Dal GAZZETTINO di oggi:
Sabato, 13 Novembre 2004
SAN DONÀ Il sindaco replica alle prese di posizione seguite alle sue dichiarazioni contro gli immigrati
Orde di barbari, che ho detto di male?
Zaccariotto ribadisce: l’ingresso illegale di persone che spesso vivono ai margini è "invasione"
San Donà di Piave
Questa volta parla Francesca. Ha atteso alla finestra che si sfogassero un po' tutti, dopo le sue dichiarazioni in occasione delle celebrazioni del 4 Novembre contro gli immigrati; ora il sindaco Francesca Zaccariotto (Lega), ha deciso di intervenire, per controbattere sul piano politico e su quello pratico. Spiegare innanzitutto il perché di quei termini, considerati così infelici, come "orde di barbari". "Mi sono richiamata ad un concetto classico: già gli antichi romani catalogavano come "barbari" tutti coloro che non appartenevano alla cultura latina. Quanto a 'orde' voglio evidenziare che non io ma i media, tutti i media, quotidianamente ci informano di decine di sbarchi di centinaia di disperati che con tutta evidenza approdano alle nostre coste illegalmente e ad ondate successive per poi sciamare in tutta la penisola. Ora, se gli ingressi illegali di migliaia di persone che girovagano e vivono ai margini della società e spesso di espedienti o commettendo reati, non può essere assimilato a quanto accadeva in passato con altre invasioni analogamente illegali, in quanto contrarie all'ordine costituito, mi domando come dobbiamo classificare il fenomeno?". Le polemiche le considera "chiacchiere, solo vuote e inutili chiacchiere", ribadendo il suo diritto di sindaco di "richiamare l'attenzione su questioni che sono sicuramente più importanti e attuali delle beghe politico-parlamentari".
Il primo cittadino sandonatese, ne ha poi anche per gli altri. "Ai sindaci di Ceggia, Noventa e Musile dico che, per quanto riguarda le esigenze della nostra imprenditoria, forse sono rimasti fermi a qualche anno fa, dato che quotidianamente veniamo informati della chiusura di fabbriche che infoltiscono il numero di disoccupati nostrani. Quanto poi alle esigenze di alcuni datori di lavoro vorrei evidenziare che, mentre queste variano nel tempo, gli immigrati una volta entrati non è poi così normale pensare di poterli rispedire al Paese natio". Ai parlamentari un invito a prestare più attenzione ai cittadini di casa e non solo agli immigrati.
Alle varie associazioni. "Fanno bene, è importante difendere chi è più debole, ma sono così sicure che sempre e comunque i più deboli sono gli immigrati? Mai come negli ultimi dieci anni la gente si è rinchiusa nelle proprie case, la vendita di antifurti è aumentata in misura esponenziale, laddove gruppi di immigrati si sono 'impadroniti' del territorio, i cittadini 'indigeni' sono stati espulsi e devono stare bene attenti a come si muovono. A San Donà siamo ancora in tempo ad intervenire". "Dobbiamo rispettarli, è giusto, sia per la nostra cultura che per la nostra fede, ma è forse il caso di ricordare a queste associazioni in 'mobilitazione continua' che nei loro paesi noi al più avremmo un solo diritto: quello di stare zitti", ricordando la severità delle loro leggi.
Circa gli spazi per la preghiera, Zaccariotto sfida i comuni di Ceggia, Noventa o Musile (ma non solo) a "individuare da subito un luogo da destinare a tale culto, vedremo se quelle che io considero le 'solite, vuote, retoriche e inutili chiacchiere', sapranno coerentemente far seguire dei fatti".
Fabrizio Cibin
Capisco che con ragionamenti simili si corre il rischio di non arrivare da nessuna parte e di accendere ancor di più gli animi, anche quelli più remissivi, ma vorrei tanto chiedere alla Zaccariotto che tipo di interventi pensa di mettere in atto a San Donà per combattere l'orda di barbari, se ritiene di opporre sempre e comunque un no, anche di fronte alle richieste più mansuete, per il semplice fatto che provengono dai barbari o se ritiene di dover percorrere una strada più attenta ai distinguo, alla separazione del buono dal cattivo, di ciò che è volontà colonizzatrice da ciò che è bisogno per offrire disponibilità od intransigenza a seconda dei casi.
Come si può pensare ad una strada diversa da questa per un fenomeno che è planetario e che per le dimensioni non offre margini ad una gestione dura. Rendiamoci conto che la nostra superiorità, fatta di tecnologia e conoscenza, sta pian piano svanendo, gli equilibri si stanno spostando inesorabilmente e sta per suonare il campanello della fine del nostro giro in giostra.