Autore Topic: Lo Sport a San Donà  (Letto 21545 volte)

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Hobbit

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Lo Sport a San Donà
« il: 10 Novembre 2004, 12:14:56 »
Forse la sonnolenta San Donà non se ne è accorta.....il Comune meglio non parlarne....ma la sportiva San Donà continua a perdere le sue squadre. Dopo il Basket Sandonà (C2), anche la squadra di pallavolo maschile dell'Alisea (B1) ha deciso di trasferirsi in quel di Jesolo. Il disinteresse di questa amministrazione comunale verso le problematiche dello sport è quantomai desolante. Dal'altronde sport e cultura non sono moltiplicatori di denaro.....
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Royal Moore

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Lo Sport a San Donà
« Risposta #1 il: 10 Novembre 2004, 12:21:14 »
E chi lo dice ?
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beaver

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Lo Sport a San Donà
« Risposta #2 il: 10 Novembre 2004, 16:21:25 »
Tema a me caro Hobbit,

e' vero che San Dona' dimostra poco interesse verso le proprie societa' sportive. E' anche vero pero' che l'inettitudine di chi le manda avanti spesso gioca contro lo sport di per se'. Ho giocato con il basket san dona' per 18 anni e ricordo che ai tempi migliori della B2 e dei playoff il palasport era pieno e tutta san dona' si interessava a questo sport per molti aspetti nuovo e ancora poco popolare.

E' successo pero' che diversi personaggi hanno preso le societa' sportive come uno strumento per fare altre cose e non per tirar su giovani e contribuire ad un movimento: sponsorizzazioni strambe, fatture gonfiate, deliri di grandezza, ecc ecc

E' una storia lunga, e se e' pur vero che le amministrazioni comunali non hanno fatto nulla negli ultimi anni, le responsabilita' sono da ricercare anche in altri ambienti.

Ciao
LMuore il Mercato/Per autoconsunzione/Non è peccato/E non è Marx & Engels/E’ l’estinzione/E’ un ragazzino in agonia.

merovingio

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Lo Sport a San Donà
« Risposta #3 il: 10 Novembre 2004, 16:37:04 »
Sono  daccordo con te beaver. Io potrei dire altrettanto con il nuoto, sport "minore" (ma solo per la massa patita di calcio e totti) salito alla ribalta da qualche anno soprattutto per i bei risultati olimpici. Sono stato agonista per otto anni su un totale di dodici di attività. Oltre i podi regionali non sono mai andato. Se volevo avere una possibilità per emergere sarei dovuto emigrare verso altri centri dove la dirigenza puntava molto più in alto. La nostra Cristina Chiuso (e qui forse l'amministrazione pecca di riconoscenza), ha portato il nome di San Donà ai più alti livelli mondiali del nuoto anche se non è mai salita sul podio. E' primatista nazionale ecc. ecc.
Eravamo compagni di squadra quando ha deciso di accettare l'invito di una società più blasonata della nostra (seppur mitica per me) Piave Nuoto. Da li il suo successo.
Lo stesso invito io l'ho rifiutato per motivi di età (ero troppo piccolo) e alla fine ho perso lo stimolo e all'età di 16 anni mi sono ritirato....quanti rimpianti però...

