12 il: 03 Giugno 2005, 08:45:58 »
Vorrei segnalarvi un'iniziativa proprio in questo senso che viene da un gruppo di donne di San Dona'.
Mercoledì 8 giugno, al Centro Culturale da Vinci ci sarà una serata con relatori e relatrici qualificati, sia favorevoli che contrari rispetto ai quesiti del referendum, per discutere assieme ed informare chi vorrà sul CONTENUTO dei referendum, sui problemi che ci stanno dentro, dietro ed attorno.
Le organizzatrici partono dalla convinzione che la questione della fecondazione assistita vada affrontata in profondità, anche al di fuori dell'occasione referendaria.

Vedo di procurarmi maggiori dettagli e ve li trasmetto.
Che bel suono hanno la cattiva musica e le cattive ragioni quando si marcia addosso a un nemico! (F.Nietzsche)

ilviaggiatore

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REFERENDUM
« Risposta #13 il: 04 Giugno 2005, 00:56:02 »
Beh non posso dire che chi oggi professa di astenersi dal voto faccia male, in quando anche io nel momento in cui non mi trovavo d'accordo su un referendum cercai di convincere tutti a non andare a votare.

Adesso pero' sto facendo l'esatto contrario, ieri sera quasi ho litigato con il mio migliore amico per il referendum!!

Diciamo che conoscere donne che hanno avuto questo tipo di problemi è stato abbastanza illuminante..

Chissà quando ci libereremo delle imposizioni vaticane nella nostra politica..

Comunque anche sul sito del corriere http://www.corriere.it c'è una scheda molto riassuntiva per chi ha fretta..

micheleM

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« Risposta #14 il: 06 Giugno 2005, 07:10:08 »
Ecco le notizie promesse:
Mercoledì 8 giugno alle 20.30 al Centro Culturale ci sarà un dibattito sui quesiti referendari organizzato (assieme ad altri che si terranno il 6 a Portogruaro e il 10 a S.Stino) da un gruppo spontaneo di donne del veneto Orientale.
Parteciperanno Vincenzo Azzini (Primario di ginecologia all'Ospedale di San Donà), Franca Anglani (genetista e biologa dell'Università di Padova) e Francesca Matteucci (dirigente del Centro Astronomico di Trieste).
Si tratta di persone che hanno posizioni diverse sulle materia di referendum e soprattutto che hanno conoscenze scientifiche di qualità per sapere quello di che si discute.

L'iniziativa è presentata con un documento di cui vi trasmetterò il testo appena riesco a procurarmi il file.
Che bel suono hanno la cattiva musica e le cattive ragioni quando si marcia addosso a un nemico! (F.Nietzsche)