A proposito dell'Heineken Festival che si terrà a Mestre a giugno...
«Con l'Heineken finirà la sindrome dei Pink Floyd»
Venturini: «Siamo ancora prigionieri di quell’evento. Questo sarà diverso. Grande attenzione per gli animali»
(m.d.) Heineken Jammin festival di giugno, l'evento rock che fa conoscere Mestre non più solo per la tangenziale intasata. Vogliamo ridere? Ci saranno barriere fonoassorbenti per proteggere le orecchie dei cani. Addirittura è stato ingaggiato un mago del suono, l'architetto Carlo Carbone il quale, dopo aver fatto un sopralluogo e messo al lavoro un supercomputer per costruire i modelli matematici, ha sentenziato che al massimo al canile possono arrivare tra i 48 e i 50 decibel. Stesso rumore che si sente in una stanza di 50 metri quadri con 20 persone che parlano. Ma siccome non vogliamo essere secondi a nessuno, ecco che gli piazziamo le barriere fonoassorbenti e così i decibel si dimezzano. Al punto che i 650 cani del canile di San Giuliano sentiranno Vasco Rossi appena appena, come se sussurrasse. Veniamo alle gallinelle, alle folaghe e alle anatre. E' stata chiesta una consulenza al prof. Fabio Perco, direttore dell'oasi naturalistica delle foci dell'Isonzo. Il quale ha spiegato con pazienza al colto e all'inclita che folaghe e anatre fanno le uova una volta all'anno, fra marzo ed aprile e a giugno i paperotti possono ascoltarsi anche loro Vasco Rossi senza troppi problemi. Insomma gli animali sono salvaguardati e forse non verrà tanto da ridere a chi abita alla Gazzera o alla Cipressina dal momento che sta aspettando da una decina d'anni che gli mettano le barriere fonoassorbenti davanti a casa, quelle invece che metteremo ai cani del parco di San Giuliano perchè non si spaventino con i concerti dell'Heineken Jammin festival in programma dal 14 al 17 giugno.
E ieri il presidente della Municipalità di Mestre, Massimo Venturin ha chiarito in una conferenza stampa che gli animali non avranno alcun problema. E non sa nemmeno lui se ridere o disperarsi per come stanno andando le cose in città per il festival di giugno. Perchè sembra - avverte Venturini - che non si riesca a rompere la sindrome dei Pink Floyd per cui, vent'anni dopo, ancora non c'è modo di organizzare un concerto senza dar spazio a tutti quelli che devono far prendere aria alla bocca prevedendo disastri. E così ci sono consiglieri comunali che lavorano in banca e al massimo ne capiscono di conti correnti e però si improvvisano esperti di anatre e folaghe e denunciano il pericolo della mancata cova delle uova oppure che si lamentano perchè non sono stati previsti abbastanza parcheggi o perchè c'è il pericolo che si rovini l'erba. L'architetto Giovanni Caprioglio, presidente dell'Istituzione il Parco dice chiaramente che anche sull'erba è stato chiesto un parere agli esperti i quali hanno assicurato che l'erba di San Giuliano è dura a morire. E, in ogni caso c'è una garanzia fideiussioria sui danni di ben 10 milioni di euro, quanto basta per rifare tutto il manto erboso di San Giuliano. Ma perchè - si chiede Caprioglio - quando si fa qualcosa in questa città ci si trova tutti contro? Invece di lavorare come un suol uomo a portare a casa il massimo risultato per la città, teniamo presente che questo è uno dei festival rock più rinomati d'Europa, saltano fuori tutti a darti contro. Perchè? Anche se è vero che qualcuno poi cambia idea, come gli albergatori di Mestre che erano contro e adesso che hanno le camere prenotate sono a favore. Ma anche gli animalisti erano contro e adesso sono a favore. Miracolo delle barriere? No, della sponsorizzazione che riempirà le casse del canile. Venturini ricorda che ai cani ci avevano già pensato e pure al parcheggio e pure a quanta gente arriverà e pure al fatto che per la prima volta la mondo chi arriva sarà guidato via sms e l'organizzazione gli dirà quando passano gli autobus navetta, quale è il tragitto più breve, quali parcheggi sono aperti, insomma tutto. E poi - ricorda sempre Venturini - ad Imola si facevano in quattro per fare il festival ed erano disposti a pagare purchè restasse lì. Qui invece sono loro che pagano noi per venire in riva alla laguna e un giorno si protesta per i cani e il giorno dopo per le anatre, poi per l'erba o per il rumore. Ogni tanto pensare all'opportunità che offre questo festival, no? - si chiede Venturini.
Avere un parco e lasciarlo lì in balia della natura e di pochi (purtroppo) che lo usufruiscono (tra l'altro dopo tutti i soldi che sono stati spesi per metterlo in sicurezza) è davvero uno spreco.
Beaver parla del Parco della Villa Comunale di Portogruaro che è uno splendido esempio di come si possa utilizzare un polmone verde che si trova nel cuore della città. San Donà ha tantissimo verde in giro, provate a guardarvi attorno, o vogliamo fare il confronto con Mestre! Il Parco Fluviale è una ricchezza della nostra città, ed ora è stata posta in sicurezza deve diventare (assieme a tutti gli altri, uno per tutti, il Parco Europa) il fulcro di tutte quelle attività del tempo libero di tutti noi cittadini sandonatesi. Il problema è che San Donà non lo vive come un un vero e proprio "bosco" cittadino perchè ha la barriera, sia fisica che mentale, dell'argine, però se si rende questo bosco più usufruibile, lo si dota di servizi e/o arredi che siano degni del suo ruolo (non quei cessi prefabbricati che c'erano fino allo scorso anno), puo' diventare una risorsa inestimabile per la qualità della vita che chi abita, e viene ad abitare, a San Donà cerca. Quanta gente usa il parco ad eccezione del 25 aprile e del 1 maggio?? Pochi o nessuno!! Bisogna cercare di spalmare i frequentatori ed attirarli durante tutto il periodo della bella stagione, anche con manifestazioni, percorsi guidati, percorsi naturalistici dove si possono scoprire flora e fauna tipici, un percorso salute ecc...quindi evviva il parco e pure coloro che sono dentro l'amministrazione e bazzicano in questo forum, che sapranno portare avanti le nostre giuste istanze nei giusti posti....