La scelta della collocazione del terzo ponte tra Fossalta e Croce è sempre stata indicata dall’amministrazione comunale di Musile (giunta Forcolin) come l’unica praticabile per noi.
Il territorio di Musile è stato spaccato in vari “pezzi” per anni, a causa soprattutto della presenza di ben quattro passaggi a livello. Oggi, finalmente, l’area ha una sua continuità e diventa più semplice per tutti spostarsi e, se posso aggiungere, anche viverci (e lo stesso vale per Fossalta).
Io abito a Croce da quindici anni e posso garantirvi che, fino ad un paio di anni fa, per arrivare a San Donà od anche solo in centro a Musile, poteva servirci da un quarto d’ora, fino a punte di 45 minuti.
Ecco la strada:
- passaggio a livello chiuso sull’argine San marco: 8 minuti.
- Incrocio Salmasi: 5 minuti.
- Rampa di accesso al ponte della Vittoria: dai 10 ai 20 minuti a seconda dell’ora e delle condizioni del tempo.
Se il ponte di barche a Fossalta era chiuso, il tempo andava moltiplicato per due.
Se c’era un incidente sull’A4, era finita.
Ho provato più e più volte ad arrivare in bicicletta, ma sulla SS14 si rischia la vita ogni 15 secondi.
Ora, finalmente, questi nodi non esistono più: è il frutto di anni ed anni da lavoro da parte di amministrazioni di tutti i colori (la mia collega di giunta, Dr.ssa Pilla, ricorda che da bambina suo padre le disse un giorno di essere stato a Roma perché dovevano trovare i fondi per costruire un nuovo ponte sul Piave…).
L’idea del terzo ponte è stata “resuscitata” proprio da Musile e, onore al merito, dall’ex sindaco Menazza, che più e più volte durante l’ultima fase della sua amministrazione provocò l’amministrazione sandonatese che sembrava “tiepida” su questo fronte.
Anche Menazza, però, riteneva che il ponte andasse fatto poco sopra quella della ferrovia.
Anche San Donà è sempre stata propensa ad un ponte più vicino al centro.
Su questo noi non siamo mai stati d’accordo: avrebbe significato spezzare un’altra volta la continuità territoriale del Comune e portare il traffico proprio in mezzo al contesto urbano.
Siamo convinti che il nuovo ponte deve essere un ponte extraurbano, che serva a togliere definitivamente dalle nostre strade il traffico pesante e, in genere, quello di attraversamento.
Per questo motivo non può essere posto in mezzo alla viabilità urbana, ma lungo una grande direttrice di traffico, quale è secondo noi la SS14 all’altezza di via Kennedy tra Croce e Fossalta.
Ho solo due perplessità:
- il nuovo ponte andrà studiato alla luce della modifica della viabilità (ponte Granatieri, casello di Meolo, Via del Mare, stazione SFMR): la situazione non è più quella di due anni fa e non sappiamo cosa ci porterà il futuro, soprattutto se il casello di Meolo diventerà, come previsto, il principale sbocco autostradale in direzione delle spiagge (15 uscite);
- l’area golenale tra Croce e Fossalta è, probabilmente, la più bella dal punto di vista ambientale, la golena è molto più ampia che altrove ed un ponte a scavalco crea un impatto ambientale sicuramente notevole.
Resta, infine, il problema dei costi, che sono notevolissimi.
Ma finché non c’è la volontà è prematuro preoccuparsi dei costi…