Autore Topic: San donà e Musile verso la fusione...  (Letto 1061 volte)

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ABETE

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San donà e Musile verso la fusione...
« il: 15 Luglio 2010, 10:35:04 »
Il  Pdl al governo dei due centri , sta lavorando per creare un Comune unico
S.Donà e Musile verso la fusione
La nuova città potrebbe essere battezzata ''Sandonato''
F.Cibin
E' Scattata l'operazione ''Sandonato sul Piave''.Quello di quest'anno potrebbe l'ultimo ,o uno degli ultimi Patti d'Amistà ,iniziativa che come narra la leggenda ,suggella l'accordo tra i due paesi nati dalle bizzarrie del Piave che un giorno cambiò il suo corso tagliando in due l'area del Basso Piave .Già perchè da quanto si è appreso , la politica si sta muovendo di buona lena per arrivare ad una storica riunificazione .Insomma fare di San donà e Musile  un unico comune , che qualcuno avrebbe battezzato come ''Sandonato  sul Piave '', in onore del Santo  le cui spoglie si trovano ancora a Musile , in ossequio all'accordo di 750 anni fa. Al momento si tratta di indiscrezioni , ma pare proprio che una parte politica che governa le due realtà quella del Pdl (con l'area An che si starebbe occupando della elaborazione  della documentazione necessaria ) , starebbe lavorando  per arrivare ad una presa di posizione ufficiale .E tutto con il beneplacito dl centrosinistra , che l'idea di unificare i quattro Comuni del Basso Piave , ovvero San donà , Musile, Noventa e Fossalta , allora tutti governati da quest'area politica , l'aveva avuta una quindicina di anni fa inventandosi la ''Città del piave ''. Il motivo di questa scelta è presto detto : tagliare i costi , ridurre le spese della macchina amministrativa in tutte le sue varianti . Qualche cifra emerge dagli studi che si starebbe compiendo . Unificando San donà e Musile , si risparmierebbero circa 100 mila euro l'anno tra assessori e consiglieri comunali . Altri 500 mila per i funzionari di primo livello . Risparmio che salirebbe al milione di euro l'anno se si mettono dentro tutti i costi accessori . Il primo passaggio sarà quello , di una proposta di mozione nei rispettivi Consigli comunali , quindi l'avvio di un referendum consultivo .
Il gazzettino.it
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Tutti contenti i sandonatesi...   :)

angelo

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Re: San donà e Musile verso la fusione...
« Risposta #1 il: 19 Luglio 2010, 17:54:29 »
Il Sindaco non pare d'accordo...

Dal Gazzettino F.Cibin
«L'unica cosa che potrebbe cambiare è che io diventi sindaco di Musile e Forcolin di San Donà». Replica con una battuta scherzosa, ma dal chiaro contenuto negativo, il primo cittadino Francesca Zaccariotto alla notizia che il Pdl sta lavorando per arrivare ad un referendum per la possibilità di unire i due Comuni per realizzarne uno nuovo.
      «È una proposta ridicola - continua Zaccariotto - al punto che mi viene da pensare, con una battuta, che il Pdl ha talmente perso tanti voti che ha bisogno di unire i due Comuni. Il vero cambiamento potrebbe essere l'inversione dei ruoli, ovvero io a Musile e Gianluca a San Donà».

ABETE

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Re: San donà e Musile verso la fusione...
« Risposta #2 il: 20 Luglio 2010, 07:32:07 »
Il Sindaco non pare d'accordo...

Dal Gazzettino F.Cibin
«L'unica cosa che potrebbe cambiare è che io diventi sindaco di Musile e Forcolin di San Donà». Replica con una battuta scherzosa, ma dal chiaro contenuto negativo, il primo cittadino Francesca Zaccariotto alla notizia che il Pdl sta lavorando per arrivare ad un referendum per la possibilità di unire i due Comuni per realizzarne uno nuovo.

