Autore Topic: La libertà di stampa e i libri - L'appello  (Letto 1302 volte)

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La libertà di stampa e i libri - L'appello
« il: 30 Maggio 2010, 03:18:09 »

Vi invito a visitare la sezione che la casa editrice Laterza ha aperto nel proprio sito per la raccolta delle firme, segno di protesta contro l'approvazione del disegno di legge in materia in intercettazioni che sta per essere discusso al Senato.

Alte

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Re: La libertà di stampa e i libri - L'appello
« Risposta #1 il: 15 Giugno 2010, 13:04:41 »
Era il 20 settembre del 2006, al governo c’era Romano Prodi.
Il Guardasigilli Mastella presentò un disegno di legge (n. 1638 – XV Legislatura) che regolamentava l’uso delle intercettazioni. Per la precisione, Mastella avrebbe voluto addirittura un decreto legge (quindi un provvedimento del governo che entrasse subito in vigore) che avrebbe permesso di saltare il lungo iter parlamentare dei disegni di legge. Erano i giorni dei casi Tavaroli-Telecom e delle scalate bancarie con il loro corredo di trascrizioni telefoniche e tabulati di furbetti, politici e vip di varia natura finiti sui giornali. A Montecitorio l’iter del ddl durò sette mesi, suggellati da un insolito ma significativo voto unanime (447 sì e 7 astenuti) sul divieto di pubblicazione, anche parziale e per riassunto, degli atti di indagine contenuti nel fascicolo del pubblico ministero o delle investigazioni difensive. Anche nel caso in cui tali atti non fossero più coperti dal segreto, almeno fino alla conclusione delle indagini preliminari.
Fino alla conclusione delle indagini preliminari, la stessa cosa prevista dal ddl Alfano contro cui il Pd urla al massacro della libertà.
A quei tempi, dopo il fiume di intercettazioni telefoniche tra esponenti Ds e personaggi di rilievo del mondo bancario e imprenditoriale italiano finiti sui giornali, la polemica sull’abuso delle intercettazioni fu alimentata soprattutto da sinistra, anche se Berlusconi non esitò a schierarsi con fermezza contro lo sciacallaccio mediatico. Molti giornali pubblicarono stralci di telefonate intercettate tra Fassino, D’Alema, Latorre da un lato, e Ricucci e Consorte dall’altro. Le intercettazioni – riguardanti 73 telefonate – crearono un caso soprattutto per la confidenza con cui noti esponenti politici comunicavano con personaggi indagati in scalate bancarie ed editoriali.
I Ds uscirono con una nota durissima contro la fuga di notizie dalle Procure: “La diffusione del tutto arbitraria di conversazioni telefoniche, violando leggi, garanzie, dignità delle persone – nonostante che dalle trascrizioni risulti del tutto evidente l’assoluta assenza di qualsiasi rilievo giudiziario o politico – configura non solo un’aggressione ai Democratici di Sinistra e ai suoi dirigenti, ma anche un indebolimento delle certezze dello Stato di diritto. Nessuno può credere che la democrazia possa trarre maggiore forza da un’azione di destabilizzazione che in realtà accentua ancor di più la distanza tra politica e società”.
E il ministro degli Interni Giuliano Amato non usò certo mezzi termini: “E’ evidente – disse – che tutto questo mi lascia perplesso, ed uso una parola tenue. In passato ne ho usate di forti per esprimermi su questa follia tutta italiana per cui qualunque cosa venga detta al telefono, se tocca incidentalmente un processo, esce. Quale che sia la sua rilevanza. E’ chiaro che il sistema non funziona, non è possibile che dalle sedi giudiziarie esca tutta questa roba, non abbiamo trovato ancora il modo di affrontare il problema”.
Fu in quel clima, dunque, che la Camera approvò in modo bipartisan la legge sulle intercettazioni, con una lunga ovazione.
Anche Idv e Rifondazione comunista votarono a favore.
Da “Il Mattinale” n. 114

