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Avevo in mente il lavoro sinergico di ingegneri, fisici e quindi compositori; la connessione tra sviluppo tecnologico, la ricerca sulla produzione e la ricezione del suono, la sperimentazione con le prime apparecchiature elettroniche per la composizione musicale.
Ho sempre inteso che, al principio, "musica elettronica" rappresentasse una sorta di sottoprodotto di un settore che si occupava innanzitutto di ricerca (quella portata avanti nelle università oppure negli istituti quali quello, qui in Italia, della RAI fondato da Berio e Maderna) di teorizzare, definire metodi e procedure di elaborazione, manipolazione, combinazione e fruizione dei suoni col supporto della (e in rapporto alla) strumentazione tecnologica.
Dico tutto questo con un certo imbarazzo, so che qui la sai più lunga di me. E potrei sbagliarmi alla grande...
Se invece avessi sostanzialmente riportato la storia in maniera condivisibile e fedele, forse ora potresti capire e accettare il senso di "genere a sé, diverso nella tecnologia e nelle finalità estetiche dalla musica acustica convenzionale".
E magari far calzare il paragone.
Come l'elettronica da prodotto delle esplorazioni di più soggetti (non solo di musicisti e compositori, ma di ingegneri, di tecnici, di fisici) condotte su (e per) specifiche apparecchiature, dati l'interesse suscitato e le potenzialità, è stata integrata nella musica come un suo settore a tutti gli effetti; così la serie televisiva, concepita e nata in relazione alle caratteristiche del piccolo schermo, considerati le potenzialità e l'interesse che suscita presso l'industria del cinema, potrebbe in futuro venir integrata come sottogenere della cinematografia.
Riconosco che è tirata ma, quando m'è venuta in mente, sembrava fornirmi uno spunto di riflessione sul rapporto tra cinema e televisione...
Se da una parte ci sono gli investimenti delle case di produzione cinematografica statunitensi nella televisione che comportano l'impiego non solo di denaro, ma pure di uomini (tutto un mondo di attori, registi, sceneggiatori, scenografi, direttori della fotografia e quant'altro viene dirottato, tutto un mondo di esperienze viene deviato) e dall'altra abbiamo lo sviluppo e la diffusione della tecnologia digitale, di (se non nuovi) differenti sistemi di telecomunicazione e infine di apparecchi televisivi pensati per offrire una sempre miglior resa visiva e sonora, credo prevedibile che, per la televisione, non verranno realizzati solo PIU' telefilm come ne abbiamo visti in tanti anni, ma che un po' per volta avremo a che fare con cose sempre più diverse ed articolate, create attingendo a risorse materiali e intellettuali generose, sfruttando mezzi che suggeriranno nuove soluzioni.
Fosse anche solo grazie alla spinta della concorrenza tra le diverse case di produzione e i diversi network, prima o poi quei "cliches a livello di fotografia, regia e sceneggiatura" dei serial verranno rivisti e scalzati.
Non mi sembrava di dir nulla di eccezionale suggerendo che in futuro il prodotto televisivo potrebbe venir classificato tout court come un settore della più ampia e variegata produzione cinematografica, tenute ferme quelle "differenze sostanziali" che sembrano trovare per lo più nelle logiche di mercato e nella ricerca di pubblico il loro senso ultimo.
Il leitmotiv
il cinema del XXI secolo sarebbero i serial-tv
deriva da queste considerazioni.
Tutto sommato vi do ragione. E non mi sognavo di mettere Heimat sullo stesso piano di Lost, mi spiace averlo fatto intendere.
Ma, chiarito questo, penso siate entrambi d'accordo sul fatto che si debba far uno sforzo particolare per categorizzarlo e definirlo, e che, nel far questo, il tener conto del mezzo televisivo e un paragone coi prodotti televisivi "tipici" sono imprescindibili.
Heimat è
più di un film tradizionale anche in forza del suo peculiare rapporto col mezzo televisivo.
Che dire delle enciclopedie che brutalmente lo classificano come "serie TV"?
Resto insofferente ai "tagli con l'accetta" che aiuteranno a metter ordine al presente, ma rischiano di precludere la comprensione dei casi-limite e del nuovo...