Caro angelo , posso fare una domanda ? Ma allora cosa scrivono sui giornali ? Se il giorno prima , c'era scritto che forse i due comuni potevano essere uniti ed il giorno successivo il contrario.. mah..  ???. Comunque non sarebbe un idea malvagia . Si ridurrebbero le spese , e sopratutto si unirebbero due comuni affini .. .

Alte

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Re: San donà e Musile verso la fusione...
« Risposta #3 il: 20 Luglio 2010, 09:06:24 »
LA FUSIONE TRA COMUNI: PROSPETTIVE E POSSIBILITA’

Il prossimo autunno sarà duro, difficile e amaro per tutti. La crisi che sta attanagliano la nostra economia è ancora ben lontana dall'essere superata: cassa integrazione e disoccupazione continueranno ad affliggere a lungo le famiglie. I fallimenti dichiarati dal Tribunale di Venezia nell'ultimo trimestre 2009 erano il 50% in più rispetto all'anno precedente, i concordati il 66% in più. Numeri che nel 2010 diventano ancora più drammatici: +100% i fallimenti (294 in tre mesi: tre aziende al giorno!) e passano da 10 a 71 i concordati.
Ma a fronte di una richiesta di aiuto in costante aumento da parte delle fasce più deboli della popolazione, i Comuni risponderanno con tagli ai servizi in misura crescente.
I trasferimenti dallo Stato sono stati ridotti all'osso, la Finanziaria ci impone sacrifici notevoli (solo per i Comuni ci sono tagli per un miliardo e mezzo di euro, più quelli a Regioni e Province, che si tradurranno in un'ulteriore riduzione degli investimenti locali).
I fondi cui attingere per far fronte alla spesa corrente sono drammaticamente sempre meno.
Non si tratta di astratti discorsi teorici: i soldi sono finiti e la "famiglia-Comune" fatica ad arrivare alla terza settimana.
A Musile siamo stati costretti a togliere del tutto il contributo per i buoni mensa ed a tagliare drasticamente quello per il trasporto scolastico; per racimolare 20.000 miseri euro da destinare alle scuole (per un totale di 1.035 alunni!) abbiamo dovuto fare i salti mortali e non siamo in grado di aumentare di un centesimo il budget dei servizi sociali, letteralmente esploso negli ultimi due anni.
Col previsto blocco delle assunzioni non potremo sostituire il personale (già ridotto all'osso) che andrà in pensione, con conseguente ulteriore riduzione dei servizi e delle prestazioni (arriveremo a poter aprire gli uffici solo alcuni giorni alla settimana...?).
Di nuove lottizzazioni non si parla neppure più: questo significa niente oneri di urbanizzazione, ossia niente soldi per asfaltare strade, sistemare l'illuminazione o investire in acquedotti e fognature.
Reperire altri mezzi di finanziamento è, quindi, una scelta obbligata.
L'accorpamento dei Comuni va proprio in questo senso.
