Un politico che mi dice "non sono né di destra né di sinistra" è un pavido. Per assecondare i moti di pancia qualunquistici che gli garantiscono il consenso, rinuncia ad esporsi su un'idea di società, su una visione dell'economia, su una base ideale da condividere con coloro cui si sente affine per condizione.
Cosa c'è in questo autocompiacimento da braghette corte, da masturbazioni reciproche (della serie: quanto siamo bravi, quanto siamo puri)? Cosa c'è in quegli slogan con il copyright di Guglielmo Giannini, se non il tipico, italianissimo e orripilante desiderio di autoassolversi da tutto - dando sempre la colpa a qualcun altro - che ha portato così tanti italiani a votare l'Uomo Qualunque, la Lega Nord delle origini, il partito di Di Pietro... e oggi queste listine di cartapesta, che non sopravviveranno un battito di ciglio al loro stesso successo?
Il problema oggi sono i politici ladri. Non sessanta milioni di italiani che elemosinano prebende notte e dì, con senso civico azzerato e attitudine all'"arrangiarsi" sempre e comunque. Sessanta milioni di atomi sociali incapaci di pensare come una collettività, ciascuno intento a coltivare il proprio ridicolo interesse di cazzetto.
Domani, il problema saranno nuovamente i negri e i froci... tutto si ripete, tutto torna.
La Lega del terzo millennio... ma andateci voi a fare in culo, va...