Autore Topic: La libertà di stampa e i libri - L'appello  (Letto 1304 volte)

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Royal Moore

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Re: La libertà di stampa e i libri - L'appello
« Risposta #15 il: 16 Giugno 2010, 22:26:48 »
Si, in effetti è quel che penso anch'io.
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Alte

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Re: La libertà di stampa e i libri - L'appello
« Risposta #16 il: 16 Giugno 2010, 22:52:48 »
"ma non credi che BLOCCARE seriamente la diffusione delle intercettazioni sia sufficiente?"

Guarda che buona parte del preteso attentato alla costituzione lamentato da popolo della sinistra, che ha dimenticato le sue radici libertarie, buttando alle ortiche Sacco e e Vanzetti, Metello, Matteotti e tutto quanto profumava di libertà e garanzie, è dato proprio dal divieto di pubblicazione degli atti d'indagine (che, "per riassunto" si possono sempre pubblicare, eccezion fatta per le intercettazioni, che restano segrete fino all'udienza preliminare: il DDL Mastella prevedeva il divieto anche della pubblicazione per riassunto!!).
E' su questo punto che si accanisce la stampa più sfacciata, Repubblica in primis.
E' il "bavaglio all'informazione" che lamentano...
Come se fosse un diritto costituzione sapere, prima dell'apertura del dibattimento, cosa sta facendo un PM.
E' veramente una cosa pazzesca, che solo l'odio cieco nei confronti di Berlusconi può spiegare...

E, comunque, non sono d'accordo che chiunque possa ascoltare quello che dico al telefono: funziona così in Corea del Nord ed in qualche altro paese "democratico" di quel tipo...
Alberto Teso

berto

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Re: La libertà di stampa e i libri - L'appello
« Risposta #17 il: 17 Giugno 2010, 00:13:39 »

E, comunque, non sono d'accordo che chiunque possa ascoltare quello che dico al telefono: funziona così in Corea del Nord ed in qualche altro paese "democratico" di quel tipo...


concordo

anche se ormai fra internet, sms e videosorveglianza non so quanto sia facile mantenere la propria 'privacy'....

Comunque tutta questa storia delle intercettazioni telefoniche è una buffonata.
Spero ci si ricordi di mesi e mesi fa in cui il mantra berlusconiano era cose del tipo 'si sprecano troppi soldi in intercettazioni'.

A sentire loro qui risiede il vero risparmio.

Tagliare le province? Bossi: i risparmi sarebbero irrisori.
Tagliamo le auto blu? Svariati uomini politici: non è qui che si risparmia.

Alé alé
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reginald dwight

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Re: La libertà di stampa e i libri - L'appello
« Risposta #18 il: 17 Giugno 2010, 10:17:27 »
E, comunque, non sono d'accordo che chiunque possa ascoltare quello che dico al telefono: funziona così in Corea del Nord ed in qualche altro paese "democratico" di quel tipo...
in Corea del Nord si ha paura della legge, non qui.
la mia libertà è tutelata dalla legge e dal rispetto della legge. non dalla possibilità di nascondermi. a controllarmi è il controllore, non chiunque
 
la linea di difesa sensata sarebbe quella di vietare QUALSIASI intercettazione e allora si giustificherebbe il richiamo alla privacy
se l'intercettazione viola un diritto intoccabile allora lo viola anche per i mafiosi. o i diritti intoccabili diventano "toccabili" se sei mafioso?
« Ultima modifica: 17 Giugno 2010, 10:47:10 da reginald dwight »
"Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada" Matteo 10,34

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Re: La libertà di stampa e i libri - L'appello
« Risposta #19 il: 17 Giugno 2010, 12:59:47 »
Parole MOLTO strane per un libertario come te...
Gli anglosassoni (che di libertà ne sanno forse più di noi, non avendo avuto le tristi parentesi del XX secolo...) parlano di "right to be alone", una definizione che risale addirittura al XIX secolo: è un diritto sacrosanto, inviolabile anche dal punto di vista costituzionale se non in presenza di provvedimento motivato dell'autorità giudiziaria (non di quella inquirente...). Anche intercettare il mafioso senza provvedimento dell'autorità giudiziaria è reato, perché è un'indebita interferenza nella vita privata di una persona (e poi: come sai se è mafioso, se il processo non c'è ancora stato?).