Che l’unione di più comuni comporti rilevanti risparmi di spesa è documentato da tempo. Secondo uno studio del 2009 dell’Università degli Studi Roma Tre, da titolo “La riduzione del numero dei Comuni”, a  cura del prof. Antonio Cortese, nei Comuni piccoli “la percentuale delle spese per le funzioni generali di amministrazione, gestione e controllo (preponderante è fra queste quella concernente il “personale”) è assai prossima alla soglia del 50 per cento. Questa percentuale diminuisce sensibilmente con il crescere della dimensione demografica (per i Comuni con più di 60 mila abitanti è ad esempio pari al 28,7 per cento)”. Un’indagine del 2008 di Confcommercio e Legambiente, 2008 ha ordinato l’universo degli 8.101 Comuni italiani, analiticamente indagati, attraverso 36 variabili. Si è osservato che esiste “una forbice segnata dalla lama dell’eccellenza – dei territori che hanno saputo fare rete e sistema – e dalla lama del disagio, dei Comuni destinati all’estremo declino e, senza i necessari interventi, all’estinzione”. Secondo l’indagine, i Comuni che presentano caratteri di disagio insediativi più preoccupanti sono quelli con popolazione inferiore a 10.000 abitanti, soglia appena superata da Musile (e molto lontana per Fossalta e Noventa…).
Fondendo San Donà e Musile in un'unica amministrazione elimineremmo una giunta ed un consiglio comunale (- 90.000 euro l'anno); l'ufficio di segreteria diventerebbe unico (- 160.000 euro l'anno); le varie Unità Operative delle principali aree amministrative, quali l'Ufficio Tecnico, i Servizi Sociali, l'Anagrafe, la Ragioneria e i Tributi verrebbero accorpate (- 320.000 euro l'anno); il Comandante della Polizia Locale sarebbe uno solo, come pure il revisore dei conti (- 70.000).
La fusione, inoltre, consentirebbe di superare il limite di 50.000 abitanti, sotto il quale l'ente locale, per effetto dell'art. 14 comma 32 della Finanziaria, non potrà più detenere partecipazioni in società commerciali: dovremo dire addio, quindi, alle nostre quote (e relativo controllo...) in ATVO, ASI, Alisea ecc.
Molte, poi, le poltrone che salterebbero in ipotesi di fusione tra i due Comuni nei vari Consigli di Amministrazione, con i relativi lauti "gettoni".
Pensiamo, inoltre, agli edifici pubblici che potrebbero liberarsi, per essere destinati ad altro uso: unici diventerebbero il magazzino comunale, il comando di polizia locale, la sede della protezione civile...
A tutto ciò si aggiungono le innumerevoli economie di scala che si potrebbero realizzare e che spalancherebbero un'infinità di opportunità : gare e appalti, centrale acquisti, pacchetti software per gli uffici, contenzioso, accordi sindacali...
In pratica, potremmo creare circa un milione di euro di spesa corrente all'anno, senza alcun aumento di imposte!
A tutto ciò si aggiungono i finanziamenti che lo Stato riserva ai Comuni che si fondono e che, ai sensi dell’art. 6 del decreto 1.9.00, n. 318 del Ministero dell’Interno, ”ai comuni scaturenti dalla fusione di comuni preesistenti spetta, per un periodo di dieci anni, un contributo straordinario pari al 20 per cento dei trasferimenti erariali complessivamente attribuiti ai comuni preesistenti”.
Detto questo, è evidente che ognuno può comunque restare dell'opinione contraria.
Ci mancherebbe.
Ciò che non si può fare, però, è liquidare la proposta come "ridicola", senza neppure entrare nel merito o preoccupandosi esclusivamente di chi fará il Sindaco...

