Metrò di superficie, test sulla Mestre-Mira Buse
Prime corse del sistema Sfmr a inizio 2010 con il nuovo contratto di servizio fra Regione Veneto e Trenitalia
Sabato 29 Agosto 2009,
Questa volta si parte. Dall’inizio del 2010 il Sistema ferroviario metropolitano regionale comincerà a funzionare sulla tratta Mestre-Mira Buse. Si tratterà di un avvio sperimentale, non diverso da quello del tram che, nonostante i cantieri aperti (a cominciare da quello del tunnel sotto la stazione) e quelli ancora da aprire (l’intera tratta dalla fine di viale San Marco a Venezia rimane nel libro dei sogni) partirà con alcune tratte con l’anno nuovo. A inaugurare il metrò regionale, che una volta a regime dovrebbe eliminare 20mila auto al giorno dalle strade, ovvero il 12 per cento dei veicoli che corrono nell’area centrale veneta, sarà la breve tratta lungo la linea Mestre-Adria, dove sono in corso i lavori di elettrificazione e di posa degli impianti di segnalamento da parte di Sistemi territoriali, la società controllata da Palazzo Balbi che ha in concessione la linea. Si tratterà comunque di un test importante per il progetto che si basa su treni cadenzati (ovvero a intervalli temporali fissi come per gli autobus) che entro la fine dell’anno dovrebbe estendersi alle altre linee comprese nel primo lotto del metrò di superficie, quelle comprese fra Mestre, Padova, Castelfranco e Treviso. Oltre ai treni, infatti, il sistema si basa su nuovi servizi su gomma in grado di portare i passeggeri alle stazioni e su un vasto sistema di parcheggi. Lungo la Mira-Buse Mestre, ad esempio, ci sarà il parcheggio scambiatore Porta Ovest, in prossimità del casello di Oriago, che potrà essere sfruttato dai pendolari diretti in centro storico. Per i lavoratori delle Ferrovie il varo del metrò di superficie servirà a testare la possibilità, da parte di Trenitalia, di rispettare le condizioni poste dalla Regione per far funzionare il sistema. Entro il mese di settembre infatti dovrebbe essere perfezionato il contratto di servizio che assegna all’ex monopolista la gestione del Sfmr per sei anni, con la possibilità di rinnovare l’intesa per altri sei. Una chance che consentirà a Trenitalia di assicurarsi entrate certe dalla Regione e di fare di conseguenza investimenti sul trasporto locale, la "cenerentola" del servizio ferroviario. Lo stesso contratto di servizio dovrebbe poi inglobare dal 2011 quello in scadenza fra Trenitalia e Regione Veneto che riguarda l’intera rete regionale, dove si sono manifestate croniche carenze di personale, mezzi e infrastrutture. Per la messa a regime del progetto Sfmr, in attesa che vengano completate le opere del secondo stralcio (lungo le tratte Quarto d’Altino-San Donà-Portogruaro, Treviso-Conegliano, Castelfranco-Vicenza e Padova-Monselice), mancano però alcuni tasselli importanti. Il primo riguarda la futura stazione della Gazzera, in prossimità del parcheggio scambiatore lungo via Miranese, autentico nodo di smistamento del sistema, all’incrocio delle linee per Treviso-Udine e Portogruaro-Trieste. I lavori, di competenza della Regione, non sono ancora cominciati, anche se Palazzo Balbi attribuisce il ritardo al Comune. Ma per combinazione nel 2010 si vota sia per Palazzo Balbi che per Ca’ Farsetti, circostanza che potrebbe mettere le ali ai cantieri.
Alberto Francesconi il gazzettino.it
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INIZIATIVA DEL COMITATO PENDOLARI DELLA VENEZIA-TRIESTE
Treni sporchi e in ritardo, parte la denuncia
Nell’esposto alla Procura elencata una lunga serie di disservizi. Stival: «I pendolari salgano senza pagare»
Sabato 29 Agosto 2009,
Un esposto alla Procura della Repubblica contro Trenitalia è stato inviato ieri da Gianni Foffano portavoce del comitato dei pendolari delle linea ferroviaria Trieste-Venezia. Indirizzato al procuratore Vittorio Borraccetti, l’esposto contiene tutti i disagi che i pendolari hanno subito durante i mesi estivi che stanno per concludersi. Si sta per concludere un’estate infernale per i pendolari della linea ferroviaria Trieste-Venezia. «E’ stata un’estate infernale – si legge nella missiva - non solo per il caldo torrido ma per i disagi che anche in questi mesi abbiamo dovuto subire. Treni in ritardo, carrozze sporche, nella maggior parte dei casi non funzionanti gli impianti dell’aria condizionata, toilette impraticabili e sporche, porte guaste. Eppure noi tutti paghiamo in anticipo l’abbonamento ferroviario, ma in cambio usufruiamo di un servizio che peggiora di anno in anno». Ed ha concluso: «Come se non bastasse i controllori si vedono di rado e la disinformazione continua, penalizzando chi si reca al lavoro». Quella che si è appena conclusa è stata un’altra settimana di passione per gli utenti. Ieri il treno delle 7.15 da Quarto d’Altino a Venezia è arrivato con mezz’ora di ritardo, per cui la gente è dovuta salire sulla corsa successiva delle 7.26. Fortunatamente le scuole non sono ancora iniziate, altrimenti più di qualcuno sarebbe rimasto fuori dalle carrozze. Ma una delle giornate più “calde” sul fronte ritardi è stata senza dubbio giovedì. I più beffati sono stati gli utenti di Mirano, che arrivati alla stazione di Venezia Santa Lucia, hanno trovato soppressa la corsa delle 18.53. «Ci hanno annunciato che il treno successivo sarebbe partito alle 19.34 – hanno sottolineato alcuni pendolari del Milanese – bella consolazione. Abbiamo dovuto attendere altri 45 minuti, non è proprio il massimo dopo un’intera giornata di lavoro». Non sono stati fortunati nemmeno quelli che sono saliti sulla corsa delle 17.11 da Venezia a Trieste: «Sembrava di stare dentro ad un forno – ha commentato Davide Scarpa – quando poi il treno si è riempito a Mestre la situazione è notevolmente peggiorata. Ma si rendono conto che il servizio è sempre più scadente?». In settembre dovrebbe iniziare la causa pilota intrapresa da Luciano Ferro del Codacons di Quarto seguito dai legali Marco Locas e Franco Conte contro Trenitalia, di richiesta dei danni esistenziali. Vale a dire tutti i problemi che una persona subisce sia a livello psichico che fisico a causa dei disagi subiti nel corso di un anno di lavoro. Senza dimenticare che in un anno in media un lavoratore arriva ad accumulare fino a 70 ore di ritardo a causa del trasporto ferroviario inefficiente. Sul problema il consigliere regionale della Lega Nord, Daniele Stival, ha un consiglio per i pendolari: «Dovrebbero fare come gli appartenenti ai centri sociali, salire sul treno senza pagare il biglietto. Proposta choc? Non direi perché i pendolari pagano anticipatamente un servizio che Trenitalia non è in grado di soddisfare». Stival ha inoltre aggiunto: «La Regione dovrebbe portare la questione in sede di Conferenza-Stato Regioni e alzare la voce, potrebbe arrivare qualche risultato. Non bastano le multe inflitte. Il sistema Trenitalia va rivisto». Sarà un altro settembre nero per i treni?
Lorenzo Baldoni