Autore Topic: le bande criminali nel veneto orientale  (Letto 685 volte)

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samiol

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Re:le bande criminali nel veneto orientale
« Risposta #15 il: 29 Novembre 2011, 13:40:59 »
Furti in casa, presi tre albanesi in fuga
SAN STINO Avevano svaligiato le case di San Stino di Livenza e messo a segno una serie di furti a Udine, Padova Cittadella, Vicenza, Bassano e Thiene. E’ stata arrestata dai carabinieri del nucleo...

.+-SAN STINO

Avevano svaligiato le case di San Stino di Livenza e messo a segno una serie di furti a Udine, Padova Cittadella, Vicenza, Bassano e Thiene. E’ stata arrestata dai carabinieri del nucleo operativo di Udine la banda di albanesi ritenuta responsabile dei furti. A finire in manette sono tre albanesi: Marzel Hoxha, 24 anni, che deve scontare anche una condanna a quattro anni di reclusione per furti commessi nelle province di Padova e Treviso, con l’alias di Agostin Hojha. Con lui sono stati arrestati Frederik Gjonaj, di 22 anni e Ardian Liefhi di 33.

Nella loro abitazione è stata rinvenuta una refurtiva di un valore pari a 150 mila euro. La brillante operazione dei militari si è conclusa dopo un lungo pedinamento durato quasi un mese e precisamente dal 31 ottobre quando da Terenzano era stata rubata un’auto rintracciata dai carabinieri poche ore dopo in provincia di Vicenza. Per giorni i carabinieri hanno pedinato i tre alla ricerca di indizi e prove. La svolta alle indagini è arrivata lunedì in tarda serata dopo le incursioni furtive avvenute in ville e abitazioni private di via Caorle a San Stino tra le 18.30 e le 20. L’allarme tempestivo lanciato dalle vittime dei furti e dai carabinieri di Portogruaro hanno permesso ai colleghi di Udine di muoversi rapidamente con il forte sospetto che i tre albanesi avessero commesso le incursioni furtive. E così è stato. Dopo la fuga a piedi tra i campi di San Stino, i ladri sono fuggiti verso Cittadella pensando di trovarsi in una zona tranquilla e invece sono stati arrestati.(ma.ca.)

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24 novembre 2011
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samiol

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Re:le bande criminali nel veneto orientale
« Risposta #16 il: 29 Novembre 2011, 13:42:23 »
Insegue “topo” d’auto e lo fa arrestare
MESTRE Insegue il ladro che aveva appena “visitato” la sua auto e contribuisce a farlo arrestare. E’ successo lunedì pomeriggio, verso le 18, in piazzetta monsignor Olivotti. L’uomo aveva chiamato la...

.+-MESTRE

Insegue il ladro che aveva appena “visitato” la sua auto e contribuisce a farlo arrestare. E’ successo lunedì pomeriggio, verso le 18, in piazzetta monsignor Olivotti. L’uomo aveva chiamato la polizia dicendo che stava inseguendo un soggetto che aveva appena tentato di commettere un furto all’interno della propria auto, un’Audi A 4 parcheggiata in strada. L’aveva visto e il ladro aveva cercato di scappare in bicicletta.

La volante, avuta la segnalazione della via di fuga, ha intercettato il giovane fuggiasco che, nel tentativo di scappare, è caduto dalla bici procurandosi qualche graffio al viso. Preso, è stato identificato per P.A., cittadino rumeno di 20 anni, con innumerevoli precedenti di polizia . Lo stesso, dopo un passaggio al pronto soccorso cittadino per le cure del caso, è stato condotto negli uffici della questura lagunare dove è stato arrestato per il reato di tentato furto aggravato.


23 novembre 2011
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samiol

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Re:le bande criminali nel veneto orientale
« Risposta #17 il: 29 Novembre 2011, 13:43:06 »
Incassano il “Gratta&Vinci”: ladri presi
Mogliano: denunciata la baby gang autrice dei furti in tabaccherie e bar. Sono in 4 , uno ha 16 anni

.+- .MOGLIANO

E’ con una discreta faccia tosta che si sono pure presentati a riscuotere il premio da cento euro vinto con uno dei tanti «gratta & vinci» rubati. Questa ingordigia, unita all’imprudenza di lasciarsi immortalare a viso scoperto dalle telecamere, ha incastrato la baby-gang autrice di due spaccate - e di una terza non andata a segno - ai danni di due bar tabaccherie di Mogliano e di una di Scorzè. I quattro ragazzini, tutti di origine straniera, uno minorenne, sono stati denunciati dai carabinieri per furto aggravato in concorso. Nei due colpi andati a buon fine hanno raggranellato la bellezza di trentamila euro fra contanti, stecche di sigarette e tagliandi «gratta & vinci».