Quindi, che la legge faccia un po’ schifo, non ci piove.
Ma chi si straccia le vesti dovrebbe stare attento a non andare in giro in mutande: se non si ha il fisico giusto, si rischia solo di far ridere…
Per chi vuole approfondire, ecco il testo dell’art. 1 del DDL Mastella che ci interessa:
1. All’articolo 114 del codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 2 è sostituito dal seguente:
«2. È vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, degli atti contenuti nel fascicolo del pubblico ministero o delle investigazioni difensive, anche se non più coperti dal segreto, fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare. Qualora venga disposta l’archiviazione del procedimento, è vietata la pubblicazione, anche parziale, per riassunto o nel contenuto, degli atti contenuti nel fascicolo del pubblico ministero o delle investigazioni difensive»;
b) dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti:
«2-bis. È vietata la pubblicazione, anche parziale, per riassunto o nel contenuto, della documentazione, degli atti e dei contenuti relativi a conversazioni, anche telefoniche, o a flussi di comunicazioni informatiche o telematiche, anche se non più coperti da segreto, fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare»;
Il testo integrale è scaricabile all’indirizzo: http://legxv.camera.it/_dati/lavori/stampati/pdf/15PDL0012040.pdf

Alberto Teso

merovingio

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Re: La libertà di stampa e i libri - L'appello
« Risposta #2 il: 15 Giugno 2010, 14:59:48 »
ops :)

come si circuisce la mente labile facendola credere protagonista della resistenza  8)

F

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Re: La libertà di stampa e i libri - L'appello
« Risposta #3 il: 15 Giugno 2010, 21:30:51 »
...uhauhauha... vogliamo vedere anche la Laterza come un covo di comunisti riottosi?
Spulcia la lista dei firmatari e troverai parecchi nomi di prof universitari, ricercatori e persone che lavorano all'interno delle case editrici italiane e delle agenzie letterarie.
Aver voluto creare uno spazio all'interno di quel sito per la raccolta delle firme aveva il solo scopo di portar la discussione (e la protesta) al di fuori dell' "arena" parlamentare, per liberarla da ogni colore politico.
Ma è stato inutile, vedo.
Certamente l'iniziativa non si prefiggeva di influire in qualche modo sull'azione di una classe politica che ha sistematicamente escluso il confronto con le voci dissonanti, che ha già deciso come chiudere questa questione.

Esiste un esercito di cassintegrati, abbiamo una generazione di ragazzi tra i 20 e i 30 anni che fatica ad entrare nel mondo del lavoro... chiaramente un provvedimento in materia di intercettazioni è ciò di cui questa moltitudine di persone sentiva l'urgenza e l'esigenza.

Ad Alte... Quello che riporti  è cosa nota per lo più a tutti.
E non ho la tessera di nessun partito. Non insinuare nulla...


« Ultima modifica: 15 Giugno 2010, 22:13:28 da F »

Alte

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Re: La libertà di stampa e i libri - L'appello
« Risposta #4 il: 16 Giugno 2010, 09:57:59 »
Il mio post non voleva essere una critica a chi ha introdotto l’argomento, ma solo un modo per fare un po’ di chiarezza: chi oggi, da sinistra, grida all’attentato alla Costituzione dovrebbe rileggersi gli atti parlamentari di quattro anni fa. Relatore in commissione era Felice Casson!!!
Non parlo dei giornalisti (della cui categoria anche io faccio parte) o degli editori, che avevano protestato anche nel 2006.

Che, invece, della legge ci fosse bisogno è pacifico: l’abuso delle intercettazioni e, soprattutto, l’abuso delle pubblicazioni degli atti di indagine ha creato dei mostri.
Ora la norma proposta è brutta e, per molti aspetti, assai criticabile.
Giornalisti e PM sono, però, i primi responsabili dei veri e propri illeciti commessi in questi anni.
Equilibrare diritto alla riservatezza e sicurezza è sacrosanto, ma ricordiamoci che “Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezza” (Benjamin Franklin, dalla Risposta al Governatore, Assemblea della Pennsylvania, 11 novembre 1755).
A finire sbattuti in prima pagina non sono solo i politici (per definizione tutti ladri) ma anche persone “normali”, svillaneggiate e diffamate ben prima dell’udienza preliminare, sulla base solo di qualche indagine…
Poi, cinque anni dopo, la sentenza di assoluzione te la trovi in una “ breve” a pagina 25…
Alberto Teso

reginald dwight

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Re: La libertà di stampa e i libri - L'appello
« Risposta #5 il: 16 Giugno 2010, 11:13:42 »
Il mio post non voleva essere una critica a chi ha introdotto l’argomento, ma solo un modo per fare un po’ di chiarezza: chi oggi, da sinistra, grida all’attentato alla Costituzione dovrebbe rileggersi gli atti parlamentari di quattro anni fa. Relatore in commissione era Felice Casson!!!
e chi non è di sinistra e si era incazzato anche nel 2006? che fa?
si può difendere una tesi sostenendo che la controparte 4 anni fa aveva fatto di peggio? esiste il PDL o è solo l'antisinistre?
"Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada" Matteo 10,34