Hobbit

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Lo Sport a San Donà
« Risposta #4 il: 10 Novembre 2004, 17:17:00 »
Purtroppo da sempre il grosso problema sono le strutture. Anche la cosidetta cittadella dello sport che avrebbe dovuto essere un fiore all'occhiello per la città ha visto crescere attorno a se un villaggio di villette a schiera tanto che se mai si volesse costruire un nuovo impianto, palestra o impianto sportivo che sia dovrebbe essere delocalizzato in chissà quale altra zona sandonatese. Il palasport sandonatese ha una miriade di società che ci ruotano intorno, altro che un allargamento come stanno ora progettando ci vorrebbe. Certo che un pò alla volta lo spazio si creerà da solo. Non perchè miracolosamente la palestra si amplierà, ma semplicemente perchè saranno le società a spostarsi. Prima il Basket che ha lasciato a San Donà, bontà sua, il settore giovanile e una squadra giovanile gettata allo sbaraglio in Serie D, adesso la pallavolo maschile, e chissà quando quella femminile, si sono così trasferite a Jesolo. Loro dicono che l'obiettivo è formare un polo del Basso Piave, peccato che non si chiamerà più San Donà, ma Jesolo. Fà specie vedere tutte queste decine di banche che pullulano in panorama del sandonatese e nessuna che operi nella crescità sociale di San Donà. Quanto alle dirigenze, è vero che c'è tanto dilettantismo in giro e ben poche sono disposte ad operare nei settori giovanili, ma nel il sandonatese il problema e che i soldi non vi sono nemmeno per chi cerca di operare in questo senso.
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beaver

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Lo Sport a San Donà
« Risposta #5 il: 10 Novembre 2004, 17:38:34 »
Tutto vero Hobbit, ma mi chiedo (e ti parlo del basket perche' e' davvero la realta' che conosco un po' di piu'): perche' vanno tutti a Jesolo? in quanto a strutture non mi sembra che ce ne siano di migliori, soldi .... mah, se non fosse per qualche sponsor che tira fuori un po' di grana per coprire qualche rimborso spese e due mute di maglie magari perche' ha il figlio che gioca in prima squadra o nelle giovanili ....

Le vacche sono magre anche per chi fa sport ad alti livelli (eh si, la fortuna delle societa' di calcio di serie A e' che sono societa' per azioni sottoposte ad una moratoria del buon senso finanziario ... sta tutto in piedi per miracolo) figurarsi a livello locale e per lo piu' per sport di "nicchia" tipo basket, volley e nuoto. Le banche credo abbiano altre cose a cui pensare.

In questa landa desolata alcune citta' come Jesolo e Caorle (ma anche Ormelle) per il basket per esempio (aggiungete voi altre realta' ed altri sport) riescono a fare le cose per bene, a starci dentro con i soldini, a tirare su branchi di giovani che al posto di bighellonare imparano a faticare e si divertono in una palestra. Che ci sia una mentalita' diversa? Dubito che le amministrazioni comunali si siano mosse piu' di tanto in questi casi, e' stato preso in mano tutto da appassionati, allenatori che la sera vanno in palestra per passione ecc ecc

Secondo me in alcuni di questi posti ci sono persone che davvero ci mettono passione e attirano interesse, qualche soldo, ottenendo, a volte, anche risultati degni di nota.
A mio avviso se non si riesce a costruire qualcosa di buono non si puo' nemmeno andare a reclamare strutture, soldi, interesse presso le amministrazioni o potenziali finanziatori e i cittadini.

Avessero deciso di buttare giu' lo Zanutto nell'anno di Ciullo e dei playoff con la Triestina, San dona' sarebbe esplosa. Buttarlo giu' ora, dopo che presidenti e personaggi vari si sono avvicendati alla guida della societa' per farsi gli affari loro facendola di fatto chiudere, e' piuttosto semplice, no?

Dobbiamo continuare a parlare di questo argomento, secondo me molti qui nel forum e anche fuori hanno cose da dire, esperienze da raccontare ... Non so se ricordate ma quando io ero un "bociazza" -vent'anni fa ormai-, c'era la festa dello sportivo al palasport, e San Dona' era sempre citata come una delle citta' piu' sportive (e ricche in termini di societa' e associazioni, gruppi ecc) d'Italia. Adesso mi sembra un mezzo disastro e mi dispiace davvero molto.

Saluti
LMuore il Mercato/Per autoconsunzione/Non è peccato/E non è Marx & Engels/E’ l’estinzione/E’ un ragazzino in agonia.

merovingio

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« Risposta #6 il: 10 Novembre 2004, 17:41:25 »
Possiamo senz'altro dire che San Donà merita molto ma molto di più di quello che ha.

