Intanto, per la serie
mai dire mai, mai appunto avrei detto di dover fare la fila per uscire dalla sala del Don Bosco alla fine di un film da quanta gente c'era. La coda l'ho evitata all'ingresso solo perchè ho l'abitudine di arrivare un po' prima, altrimenti me la sarei beccata pure lì.
Capisco quindi le perplessità gestionali per la coda imprevista, ma non non si può iniziare con venti minuti di ritardo un film che già di suo è più lungo di una messa cantata, eh. Vabbe', passi per stavolta

Cmq anche dall'impressione che ho avuto nelle ultime proiezioni, oltre all'eccezionalità di ieri sera, mi sembra che quest'anno la rassegna goda di maggiore affluenza. berto puoi illuminarci in merito?
Bene, veniamo a
Baarìa. Allora, per niente palloso come mi aspettavo. Non avevo visto nemmeno i trailers e avevo evitato accuratamente anche tutte le comparsate varie di Tornatore quindi non sapevo bene cosa avrei visto ma mi ero fatto comunque l'idea di un surrogato de
L'albero degli zoccoli. Invece mi sono trovato davanti un filmone in perfetto stile fiction da prima serata su raiuno ma niente di più. Ho trovato tutto molto finto, non tanto per l'ambientazione, ma la storia proprio, sembrava una macchietta più che la ricostruzione di 50 anni o giù di lì di storia del meridione. Colpa anche della luce, troppo finta, e quelle inquadrature troppo perfettine per strappare per forza l'emozione, sembravano tempi di ripresa da telenovela brasiliana, tutti quei primi piani di questi finti morti di fame, perchè poi la miseria non l'avverti per niente, non ti arriva l'olezzo delle vacche e non ti impietosisci nel vedere la famigliola infelice che dorme nella stalla, nè arriva la 'poesia' che, pur sempre nella miseria, dovrebbe essere propria dei racconti nella stalla attorno al fuoco, con i bambini che si addormentano in braccio alla mamma e le vecchie che lavorano a maglia. Ahhhh, i bei documentari dell'Istituto Luce ... quelli eravamo noi davvero, Baarìa va bene per raccontare il meridione agli americani, che già se lo immaginano così.
Un elemento che invece all'inizio mi è piaciuto molto è l'ironia, credo mi abbia sorpreso perchè mi aspettavo un'atmosfera ben più pesante, ma dopo un po' anche quella non convinceva, a un certo punto mi sembrava una puntata di Zelig ... (grandi comunque Ficarra e Picone, sempre caratteristi più che attori, ma mi basta vederli per sorridere)
E poi insopportabilmente invasiva la colonna sonora, sparata a mille fin dall'inizio, pomposa ma non convincente, era come se ti dicesse 'senti che roba, questo è un colossal, mica un filmetto da due soldi'. A un certo punto tra i primi piani presunti strazianti di gente in presunta miseria (sì, insomma, non vinceranno certo l'oscar per quelle interpretazioni ...) e di amor filiale strappalacrime, mi sembrava di vedere un'altra versione dell'ultimo spot della Barilla.
Detto questo ... lo so che le premesse porterebbero a ben diversa conclusione ... ma ... il film lo consiglio, si guarda bene, non mi sono pesate affatto le due ore e mezza anche se nel secondo tempo un breve momento di défaillance l'ho avuto. Però tutto sommato passa, basta non aspettarsi troppo, ecco, un bel filmetto per una serata al cinema. Se poi me lo vogliono far passare per un capolavoro, allora non ci siamo. Reginald, lo hai visto?