Alte

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Re: La libertà di stampa e i libri - L'appello
« Risposta #6 il: 16 Giugno 2010, 15:08:07 »
Non ho difeso la tesi, infatti ho detto che questa non è una buona legge.
Ma posso irridere chi si straccia le vesti a seconda della convenienza?

Sabato a Musile dobbiamo discutere un Odg del centrosinistra contro la "privatizzazione" dell'acqua...
Posso dire che tutto nasce dalla direttiva Bolkestein del 2003, quando presidente della Commissione era Prodi, che chiamava questi interventi "liberalizzazione dei servizi"?

O la richiesta di coerenza vale solo quando comoda?
Alberto Teso

Royal Moore

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Re: La libertà di stampa e i libri - L'appello
« Risposta #7 il: 16 Giugno 2010, 15:15:02 »
Destra o sinistra poco importa, ciò dimostra semplicemente una cosa, che un'idea, ben lungi dal rappresentare un ideale, è niente più che uno strumento da "usare" a seconda della necessità e i politici (tutti) sono i soliti fottuti maestri dell'armiamoci e partite.

Detto questo mi sembra che nel problema delle intercettazioni  si stia sparando al gruppo per colpirne uno. Cioè per colpire il reato di chi fa uscire illegalmente atti riservati dagli uffici dei giudici si spara proibendo (o limtando) uno strumento la cui utilità mi pare nessuno metta in discussione.

Non sarebbe più giusto, ad esempio, (e lo chiedo in particolare all'esperto) proibire la pubblicazione solamente di quegli atti preventivamente dichiarati coperti da segreto da parte dei giudici ?
I giudici dovrebbero evidentemente essere responsabilizzati della conservazione di tali atti ma anche i giornalisti lo dovrebbero essere, poichè il diritto all'informazione non può passare sul corpo di un danno, a volte sostanziale, arrecato alla giustizia da una pubblicazione inopportuna.
« Son uscito per una passeggiata, son rimasto fuori tutta la vita. » John Muir

reginald dwight

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Re: La libertà di stampa e i libri - L'appello
« Risposta #8 il: 16 Giugno 2010, 16:31:10 »
Destra o sinistra poco importa, ciò dimostra semplicemente una cosa, che un'idea, ben lungi dal rappresentare un ideale, è niente più che uno strumento da "usare" a seconda della necessità e i politici (tutti) sono i soliti fottuti maestri dell'armiamoci e partite.

Detto questo mi sembra che nel problema delle intercettazioni  si stia sparando al gruppo per colpirne uno. Cioè per colpire il reato di chi fa uscire illegalmente atti riservati dagli uffici dei giudici si spara proibendo (o limtando) uno strumento la cui utilità mi pare nessuno metta in discussione.

Non sarebbe più giusto, ad esempio, (e lo chiedo in particolare all'esperto) proibire la pubblicazione solamente di quegli atti preventivamente dichiarati coperti da segreto da parte dei giudici ?

come sempre sono totalmente d'accordo con te!
non si discute sull'idea ma: chi ha proposto quell'idea? adesso ha cambiato posizione? è finocchio? che interesse ha a proporre quell'idea?
purtroppo è insito nella nostra cultura dare giudizi sulla moralità e sulla coerenza delle persone più che discutere su una proposta
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Re: La libertà di stampa e i libri - L'appello
« Risposta #9 il: 16 Giugno 2010, 16:53:09 »
Scusa, ma sono io a non esser d'accordo con te ora.
Mi pare evidente che nell'intervento di Alte non c'era alcuna tentazione moralistica quanto quella di mettere in evidenza la strumentalità di certe posizioni.
Forse lo puoi accusare di non aver specificato che probabilmente in questo anche la destra non può scagliare prime pietre ma a me è parso che volesse semplicemente contrastare il pensiero imperante secondo cui la sinistra sarebbe per antonomasia portatrice di egualitarismo e democrazia mentre la destra di scaltrismo e furberia.
E in questo son dalla sua parte.
« Son uscito per una passeggiata, son rimasto fuori tutta la vita. » John Muir