I nostri padri costituenti che, liberali, democristiani o comunisti, di diritto si intendevano molto più degli odierni peones, avevano ben presente il concetto: lo Stato è un Leviatano, cui siamo costretti a sottoporci perché ci difende e protegge, ma da cui dobbiamo anche difenderci a nostra volta.
Libertà va cercando, ch'è si cara...
Alberto Teso

reginald dwight

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Re: La libertà di stampa e i libri - L'appello
« Risposta #20 il: 17 Giugno 2010, 18:12:33 »
Gli anglosassoni (che di libertà ne sanno forse più di noi, non avendo avuto le tristi parentesi del XX secolo...) parlano di "right to be alone", una definizione che risale addirittura al XIX secolo: è un diritto sacrosanto, inviolabile anche dal punto di vista costituzionale se non in presenza di provvedimento motivato dell'autorità giudiziaria (non di quella inquirente...).
ovvio che ci vuole un provvedimento motivato dall'autorità giudiziaria, in questo caso la privacy è violabile?

quindi l'oggetto del contendere è A o B?
a) l'intercettazione la deve chiedere il PM o il giudice
b) in caso di necessità i carabinieri possono ascoltare una persona o la privacy è inviolabile e quindi non si puo



ammetto che tra le tante libertà violate in Italia mai avrei pensato a questa battaglia. ma scopro oggi tanti compagni libertari molto + "intransigenti" di me.. non può che farmi piacere
« Ultima modifica: 17 Giugno 2010, 18:15:39 da reginald dwight »
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merovingio

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Re: La libertà di stampa e i libri - L'appello
« Risposta #21 il: 18 Giugno 2010, 15:35:51 »
a me non piace questa legge. Il problema però resta...nasce soprattutto da calciopoli, vallettopoli,  unipolpoli che forse per la prima volta smaschera consorte dalema fazio i furbetti del quartierino & c. All'epoca si gridò allo scandalo e i colpiti allo sciaccallaggio, gli altri al diritto d'informazione...il punto in realtà secondo me è un altro. Cosa di può pubblicare e come. Andava regolamentato solo questo ma tutto è politica e quindi ognuno difende il suo status quo...facendo così si responsabilizzavano i magistrati e coloro che dal tribunale fanno uscire le notizie che con la stampa hanno fatto muro comune e adesso pagano giustamente le conseguenze...giustamente perchè sono sciacalli i secondi e inaffidabili i primi che poi fanno carriera politica. Ingiusta perchè il metodo scelto lo ritengo sbagliato e forse ancor più pesante rispetto alla soluzione che era facilmente raggiungibile.

Ovviamente non sparo sul centro sinistra che all'epoca fece subito le stesse cose ma allora non ricordo che ci fu la reazione che c'è oggi...ma l'ipocrisia non è schierata...sta a destra quanto a sinistra...ma a sinistra sono senz'altro più furbi alla faccia di chi controlla l'informazione ;)

reginald dwight

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Re: La libertà di stampa e i libri - L'appello
« Risposta #22 il: 18 Giugno 2010, 17:03:10 »
il punto in realtà secondo me è un altro. Cosa si può pubblicare e come. Andava regolamentato solo questo
esatto

ma a sinistra sono senz'altro più furbi alla faccia di chi controlla l'informazione ;)
mancano 3 anni alle prossime elezioni, si può parlare di fatti concreti o dobbiamo continuare a dimostrare chi è peggio e chi è meglio?
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Re: La libertà di stampa e i libri - L'appello
« Risposta #23 il: 19 Giugno 2010, 08:28:50 »
Scusa, ma da politico posso dire (e spiegare perché) io sono convito di essere "meglio" degli altri?
Oppure dobbiamo partire dal presupposto che siamo tutti uguali e, quindi, che il voto può essere dato a chiunque?
Come le vacche di notte, che sono tutte nere...
Alberto Teso

reginald dwight

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Re: La libertà di stampa e i libri - L'appello
« Risposta #24 il: 19 Giugno 2010, 08:49:07 »
Scusa, ma da politico posso dire (e spiegare perché) io sono convito di essere "meglio" degli altri?
casomai sono le tue idee a essere meglio delle idee degli altri... e non mi sembra una gran strategia puntare sulla pochezza della controparte

però sarebbe interessante che un professionista mi spiegasse (a me profano) se l'oggetto del contendere è A o B?
a) l'intercettazione la deve chiedere il PM o il giudice
b) in caso di necessità i carabinieri possono ascoltare una persona o la privacy è inviolabile e quindi non si puo


