Qui sotto, vi mettiamo l'articolo uscito sul Gazzettino. Diteci un po' cosa ne pensate. Nei prossimi giorni saremo spesso on-line per rispondere.
L'equipe del Precariato Minori.
Da “Il Gazzettino”, 29/12/2005
A rischio il Progetto Minori
San Donà"Precariato Minori" è lo slogan coniato per la singolare protesta, ieri, in piazza De Gasperi, degli educatori del Progetto minori dell'Asl 10. Una contestazione che nasce dalla precarietà con cui, il prossimo anno, rischiano di essere erogati i loro servizi al mondo giovanile, situazione che mette anche a rischio il posto di lavoro degli educatori stessi. Si tratta di
14 operatori, di cui
2 assunti con contratti a tempo determinato e gli altri con i cosiddetti
CoCoCo. Il servizio è frutto degli accordi di programma tra i Comuni del Veneto Orientale e l'Asl 10, che potrebbero non essere rinnovati il prossimo anno. Il Progetto minori è attivo da
circa 10 anni, si occupa di prevenzione e di monitoraggio delle situazioni giovanili a rischio di un vasto territorio, comprendente una fascia di
venti Comuni che va
da San Michele al Tagliamento a Meolo. "Finora - hanno detto gli interessati - con impegno proficuo e appassionato la nostra equipe ha lavorato in collaborazione con i gruppi di lavoro territoriali, composti da assistenti sociali dei Comuni, del Distretto e del Consultorio, realizzando diversi interventi educativi attraverso programmi concertati tra istituzioni pubbliche e volontariato (parrocchie, associazioni sportive, pro loco, etc)". Diverse le aree di intervento: da quella scolastica all'extrascolastica, all'animazione di comunità, con lo scopo, in sostanza, di creare momenti di socializzazione e di aggregazione giovanile. "Gli interventi in ambito scolastico - hanno continuato gli educatori del Progetto Minori - sono fondati sul dialogo con gli insegnanti di
40 classi delle medie e dell'ultimo anno delle elementari, per
prevenire fenomeni di disagio, di integrazione dei giovani extracomunitari, di bullismo (sempre più diffuso) o fornendo degli strumenti per un'adeguata educazione sessuale. Così si mira a creare una continuità tra la scuola e il tempo libero, soddisfacendo tutte le dimensioni del percorso evolutivo dei ragazzi.
Centinaia, inoltre,
le famiglie che hanno trovato un valido appoggio nelle attività extrascolastiche rivolte ai ragazzi, con spazi di ritrovo che, nel corso del tempo, hanno portato alla costituzione di
12 gruppi, costituiti in altrettanti Comuni, coinvolgendo
circa 250 ragazzi. Alcuni di questi gruppi si sono anche dotati di una loro autonoma identità, autodeterminandosi in associazioni riconosciute". Alla protesta erano presenti anche i sindacalisti Pietro Polo della Uil-Fpl e Antonio Battistuzzo della Cgil: "Alla precarietà del servizio si unisce la precarietà dell'occupazione, due lati della stessa medaglia con cui bisogna fare i conti. Comprensibile, infatti, che sia previsto un turn over, ma non il depauperamento di questo utile servizio, che senza riferimenti certi per il futuro rischia di non sopravvivere". Per tutti gli interessati gli educatori hanno attivato anche un servizio e-mail di solidarietà all'indirizzo
precariatominori@gmail.com.