Mi sembra di intuire che jocker sia "strettamente partecipe" al mondo gay e se fosse così sarebbe da parte mia il benvenuto in questo forum.
Comunque sono anch'io convinto che le belle dichiarazioni di principio non trovino poi tanto riscontro nella nostra società quotidiana, sandonatese e non. Tra il dire e l'essere ci corre purtroppo ancora parecchio.
Per quel che mi riguarda confesso di nutrire una sorta di simpatia per il mondo gay perchè sono convinto che molto spesso le loro storie siano storie di sofferenza e di emarginazione e anche perchè spesso si tratta di persone più sensibili della media, detto questo però devo ammettere una certa mia difficoltà nel rapportarmici, un certo disagio come dice Hobbit, che deriva verosimilmente dall'ambiente sociale in cui sono cresciuto, non direi tanto da quello famigliare perchè i miei non hanno mai avuto particolari fobie per quel mondo e ritengo che se avessero avuto un figlio gay non ne avrebbero fatto grandi drammi, e lo dico con un certo orgoglio dato che i miei venivano dal 1910 e 1914, non avevano una grande cultura e la realtà di paese di quei tempi non faceva certo sfoggio di tolleranza.
Non ho comunque amici tra di loro ma ne conosco più di uno e devo dire che il più delle volte si tratta di persone molto dirette, anche con un certo gusto della provocazione, sia nel linguaggio che nel comportamento e nell'abbigliamento, e questo se da un lato lo comprendo dall'altro diventa esso stesso elemento emarginante.
Bisogna poi capire però che San Donà non può essere Milano, le due realtà hanno dimensioni e storie completamente diverse, è un errore sovrapporle per confrontarle, comunque le cose stanno cambiando anche quì, è inutile negarlo, e sicuramente le generazioni nuove hanno visioni diverse rispetto a quelle di cinquant'anni o di settanta ma non dobbiamo dimenticare, per esempio, che solo dieci anni fa la multirazialità a San Donà era una parola che si leggeva sui libri.