Avv. Alberto Teso
Assessore PdL Musile di Piave
Alberto Teso

angelo

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Re: San donà e Musile verso la fusione...
« Risposta #4 il: 20 Luglio 2010, 14:07:41 »
Caro Alberto quanto da te proposto ha un solo difetto: è "troppo" ragionevole, quindi non si farà mai.
Già verso la fine del 2000 si era progettato di unire i quattro comuni di Fossalta, Musile, Noventa e San Donà ( http://www.sandonadomani.it/documenti/?ref=cittadelpiave.htm) ma con l'avvento della Zaccariotto l'idea fu subito abbandonata.

angelo

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Re: San donà e Musile verso la fusione...
« Risposta #5 il: 20 Luglio 2010, 17:40:16 »
Ecco un esempio che conferma ancora una volta che le sedie (e relative prebende) non si toccano.

Roma capitale, nessun taglio
Modificato all'unanimità il testo del governo: assessori da 12 a 15, i consiglieri restano 60 (invece di 48)

 

ROMA - Non è ancora il testo definitivo, ma è comunque un segnale: al Campidoglio, sulla riforma di Roma Capitale, la «casta comunale» non si rassegna. E, anzi, nel giorno in cui Alemanno annuncia «la proposta per il 20 settembre, quando verrà da noi in visita ufficiale, della cittadinanza onoraria al presidente Napolitano, come primo cittadino di Roma Capitale», all’unanimità (56-0, il voto...) rilancia. Il governo, nelle settimane scorse, aveva varato la prima bozza del primo decreto attuativo per la riforma dello status del Comune che, tra le altre cose, andava nella direzione di ridurre i costi della politica: meno consiglieri, meno assessori, meno municipi, meno soldi di indennità ai vari rappresentanti.

Una bozza che doveva passare al vaglio del Comune, che avrebbe potuto apportare le sue proposte di modifica, che a loro volta dovranno poi essere vagliate di nuovo dalla commissione parlamentare bicamerale. Bene, le «correzioni» dei consiglieri comunali, tutti d’accordo, nessuno escluso, ribaltano completamente la faccenda. I consiglieri dovevano scendere a 48? Macché, secondo «il nuovo» articolo 3 «L’Assemblea capitolina, che rappresenta una popolazione superiore ad un milione di abitanti, è composta dal sindaco di Roma Capitale e da sessanta consiglieri». Sessanta, esattamente come ora. E poi? Gli assessori, secondo il governo, dovevano essere «un quarto dei consiglieri dell’assemblea», quindi 12. E invece no: per centrodestra e centrosinistra, « la giunta è composta da un numero massimo di 15 assessori», che sarebbero tre in più di quelli attuali. Un modo, per Alemanno, per allargare la sua maggioranza senza scontentare nessuno.

Anche i Municipi, secondo il testo governativo, avrebbero subito un «taglio»: da 20, dovevano passare a 12. Anche qui, indietro tutta: «Il numero, comunque inferiore a quello attuale, viene individuato dallo statuto di Roma Capitale in modo da garantire l’efficace ed efficiente espletamento delle funzioni di loro competenza, nonché una conseguente riduzione dei costi».

Basta? Non basta. Tra gli amministratori di Roma Capitale, secondo le modifiche proposte, sarebbero annoverati anche i «consiglieri municipali» e poi «sindaco, presidente dell’Assemblea, assessori e presidenti dei Municipi hanno diritto ad una indennità di funzione determinata con decreto del Ministro dell’Interno, su proposta dell’Assemblea». E i famosi gettoni di presenza per consiglieri comunali e municipali? Per i primi, le modifiche del Campidoglio parlano di «una indennità di funzione che tiene conto della complessità e specificità delle funzioni conferite a Roma Capitale, determinata dal Ministro dell’Interno su proposta dell’Assemblea». I consiglieri municipali, invece, «hanno diritto a percepire un gettone di presenza per la partecipazione a consigli e commissioni consiliari». E anche in questo, l’importo— non più di un quarto di quello del minisindaco — è determinato con decreto del Viminale sempre su proposta dell’Assemblea. Per gli amministratori sono previsti anche dei paracadute: l’aspettativa non retribuita per i dipendenti pubblici; il versamento degli oneri assistenziali, previdenziali, assicurativi e figurativi.

L’unico taglio è sui rimborsi per i permessi retribuiti che spettano ai consiglieri: non potranno superare, annualmente, l’importo previsto dalla somma dei gettoni di presenza percepiti in 12 mesi. Tutti felici, naturalmente. Maggioranza e opposizione. Così, nella conferenza stampa congiunta, Alemanno, Marco Pomarici (presidente del consiglio comunale), il vicesindaco Mauro Cutrufo da una parte, e Francesco Smedile (Pd, presidente della commissione Roma Capitale) dall’altra, hanno sottolineato «il clima di grande collaborazione che si è creato», con una serie di complimenti a vicenda tra maggioranza e opposizione. Ora, però la palla ripassa prima a Regione e Provincia, poi alla Commissione unificata delle regioni, infine alla commissione bicamerale sul Federalismo fiscale. Per ora, però, il risultato è chiaro:
CASTA COMUNALE - GOVERNO 56 - 0  :BangHead:
Ernesto Menicucci
«Corriere della sera», edizione roma, pagina 1