La notte di razzie era quella dello scorso 24 ottobre. Meno di un mese dopo, i carabineri sono arrivati a dare prima un volto, poi un nome ai quattro ragazzini. Si tratta di due marocchini di 21 e 22 anni, un turco di 19 e un algerino minorenne (16 anni). Sono tutti nullafacenti, tranne il turco che lavora come operaio edile. A finire nel mirino della baby gang erano state la tabaccheria «D’Urso» di Mogliano, in via Roma, poi il bar «Capriccio» sempre di Mogliano, via Toti dal Monte, e infine il «Tina’s Pants» di Scorzè. Non si sono curati, i quattro giovani ladri, di coprirsi il volto. Anzi, in qualche modo ci hanno pure provato, ma è stato un tentativo maldestro: in un’immagine registrata dalle telecamere a circuito chiuso si vede uno dei quattro ragazzini con il cappuccio in testa, ma durante l’”azione” il cappuccio scende e lascia il viso scoperto. Un viso noto, come quello di altri due: l’unico incnsurato era il giovane turco, che ha partecipato all’operazione come autista. Altro dettaglio decisivo catturato dalle telecamere: le scarpe indossate dagli autori dei tre colpi erano sempre le stesse. Portati in caserma dai carabinieri, i quattro ragazzi hanno ammesso le loro responsabilità. le indagini continuano.

«Hanno completamente divelto la porta. Per ora abbiamo messo i catenacci. Ma dovremo sostituire tutta la vetrina che ci costerà settemila euro». Graziella, titolare dell'edicola e tabaccheria D'Urso, aveva raccontato così l’assalto al suo locale. «Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso l'intera dinamica dei fatti. Prima sono venuti attorno alle tre di notte - ha spiegato la titolare che ha visionato le registrazioni consegnate ai carabinieri - ma non riuscivano a forzare la porta, sono poi tornati alle cinque di mattina attrezzati con il piede di porco e sono entrati, andando a botta sicura».

Fabio Poloni

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23 novembre 2011
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samiol

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Re:le bande criminali nel veneto orientale
« Risposta #18 il: 29 Novembre 2011, 13:44:00 »
Ceggia, fermata la banda romena dei ladri di rame
CEGGIA Sospetti ladri fermati dai carabinieri. Un gruppo di cittadini romeni sono stati sottoposti a fermo dopo un servizio di controllo della Compagnia carabinieri di San Donà per arginare l’ondata...

.CEGGIA

Sospetti ladri fermati dai carabinieri. Un gruppo di cittadini romeni sono stati sottoposti a fermo dopo un servizio di controllo della Compagnia carabinieri di San Donà per arginare l’ondata di furti ai danni di aziende e abitazioni che si sta registrando, ormai da una decina di giorni, nel basso Piave e litorale.

Lunedì notte è stato coordinato un servizio di prevenzione, con 12 militari e 6 autovetture di servizio, per il controllo di persone e mezzi in transito sul territorio. Osservati speciali, i mezzi di grosse dimensioni, ideali per il trasporto di carichi pesanti e quindi anche di refurtiva.

Erano circa le 3.15 quando una pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile, lungo via Vittoria, ha intercettato un furgone Citroen Jumper bianco, preceduto da una station wagon amaranto, entrambi con targa bulgara. I militari hanno tentato di fermare i mezzi che hanno superato il posto di blocco, ma dopo un breve inseguimento è stato fermato il furgone con dei rumeni a bordo.

Dentro i militari hanno trovato quintali di cavo elettrico di rame. Diramato l'allarme, hanno rintracciato poco dopo una Ford Escort in sosta vicino ad una casa di campagna. All'interno hanno trovato altri romeni che, verosimilmente, poco prima, si trovavano a bordo della vettura. Hanno rinvenuto inoltre trapani, avvitatori, demolitori, mole a disco abrasivo, cassette di chiavi e cacciaviti, calibri e altri strumenti di precisione, probabilmente oggetto di vari furti in cantieri edili e aziende.