Come le vacche di notte, che sono tutte nere...
questo è razzismo  ;)
« Ultima modifica: 19 Giugno 2010, 08:53:19 da reginald dwight »
"Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada" Matteo 10,34

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Re: La libertà di stampa e i libri - L'appello
« Risposta #25 il: 20 Giugno 2010, 07:55:26 »
L'intercettazione di comunicazioni tra cittadini, come ogni intromissione nella vita privata, è vietata dalla costituzione (vedi, in particolare, l'art. 14, che stabilisce la generale inviolabilità del domicilio, cui i terzi possono accedere solo nei modi previsti dalla legge e l'art. 15, sulla inviolabilità delle comunicazioni).
E' solo il Giudice che può autorizzare queste "intromissioni", non il PM che, in quanto "parte" del processo penale, non è terzo e quindi, non ha le funzioni di garanzie proprie del magistrato giudicante (anche per questo noi avvocati chiediamo da tempo la separazione delle carriere: sono due magistrati con compiti completamente diversi, non possono essere "colleghi").
Ai sensi dell'art. 267 c.p.p. il PM chiede al GIP l'autorizzazione per compiere le intercettazioni e può procedere solo dopo averla ricevuta.
In caso di assoluta urgenza, il PM può disporre con decreto l'intercettazione ma entro 24 ore deve chiedere la convalida al GIP che provvede entro le 48 ore successive: se non convalida, si butta via tutto.
I carabinieri e la polizia giudiziaria in genere non possono intercettare un bel niente se non su disposizione dell'autorità giudiziaria.

Si tratta, poi, di stabilire i limiti delle intercettazioni (quanto il GIP può autorizzare le intercettazioni? Anche nel caso in cui il marito pensi di essere tradito dalla moglie o solo in presenza di gravi indizi di reati particolarmente allarmanti?).
Chea in Italia si intercetti troppo e male è pacifico.
Il presidente Palamara ha riferito di 132.384 intercettazioni all’anno.
Negli Stati Uniti (dati 2005) sono stati controllati 1.705 apparecchi (su trecento milioni di abitanti, con i sessanta italiani).
Nella sola Potenza, tra il 2005 ed il 2007 sono state fatte intercettazioni per una durata complessiva di 267 anni.
Nel 2008 tutto questo ci è costato 230 milioni di euro.
Nel 2005 eravamo a 308 milioni.

Dati tratti da S. Livadiotti, L’ultracasta, pag. 83.
Alberto Teso

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Re: La libertà di stampa e i libri - L'appello
« Risposta #26 il: 20 Giugno 2010, 10:01:58 »
A me sembra che siano due problemi diversi, una cosa è la quantità (esagerata) di intercettazioni e l'esborso economico che ne deriva, altra è l'uso che di queste vien fatto.

Stanti le norme a protezione della privacy che hai citato direi che l'uomo della strada non debba aver grandi problemi, salvo, appunto, che qualcuno non usi quella registrazione per usi "impropri".

Torno quindi con reginald, non me ne può fregar granchè che un qualsiasi funzionario/tecnico registri i miei intrallazzi sessuali se poi non li usa per loschi fini, e su questo ultimo aspetto andrebbe posta la massima attenzione e intransigenza.

