Sono un po' combattuto, però dopo aver ascoltato giovedì sera le audzioni nella terza camera del parlamento (Porta a Porta) e dopo varie navigazioni in rete, sono giunto alla conclusione che questo disegno di legge non mina assolutamente la famiglia perchè è troppo debole per farlo!
Ad esempio questi limiti temporali (9 anni per l'eredità, 3 anni per alimenti e altro...) non mi piacciono: se io dichiaro la mia disponibilità ad assumermi questi diritti-doveri, non capisco perchè devo aspettare 9 anni! ok lo hanno messo per evitare "abusi", ma probabilmente ci sono altri modi per evitarli...qui ci vedo lo zampino della Binetti, vabbè...
La non dichiarazione congiunta trovo sia un genialata per far sì che cada l'accusa di un matrimonio di "serie B", che secondo me è del tutto infondata: qui l'astuzia della Rosy è evidente..semplicemente hanno riesumato parte della legislazione sull'anagrafe (la stessa cosa che ha fatto il comune di Padova) e non hanno fatto altro che inserirlo in un progetto di legge molto più organico. Sta cosa poi che bisogna inviare una raccomandata AR è davvero buffa! Una unione per corrispondenza :-)
Alla fine secondo me, lodevoli i propositi, ma per colpa dei veti incrociati è venuto fuori un gran pasticcio!! Credo però che ci sia bisogno comunque di alcuni diritti per i conviventi, che possono essere un anziano e la nipote che lo aiuta, due sorelle vedove che vivono insieme in vecchiaia ecc...tutte queste convivenze che sono estremamente utili per la base della società e di cui non si riconosce l'importanza.
Mi trovo però d'accordo con chi dice che se una coppia dichiara di voler dei diritti,allora fa prima a sposarsi; la questione sta proprio qui.
E per gli omosessuali quindi, ma non è forse meglio estendere il matrimonio anche a loro?? :twisted: :twisted:
Ok blasfemo scusate!! Vogliamo cambiare nome per loro, chiamamoli in altra maniera, chiamiamoli "Unioni Civili", evidentemente la radice del termine "matrimonio" che si rifà a "mater" e quindi alla procreazione non sta molto bene in presenza di due uomini o due donne...alla fine il matrimonio è un contratto tra due persone che si impegnano stabilmente a reciproci obblighi, diritti e doveri, ufficialmente di fronte ad una comunità. Perchè negare a qualcuno questo "principio" solo perchè con un orientamento sessuale non "conforme" alla "normalità"...se due persone si amano e sentono che questo legame debba avere il crisma dell'ufficialità, e sopratutto si sentono pronte ad assumersi doveri reciproci, non vedo dove sia il problema...
Certo se uno continua a vedere il matrimonio come la cerimonia in chiesa, l'abito bianco il bouquet ecc...o sto benedetto art.29 della Costituzione che credo nessuno abbia voglia di mettere in discussione ,allora non ne veniamo fuori..
La famiglia che procrea è importantissima per tutta la società, perchè ne permette la riproduzione; senza nascite, la società morirebbe, credo che questo non sia in discussione. Ma credo anche che riconoscendo anche agli omosessuali la piena titolarità di decidere di avere relazioni con obblighi e doveri reciproci non mini alla "famiglia" intesa come cellula base della riproduzione della società, perchè due gay comunque non farebbero parte di questo processo di "riproduzione", con o senza matrimonio (o unione civile) a loro concesso.
Insomma, è un po' ingarbugliato, ma il concetto è che una coppia etero deciderebbe di avere figli con o senza matrimonio, e una coppia gay non avrebbe comunque figli, con o senza matrimonio. Sostanzialmente gli equilibri non cambiano, perchè non è l'estendersi del diritto del matrimonio a modificarli. Senza negare poi l'utilità di "cellule di base" della società che non siano prettamente riproduttive, ma anche affettive: o meglio, quanto la società puo' trarre giovamento dal fatto che gli individui che la compongono vivono in una relazione affettiva stabile, e quindi siano più "felici", e quindi più produttivi per l'economia, più propensi ai consumi ecc...sono argomenti che nessuno tira mai fuori perchè niente, la lotta è incallita sulla difesa ad oltranza della "famiglia" perchè "è così da sempre" e "non si puo' cambiare", ma FAMIGLIA è un concetto ben più ampio di quello che si vuol far passare, famiglia non è solo mamma+papà+figli (magari papà che si fa l'amante o mamma che ha l'amico, ma questo è un dettaglio trascurabile...), famiglia ha a che fare con un concetto di stabilità affettiva che prescinde dalla presenza filiale.
Vogliamo però porre l'accento sulla funzione riproduttiva della famiglia, perchè la paura è che la gente non faccia più figli??? Così dai diamo il contentino alla CEI. Gli equilibri per la natalità si possono modificare in tanti modi, tutti compatibili con l'art. 29 menzionato (!), conciliando il lavoro delle madri con il tempo trascorso in famiglia, apertura di asili nido, servizi per la genitorialità, consultori, baby-sitting...bisognerebbe tanto andare a dirglielo a Buttiglione Alemanno and co. che hanno tanto a cuore il destino della famiglia, ma non hanno ben chiaro come doverlo attuare! :evil: :evil:
O forse farebbero bene ad andare a chiedere lumi in Francia, dove con un presidente di Centrodestra da più di 10 anni e con governi perlopiù di destra per lo stesso periodo (eccetto una coabitazione),e sopratutto in presenza dei tanto agognati PACS, hanno aumentato il loro livello di natalità fino a raggiungere i 2 figli per donna, altro che famiglia dell'art. 29 della costituzione :!: :!:
P.S. - scusate la lunghezza ma l'argomento mi scalda, perchè tante cazzate come ne sento ultimamente mi fanno venire l'urticaria, a parlare di argomenti così complessi con tesi così banali mi fa capire che tanta gente che sta al potere non capisce una mazza di cosa vuol dire star in società e governarla...