Il rame rinvenuto, per un peso complessivo di 17 quintali, era stato rubato, in parte, nel pomeriggio del 17 all’interno di un’azienda di San Fior in provincia di Treviso. Tutto il materiale, per un valore complessivo di 50.000 euro, è sotto sequestro e oggetto di verifiche sulla provenienza.

I rumeni, il cui numero per il momento non è stato reso noto, tutti senza fissa dimora e domiciliati di fatto nel comune di Ceggia, sono stati accompagnati alla Compagnia Carabinieri di San Donà. Considerati i gravi indizi emersi a loro carico in ordine al reato di ricettazione in concorso, sono stati trasferiti al carcere di Venezia come disposto dal Pubblico Ministero di turno.

(g. ca.)

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23 novembre 2011
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samiol

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Re:le bande criminali nel veneto orientale
« Risposta #19 il: 29 Novembre 2011, 13:44:31 »
LADRI IN AZIONE nel basso piave
Colpo nella casa di Ferro Mussetta, rubate grosse moto
JESOLO Non accenna a diminuire lo stillicidio di furti in tutto il basso Piave ai danni di abitazioni, garage e giardini. Così la casa di un altro esponente politico di Jesolo è stata presa di mira...

.+-JESOLO

Non accenna a diminuire lo stillicidio di furti in tutto il basso Piave ai danni di abitazioni, garage e giardini.

Così la casa di un altro esponente politico di Jesolo è stata presa di mira dai ladri.

Dopo Nedda Fancio e Lucas Pavanetto, le sgradite visite sono toccate anche a Claudio Ferro, consigliere comunale di maggioranza con delega alla sanità.

Nella sua abitazione di via Giardinetto, vicino all'ospedale, dove vive con la famiglia, Ferro ha subito il furto di oro e gioielli, quindi un po' di soldi in contanti che teneva in casa. Difficile stabilire quando è avvenuto il furto, sicuramente durante le ore lavorative quando in casa non c’era nessuno.

Un'offensiva, quella dei ladri, che continua da tempo contro il litorale e anche l'entroterra sandonatese.

«Apprezziamo l'impegno della forze dell'ordine - dice Ferro - che deve continuare per impedire che i furti continuino. Ho deciso di denunciare pubblicamente quanto mi è accaduto solo perchè è giusto sensibilizzare la popolazione perchè collabori con le forze dell'ordine, cercando di aiutarsi l'uno con l'altro non appna si vedono persone sospette».

Intanto a Mussetta di San Donà di Piave, sono stati segnalati altri furti questa volta nei garage. I ladri si sarebbero appostati per rubare moto di grossa cilindrata. Hanno visto i proprietari rientrare in casa e ne hanno seguite le mosse prima di colpire nella notte. Ne hanno rubate diverse per un valore di svariate migliaia di euro.

Le indagini dei carabinieri sono ora in corso per tenare di risalire ai responsabili.

(g. ca.)

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23 novembre 2011

samiol

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Re:le bande criminali nel veneto orientale
« Risposta #20 il: 29 Novembre 2011, 13:45:18 »
san stino
Raffica di furti, arrestata la banda
I carabinieri intercettano i ladri a Udine e recuperano il bottino