Territorialmente l'organizzazione della "cittadina" è uno schifo indicibile. Il Piave senza ponti, la ferrovia con lo scalo merci in pieno centro, l'autostrada raggiungibile solo attraversando due paesi (san donà -noventa) e le zone industriali sparse senza un minimo di criterio e con le case che ormai sono su via Kennedi.
Figurarsi per le attività sportive...sicuramente anche se molto lentamente si stanno portando le migliorie necessarie e forse non ancora sufficienti, ma possiamo dire che così come si è sviluppata san donà è frutto dell'ignoranza della dirigenza politica senza distinzione di colore. Ignoranza in senso buono comunque nel senso che son sempre mancate le basi necessarie per poter operare in maniera efficace ed oggi si deve porre rimedio agli errori del passato.

Sarebbe bello che ci fosse questa cittadella dello sport e magari l'abbattimento dello stadio in centro non è un errore, però ancora deficitiamo di cultura in generale e di quella sportiva nello specifico. Non so mi pare che non si sfruttino le potenzialità che il territorio offre anche come atleti potenzialmente competitivi. L'idea delle banche poi non sarebbe male.
In settembre ho lavorato nel palazzetto di un paese che se è grande come mezza san donà è tanto. Non vi dico che struttura. Attrezzato per la pallacanestro, pallavolo, pallamano e con due campi per attività, tutti coperti. Con migliaia di posti a sedere. Insomma il palaverde per farla breve diventerebbe un palabianco a confronto....

Hobbit

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« Risposta #7 il: 10 Novembre 2004, 22:25:22 »
Deve essere tanto Beaver che non frequenti Jesolo. Come centro balneare è in decadenza con i divertimenti che diminuiscono e gli appartamenti vuoti che cominciano ad essere troppi. A livello sportivo dopo aver acquisito il titolo sportivo calcistico del Sandonà e riaperto lo Stadio Picchi, ha iniziato l'acquisizione dei grandi eventi della Benetton e della Sisley ospitandoli al palazzo dei Congressi, mentre approffitando dell'edificazione del Nuovo Istituto Cornaro da parte della Provincia è stata dotata di un'ottima palestra in stile americano e qui vi sono trasferiti prima il basket Sandonà e adesso anche la pallavolo maschile dell'Alisea. Anche se non sò se gli sportivi sandonatesi saranno tanto propensi di andarsi a vedere le partite a Jesolo. Il tutto orchestrato dall'amministrazione jesolana, nel mentre noi ci troviamo una signora sindaco che starà picchettando chissà quale struttura temendo che possa introdursi qualche anima mussulmana. Non vi è cultura sportiva, e non solo quella.....
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beaver

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« Risposta #8 il: 10 Novembre 2004, 22:40:12 »
ah ecco
questa cosa della palestra al Cornaro non la conoscevo.
Non ero a conoscenza neppure dell'attivismo dell'amministrazione jesolana nel campo dello sport, anche se ricordavo la Sisley nel nuovo palacongressi.
Credo comunque che oltre ad un'amministrazione attiva occorrano anche persone serie alla guida delle societa' sportive per far si' che tutto funzioni e generi qualche ritorno, e non ne ho viste molte qua in giro (parlo per esperienza personale)
Certo che quello che dici effettivamente fa fare una brutta figura alla nostra amministrazione, ma  il processo che ha portato all'emigrazione di queste societa' e' stato lungo e ha interessato anche le amministrazioni precedenti, che come l'attuale se ne sono lavate le mani.

Io una bella partita di volley o basket a Jesolo me la vado a vedere se merita (anche perche' sono uno jesolano trapiantato a San Dona' e a Jesolo ci vado sempre volentieri). D'altronde non e' che i sandonatesi riempissero il palasport quando queste societa' erano qua, o ricordo male?

ciao
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Royal Moore

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« Risposta #9 il: 11 Novembre 2004, 10:11:38 »
Tutto veramente interessante per uno come me che di sport non sa nulla. Grazie e ....continuate.
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Hobbit

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« Risposta #10 il: 14 Novembre 2004, 01:27:15 »
"Caimani del Piave - 1994-2004 10 anni di Tifo"
La Nostra Storia attraverso un libretto ventiquattro pagine nelle quali vengono raccontati questi dieci anni di Curva Sud.
Oltre 50 foto a colori arrichiscono questo percorso nella Memoria e nel Cuore Biancoceleste.


Sono passati dieci anni da quando in una sera dell'autunno del 1994 nacquero i Caimani del Piave, da allora il calcio Sandonà ha saputo raggiungere la C1 per poi sprofondare nel calcio piccolo piccolo dei dilettanti. Eppure nonostante le sue indicibili traversie sportive e non questo manipolo di tifosi trovano tuttora un loro divertimento nel seguirlo.

Questi i link per conoscerli:
Sito Internet: http://usd.tifonet.it/
Blog: http://caimanidelpiave.splinder.com/
Group su msn: http://groups.msn.com/Caimani
Newsletter: caimanidelpiave@katamail.com
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Hobbit

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« Risposta #11 il: 25 Novembre 2004, 01:49:44 »
Questa sera è stato presentato ufficilmente il libro che ricorda i Dieci anni dei Caimani del Piave e della Curva Sud Sandonà
La copertina è visibile a questo indirizzo: http://groups.msn.com/Caimani selezionando la sezione Immagini.

Questa parte della presentazione che è stata fatta questa sera:

Dieci anni non sono un traguardo da poco per una tifoseria, specie in una realtà come quella sandonatese nella quale lo sport ha un aspetto molto marginale. Abbiamo voluto festeggiarlo con questo libretto anche per dare modo a chi ha vissuto questi dieci anni di tornare indietro con la memoria per rivivere attraverso le tante foto le molte sensazioni che uno può aver provato a frequentare la Curva Sud.

Dieci anni fà ben pochi avrebbero pensato di iniziare un percorso tanto lungo, specie perchè la maggior parte era completamente a digiuno di cosa possa essere l'essere un gruppo ultrà. L'inizio non fu facile anche se abbiamo avuto dalla nostra i risultati di quello che senz'altro è stato il più forte Sandonà che sino ad ora la Curva Sud abbia mai potuto tifare. In quel 1994 avemmo tantissimi problemi primo fra tutti quello economico, ma vi era un entusiasmo intorno a quella squadra che fece svanire ogni difficoltà e nonostante le cocenti delusioni finali quella fu una stagione fondamentale per l'inizio dell'avventura della Curva Sud.

Spesso abbiamo sottolineato che la Curva Sud è nata per soffrire. Sono ben poche le tifoserie che possono aver avuto un percorso così ricco di accadimenti come quello che abbiamo vissuto noi in questi dieci anni. Abbiamo sfiorato una promozione nel primo anno, ci siamo salvati poi per il rotto della cuffia, abbiamo conquistato la C1 dopo una stagione indimenticabile, abbiamo fatto un'esperienza eccezionale in C1 seppur conclusa con la retrocessione, per poi retrocedere tra i dilettanti subento l'onta di una società che ha venduto il titolo sportivo, per poi ripartire dalla Promozione ed ora siamo al terzo campionato consecutivo con tutte le difficoltà del caso. In tutto ciò vi è stata un'unica costante, il tifo della Curva Sud, a volte abbiamo fatto un tifo incessante, a volte abbiamo contestato, ma sempre siamo stati in prima linea.

La Curva Sud in questi dieci anni è stata una realtà molto variegata, all'inizio vi erano solo i Caimani, poi a parte dei gruppi estemporanei come il Nucleo, la Brigata Pole, la Brigata Qorlo, i Fioi Freschi, gli si sono affiancati gli NG 96. Noi oggi festeggiamo i dieci anni, ma questi festeggiamenti li riteniamo solo un'inizio in quanto oramai la Curva Sud ha raggiunto una coesione tale che nel 2006 quando gli NG festeggieranno il loro decennale, sarà una festa per tutta la Sud.

