Dal Gazzettino di oggi:
SAN DONÀ DI PIAVE Contestazioni del naturalista Zanetti, primi malumori anche nella maggioranza
Strage di alberi al Parco fluviale
Sono 620 le piante destinate a essere abbattute. E fa discutere la relazione del progettista
San Donà di Piave
L'hanno già definita la "strage del silenzio". È l'abbattimento degli alberi del Parco fluviale, previsto nel progetto di riqualificazione (sistemazione aree golenali e valorizzazione ambientale) del parco stesso, i cui lavori partiranno a breve. La delibera di giunta risale al 23 dicembre scorso, ma è in questi giorni che si sta cominciando a registrare qualche protesta, anche all'interno della stessa maggioranza; secondo indiscrezioni nella coalizione più di qualche consigliere avrebbe espresso forti perplessità sul progetto e starebbe pensando ad alcune forme di protesta, anche clamorose.
Il punto nodale è proprio quello che riguarda il taglio degli alberi. Ben 620 secondo il progetto. Nella relazione del progettista Claudio Corrazzin del 5 aprile scorso (nella parte del computo metrico e quadro economico), è previsto il taglio di 55 pioppi del diametro fino a 50 centimetri, 120 oltre quel diametro e 10 di qualsiasi dimensione senza chioma; quindi 50 robinie di dimensione superiore a 30 centimetri, 200 con diametro compreso tra i 15 e i 30 centimetri, 100 diametro inferiore a 15 centimetri; più altre 85 piante di varia specie e misura. D'altra parte il progetto parla chiaro: "Si prospetta per il parco fluviale un intervento piuttosto deciso e di un certo impatto visivo". Per lo meno fantasiosi gli obiettivi citati nella relazione. Testuale: "L'obiettivo finale risulta sufficientemente chiaro: il parco dovrà costare poco, essere maturo presto, non avere difficoltà di gestione, ed essere frequentato il più possibile da brava gente che lo rispetti lo gestisca o faccia crescere. Mancano i sette nani e poi sembra una perfetta favola!".
L'assessore all'ambiente Alberto Gobbo ha detto che le rubinie (a dispetto di quanto indicato nel progetto) non saranno toccate: "Solo sfoltite". "A fine settembre sarà fatto il lavoro di disboscamento, contemporaneamente saranno piantati i nuovi alberi che, giusto ricordarlo, non saranno, fatemi passare il termine, un "baro de radici", ma degli alberi alti fino a tre metri e mezzo. La flora sarà ripristinata". Sul disboscamento si fa leva sul fatto che gli alberi sarebbero malati.
Su questo non è d'accordo Michele Zanetti, noto naturalista sandonatese. "In golena ci saranno circa il 15 per cento di piante malate, quindi con quale giustificazione hanno deciso questo intervento? Non conosco il progetto, ma questa azione mi sembra inqualificabile. Si può capire le rubinie che si trovano sul piede dell'argine, ma da qui a togliere tutto ne passa. Quello che c'è adesso in golena è quello che la natura ha selezionato".
Quindi si preannuncia una estate calda su questo fronte, con iniziative anche clamorose da parte dei cittadini.
Fabrizio Cibin