.+-SAN STINO

Raffica di furti in ville e case isolate, sgominata a Udine la banda di ladri. I colpi sono stati messi a segno in due abitazioni in via Caorle a San Stino mentre in altre due i ladri hanno tentato il furto per poi fuggire e andare nella Bassa Friulana. A San Stino sono stati rubati gioielli per qualche migliaia di euro ma il valore affettivo per le vittime è stato ingente. Al momento dell’arresto la banda è stata trovata in possesso di alcuni gioielli che potranno essere restituiti nei prossimi giorni dopo i dovuti accertamenti. La banda composta da almeno tre elementi è stata fermata dai carabinieri di Udine che hanno provveduto all’arresto. I malviventi sono entrati in azione tre le 18.30 e le 20 di lunedì sera. Hanno aspettato che i proprietari delle ville si allontanassero dalle loro abitazioni per entrare in casa sempre in gruppi di due o tre persone. Non hanno utilizzato strumenti di elevata professionalità ma hanno dimostrato dimestichezza nel scassare le finestre e cercare le casseforti contenti i gioielli. Il modus operandi è sempre lo stesso in entrambe i casi: hanno forzato la serratura di una finestra del retro al piano terra usando un semplice cacciavite per poi entrare nell’abitazione. Una volta dentro hanno cercato di individuare la cassaforte e di rovesciare qualche cassetto nelle camere da letto dove potevano essere contenuti oggetti preziosi. In ben due abitazione il blitz furtivo è andato a buon fine. Nessuno dei residenti della zona ha notato nulla. I ladri hanno deciso così di spostarsi verso alcune vie interne tentando di derubare altre due abitazioni. In questi due casi i colpi hanno fallito. Nel primo tentativo, mentre stavano scassando la serratura di una finestra, sono stati disturbati da alcuni rumori. Hanno così abbandonato l’impresa per dirigersi verso un’altra villetta vicina. In questo caso sono stati notati dagli stessi proprietari dell’abitazione che hanno lanciato l’allarme. I tre personaggi, vestiti di nero e a volto coperto si sono immediatamente dati alla fuga. Hanno corso per parecchi metri in mezzo ai campi agricoli circostanti facendo perdere le loro tracce. Con tutta probabilità sono stati poi portati lontano da un complice alla guida di un’auto. Nel frattempo è partita la chiamata al 112, i militari di Portogruaro hanno iniziato le indagini ed esteso l’allarme nel territorio. Grazie alla tempestività d’intervento una pattuglia del comando dei carabinieri di Udine è riuscita ad intercettare la bandi di malviventi che a quanto pare stava architettando un’altra serie di colpi nella Bassa Friulana e alla periferia di Udine.

Marta Camerotto

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23 novembre 2011
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samiol

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Re:le bande criminali nel veneto orientale
« Risposta #21 il: 29 Novembre 2011, 13:45:49 »
Vandali danneggiano il presepe di sabbia
A Jesolo rovinate tutte le scenografie della decima edizione di “Sand Nativity”. Strappate e bucate le opere di Damon Farmer e Richard Varano. Difficile poter rispettare la data di apertura per l’8 dicembre.

presepe natale .JESOLO. Atti vandalici contro il presepe di sabbia «Sand Nativity». Sabato notte qualcuno ha violato l'area di piazza Marconi dove si trova la tensostruttura allestita per la decima edizione della manifestazione. Una banda di vandali senza rispetto che ha profanato il cantiere e la struttura in cui verrà realizzato il famoso presepe di sabbia che dovrebbe essere inaugurato l'8 dicembre, anche se a questo punto la data non è più certa.

Oltre ad aver imbrattato con graffiti le scenografie dipinte dall'artista Damon Farmer e dal direttore artistico Richard Varano, le hanno anche gravemente danneggiate e bucate. Si tratta della scenografie che fanno da cornice al presepe e che sono fondametali per creare l'atmosfera natalizia attorno alle sculture di sabbia dei migliori artisiti internazionali che ogni anno sono ispirate a un tema diverso.

La polizia municipale è già al lavoro e sta visionando i filmati registrati dalle telecamere presenti all’interno della tensostruttura per cercare di identificare i sospetti che al momento sono ignoti. Si esclude un atto a sfondo religioso. Probabilmente il vergognoso atto vandalico è frutto dello sfogo di un gruppo di scriteriati che avevano bevuto o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti che hanno fatto loro perdere la testa.

Le indagini sono in corso e la polizia locale di Jesolo non dispera di poter trovare i responsabili al più presto. Per loro si annuncia una pena esemplare oltre che la disapprovazione e condanna dell'intera comunità jesolana così affezionata all'evento.

«Quanto è accaduto è molto grave - ha detto l'assessore al turismo, Alberto Carli - la scenografia del presepe di sabbia è fondamentale per la riuscita di questo evento cui tutta la città è molto legata. Un atto gratuito che ci ha lasciati davvero senza parole».

Un grave episodio, dunque, che potrebbe compromettere anche il rispetto del cronoprogramma dei lavori e che getta un'ombra sospetta su un'iniziativa che finora non ha mai subito nulla di simile.

L’inaugurazione di Sand Nativity è infatti fissata, come vuole la tradizione, per l’8 dicembre. «Cercheremo di dare tutto il supporto necessario all'organizzazione - rassicura Carli - perchè il cronoprogramma possa essere rispettato senza ritardi e l'inaugurazione permetta di dimenticare questo atto davvero esecrabile che mai si era verificato prima d'ora».