Alte

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Re: La libertà di stampa e i libri - L'appello
« Risposta #10 il: 16 Giugno 2010, 16:56:26 »
L’argomento è molto più complesso di quanto sembri.
Parliamo degli atti dell’indagine PRELIMINARE: il processo non è ancora iniziato, non ci sono colpevoli, non ci sono prove, non ci sono condanne.
Non c’è niente.
Solo un’indagine che FORSE porterà ad un processo.
In questa fase si devono garantire:
-   il diritto alla difesa dell’indagato;
-   l’interesse dello stato ad esercitare l’azione penale.
Il resto (compresa la vigilanza della stampa e della pubblica opinione sull’operato dei giudici e degli indagati) viene dopo.
La strumentalizzazione politica ha stravolto la questione: da un lato l’ira di Berlusconi & C. contro gli attacchi o presunti tali di PM e giornali, dall’altro la sinistra che cavalca una battaglia, che quattro anni fa aveva combattuto dall’altra parte...
Peccato banalizzare un problema così serio.
Alberto Teso

reginald dwight

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Re: La libertà di stampa e i libri - L'appello
« Risposta #11 il: 16 Giugno 2010, 17:06:31 »
Scusa, ma sono io a non esser d'accordo con te ora.
Mi pare evidente che nell'intervento di Alte non c'era alcuna tentazione moralistica quanto quella di mettere in evidenza la strumentalità di certe posizioni.
Forse lo puoi accusare di non aver specificato che probabilmente in questo anche la destra non può scagliare prime pietre ma a me è parso che volesse semplicemente contrastare il pensiero imperante secondo cui la sinistra sarebbe per antonomasia portatrice di egualitarismo e democrazia mentre la destra di scaltrismo e furberia.
E in questo son dalla sua parte.
e allora sono io a non essere d'accordo con me...

a parte gli scherzi:
chissenefrega  che è stato Prodi a proporre la "liberalizzazione dei servizi"
chissenefrega  che è stato Felice Casson il relatore della commissione al tempo
chissenefrega  che il 20/09/06 c'era al governo Prodi quando Mastella ha proposto il suo disegno di legge

questo non è strumentalizzare posizioni?
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Royal Moore

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Re: La libertà di stampa e i libri - L'appello
« Risposta #12 il: 16 Giugno 2010, 17:12:02 »
No, secondo me è un inciso utile a rimettere in equilibrio la discussione, poi bisogna anche passar ad altro, certo, se ci si fermasse a questo sarei dalla tua parte.  ;)
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Re: La libertà di stampa e i libri - L'appello
« Risposta #13 il: 16 Giugno 2010, 17:29:20 »
volesse semplicemente contrastare il pensiero imperante secondo cui la sinistra sarebbe per antonomasia portatrice di egualitarismo e democrazia mentre la destra di scaltrismo e furberia.
se ci ritiene dei manichei, a destra le tenebre e a sinistra il bene,  offende la nostra intelligenza
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reginald dwight

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Re: La libertà di stampa e i libri - L'appello
« Risposta #14 il: 16 Giugno 2010, 17:31:43 »
L’argomento è molto più complesso di quanto sembri.
Parliamo degli atti dell’indagine PRELIMINARE: il processo non è ancora iniziato, non ci sono colpevoli, non ci sono prove, non ci sono condanne.
Non c’è niente.
Solo un’indagine che FORSE porterà ad un processo.
In questa fase si devono garantire:
-   il diritto alla difesa dell’indagato;
-   l’interesse dello stato ad esercitare l’azione penale.
Il resto (compresa la vigilanza della stampa e della pubblica opinione sull’operato dei giudici e degli indagati) viene dopo.
La strumentalizzazione politica ha stravolto la questione: da un lato l’ira di Berlusconi & C. contro gli attacchi o presunti tali di PM e giornali, dall’altro la sinistra che cavalca una battaglia, che quattro anni fa aveva combattuto dall’altra parte...
Peccato banalizzare un problema così serio.
ma non credi che BLOCCARE seriamente la diffusione delle intercettazioni sia sufficiente?
io me ne frego se un carabiniere ascolta le mie telefonate, basta che non le diffonda
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