La Sud ha sempre cercato di portare i propri vessilli e il nostro modo di tifare in ogni campo dove ha giocato il Sandonà. Questo per una mentalità che abbiamo acquisito nelle tante trasferte fatte in Serie C. In fondo è questo il vero essere ultrà. E' il vivere sino in fondo una gara, che può essere difficile quando si gioca in casa, ma che ti dà una soddisfazione incredibile quando vai in trasferta. Perchè la trasferta la vivi a tutto tondo, hai un prima, un durante e un dopo gara e non sempre il durante è la parte più bella. Che sia in pullman, in pullmino, in aereo, in treno o in auto noi abbiamo fatto tantissime trasferte e tutte hanno avuto un fascino particolare. Ovunque siamo stati abbiamo sempre avuto rispetto dalle altre tifoserie perchè in fondo gli ultras migliori sono quelli che vanno in trasferta. Siamo stati in palcoscenici importanti come Livorno, Cremona, Reggio Emilia, Como, Pisa, Siena... e sempre abbiamo portato il nostro modo di essere ultrà e se ancora c'è chi si ricorda di noi è per il nostro modo di tifare. Tanti o pochi sempre fortissimamente a tifare Sandonà.

E' grazie a questa mentalità che siamo comunque sopravissuti alla discesa in queste categorie attuali, dove può essere facile andare in campi minori a tifare, ma che invece è alquanto penalizzante perchè si è quasi trattati da alieni. Ma nonostante ciò noi continuamo comunque a fare il nostro solito tifo, se non anche migliore. Sopratutto perchè si è oramai consolidato un bel gruppo che trova nel tifare Sandonà un proprio modo di divertirsi sia che in casa che in trasferta.

Un'unico rammarico può esserci in questi anni, che non è per una gara vinta o persa, o uno spareggio raggiunto o fallito, quanto invece perchè per motivi anagrafici o perchè non avevano ancora incontrato lo Spirito della Sud, molti di quelli che oggi fanno parte di questo gruppo non hanno potuto vivere l'esperienza della C, è anche per questo che è stato fatto questo libretto: perchè attraverso le sensazioni di quello che è stata la Sud in passato possano trovare loro, come tutti noi, quell'ulteriore slancio per andare alla conquista di un futuro prossimo migliore.
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« Risposta #12 il: 01 Gennaio 2005, 19:14:30 »
Dal Blog degli Ultras Sandonà

LA SOLIDARIETA' DELLA SUD

Da sempre la Curva Sud ha avuto una sensibilità particolare per la solidarietà e mai come in questi giorni la cosa è più urgente che mai. Ma come sempre se il Paese intero impazza per gli sms frutto di una solidarietà modaiola, noi vi invitiamo a sostenere chi effettivamente da sempre agisce su quelle realtà sfortunate, che sia Unicef, Emergency,... quanto a noi questa volta il nostro Cuore ha scelto di optare per:
Medici Senza Frontiere
Donazioni on line con carta di credito:
www.medicisenzafrontiere.it
ccp 87486007
Banca Popolare Etica
c/c 000000115000 ABI: 05018 CAB: 12100 CIN: B
Agenzia Unica
Numero verde: 800 99 66 55
Causale "MAREMOTO IN ASIA"

Seguitelo anche Voi e non limitatevi ad un misero messaggino da un euro (1/3 di quello che questi stessi gestori si fanno pagare la peggiore delle suonerie!!!) frutto di una società troppo opulenta, cerchiamo di agire in modo veramente solidale.
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Royal Moore

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« Risposta #13 il: 02 Gennaio 2005, 10:57:37 »
Apriamo un nuovo topic ad oc e parliamo un po di questa solidarietà del denaro che tanta parte delle nostre giornate investe, maremoto o no.
« Son uscito per una passeggiata, son rimasto fuori tutta la vita. » John Muir

jean

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Lo Sport a San Donà
« Risposta #14 il: 02 Gennaio 2005, 11:05:21 »
giusto, ma ad oc non si scrive ad hoc (come in latino?)