nuovo capitolo della saga: (il grassetto è mio)
Bonus in ritardo, l' Antitrust multa le Fs
Il verdetto Quando è dovuto il bonus rimborso per il ritardo del treno? L' elenco delle cause che escludono la responsabilità di Trenitalia, sostiene l' Authority, è «molto ampio e non sufficientemente definito»
MILANO - Dai rimborsi per i ritardi, all' effettiva disponibilità dei posti con tariffe scontate; dal costo delle telefonate al call center, alle nuove denominazioni delle categorie (e di prezzi) dei treni. Oltre alle normali e spesso imponderabili complicazioni tipiche del viaggiare, sono queste le più fastidiose (e onerose) insidie con cui spesso devono misurarsi i passeggeri delle Fs. Ma questa volta, a fare il salto dalla semplice e sterile lamentela da scompartimento, è stata l' autorità Antitrust. Che, dopo 10 mesi di indagini, controlli e audizioni, ha deciso di multare le Ferrovie, o meglio la sua controllata Trenitalia, con sanzioni per 845 mila euro. L' organismo presieduto da Antonio Catricalà ha messo in fila una serie di interventi e di comportamenti adottati da Trenitalia, e, «Codice del consumo» alla mano, ha individuato «una pluralità di condotte configurabili come pratiche commerciali scorrette». E il conto, sottolineano alla stessa Antitrust, poteva anche essere più pesante, se non ci fosse stato l' impegno e l' assunzione spontanea da parte di Trenitalia di adottare «condotte a vantaggio dei consumatori». Per quanto riguarda il bonus rimborso in caso di ritardo dei treni (sanzione di 200 mila euro), l' Autorità ha individuato che l' elenco delle cause che escludono la responsabilità da parte di Trenitalia (eventi accidentali, cause meteo o naturali, ordini dell' autorità pubblica) risulta «molto ampio e non sufficientemente definito, tale da permettere alla stessa Trenitalia di esercitare una grande discrezionalità nel riconoscimento del diritto al bonus». Anche la procedura che il viaggiatore deve seguire per ottenere il bonus stesso non è semplice e lineare, ma presenta «profili di onerosità non del tutto giustificati: occorre infatti reperire un apposito modulo in stazione o sul sito Internet e inoltrare la richiesta entro il termine di 30 giorni». Tra l' altro, l' Autorità ha stimato che a febbraio 2007 ha ottenuto il bonus solo il 33% dei passeggeri che ne avrebbero avuto diritto, percentuale scesa al 23% a febbraio 2008. Ancora più pesante la multa (280 mila euro) relativa alla scarsa trasparenza sulla limitazione di posti disponibili per le offerte a tariffa scontata («Amica» e «Familia»), che, osserva l' Antitrust, «sono presentate all' utenza come opzioni tariffarie normali e ampiamente disponibili, mentre invece sono offerti posti limitati sulla base di criteri di natura commerciale e promozionale a seconda delle tratte e del quoziente di riempimento dei treni». Per la denominazione «scorretta» delle tipologie di treni, Trenitalia è stata multata con altri 280 mila euro. Nel mirino dell' Antitrust sono finiti in particolare gli Eurostar City: «Le caratteristiche di questi treni, sia in riferimento alle prestazioni, sia ai tempi di percorrenza e alle fermate, sono similari e analoghe a quelle degli Intercity, e non alla categoria superiore dei treni Eurostar». L' Autorità ha puntato il dito anche contro i costi delle telefonate al call center, anche per la mancanza di alternative per accedere a determinati servizi: «Il cliente - si legge nel provvedimento - per accedere ad alcune tipologie di servizi, deve necessariamente ricorrere al call center con telefonata a pagamento, senza la possibilità di ricorrere ad altri canali di accesso privi di oneri aggiuntivi, quali stazioni e agenzie di viaggio». A Trenitalia sono stati dati 30 giorni di tempo per pagare la maxi multa. Le associazioni dei consumatori sono comunque decise a non abbassare la guardia e lanciano un avvertimento: «Con l' aiuto degli utenti verificheremo che gli impegni siano rispettati». Gabriele Dossena 845 Mila euro. La multa complessiva comminata dall' Antitrust a Trenitalia per pratiche commerciali scorrette. Il garante ha individuato cinque infrazioni
Dossena Gabriele