Autore Topic: Stadio Zanutto e Master Plan  (Letto 1067 volte)

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Hobbit

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Stadio Zanutto e Master Plan
« il: 22 Ottobre 2004, 22:43:41 »
Da "La Nuova Venezia" - martedì 12 ottobre 2004

"Lo stadio Zanutto non va demolito"

I tifosi biancocelesti contro il Comune: "Non esistono alternative"

SAN DONA'. "Non toccate lo Zanutto". A pochi giorni dalla presentazione del Master Plan che dovrebbe ridisegnare l'assetto della porta nord della città, un coro di no si è levato contro il possibile abbattimento dello storico stadio di via Pralungo, da decenni il tempio del calcio biancoceleste. La protesta è finita anche sulle pagine della "Caimani's Newsletter" il bollettino dei tifosi organizzati del Sandonà, da dieci anni anima della Curva Sud. A mettere sul chi vive i tifosi, il progetto di ridisegno della città che l'amministrazione ha affidato all'architetto Augusto Romano Burelli. Un progetto che avrà come punto cardine la costruzione della nuova area fioeristica, ma che, nel ridisegno complessivo della zona in via Pralungo, sembra prevedere anche l'abbattimento dello Zanutto, per lasciare spazio a moderne strutture destinate ad uffici, attività commerciali e nuova residenzialità. Tanto è bastato per mettere in preallarme gli appassionati di calcio: perchè lo Zanutto è un simbolo del calcio in città, ma anche perchè al momento non c'è l'ombra di un altro stadio, che possa dirsi tale. Domenica scorsa, in occasione della sfida interna con la Nuova Piovese, tra i vecchi appassionati di pallone noin si parlava d'altro. E la protesta è rimbalzata anche tra i gruppi organizzati del tifo. "Ancora una volta le fameliche ambizioni palazzinare hanno messo gli occhi sullo stadio cittadino - si legge - E' strana questa San Donà che gongola ogni qualvolta si definisce la città più sportiva d'Italia, ma che nemmeno si è accorta che ha perso la squadra cittadina di basket, che ha un palazzetto dello sport in perenne over booking e una miriade di ragazzini che faticano a trovare un campetto di calcio. Ora questa San Donà fatta di tante banche e agenzie immobiliari ha deciso di sfruttare anche dello Zanutto. Ma ci sorge spontanea una domanda: si è pensato a dove costruire un nuovo campo da calcio? Oppure il problema non sussiste perchè si intende trasferire tutto al campo spoortivo Davanzo di via Pertini, così inabilitato che è più conveniente costruirne un altro piuttosto che mettere mano a quello per sistemarlo? Sarà anche un master plan di sogni e troppo costoso, ma da buoni sportivi non ci fidiamo tanto di vuote promesse. Per cui prima di buttare all'aria lo Zanutto, costruite uno stadio nuovo".
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Stadio Zanutto e Master Plan
« Risposta #1 il: 22 Ottobre 2004, 22:45:44 »
Dal "Gazzettino" di venrdì 22 ottobre 2004

Contro il progetto di sviluppo urbano, presa di posizione di un gruppo di tifosi che teme per il futuro dello Zanutto
Il Master Plan sfratta lo stadio  
La società calcistica: «Siamo in attesa che ci venga indicata una soluzione adeguata»
 
San Donà
Il progetto dell'avveniristico master plan, presentato dal sindaco Francesca Zaccariotto e dall'architetto Augusto Romano Burelli in occasione della Fiera del Rosario ha suscitato qualche perplessità in seno a cittadini ed enti che da tempo operano nel Sandonatese. Dapprima lo scetticismo della Confartigianato che, anche recentemente, ha confermato non darà la propria adesione alla prossima edizione della mostra. Altre critiche giungono ora da parte della tifoseria del Calcio Sandonà, i Caimani del Piave, che raggruppano una sessantina di ultras. Ferma la loro presa di posizione: "Si tratta di un progetto ambizioso e sicuramente lodevole se non fosse che dall'area di via Pralungo scomparirà anche il campo da calcio Zanutto, per fare spazio a moderne strutture che ospiteranno uffici, attività commerciali e residenziali. Ancora una volta ci sono iniziative di sviluppo edilizio che hanno messo gli occhi sullo stadio cittadino. È strana questa città che gongola ogni qualvolta si autodefinisce "la più sportiva d'Italia" (quando venne coniato questo slogan era ancora l'epoca delle tv in bianco e nero), e nemmeno si è accorta che ha perso la squadra di basket, ha un palasport in perenne over booking ed una miriade di ragazzini che faticano a trovare un campetto per giocare a calcio".

"Questa Sandonà - prosegue la lettera aperta dei vertici dei Caimani - fatta di tante banche e agenzie immobiliari ora ha deciso di far fruttare anche quello spazio centralissimo. La domanda è: si è pensato a dove costruire un nuovo campo da calcio? Oppure il problema non sussiste perchè si intende trasferire squadra e tifosi al campo sportivo Davanzo?".

Nessuna indicazione sulla futura destinazione è stata finora fornita neppure alla società sportiva Sandonà 1922, che da tre anni ha raccolto l'eredità calcistica sandonatese e attualmente milita nel campionato di Eccellenza. Il vicepresidente Graziano Masiero ha commentato la notizia: "Lo stadio Zanutto ormai fa parte delle tradizioni, ma per la verità avrebbe bisogno di qualche miglioria. Avevamo sentito che il cambiamento di sede era nell'aria ed in effetti ci farebbe bene poter giocare in una nuova struttura. Con una spesa contenuta di 2 miliardi si potrebbe costruire, in un'altra zona, uno stadio adatto, caldo, funzionale e con posti espandibili come quello di Fontanafredda. Di sicuro la città non può stare senza lo stadio e per ora nessuno ci ha detto con sicurezza dove traslocare e soprattutto quando non saremo più gli inquilini dello stadio comunale. Abbiamo messo in piedi questa società con molti sacrifici, vi operano circa 70 persone e il fiore all'occhiello è il florido vivaio di 400 ragazzi. Escludo lo spostamento al Davanzo, in via Pertini, dove attualmente facciamo gli allenamenti, perchè la struttura è insufficiente. Siamo in attesa che ci venga indicata una soluzione adeguata".

Davide De Bortoli
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« Risposta #2 il: 22 Ottobre 2004, 22:48:58 »
Questo è il testo integrale della Newsletter dalla quale i due giornalisti hanno tratto spunto:

PUNGOLO

Sabato 2 ottobre ci siamo imbattuti su questo articolo de La Nuova:  

Presentato l'avvenieristico master plan. Serve un investimento di almeno cento milioni di euro per la sua realizzazione
Nasce la nuova area fieristica
Il progetto prevede il recupero dell'intera zona norde della città

SAN DONA'. E' disegnato in un avvenieristico master plan il futuro dell'intera area fieristica e della contestuale porta Nord di San Donà. Ieri il sindaco Francesca Zaccariotto e un architetto di fama internazionale come Augusto Romano Burelli lo hanno presentato alla città in occasione dell'inaugurazione ufficiale della Fiera del Rosario e della trentunesima edizione della mostra dell'artigianato. C'è il pubblico delle grandi occasioni e le varie personalità politiche davanti alle foto aeree della città che hanno incastonate le "perle" dello sviluppo urbanistico del sandonatese. Salta all'occhio l'area fieristica, struttura polifunzionale che si estenderà per padiglioni di fianco al canale navigabile destinato a diventare uno specchio d'acqua cristallina e un grande parco verde. La fiera del prossimo decennio sarà lì vicino alla rotonda, dove si immette la bretella Noventa-San Donà, vicino a quella che diventerà la stazione dei treni, quindi degli autobus e della metropolitana di superficie. DALL'AREA DI VIA PRALUNGO SCOMPARIRA' ANCHE IL CAMPO DA CALCIO PER DARE SPAZIO A MODERNE STRUTTURE CHE OSPITERANNO UFFICI, ATTIVITA' COMMERCIALI E NUOVA RESIDENZA............!!!!!........

O bella, ritorna in ballo nuovamente l'ambitissimo spazio occupato dallo stadio Zanutto. Ancora una volta le fameliche ambizioni palazzinare hanno messo gli occhi sullo stadio cittadino. E' strana questa Sandonà che gongola e sbava ogni qualvolta si autodefinisce "la città più sportiva d'italia" (era ancora l'epoca delle tv in bianco e nero quando venne forgiato questo slogan), che nemmeno si è accorta che ha perso la squadra cittadina di basket, che ha un palazzetto dello sport in perenne over booking ed una miriade di ragazzini che faticano a trovare un campetto da calcio. Orbene questa Sandonà fatta di tante banche e agenzie immobiliari ora ha deciso di far fruttare anche quello spazio centralissimo, ma ci sorge spontanea una domanda: si è pensato a dove costruire un nuovo campo da calcio? Oppure il problema non sussiste perchè si intende trasferire il tutto all'inabilitato Campo Sportivo Davanzo? Perchè gli specilizzandi in materia del sandonatese dopo aver costruito granello su granello il campo di rugby si sono sbizzarriti anche nel campo Davanzo tanto che strutturalmente si fà prima a costruirne un altro piuttosto che mettere mano a quello. Sarà anche un master plan di sogni e troppo costoso ma un vecchio detto recita: "quando si lascia la via vecchia per quella nuova, si sà quello che si lascia ma non si sà quello che si trova" e da buoni sportivi non è che ci fidiamo tanto di vuote promesse. Per cui prima di buttare all'aria lo Zanutto che un neo acquisto del Sandonà Alessandro Crestani ha così ben definito "Giocare allo Zanutto è bellissimo in quanto ti dà una sensazione unica, è come se tutta la storia di coloro che vi hanno giocato ti corresse intorno" (Il Biancoceleste n° 2), costruite uno stadio nuovo.
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Stanza 237

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Stadio Zanutto e Master Plan
« Risposta #3 il: 23 Ottobre 2004, 12:30:58 »
Non sono mai andato allo Zanutto, ma credo sia importante che ci sia uno stadio... Ma non avevano realizzato i nuovi impianti dietro alle piscine?

Royal Moore

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Stadio Zanutto e Master Plan
« Risposta #4 il: 23 Ottobre 2004, 17:29:04 »
Credo sia molto realistico sospettare che tutto questo progetto sia in realtà molto più consono ai palazzinari che non alla città ma mi chiedo se sia altrattanto realistico pensare di poter mantenere una struttura del genere in posizione centrale con tutti i problemi di traffico che in prospettiva potrebbero crearsi.
Comunque se si tratta di non dar soddisfazione alla lobbi del cemento mi metto dalla parte dei conservatori dello stadio.
« Son uscito per una passeggiata, son rimasto fuori tutta la vita. » John Muir

Hobbit

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« Risposta #5 il: 24 Ottobre 2004, 10:06:09 »
Dal Gazzettino di sabato 23 Ottobre 2004

Dopo le perplessità degli sportivi sul master plan che estrometterebbe lo stadio, le critiche anche della Confartigianato  
«A San Donà non servono mega-progetti»  
Sartorello: così si creano solo false aspettative e non si danno risposte alle esigenze del momento

 
San Donà
A qualche settimana dalla presentazione del master plan, non si placano la polemiche sul futuro del quartiere fieristico. Il progetto è stato presentato dal sindaco Francesca Zaccariotto e dall'architetto Augusto Romano Burelli in occasione della Fiera del Rosario davanti alla cittadinanza e a varie autorità politiche. I san donatesi hanno così potuto osservare le foto aeree della città che tracciano il futuro sviluppo del polo fieristico e intervengono a modificare l'assetto urbano delle zone limitrofe. Una struttura polifunzionale dotata di padiglioni, uffici, aree commerciali e abitabili, coronate da un grande parco verde che si estende a fianco dell'attuale canale navigabile. Un progetto a tutto tondo che interessa la viabilità cittadina e l'accesso della porta Nord, con annessa ristrutturazione e spostamento della stazione dei treni, degli autobus e, novità delle novità, la presenza della metropolitana di superficie. Il progetto, da più parti ritenuto interessan te e al passo con i tempi, ha però suscitato qualche perplessità in seno a chi opera nel San donatese. Nei giorni scorsi hanno espresso laloro preoccupazione gli sportivi che vedono estromesso dall'area dove si trova, il glorioso stadio Zanutto. Ma le critiche maggiori sono della Confartigianato, l'ente che da 31 anni si occupa proprio della gestione della fiera.

A tornare sul tema, ieri, è stato il suo presidente, Antonio Sartorello: "Ribadisco che il prossimo anno noi non ci saremo!" Una secca conferma, la sua, ad una posizione già assunta prima e mantenuta nello svolgimento dell'ultima edizione. Ora Sartorello rincara la dose e professa un certo scetticismo per il master plan nel suo complesso: "Si è parlato di tante cose, forse troppe, la mia opinione - spiega convito - è che bisogna rimanere con i piedi per terra. Per prima cosa mi preme sottolineare che quello presentato non è nulla di nuovo sotto il sole, si tratta di un progetto, variamente rimaneggiato, che abbiamo già avuto modo di vedere nel '96".

"Quello di cui noi abbiamo bisogno è di progetti chiari e - Sartorello sottolinea più volte questa parola - realizzabili soprattutto a breve termine, che sappiano dare una risposta alle esigenze attuali, con uno sguardo sì, rivolto al futuro ma anche al presente. È inutile compiacersi di mega progetti destinati poi a creare altrettante mega aspettative nella collettività e in chi in fiera ci viene per lavorare e godere di una certa visibilità. Vorrei anche lanciare una sfida: rivediamo questo argomento tra un anno e vediamo cosa effettivamente è stato realizzato e cosa ancora manca, se si è almeno fatto fronte alle esigenze attuali e concrete che ha la fiera in questo momento".

Davide De Bortoli
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« Risposta #6 il: 24 Ottobre 2004, 10:22:15 »
Lo stadio Zanutto è una struttura molto datata, l'inaugurazione risale al 1929, è indubbio che San Donà necessiterebbe di una struttura nuova, ma il campo Davanzo non può fungere da sostituto. Era dal 1986 che i politici parlavano di voler costruire uno stadio, il parlare molto ed il promettere è una delle loro prerogative indiscusse, venne anche presentato un progetto dall'allora assessore Rizzetto, ma ben presto tutto andò nel dimenticatoio e non servì a smuovere le acque nemmeno lo stanziamento di un contributo per i mondiali del 90 per la sua costruzione. Solo più recentemente per cercare di spendere quei soldi venne ideato il Campo Sportivo Davanzo. Tale struttura ha delle mancanze tecniche non indifferenti prima fra tutte la costruzione degli spogliatoi troppo lontana dal campo di gioco. Nel progetto originario tali spogliatoi dovevano essere ricavati dai locali sotto le tribune, peccato che la normativa ora lo vieti!!! Ma sono tante le incongruenze di quella struttura il cui riaddattamento sarebbe inutilmente costoso, non ultimo gli spazi per creare delle tribune dato che attualmente vi saranno si e no qualche centinaio di posti contro i 4000 dello Zanutto (ampliato all'epoca della C). Ma vi è un altro fattore che propende alla necessità di una nuova costruzione. Attorno al Davanzo e a molti campi della zona ruotano circa 400 ragazzi del settore giovanile, togliere ulteriore spazio ad un tale movimento non penso che sia un fine di un'amministrazione comunale seria, anche se questi potrebbero comunque essere dei futuri clienti delle centinaia di case di una città formicaio cui la San Donà di oggi sembra essere destinata. Tante case, poche strade, per non parlare dei ponti, e tutti innesorabilmente condannati ad una vita in coda.
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Stadio Zanutto e Master Plan
« Risposta #7 il: 24 Ottobre 2004, 16:57:20 »
francamente mi sembra un pò lezioso discutere di questo!
il master plan (come tante altre cose) è un libro dei sogni (se va bene) o un modo per far prendere soldi a qualcuno (se va male)
in realtà sarà realizzato poco o nulla di quanto previsto quindi, cari tifosi, state tranquilli.
anche se gli appetiti della lobby cementista sono immensi non ci sono soldi.
penso piuttosto sia necessario pensare al parco del gonfo, al ponte, a spazi per le associazioni e, perchè no viste le recenti prese di posizioni degli artigiani, ad un quartiere fieristico realizzabile in tempi non biblici.
il master plan mi sembra per ora un esercizio (se si può dire) masturbatorio
aven

music

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Stadio Zanutto e Master Plan
« Risposta #8 il: 25 Ottobre 2004, 15:06:02 »
non credo che si possa affossare un masterplan a priori. Lo si potrà fare quando ci saranno evidenti prove che nulla verrà fatto. Essere negativi a priori, credo dimostri solo dei preconcetti. Pur concordando con tutti voi che lo storico dei progetti sandonatesi è molto negativo, non credo lo si possa ancora dire per questa amministrazione. Molte cose, ad esempio nella viabilità, sono state fatte o sono in corso di esecuzione: basta andare un pò in giro per la nostra zona per vedere molte cose nuove per stada.
Io sono il primo, ne ho dato prova più volgte, a criticare questa amministrazione, ma sentire affossare questo master plan, che per definizione è un progetto di massima, un indirizzo su cui lavaorare, ben prima che nulla sia fatto, mi sembra esagerato.
Tra uno o due anni, ci ritroveremo tutti qui (spero.....) a criticare quel master plan del 2004.
Riguardo lo stadio: lasciando stare lacrime storiche, che in una realtà come san donà mi sembrano anche un pò esagerate, e pensando un pò in maniera aperta, non vedo nessun scempio nello spostare lo stadio verso gli altri impianti sportivi, situati in una zona certamente più comoda da raggiungere e meno caotica.
Altrettanto certamente, non vedo bene l'abbattimento dello stadio a puri fini speculativi, ma certamente costruire insieme a del verde, anche altre abitazioni, forse servirebbe a calmierare un pò i prezzi delle abitazioni a s. donà, che stanno raggiungendo livelli inaccessibili.
Per quanto se ne dica, quella dello stadio è una zona abitativa, quindi, costruiamo pure, inserendo magari anche del verde, e spostiamo uno stadio quasi fatiscente ocme lo zanutto, con tribune provvisorie e poco altro, in una zona migliore e ricostruiamolo a regola d'arte. forse sarà meglio per tutti.
"There is someone in my head, but it's not me".... PF

green

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Stadio Zanutto e Master Plan
« Risposta #9 il: 25 Ottobre 2004, 22:07:12 »
non ho intenzione di criticare questa amministrazione!
la mia è una critica più generale rispetto ad un libro dei sogni (sandonà per me è già sufficientemente grande) rispetto a realizzazioni più credibili (parco, fiera, teatro spazi per giovani ed associazioni etc.) e di più vicina realtà.
Credo piuttosato che la lobby del cemento conti molto, troppo, e che costruire altre abitazioni non farà vendere o abitare quelle vuote esistenti.
per quanto riguarda la viabilità abbiamo visto tutti gli interventi realizzati ma forse è in questo settore che manca un piano di grande respiro il PUT  :oops: che stiamo tutti attendendo (non necessariamente per criticarlo)
aven

Hobbit

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Stadio Zanutto e Master Plan
« Risposta #10 il: 29 Ottobre 2004, 15:13:53 »
Continua a far discutere la vicenda del Master plan che prevede l'eliminazione dell'impianto sportivo
Stadio nuovo prima di buttar giù il vecchio
Graziano Masiero: il "Davanzo" non può essere l’alternativa. Massima collaborazione con il Comune per una soluzione

 
San Donà
Torna a far discutere il progetto del master plan che rivoluzionerà il futuro del quartiere fieristico sandonatese. Tra gli interventi previsti sulla carta anche l'abbattimento dello storico stadio Zanutto che nei giorni scorsi aveva mosso le preoccupazioni dei Caimani del Piave, l'affezionata tifoseria del calcio sandonà. Una sessantina di ultra che ogni settimana, da ormai dieci anni, allo Zanutto sono il 12. uomo in campo, sul piede di guerra poiché a fronte della costruzione della nuova area, l'amministrazione comunale non ha pensato di fornire alcuna indicazione in merito a un nuovo campo da calcio. Nessun segnale sulla futura destinazione è stato finora fornito neppure alla società sportiva Sandonà 1922, che da tre anni ha raccolto l'eredità calcistica sandonatese. Ora sulla vicenda torna il vicepresidente Graziano Masiero: "Prima di toccare lo Zanutto - esordisce - dovrà essere realizzato e funzionante il nuovo stadio, la nuova casa di cui il Calcio Sandonà, ha bisogno per occupare lo spazio che la tradizione, i suoi tifosi e la città meritano. Questa presa di posizione non è un diktat nei confronti dell'amministrazione comunale con la quale vogliamo collaborare proficuamente, ma vuole essere un'indicazione chiara e ferma nei confronti di chi volesse proporre come futuro stadio il "Davanzo", struttura ora utilizzata per allenamenti e partite del settore giovanile. Si tratta di un impianto scomodo, progettato male e realizzato peggio, anche se bisogna ritenersi fortunati se l'impianto esiste, visti i rapporti con l'impresa costruttrice, la sua insolvibilità, i fallimenti ed altro."

"Se si decidesse di realizzare un nuovo impianto - continua Masiero - magari anche finanziato con i proventi derivanti dalla vendita dello Zanutto, oppure si decidesse di ristrutturare lo stesso, confidiamo che l'amministrazione comunale affidi l'incarico a gente capace, con esperienza, che conosca profondamente il calcio, le sue caratteristiche e i suoi problemi, dando anche il giusto ascolto a chi poi dovrà gestire l'impianto e che conosce direttamente situazioni e problematiche specifiche legate alla disciplina sportiva. La società è aperta ad entrambe le ipotesi, come già illustrato al sindaco e all'assessore allo sport; è importante comunque agire subito, in brevissimo tempo e in maniera concordata perché la situazione attuale ci penalizza non poco, sia dal punto di vista sportivo che gestionale e finanziario. Non ho motivo di dubitare dell'impegno e della volontà espressi dal sindaco Francesca Zaccariotto, certo che l'urgenza è tanta e il tempo passa".
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Stadio Zanutto e Master Plan
« Risposta #11 il: 02 Novembre 2004, 22:55:01 »
L'assessore rassicura  
Alberto Gobbo: la città non resterà senza stadio  
Le decisioni in accordo con la società

 
San Donà
"Se il master plan andrà avanti costruiremo uno stadio nuovo e lo faremo sicuramente in accordo con la società Sandonà 1922". Queste le parole del vicesindaco ed assessore comunale allo Sport Alberto Gobbo, che interviene sulla vicenda legata allo spostamento dello stadio Zanutto previsto dal master plan, rispondendo così a Graziano Masiero, amministratore delegato del Calcio Sandonà e a tutti i tifosi che nei giorni corsi hanno chiesto a gran voce garanzie per la futura sistemazione.

"Sulla questione - continua Gobbo - sono già stati fatti alcuni incontri con i vertici della società sportiva e quando i tempi saranno maturi prenderemo, in accordo con loro, le decisioni più opportune con un'attenta valutazione per quale debba essere l'area migliore. Posso affermare comunque con certezza che la città non rimarrà senza stadio. Una possibile ipotesi, in caso di spostamento, potrebbe essere una zona della periferia in cui attualmente si sta edificando, parte di quell'area sarà ceduta al Comune come "verde attrezzato" e potrebbe essere utilizzata per creare la nuova struttura".

Lo stadio Zanutto è stato costruito nel 1930, inizialmente denominato "Del littorio" e inaugurato con un incontro amichevole tra Sandonà e Portogruaro, vinto dagli ospiti con il punteggio di 2 a 0. Dopo la seconda guerra mondiale è stato dedicato alla memoria di Verino Zanutto, ex giocatore ed eroe della resistenza. Si tratta di una struttura che nel corso degli anni ha avuto bisogno di alcuni interventi, specie in occasione della conquista della serie C. Attualmente può ospitare fino a 4mila posti. Ha visto calcare il proprio terreno di gioco da fior di campioni, alcuni dei quali hanno contribuito a fare la storia del calcio nazionale e internazionale. Ma è anche l'impianto con cui la San Donà calcistica si è fatta conoscere nell'ambiente professionistico, frequentato da migliaia di tifosi fino a pochi anni fa. Resta comunque uno stadio vecchio, a detta degli stessi operatori, nella sua struttura e composizione, anche se ancora funzionale.

Questa è la radiografia delle strutture fatta dagli attuali inquilini: 1) L'impianto di illuminazione, pur rimesso a norma, è obsoleto, con fari di diversa qualità e provenienza, cavi ormai "abbrustoliti", torri-faro che non consentono una agevole manutenzione delle apparecchiature, che abbisognano di continui interventi, con costi di gestione veramente pesanti.
2) Gli spogliatoi, i servizi e le docce sono quelli di decenni fa e, per quanto si ridipingano ogni anno i muri e i soffitti, la situazione non cambia.
3) L'impianto di riscaldamento è quello che è, riscalda per quello che può e bisogna fare attenzione ai raffreddori in agguato.4) Il fondo del terreno di gioco, un tempo fiore all'occhiello dell'impianto, negli ultimi anni è stato causa continua di malanni muscolari e anche per questo non viene più utilizzato per gli allenamenti. Il colore del terreno superficiale è torba: durissimo quando non è bagnato, appiccicoso e scivoloso come plastilina quando piove. È un allevamento intensivo di lombrichi, delizia per i pescatori ma dannazione per giocatori e chi o deve preparare, una persona ci lavora tutti i giorni per averlo in condizioni passabili.
5) L'impianto è pure sprovvisto di un adeguato impianto di drenaggio e di irrigazione.
6) Dalla tribuna della tifoseria si vede malissimo, la visuale è rotta dalla recinzione anti-scavalcamento necessaria per la serie C, realizzata dalla vecchia dirigenza, che dopo alcuni insuccessi, ha venduto il titolo alla città di Jesolo.
In queste condizioni, a detta dei più, sono due le possibili soluzioni: o mettere mano pesantemente alla struttura attuale o pensare a un nuovo stadio adeguato, anche se dislocato in periferia.

Davide De Bortoli
 

Pungolo: un dilemma "un'area verde attrezzata" può essere configurata come uno stadio di calcio?  Comunque sia vale sempre il principio PRIMA VEDO E POI CREDO.
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