Giovanni Cagnassi

22 novembre 2011

samiol

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Re:le bande criminali nel veneto orientale
« Risposta #22 il: 29 Novembre 2011, 13:46:38 »
Fanno saltare il bancomat bottino di 40 mila euro
Marcon: assalto all’Unicredit alle tre di notte, i malviventi estraggono anche la cassaforte, ma non sono riusciti a portarla via. Ingenti i danni

.+- .di Marta Artico

MARCON

Fanno saltare il bancomat con l’acetilene, poi estraggono la cassaforte e rubano 40 mila euro. Un colpo non da poco quello messo a segno alla filiale dell’Unicredit di via Molino, che si trova a due passi dal ristorante Ca’ Nostra. I ladri hanno agito la notte tra domenica e lunedì, attorno alle 3 del mattino. Nonostante il botto, in pochi si sono accorti di cosa stava accadendo. Una volta fatto saltare il bancomat, completamente distrutto, hanno anche scassinato la porta blindata, sono riusciti in tempi rapidi ad introdursi all’interno e trascinare fuori la cassaforte. Non sono però riusciti a prelevarla perché con tutta probabilità pesava troppo, così l’hanno lasciata a terra nello spazzo fuori dalla banca, senza prima aver portato via i soldi all’interno e quelli del bancomat fatto saltare, che non sono andati bruciati durante lo scoppio. Dopo poco è giunta la guardia giurata di vigilanza e le forze dell’ordine, che arrivate sul posto hanno trovato un disastro. Il liquido rosso per macchiare le banconote, infatti, esplodendo assieme al bancomat, ha praticamente coperto di colore non solo il marciapiede, ma anche l’interno della banca. Ieri mattina la filiale è rimasta chiusa ed inagibile. Fuori un biglietto spiegava che per motivi tecnici i clienti avrebbero dovuto rivolgersi ad altre sedi. E’ stata fatta la conta dei danni, sono state riparate le porte di sicurezza, il bancomat, ma soprattutto l’interno e l’esterno sono stati ripuliti, un lavoro non da poco.

Dalla conta del denaro mancante, è risultato che sono stati portati via ben 40 mila euro tra cassaforte e bancomat: se è pur vero che generalmente il giorno in cui si trova il maggior contante è il venerdì, si deve anche calcolare che in questi giorni in cui tutti i negozi e l’area commerciale è aperta, in giro c’è molto movimento. Il direttore della filiale in tarda mattinata dopo gli accertamenti del caso si è recato a sporgere denuncia dai carabinieri della sede competente di via Carlo Alberto dalla Chiesa. Quello della scorsa notte si colloca nella scia dell’escalation di furti e colpi che in queste ultime settimane e mesi non lasciano dormire sonni tranquilli ai commercianti e ai titolari delle attività. Non più di un mese fa ignoti avevano fatto saltare la cassa continua dello Sma di Quarto, ma anche nelle sedi dei distretti sanitari di Favaro e Quarto, i ladri avevano messo le mani sulle casseforti.

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22 novembre 2011
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samiol

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Re:le bande criminali nel veneto orientale
« Risposta #23 il: 30 Novembre 2011, 15:06:48 »
ZELARINO
Scippa una donna, bloccata diciottenne
La ragazza aveva rubato il portafogli alla cliente di un supermercato a Treviso

.+- .ZELARINO

Approfittando di un momento di distrazione della donna che stava facendo la spesa davanti a lei, ha allungato la mano, preso il portafogli che sbucava dalla borsetta lasciata sul carrello e l’ha infilato nella giacca tentando di allontanarsi tra gli scaffali. Peccato che poco più avanti ci fosse il marito della donna, che ha visto la scena e si è gettato all’inseguimento. La ragazza è riuscita a farsi largo tra gli scaffali di frutta fino a guadagnare l’uscita. Da lì si è gettata in fuga lungo via del Mozzato. Immediata la telefonata ai carabinieri di Treviso che erano di pattuglia poco distante. L’intervento della gazzella dei carabinieri è stato pressoché immediato. La ragazza, che scappava inseguita dal marito, è stata fermata poco distante la Coop dove aveva effettuato il furto ed è stata identificata. Si tratta di una diciottenne residente a Zelarino, D.K., di origini nomadi. Nonostante la sua giovane età era già nota alle forze dell’odine per precedenti reati. Dopo ulteriori verifiche è stata denunciata.