Per quanto riguarda l'eccesso di intercettazioni, visto che devono sempre esser autorizzate da magistrati direi che il problema stia quantomeno nell'etica di questi, e quindi non possono lamentarsi se poi arriva il papà a mettere tutto sotto chiave.
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reginald dwight

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Re: La libertà di stampa e i libri - L'appello
« Risposta #27 il: 21 Giugno 2010, 07:49:57 »
L'intercettazione di comunicazioni tra cittadini, come ogni intromissione nella vita privata, è vietata dalla costituzione (vedi, in particolare, l'art. 14, che stabilisce la generale inviolabilità del domicilio, cui i terzi possono accedere solo nei modi previsti dalla legge e l'art. 15, sulla inviolabilità delle comunicazioni).
E' solo il Giudice che può autorizzare queste "intromissioni", non il PM che, in quanto "parte" del processo penale, non è terzo e quindi, non ha le funzioni di garanzie proprie del magistrato giudicante (anche per questo noi avvocati chiediamo da tempo la separazione delle carriere: sono due magistrati con compiti completamente diversi, non possono essere "colleghi").
Ai sensi dell'art. 267 c.p.p. il PM chiede al GIP l'autorizzazione per compiere le intercettazioni e può procedere solo dopo averla ricevuta.
In caso di assoluta urgenza, il PM può disporre con decreto l'intercettazione ma entro 24 ore deve chiedere la convalida al GIP che provvede entro le 48 ore successive: se non convalida, si butta via tutto.
I carabinieri e la polizia giudiziaria in genere non possono intercettare un bel niente se non su disposizione dell'autorità giudiziaria.

Si tratta, poi, di stabilire i limiti delle intercettazioni (quanto il GIP può autorizzare le intercettazioni? Anche nel caso in cui il marito pensi di essere tradito dalla moglie o solo in presenza di gravi indizi di reati particolarmente allarmanti?).
Chea in Italia si intercetti troppo e male è pacifico.
Il presidente Palamara ha riferito di 132.384 intercettazioni all’anno.
Negli Stati Uniti (dati 2005) sono stati controllati 1.705 apparecchi (su trecento milioni di abitanti, con i sessanta italiani).
Nella sola Potenza, tra il 2005 ed il 2007 sono state fatte intercettazioni per una durata complessiva di 267 anni.
Nel 2008 tutto questo ci è costato 230 milioni di euro.
Nel 2005 eravamo a 308 milioni.

Dati tratti da S. Livadiotti, L’ultracasta, pag. 83.

ok quindi convieni con me che il problema è chi deve disporre le intercettazioni e quante disporne. appellarsi alla privacy è fondamentalmente da paraculo

passami l'esempio: mettono in galere un sacco di gente prima del processo per una serie di validi motivi (inquinamento delle prove, rischio di fuga etc etc). la prigione per una persona vuol dire privarlo della sua libertà. se i magistrati abusano di questo è una piaga da combattere, ma non invocando l'intoccabilità della libertà. è demagogico e dannoso.

ps
visto che sei un tecnico e probabilmente conosci i numeri meglio di me non credi l'esempio sia un po + urgente delle intercettazioni? anche a livello di costi
non è una domanda retorica, vorrei sapere che ne pensi. quando ho saputo la percentuale di detenuti in attesa di giudizio mi sono tremate le gambe...
« Ultima modifica: 21 Giugno 2010, 08:11:20 da reginald dwight »
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Re: La libertà di stampa e i libri - L'appello
« Risposta #28 il: 21 Giugno 2010, 08:31:56 »
mancano 3 anni alle prossime elezioni, si può parlare di fatti concreti o dobbiamo continuare a dimostrare chi è peggio e chi è meglio?

Era solo per puntualizzare ciò che pare non sia evidente.

A mio modesto avviso in Italia attualmente non esiste un politico che sia in grado di dire agli italiani come stanno le cose e cosa si debba fare.
Da questo punto di vista il governo Berlusconi sta fallendo, in altri aspetti è più concreto. Certo che ha sempre la sfiga di governare nei periodi peggiori dell'economia mondiale :(

reginald dwight

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Re: La libertà di stampa e i libri - L'appello
« Risposta #29 il: 21 Giugno 2010, 09:04:07 »
Certo che ha sempre la sfiga di governare nei periodi peggiori dell'economia mondiale :(
no, ti prego!

mi sembra tanto i gatti di vicolo miracoli quando giocavano a ping pong con il loro capo e questo sbagliava grossolanamente. ma loro continuavano a dire: è il tavolo che falsa
« Ultima modifica: 21 Giugno 2010, 09:11:13 da reginald dwight »
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