Era solo per dire, in maniera volutamente un po' astrusa, che le tue stridule "grida" (che potevano apparire, al solito, capziose), sembravano invece (ma era una affermazione, più che un dubbio) "ARCANE".
Ma dissi effettivamente "ARCANO", collegato al maschile di clangore.
E sai perché "ARCANO"?
Perché ARCANO è sigla/acronimo della "Associazione per la Realizzazione della Capacità Amorosa Naturale Orgonomica" che, in un Seminario sui meccanismi di difesa, diede voce alle argomentazioni di Alessandro Santini, dalle quali hai tratto pari-pari quello che hai trascritto nel tuo messaggio.
Chiaro ora?
La morale è: non si copia! Oppure si dice.
come molte volte si fa, si traggono da internet spunti per far capire ciò che si pensa, e si usano le citazioni proprio per essere il più chiari possibile. l'importante è sempre sapere ciò che si dice più che dire ciò che si sa e basta!
ed eccoti qua il perchè ho usato diniego anzichè negazione:
Le difese: negazione e diniego
Negazione: termine psicoanalitico introdotto da S. Freud per indicare quella modalità per cui contenuti rimossi possono accedere alla coscienza alla sola condizione di essere negati con proposizioni che, stando agli esempi riportati da Freud, dicono: «ora Lei penserà che io voglia dire qualche cosa di offensivo, ma in realtà non ho questa intenzione», oppure: «Lei domanda chi possa essere questa persona del sogno. Non è mia madre».
A commento Freud scrive: «Il contenuto rimosso di una rappresentazione o di un pensiero può dunque penetrare nella coscienza a condizione di lasciarsi negare. La negazione è un modo di prendere conoscenza del rimosso, in verità è già una revoca della rimozione, non certo però un'accettazione del rimosso. Si vede come la funzione intellettuale si scinde qui dal processo affettivo. Con l'aiuto della negazione viene annullata soltanto una conseguenza del processo di rimozione, quella per cui il contenuto della rappresentazione interessata non giunge alla coscienza. Ne risulta una sorta di accettazione intellettuale del rimosso, pur persistendo l'essenziale nella rimozione » (1925, p. 197-198).
Freud distingue la negazione (Verneinung) dal diniego (Verleugnung) che è invece un rifiuto a riconoscere esperienze penose, impulsi, dati di realtà o aspetti di sé.
Diniego: meccanismo di difesa con cui il soggetto rifiuta di riconoscere esperienze penose, impulsi, dati di realtà o aspetti di sé.Rispetto alle originarie formulazioni, che riguardavano aspetti della sessualità nell'infanzia, successivamente il concetto di diniego fu esteso a tutte le percezioni penose che, contrastando col principio di piacere, portano a non riconoscere la realtà o a trasformarla in senso allucinatorio. Nel diniego Freud vedeva l'origine della scissione dell'Io.
... e comunque, come al solito, il sig. Vittor, non discute dell'argomento fornendo la sua idea e il suo pensiero, ma interrompe la discussione per deviarla nel particolare che è ininfluente rispetto al concetto che si vuole esprimere ... è troppo chiedere il perchè?
per RM:
il diniego dell'eccezionalità della nevicata può prendere forma nell'affermare che: l'economia non ne ha risentito, il sindaco si è scusato per il disagio creato a qualcuno e quindi la Zaccariotto si mette la coscienza a posto, il comune ha fatto tutto il possibile coi mezzi che aveva, la provincia non sapeva come affrontare il problema perchè i suoi amministratori si sono appena insediati e quindi la colpa è dell'amministrazione precedente e così via