« Ultima modifica: 20 Luglio 2010, 17:55:49 da angelo »

Royal Moore

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Re: San donà e Musile verso la fusione...
« Risposta #6 il: 20 Luglio 2010, 21:47:54 »
LA FUSIONE TRA COMUNI: PROSPETTIVE E POSSIBILITA’

Il prossimo autunno sarà duro, difficile e amaro per tutti. ...


Messa così verrebbe da dire...cavolo, com'è che non c'abbiamo pensato prima.

Invece per quanti buoni e ragionevoli motivi ci possano essere a me sembra una cosa ancora molto lontana dal potersi realizzare perchè si è parlato molto di numeri ma per nulla di storia, gelosie e campanilismi vari, e immagino che il referendum sarebbe quantomeno sacrosanto per un'operazione del genere.

Ma anche volendo andare nella direzione suggerita da Alte mi sembrerebbe molto più ragionevole (e realizzabile) la vecchia idea della Città del Piave, che mirava al far economie accorpando servizi più che interi comuni. Un'idea tutto sommato molto più con i piedi perterra e che non capisco perchè non abbia avuto alcun seguito.

Però, se vogliamo ragionare in termini di dimensioni e di ottimizzazione non sarebbe più logico cominciar ad accorpare comuni come Noventa, Fossalta, Zenson ? Cioè cominciare dalle frammentazioni minori prima ancora che da quelle più grandi ?
Altrimenti mi chiedo perchè non unire San Donà a Mestre, creando una sorta di metropoli orizzontale. Cioè dove lo mettiamo il limite ? E' possibile che siano le singole realtà a scegliere secondo criteri di mera convenienza numerica ?
Non so, qualcosa non mi torna in tutto questo.
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Alte

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Re: San donà e Musile verso la fusione...
« Risposta #7 il: 21 Luglio 2010, 09:52:20 »
L'accorpamento tra comuni limitrofi deve essere letto all'interno di un progetto più ampio, che prevede la nascita della Citta Metropolitana di Venezia e relativo interland, la soppressione della Provincia e la suddivisione del territorio di quest'ultima in pochi macro-comuni.
E' un progetto di ampio respiro e che non ha tempi brevi, è vero, ma dobbiamo iniziare a parlarne seriamente, senza limitarci alle battutine sulle somme dei voti e simili banalità...
Alberto Teso

Royal Moore

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Re: San donà e Musile verso la fusione...
« Risposta #8 il: 21 Luglio 2010, 14:53:20 »
...senza limitarci alle battutine sulle somme dei voti e simili banalità...

No so se ti riferisci a ciò che ho scritto io ma se fosse così sto anche veloce a lasciarvi discutere in santa pace, tanto oramai più mummia di questo forum non c'è neanche Tutankhamen.
Se invece non fosse così mi piacerebbe capire se l'operazione, anche spalmata nel tempo, possa esser fatta sulla testa della gente senza uno straccio di consultazione.
Io poi non ho detto che non si possa comunque fare ma che mi pare più distante da una possibile attuazione di quanto non lo fosse l'idea della Città del Piave, pur riveduta e corretta.

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Vittor

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Re: San donà e Musile verso la fusione...
« Risposta #9 il: 21 Luglio 2010, 15:39:14 »
Per Royal.
Non credo che la "battuta" di Alte fosse rivolta a te, anzi ne sono sicuro.

