il progetto
Metro, hotel e fiera
Una «Porta nord» da 360 milioni di euro
Un fondo di investimento «lancia» il piano
San Donà, Porta Nord (Errebi)
SAN DONA' DI PIAVE (Venezia) - Francesca Zaccariotto come Letizia Moratti. Con l’inizio dei lavori di realizzazione della metropolitana regionale di superficie, a nord di San Donà di Piave è iniziata la rivoluzione urbana destinata a diventare, secondo la sindachessa del Carroccio, il più grande business center del Nord Est. Un investimento da 360 milioni di euro per costruire 400 mila metri cubi di uffici, servizi, residenze. Un progetto a cui parteciperanno necessariamente (in tempi di crisi) anche i privati e banche attraverso un fondo di investimento immobiliare ritenuto la leva finanziaria dell’intero intervento. Ed è proprio questa la novità che lega San Donà e Milano; in Lombardia la Moratti ha avviato un fondo immobiliare del tutto simile: «Con un’unica e fondamentale eccezione — precisa però Francesca Zaccariotto — noi resteremo l’arbitro di questa importante partita che vede anche la partecipazione dei privati».
Dopo aver escluso la costituzione di una società di trasformazione urbana (Stu) controllata dal Comune (i privati non vi avrebbero mai aderito a causa di infinite trafile burocratiche derivate da una municipalizzata) e dopo aver escluso la possibilità di dare in gestione l’intera partita ai privati (impossibile da farsi con la crisi attuale), il Comune ha definitivamente optato per un fondo immobiliare. Le tappe sono già segnate: dopo l'approvazione del consiglio comunale la Società di Gestione Risparmio (Sgr, la stessa che ha coordinato il fondo di Milano), eseguirà un’ulteriore analisi economico-finanziaria del progetto Porta Nord per poi procedere alla stesura del regolamento che disciplinerà il fondo. L’ultimo placet all’operazione spetterà nuovamente al consiglio comunale. A questo punto si apriranno le adesioni. «La duttilità di questo strumento — spiega il sindaco — è la capacità di agevolare la contrazione di finanziamenti dalle banche e gestire in modo intelligente, e trasparente, il patrimonio. Questa operazione fornirà inoltre rivalutazioni stabili nel tempo sia per gli enti pubblici che per i privati che vi aderiranno, oltre, ovviamente, ad un grande rinnovamento della città».
La nuova San Donà sorgerà dunque con capitale pubblico, privato e delle banche, gestito dalla Sgr, società controllata dalla Banca d’Italia. L’edificato della nuova «Porta nord», questo il nome del progetto, potrà essere infine venduto con un ricavo di partecipazione rivalutato (per chi venderà le proprie quote). Il Comune, dal canto suo, intende conferire nel fondo immobiliare l’attuale area fieristica, lo stadio Zanutto ed il parcheggio adiacente. Attraverso la Provincia Francesca Zaccariotto potrebbe aggiungere anche l’istituto professionale Inapli. I privati dovrebbero entrare nell’operazione conferendo in questo strumento finanziario l’edificio Confrutta, la Cantina sociale e altre aree situate nell’area interessata dalla rivoluzione. Gli interventi? Tutto ruota attorno al nodo intermodale che nascerà a nord di San Donà: ossia l'area in cui nascerà la nuova stazione ferroviaria, la stazione degli autobus, la metropolitana di superficie in grado di collegare San Donà di Piave all’aeroporto Marco Polo (nonché alla futura fermata dell’alta velocità di Tessera) in soli 15 minuti.
Ecco dunque spiegato il perché di un business center da 400 mila metri cubi di cemento, distribuiti in parte ridotta nell'area dello stabilimento Liquigas, mentre il grosso dell'edificazione si collocherà lungo via Pralungo. La cantina sociale diventerà il nuovo quartiere fieristico, il magazzino «Confrutta» si trasformerà in centro direzionale e residenziale, lo stesso sarà per il campo di calcio e per le altre aree circostanti. La Porta Nord di San Donà dovrebbe ospitare anche un albergo e probabilmente una sezione dell’Asl 10. Ridisegnata infine anche la viabilità di quello che diventerà il principale accesso alla città: una strada a più corsie collegata alla variante della Statale 14 e al casello di Noventa di Piave raggiungibile in meno di dieci minuti. Dopo anni di annunci e proclami ora la nuova rivoluzione urbanistica San Donà sembra essere solo una questione di tempo
Ditemi se avete notizie quando iniziano a fare questi progetti grazie .