beh mi trovo in sintonia perfetta con l'ultimo intervento.
Le nostre eventuali sacche di marginazione possono anche avere terreni di sofferenza simili, ma non certo uguuali visto l'anbiente, ma il mezzo espressivo e' uan cosa, il look un'altra.....
A me e' sempre piaciuto scrivere e disegnare sui muri ( avevo 8, 10 anni e mia madre era un po' meno contenta...) riempivo murio della cucina,e' molto liberatorio, ma lo facevo preche' volevo farlo IO. Disegnando e scrivendo quello che io volevo.
Non perche' qualcuno aveva un brutto muro e mi dava la "commessa" di decorarlo.
Vale ancora di piu' se lo fai per esprimere quello che senti, da "grande" e pubblicamente.
Mi sembra davvero una contraddizione in termini: se sono un writer scrivo dove voglio e quello che voglio io, non abbellisco pareti su commissione.
:wink:
Ma va bene lo stesso: diamo pero' alle cose il loro nome: il tipo ha decorato un muro che all'Amministrazione faceva brutto vedere cosi, spoglio, e alla fine tutti contenti.
Tra l'altro idea di molti anni fa, che altri suggerirono di applicare al muro ex Papa...............
Dopo tutto Diego Rivera, solo per dirne uno di tempi indietro, ne ha fatti di chilometri di muri su commissione, ma era un artista e non writer che esprimeva la rabbia metropolitana, basta che chiamiamo le cose con il loro nome
Pero' a me Katal e' simpatico!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

:!: