Autore Topic: Quale futuro ?  (Letto 4234 volte)

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Royal Moore

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Quale futuro ?
« Risposta #15 il: 31 Ottobre 2006, 15:23:41 »
Be, non so quanto costino sti "trabicoletti" ma visto che li usano i golfisti potrebbero costare anche qualcosina, magari prodotti in grande serie i prezzi scenderebbero adeguatamente.
Non so, è una cosa che mi è venuta in mente davanti a sta foto, magari ci avranno già pensato in parecchi ma mi piacerebbe sapere quali ostacoli possa incontrare una soluzione simile.
« Son uscito per una passeggiata, son rimasto fuori tutta la vita. » John Muir

jean

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« Risposta #16 il: 01 Novembre 2006, 00:35:03 »
in terza superiore (autunno 99) sono andato al museo della scienza e della tecnologia di Milano. La prima cosa  che si poteva "ammirare " era posizionata propio all'ingresso, poco dopo la biglietteria, era una macchina elettrica, progettata e costruita in Italia, seppur molto essenziale con una discreta automina di esercizio. Solo che non era un prodotto contemporaneo, ma degli anni '50!!!!!

il professore osservò come in 50 anni la situazione non fosse evoluta di molto, in quanto il brevetto di qull'auto lo comprò l'eni...
questo in italia e all'estero?

secondo voi chi ha i brevetti delle auto a idrogeno?

Royal Moore

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« Risposta #17 il: 01 Novembre 2006, 11:35:42 »
Sto trucco potrà ritardare ma non evitare l'avanzamento tecnologico di una società altrimenti non saremmo dove siamo se bastasse comprare il brevetto della concorenza per fermare le innovazioni, non ti pare ?

E poi le automobiline elettriche di cui stiamo parlando servirebbero, per il momento solo nei centri urbani, per le lunghe distanze servirebbero ancora quelle a benzina, e tu pensi che se la Fiat lo volesse non potrebbe mettersi a produrre automobili elettriche ? E non pensi che tra non molto tutte le aziende che oggi lucrano sul petrolio dovranno riconvertirsi a qualcos'altro volenti o nolenti ?

Insomma, dai, non mi pare questo il nocciolo del problema.
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jean

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« Risposta #18 il: 01 Novembre 2006, 13:09:43 »
e' poprio questo,invece, il problema, le tecnologie ci sono, le capicità produttive no, perchè se adesso la fiat producesse solo auto elettriche (che uno si potrebbe ricaricare a casa con i pannelli solari, ma lo stato non rende accessibile il solare...), come pensi reagirebbe lo stato visto che le tase sulla benzina sono le uniche che tutti pagano , anche al sud?

e le sette sorelle (che ora credo siano meno)? perchè non fanno usare i brevetti sui motori ad idrogeno? perchè così avvantaggerebbero la russia grande esportatore di metano (da cui di solito si ricava l'idrogeno), l'industria del petrolio tira ancora tantissimo, quindi anche se inquina, perchè tagliarle le gambe? (pensano loro)

tra l'altro lo sapete che la fiat paga all'enel un terzo (!)dell'energia elettrica che usa? (la fonte è un prof di ing meccanica di padova, impegnato in fiat nello sviluppo di alcuni motori)

Royal Moore

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« Risposta #19 il: 01 Novembre 2006, 16:30:55 »
Citazione da: "jean"
e' poprio questo,invece, il problema, le tecnologie ci sono, le capicità produttive no, perchè se adesso la fiat producesse solo auto elettriche (che uno si potrebbe ricaricare a casa con i pannelli solari, ma lo stato non rende accessibile il solare...), come pensi reagirebbe lo stato visto che le tase sulla benzina sono le uniche che tutti pagano , anche al sud?


C'è qualcosa che non capisco, che vi sia una tendenza all'immobilismo per incapacità di scelte forti mi pare innegabile ma altrettanto innegabile mi pare che sarà l'ambiente ad imporcele a breve queste scelte, quindici/venti anni massimo, e allora perchè non cominciare sin da ora ad incamminarci su una strada che è inevitabilmente segnata. Risolvere ( per modo di dire, diciamo meglio contenere ) il problema inquinamento con un certo anticipo sugli altri non può che favorire il paese e aprire spazi di crescita altrimenti impensabili.
Non vedo onestamente il problema del mancato introito fiscale perchè le tasse verrebbero evidentemente trasferite sull'idrogeno, sull'acqua, sul pane, o su qualsiasi altro soggetto di consumo diffuso.

Citazione da: "jean"
ma lo stato non rende accessibile il solare...


Cosa intendi ? Nessuno mi impedisce oggi di mettere i pannelli solari sul tetto di casa mia, anzi forse mi incentivano pure (non sono del tutto informato).


Citazione da: "jean"
...metano (da cui di solito si ricava l'idrogeno)...


ma non si racavava dall'acqua ? Se si ricava del metano non mi pare una gran soluzione per il futuro visto che le riserve di questo gas sono ben più limitate dell'acqua.
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jean

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« Risposta #20 il: 02 Novembre 2006, 10:56:47 »
è più economico ricavare l'idrodegno dal metano, per ricavarlo dall'acqua serve più energia ed è più complicato. (vedi http://it.wikipedia.org/wiki/Idrogeno)

lo stato incentiva a metà i panneli solari. c'era un fondo per aiutare chi li installava, ma praticamente era difficilissimo accedere ai contributi, inoltre rispetto alle domande il fondo era sottostimato.

inoltre se installi pannelli solari o eolico, vorrresti poterlo usare per farlo andare le lampadine, il ferro da stiro... per la corrente insomma, ma per far ciò devi installare un contatore scambiatore, perchè diventi concorrente dell'enel nella produzione dell 'energia, e loro voglion sapere quanta ne produci, anche se la usi solo per te, e non la rivendi (altro capitolo, conto energia), ma all'enel non interessa metterti il doppio contatore etc etc, se vuoi provar a metterti un panello solare e usarlo per la corrente è peggio che cominciar l'odissea

jean

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« Risposta #21 il: 02 Novembre 2006, 11:06:53 »
Citazione da: "G.O."

C'è qualcosa che non capisco, che vi sia una tendenza all'immobilismo per incapacità di scelte forti mi pare innegabile ma altrettanto innegabile mi pare che sarà l'ambiente ad imporcele a breve queste scelte, quindici/venti anni massimo, e allora perchè non cominciare sin da ora ad incamminarci su una strada che è inevitabilmente segnata.


 ](*,)  no, cavolo, io non capisco, ma secondo te perchè dovrebbero dire : da oggi stop, basta petrolio, usiamo solo altre energie. perhcè avrebbe un costo molto alto che bloccherebbe la crescita anche del miglior paese, perchè se fan le guerre per il petrolio, poi mica posson dire, no non ci interssava, perchè quelli che dicevano che non c'era petrolio non san far due conti (ce ne sarà almeno almeno per altri 60 anni), perchè vorrei vederti a cambiare il tuo business quando fai un casino di soldi già così,
ma andiamo sul personale, tu cosa fai di concreto? comincia, che poi ti seguiamo!
(è provocatorio, ovviamente)

Royal Moore

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« Risposta #22 il: 02 Novembre 2006, 13:17:09 »
Grazie per le spiegazioni, jean, vedo che sei molto ferrato in questo campo per cui tengo in dovuto conto le tue affermazioni.
Non sapevo di tutte queste difficoltà per i pannelli solari, è veramente desolante vista la situazione in cui ci troviamo, i blackout che ci aspettano e i tanti discorsi sulle fonti alternative che si sentono sulle bocche dei nostri politici.

Riguardo al resto non è proprio come la metti tu, logicamente un'azienda di punto in bianco non lascia la fontana che butta per prendersene una che "pissola", sono commerciante e qualcosa capisco da sto punto di vista, ma certamente le previsioni sul trend della realtà in cui opera le fa e orienta di conseguenzale proprie scelte che dovrebbero sempre anticipare i tempi.

Ora, prevedere che a questi ritmi tra 15/20 anni (ma è molto ottimistica la previsione) o il petrolio sarà out dal nostro ambiente o lo saremo noi, a prescindere dall'entità delle riserve, non mi sembra che richieda chissà quali piroette mentali.

Perchè allora non le fanno queste scelte ?  Be, me lo chiedo naturalmente e se c'è come c'è la resistenza dei potentati economici, che non vedono più in la dei propri piedi, dall'altro temo vi sia anche la scarsa voglia di rischiare da parte di un'imprenditoria che ha perso smalto rispetto al passato ma, come capita a volte, dalla massa se ne esce qualcuno che con una sovradose di inventiva, genialità e capacità manageriali da una svolta al mondo, in questo io spero.
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jean

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« Risposta #23 il: 02 Novembre 2006, 20:27:11 »
ma se tutti ragionassero con te non ci sarebbero problemi, e che non tutti sono così... incrociam le dita sperando che questo mondo sia ancora vivibile tra un pò di anni, cmq se ti interessa se avrò notizie per la fattibilità (anche in senso economico) di un sistema a pannelli solari ti aggiorno!!!

Royal Moore

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« Risposta #24 il: 03 Novembre 2006, 10:18:43 »
Certo che mi interessano i pannelli solari e ti ringrazio. :wink:
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Royal Moore

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« Risposta #25 il: 14 Novembre 2006, 16:40:47 »
Una delle provocazioni di Ferrara:


Se l'ecologia diventa un birignao
   
 di  Giuliano Ferrara   
14/11/2006  
      
Molti predicono apocalissi ambientali, invece cielo e mare rimarranno blu per secoli
 
Se mi dicono in tv, in prime time, che fra quarant'anni è finito il pesce e l'oceano non scambierà ossigeno con l'atmosfera, penso che mi vogliono prendere per i fondelli.
Se mi dicono che il conto degli uragani dimostra gli effetti minacciosi del riscaldamento globale del pianeta, e che diventeremo in un tempo storicamente accertabile un immenso tropico alluvionato, mi sento preso in giro.
Se mi fanno vedere un ghiacciaio fotografato nell'Ottocento e poi l'altro giorno, per impressionarmi e convincermi che lo scioglimento dei ghiacci è tale da alzare il livello del mare fino all'assedio delle terre emerse e dei centri urbani, penso che mi vogliano far fare la figura del cretino.

Il Lago Ciad era un mare interno ai margini del Sahara. Le dighe per deviare le acque dei suoi affluenti lo hanno ridotto a una pozzanghera: a fine anni 90 aveva perso il 95 per cento della superficie e nel 2004 si è ritirato fino a 523 km quadrati

Se poi aggiungono che tutto questo dipende dai tubi di scappamento delle Fiat Punto e dalle emissioni industriali, mi viene voglia di ridere e anche un po' di piangere.
Sarò anche un bastardo egoista di quelli che se ne impipano dell'ambiente, sarò anche un insensibile che si chiede che cosa i posteri abbiano fatto per noi e li disprezza, un arrogante troppo sicuro di sé, un presuntuoso che non capisce i dati della scienza, ma voglio qualche delucidazione in più.

E avanzo dei dubbi, che alla scienza e alla tecnica non hanno mai fatto del male.
Isaac Newton spiegò con una forza fisica il perché della mela che cade a terra dall'albero, ma se avesse detto che alla fine cadremo tutti a quattro zampe, e resteremo schiacciati e intrappolati nelle macerie di case in pietra incapaci di reggere la gravità, lo avrebbero giustamente preso per matto. Io dico che di pesce ce n'è ancora abbastanza per molte generazioni.
E desidero mi si dimostri il contrario non con dei controversi modelli lineari, cosiddetti, ma con prove fondate sul rapporto di causa ed effetto, prove aristoteliche, non di sociobiologia della Terra, un paradigma scientifico che nemmeno Nostradamus.
Io dico che il conto degli uragani, sulla scala temporale necessaria per definire un rapporto tra variazioni atmosferiche e apocalissi prossima ventura, è materia di memoria incerta, non c'è alcuna certezza riguardo ai secoli passati, dunque non c'è alcuna certezza riguardo ai secoli futuri.

Io dico che Giorgio Bocca stava in montagna, nel 1943, e notava i ghiacciai che «vanno su e giù», come ha scritto nel suo ultimo libro, e questo mi basta per distrarre scettico lo sguardo dalla fotografia del ghiacciaio calvo, privato della sua bella cresta bianca. Io dico che le turbine dei jet al cielo immenso gli fanno un baffo, basta guardarlo.
Dico che basta guardare la Terra per quanto è grande, l'atmosfera per quanto è estesa e gonfia e onnipresente, i mari senza industrie che sono due terzi del globo, e le terre emerse che sono popolate dall'industria per una percentuale minima, e poi farsi due conti mentali: ma davvero abbiamo rovinato il mondo, ma davvero abbiamo il potere di rovinarlo secondo gli schemi dell'ambientalismo fantasy?

Fior di eroi del contraddittorio, eroi di liberalismo, di controversia, di spirito critico, contestano l'ovvia ideologia utopista dei regressisti travestiti da progessisti.
Per un Nicolas Stern che vuole spendere 600 miliardi di dollari l'anno allo scopo di pianificare tutto, riconvertire tutto a una nuova dittatura delle regole fissate dai governi, imbrigliare l'economia, spegnere l'innovazione concentrandola nei settori che decidono le élite e non in quelli scovati dal mercato, ecco che un Björn Lomborg, con l'appoggio del Wall Street Journal, propone di affrontare i veri mali del mondo, dalla sete alla malnutrizione, con un assegno una tantum da 50 miliardi di dollari, un incentivo che indirizzi le risorse e la loro più equilibrata allocazione, non una super Regola che imprigioni la libertà dello sviluppo passando dall'economia all'utopia.

Per un tronfio Al Gore, che un giorno perde le elezioni, un altro apre un ristorante, un altro ancora si fa crescere la barba, un altro se la taglia, e infine raccoglie per hobby e politica fondi per il suo avventurismo avveniristico, e giustamente finisce con il girare un film ambientalista fintospielberghiano, che si rivela un flop tragico poiché alla fine gli uomini sono saggi, ecco il modesto e serio professore di chimica di una università italiana che ridicolizza le energie alternative e mette punti e virgola a un discorso liricizzante, tutto fondato sulla dittatura mediatica dell'immagine a danno della consecutio logica della parola scritta e dei benedetti numeri arabi.

Ma vi rendete conto?
Tutte le sere ci fanno vedere gli stessi fumi di scarico ripresi in modo sapiente e suggestivo, i ghiacci che in primavera si sciolgono come fossero una minaccia imminente, i pescherecci che resteranno a secco per via della pesca a strascico, gli uragani come fossero chissà quale novità, tutte le sere ma proprio tutte, e ci indicano l'urgenza di uno stato razionale assoluto, di un totalitarismo della precauzione, per toglierci la gioia e la libertà di vivere, per sostituire con una nuova premonizione utopica il bisogno di ideologia di un mondo senza religione e senza dei.
Ce l'abbiamo nell'anima l'apocalissi, ma il cielo è bello, puro e blu come gli oceani. Nei secoli dei secoli, fino a prova contraria. Prova, non birignao.
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jean

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« Risposta #26 il: 15 Novembre 2006, 15:04:27 »
una buona risposta a questa provocazione la da franco prodi (fratello del "nostro") nell'articolo di vanity fair (che mi piace sempre piu')uscito giovedi scorso (non riesco a riportarlo, perche' on line non si trova) visto che e' un esperto climatologo al contrario di ferrara (ricordo che e' uno di quelli che dice che fumare fa bene)

(infatti: http://www.isac.cnr.it/~nubiprec/prodi.html http://www.isac.cnr.it/~nubiprec/NubPrec.html)

micheleM

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« Risposta #27 il: 15 Febbraio 2007, 19:32:00 »
A Ferrara semplicemente dà beatitudine l'idea di essere controcorrente, deliziosamente politically uncorrect. Che goduria!
E allora vai coi tecon, e "ma chi l'ha detto che bisogna parlar bene dei gay", e " 'sta bufala della catastrofe climatica" ecc.
E così, finisce per infischiarsene semplicemente del problema in sé. Fare il controcanto è più gratificante.
Che bel suono hanno la cattiva musica e le cattive ragioni quando si marcia addosso a un nemico! (F.Nietzsche)

Royal Moore

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« Risposta #28 il: 01 Marzo 2007, 16:13:13 »
Trovo veramente che il nostro Grillo nazionale abbia assunto (guarda un po')  il ruolo del grillo parlante per la nostra società, la lucidità di certe sue vedute continua a sorprendermi ogni volta e questa, sul futuro della nostra civiltà, mi trova perfettamente allineato.

Dal suo blog:

"LA CINA E' VICINA

Cina e India sono arrivate tardi al banchetto del CO2, ma con un grande appetito. Ad avvelenare il pianeta ci hanno pensato finora Stati Uniti e Vecchia Europa. Cinesi e indiani hanno tutte le ragioni. Non si può tollerare che l’inquinamento e la distruzione dell’ambiente siano un copyright dell’Occidente. E’ una gara a chi lo ha più duro.
Le argomentazioni di Gao Guangsheng, direttore della Cina per il cambiamento climatico, sono condivisibili:
“La Cina usa il carbone non perchè lo ami, ma perchè è la risorsa di cui dispone”. Gao se la prende con l’Australia. Infatti se la Cina potesse produrre CO2 pro capite allo stesso livello. Venti milioni di australiani contro un miliardo e trecento milioni di cinesi. Potrebbe passare a 8.6 miliardi di tonnellate di CO2 da 1.3 miliardi attuali. E’palese. E’ un problema demografico. Ogni abitante del pianeta deve avere la sua quota di CO2 dalla nascita.
Secondo la International Energy Agency la Cina diventerà leader nelle emissioni di CO2 nel 2009. Superando gli Stati Uniti. Se ci arriverà. 16 delle 20 città più inquinate del mondo sono cinesi. 400.000 cinesi muoiono ogni anno per lo smog. Un quarto dei cinesi beve acqua inquinata.
Ci stiamo divorando il mondo. L’Occidente sta esportando l’inquinamento insieme alla produzione sotto costo. Detta spesso schiavitù. Più producono la Cina e l’India. Più esportano. Più aumenta il Pil e scendono i prezzi. E’ una corsa suicida.
I governi devono cambiare le loro priorità. Cancellare i ministeri dell’Ambiente. Che sono un corollario. Non contano mai niente. E istituire i ministeri dell’Umanità. Da cui dipendano tutti gli altri. Con potere di veto.
Una economia malata sta accelerando la sua crescita e la nostra distruzione. Sta barattando il Pil con il pianeta. I Paesi inquinatori, compreso il nostro, meritano un nuovo processo di Norimberga. Il giudice, che è anche il boia, esiste già. E’ la nostra Terra."
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