Forse non hai seguito bene la polemica che è sorta in questi giorni sui giornali.
L'idea dell'Assessore Leo di San Donà, seguita ed ampliata dall'Assessore Teso di Musile (idea  che sembra piaccia al PD) non ha ricevuto gradevole comprensione da parte dei due sindaci leghisti. Infatti l'hanno bollata come:
"proposta ridicola"
"baggianate"
"un errore"
"uscita che non tiene conto della realtà"
"il PDL ha talmente perso voti che ha bisogno di unire i due Comuni"
"per tagliare i costi bisogna lavorare sull'unione dei servizi"
"il PDL di San Donà ha già dimostrato di non saperci fare, visto che hanno votato contro una delibera sulle Polizie Locali facendoci perdere 100mila euro di finanziamenti regionali"
"è solo una battuta politica strumentale"

Ecco perché, credo, Alte ha fatto quel commento; mi è sembrato un (pur sommesso ed educato) rimbrotto verso Zaccariotto e Forcolin.

A parte questo, credo ci sia effettivamente un problema politico i base.
I "contendenti" sono in coalizione al governo delle due citta. Ma perchè non hanno elaborato una proposta unitaria da proporre? A pensar male si sbaglia ma credo che il bisogno di visibilità, purtroppo, abbia in questo caso un determinante peso nella scelta effettuata.
Le voci sulle possibilità che la Lega corra da sola alle prossime elezioni amministrative potrebbe avere prodotto una "fibrillazione" che ritengo deleteria ed intempestiva, esacerbando gli animi ancor prima di decisioni definitivamente assunte.

Poi per quanto riguarda le decisioni assunte "sulla testa della gente senza uno stralcio di consultazione", ricordo di aver letto che la mossa iniziale sarebbe quella di presentazione di una mozione in Consiglio Comunale, seguita, credo obbligatoriamente, da un referendum della popolazione interessata alla fusione o unione che saranno proposte.

E sarà interessante capire quale sarà la proposta definitiva: infatti la fusione presuppone un solo Sindaco, Consiglio, Giunta ecc., mentre l'unione di comuni è piuttosto un ente nuovo al quale i Comuni decidono se e quali servizi trasferire affinché siano gestiti su scala territoriale più grande.
« Ultima modifica: 21 Luglio 2010, 15:41:28 da Vittor »
"Avere avuto una buona educazione, oggi, è un grande svantaggio. Ti esclude da tante cose."  O.W.
"Si può essere un uomo saggio, e pensare alla bellezza delle proprie unghie."  A.S.P.

Royal Moore

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Re: San donà e Musile verso la fusione...
« Risposta #10 il: 21 Luglio 2010, 16:34:02 »
...ah, ho capito, era un discorso internos, anzi, interlos-ignori.  ;)

No, in effetti non ho seguito il dibattito sui giornali ma sono, questo si, andato indietro a leggermi i precedenti post e non mi sembrava che quel dito fosse puntato a qualcun'altro.

Comunque se ho peccato di presunzione mi scuso con Alte ma quando si scrive qualcosa lo si scrive (io, almeno) più per chiarirsi le idee che per mera polemica e qui si è di fronte a una proposta abbastanza radicale apparsa improvvisamente dal nulla (e con questo non voglio dire che sia sbagliata) laddove ne esiste da decenni un'altra, che a me è sempre parsa più ragionevole, accantonata apparentemente più per ragioni di schieramenti che per motivi sostanziali.
E con questo spero non mi si accusi di esser diventato un comunista.  :-\
« Son uscito per una passeggiata, son rimasto fuori tutta la vita. » John Muir