Tutto è avvenuto nel pomeriggio, la ragazza pare fosse appena arrivata in zona con la corriera. Nel portafogli della donna 150 euro in contanti, documenti e carte. Tutto recuperato. La ragazza aveva tentato di disfarsene in corsa.


29 novembre 2011
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samiol

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Re:le bande criminali nel veneto orientale
« Risposta #24 il: 30 Novembre 2011, 15:07:39 »
Denunciata per furto
MARGHERA Cerca di passare le casse al Panorama con merce rubata ma viene bloccata dal personale di vigilanza del centro commerciale, che chiama la polizia. E’ andata male nel pomeriggio di domenica a...

.+-MARGHERA

Cerca di passare le casse al Panorama con merce rubata ma viene bloccata dal personale di vigilanza del centro commerciale, che chiama la polizia. E’ andata male nel pomeriggio di domenica a una giovane bulgara di 22 anni: la ragazza aveva cercato di oltrepassare le casse omettendo di pagare generi alimentari e un prodotto di profumeria per un valore di poco inferiore ai 10 euro. Ma il personale della sicurezza interna all’ipermercato di via Orsato a Marghera si era insospettito, aveva tenuto d’occhio la donna e, quando ha avuto la conferma dei sospetti, l’ha bloccata alle casse, chiamando subito la polizia. La donna è stata identificata dagli agenti di una volante e denunciata per furto, la merce è stata restituita al direttore del supermercato.


29 novembre 2011

samiol

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Re:le bande criminali nel veneto orientale
« Risposta #25 il: 30 Novembre 2011, 15:10:25 »
san stino
Arrestato con la cocaina in tasca
I carabinieri lo fermano con 5 grammi, valore 400 euro

.+- .SAN STINO

In giro per San Stino con 5 grammi di cocaina in tasca: un uomo di 38 anni, Moammed Eolilogue, pregiudicato, è stato arrestato dai carabinieri domenica sera, durante una serie di controlli per l’ordine pubblico. Il magrebino è stato fermato mentre si stava dirigendo verso Cessalto, infatti al momento dell’arresto stava percorrendo la strada provinciale che da San Stino porta a Cessalto. Aveva quasi oltrepassato il confine della provincia di Venezia quando gli è stato intimato l’alt da una pattuglia di militari. In un primo momento l’uomo ha fatto finta di nulla ma lo stato di agitazione e il sospetto nutrito dai carabinieri per i già noti precedenti penali hanno fatto scattare la perquisizione. Ed è proprio dalle tasche dell’uomo che sono stati rinvenuti 5 grammi di polvere bianca. La giustificazione dell’uso personale non ha convinto i carabinieri visto che il valore della droga si aggirava attorno ai 400 euro. E’ stato così arrestato in flagranza di reato per detenzione di stupefacenti. Non si esclude che la sua intenzione fosse proprio quella di piazzare le dosi a Cessalto. Ora l’uomo si trova in carcere. Spetterà al tribunale decidere la pena anche alla luce dei precedenti e della purezza del principio attivo contenuto nella cocaina che portava con sé. Il dato allarmante è che San Stino si conferma una piazza molto battuta per lo spaccio di sostanze stupefacenti e registra un pesante ritorno dieroina e cocaina.

Marta Camerotto

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29 novembre 2011
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samiol

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Re:le bande criminali nel veneto orientale
« Risposta #26 il: 30 Novembre 2011, 15:10:50 »
Venezia, ruba i quadri antichi e li sostituisce con copie
Un collaboratore familiare cingalese li aveva sottratti dalle case dei vip in cui prestava servizio. Al loro posto riproduzioni fotografiche. I datori di lavoro - un’anziana contessa, un medico e un professionista - sono stati avvertiti dai carabinieri. «Non ci eravamo accorti di nulla»

vip opere d'arte furti . .VENEZIA. Rubava i quadri nelle lussuose case in cui aveva prestato servizio, ma i suoi datori di lavoro, un’anziana contessa, un medico e un altro professionista, neppure si sono accorti, se non poco meno di un anno dopo, che le loro opere d’arte erano sparite perchè lui le sostituiva con riproduzioni fotografiche della stessa opera. Nei giorni scorsi i carabinieri della Radiomobile di Mestre hanno fermato un cinquantenne cingalese da anni in Italia per numerosi furti di opere d’arte: i quadri scomparsi sarebbero almeno una ventina da tre case divese, quelle della contessa e del professionista sono nella zona di campo Santo Stefano, quella del medico in campo San Vio. Ieri, difeso dall’avvocato Carlo Costantini, l’extracomunitario è stato interrogato dal giudice veneziano Alberto Scaramuzza, che ha convalidato il fermo: l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere.

