Io ho visto il primo capitolo del film di Steven Soedebergh sulla biografia di Ernesto "Che" Guevara, dal titolo "Che - el argentino". Dove finiva il bel road movie di Walter Salles "I diari della motocicletta" inizia questo capitolo, dall'incontro in Messico con Castro fino alla presa de l'Havana, il tutto intrecciato al famoso discorso che Guevara tenne alle Nazioni Unite.
Premettiamo che Sodebergh non può essere ideologizzato come si ama fare da noi. Certo, il film e' anche da leggere in una pseudo rivalutazione recente della figura del Che da parte dell'opinione pubblica americana, d'altro canto bisogna ricordare la lavorazione di questo film durata quattro anni almeno. Di politica si parla poco, bene? male? è il prezzo da pagare per un film del genere, e su un personaggio così ingombrante.
Sodebergh si pone come narratore (di una storia di guerra - la guerriglia-) e dall'altra quella di ritrattista (il Che all'ONU). Il film e' molto emozionante e visivamente molto interessante (tra l'altro e' una delle più fortunate produzioni che utilizzano la nuova cinepresa RED, che pur essendo digitale, ha una risposta estremamnte vicina a quella della pellicola 35mm...altro che HD). E' un film di guerra, nella tradizione di cose tipo "Operazione Burma!", riletto con un linguaggio più articolato. Non dimentichiamo ovviamnete che il guerrigliero argentino e' interpretato da Benicio del Toro, che cerca comunque di essere il più aderente alla fisionomia e alla postura del Che.
Dato che l'ultima cosa passata al cinema su Guevara era la battuta di Ficarra e Picone che lo definivano "uno che faceva magliette"...
Ovviamente una spanna sopra a tutte le altre avventuare cinematografiche su Guevara: tipo quella immonda pellicola con Omar Sharif(!), al cui confronto il film su Don Bosco è una cosa guardabile. Oppure un misconosciuto film italiano dei primi anni settanta girato in Sardegna(!?).
Questo a parte i documentari "Gli ultimi giorni del Che" di Romano Scavolini e "Sacrificio-Chi ha tradito Che Guevara?" di Erik Gandini e Tarik Saleh.
La seconda parte sara' dedicata all'esperienza boliviana. Dato che in questa parte non appare nulla ne' di mitico o agiografico, vediamo cosa ci riserverà il finale.