samiol

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Re: San donà e Musile verso la fusione...
« Risposta #11 il: 22 Luglio 2010, 19:58:50 »
io non sono d'accordo di mettere due città insieme perchè sono nell'altra sponda del piave e allora sono due città diverse e poi musile vuole essere lasciata così una città lasciata da sola . però ci potrebbe essere una idea perchè non uniscono croce ,fossalta , caposile , passarella di sopra, chieanuova ,zenson di piave meolo, portegrandi. ,tutta quella zona fino a ca pirami un comune unico che sarà tutto a far parte del  comune di musile e quindi unn sindaco che deve amministare in quel territorio circostante e così ad avere un ruolo importante come città musile e quindi dovranno costruire un ospedale , un tribunale, aziende sanitarie, ecc.poi invece per san donà dovrebbero mettere insieme noventa, romanziol,ceggia, ,cessalto,torre di mosto ,eraclea.san stino .Farebbe aumentare la poplazione e quindi potrà essere un capoluogo di provincia e a però dovrà costriure una questura , prefettura, le carceri, una caserma, e avere l'università, e altri licei .non sarebbe male come idea sarebbe meglio per san donà come riferimento nel territorio . sarebbe da dire a zaia su questa proposta da farle .speriamo che faranno così ,ma non lo farebbero mai una cosa simile. se avete delle proposte da fare fatele e scrivete . attenzione domani sera temporale in arrivo con grandine . attenzione io vi dico poi affari vostri io vi ho avvisati !!!!

merovingio

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Re: San donà e Musile verso la fusione...
« Risposta #12 il: 23 Luglio 2010, 18:38:36 »
L'idea dell'Assessore Leo di San Donà, seguita ed ampliata dall'Assessore Teso di Musile
A pensar male si sbaglia ma credo che il bisogno di visibilità, purtroppo, abbia in questo caso un determinante peso nella scelta effettuata.

 8)

micheleM

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Re: San donà e Musile verso la fusione...
« Risposta #13 il: 24 Luglio 2010, 09:36:05 »
... qui si è di fronte a una proposta abbastanza radicale apparsa improvvisamente dal nulla (e con questo non voglio dire che sia sbagliata) laddove ne esiste da decenni un'altra, che a me è sempre parsa più ragionevole, accantonata apparentemente più per ragioni di schieramenti che per motivi sostanziali.
La nuova proposta non nasce dal nulla: nasce da dove nasceva la vecchia proposta ossia dalla realtà delle cose = quattro comuni nel raggio di Km.3 dividono oggi amministrativamente una comunità che nella sostanza della vita quotidiana (scuole, strade, lavoro, consumo...) è ormai una sola; nasce sì, la nuova proposta, anche da alcune ragioni congiunturali a magari poco sostanziose (visibilità, attriti politici ecc.) altre magari più mordenti - la crisi economica - e perciò potrebbe sembrare casuale, ma non lo è.
Hegel lo chiamava eterogenesi dei fini ed è semplicemente il modo in cui funziona la storia umana.
E le due proposte non sono affatto alternative e incompatibili; è chiaro che se dovesse partire la fusione S.Donà-Musile, la forza attrattiva su Noventa e Fossalta sarebbe notevolissima.
Quanto al perchè la Lega non ci stia, credo che si tratti di un riflesso condizionato legato sia al recente assoluto protagonismo leghista (che si vede togliere la scena), sia ai puntigli di chi si ritiene infallibile o vuol mostrarsi tale
...accantonata apparentemente più per ragioni di schieramenti che per motivi sostanziali.
, sia alla scarsa capacità di pensare in grande e non per convenienze pure.
Ma poco importa, l'idea sta marciando nella vita quotidiana ed un po' alla volta anche nella para-realtà della politica. Andrà avanti.
Speriamo che sia stavolta. Sennò, pazienza: sarà la prossima volta.
Che bel suono hanno la cattiva musica e le cattive ragioni quando si marcia addosso a un nemico! (F.Nietzsche)

angelo

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Re: San donà e Musile verso la fusione...
« Risposta #14 il: 24 Luglio 2010, 12:31:27 »
Vedi isola pedonale,vedi Magnete oggi Porta Nord, lentamente ma ci arrivano.
Solo sul teatro è sceso un silenzio tombale, ma si sa la cultura non si misura in metri cubi!