I fatti sarebbero avvenuti nel dicembre dello scorso anno. Con il cingalese arrestato avrebbero collaborato un connazionale più giovane e un italiano, che per ora sono liberi: lui è stato bloccato dai militari dell’Arma perchè stava per lasciare l’Italia e c’era il pericolo che non tornasse più. Il «colpo» più facile lo avrebbe commesso nella casa dove stava prestando servizio come uomo tuttofare. Aveva le chiavi dell’appartamento e soprattutto la fiducia del suo datore di lavoro, così ha agito indisturbato: prima ha scelto i quadri da riprodurre e lo ha fatto con calma, uno alla volta, quindi li ha portati via, naturalmente sostituendoli con le copie. Sembravano davvero gli originali perchè lasciava la loro cornice e soprattutto sceglieva le opere meno illuminate, insomma sistemate in luoghi della casa con meno luce. Chi è abituato a vederli da anni non si è accorto di quel cambiamento se non quando è stato avvertito dagli investigatori. Ed è stata una vera sorpresa.

Ancor meglio è andata nel palazzo delle vecchia contessa, visto che nel frattempo era deceduta e gli eredi non hanno capito subito che alcuni dei quadri della loro cara erano stati sostituiti con delle copie. Quella casa l’extracomunitario la conosceva perchè vi aveva prestato servizio in precedenza. Sapeva anche come entrare senza difficoltà e presumibilmente aveva conservato una copia delle chiavi del portone d’ingresso. Per il «colpo» in casa del medico, un romano che utilizza l’appartamento solo in alcuni periodi dell’anno, il cingalese per entrare ha utilizzato le chiavi che un connazionale assunto a servizio dal professionista, prima di tornare in Sri Lanka, gli aveva ceduto. Anche in questo terzo appartamento, dunque, ha potuto operare in tutta tranquillità. Prima è entrato per scegliere le opere da portare via, sempre quelle più defilate e meno in vista, quindi ha fatto le riproduzioni, infine si è preso gli originali e li ha sostituiti con le copie.

A tradirlo è stato uno dei suoi due complici, cingalese come lui: ha raccontato tutto ai carabinieri del Nucleo Radiomobile mestrino, forse per ottenere in cambio qualche favore, ma per ora gli investigatori dell’Arma non vogliono rivelare come sono andate davvero le cose, anche per non svelare tutte le carte che hanno in mano. Hanno coinvolto il pubblico ministero Giorgio Gava, che ha dato il via libera per il fermo dell’extracomunitario che stava per lasciare Venezia per raggiungere il suo paese. Prima hanno accertato se colui che aveva confessato aveva raccontato il vero: non è stato difficile appurare che nelle tre case in questione c’erano almeno una ventina di quadri sostituiti da riproduzioni e che in quella del professionista residente in campo Santo Stefano prestava servizio il cingalese amico del collaboratore. le indagini, comunque, proseguono per stabilire se vi siano altre opere d’arte trafugate e sostituite.

28 novembre 2011

Royal Moore

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Re:le bande criminali nel veneto orientale
« Risposta #27 il: 30 Novembre 2011, 15:43:04 »
Scusa, ma perchè innondi il forum di articoli che nulla hanno a che fare con San Donà ?
« Son uscito per una passeggiata, son rimasto fuori tutta la vita. » John Muir

Royal Moore

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Re:le bande criminali nel veneto orientale
« Risposta #28 il: 30 Novembre 2011, 15:45:39 »
... con tanto di ©RIPRODUZIONE RISERVATA in bella vista, tra l'altro.
« Son uscito per una passeggiata, son rimasto fuori tutta la vita. » John Muir

samiol

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Re:le bande criminali nel veneto orientale
« Risposta #29 il: 01 Dicembre 2011, 18:11:47 »
scusa un'attimo royal moore se guardi ci sono articoli di san donà e poi ho scritto veneto orientale che sarebbe questa zona ,poi informazioni in più per i lettori del forum che possono tranquillamente leggere con calma gli articoli e poi sulla questione riproduzione riservata ho sbagliato a mettere e adesso l'ho cancello .