Autore Topic: Sismi  (Letto 566 volte)

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Sismi
« il: 07 Luglio 2007, 20:09:51 »
Oggi i principali esponenti del governo e della maggioranza chiedono a gran voce la costituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta per far luce sul comportamento del servizio segreto militare relativamente ai dossier illegali... il che sollecita alcune piccole considerazioni...

(1) ... mi domando dov'erano (se c'erano, evidentemente, dormivano) quando: (a) l'ex capo del Sismi Pollari, già sotto porocesso per il caso Abu Omar* veniva promosso prima consigliere dell'attuale premier Romano Prodi e quindi giudice del Consiglio di stato; (b) quando, il 14/2/2007, il vicepremier (sic!) on. Francesco Rutelli accusava in parlamento la procura di Milano di aver violato il segreto di stato nel predisporre le intercettazioni a carico degli "spioni" sotto inchiesta, manifestando un atteggiamento anti-magistratura degno del berlusconismo più retrivo (e dimostrativo dell'ignoranza pneumatica del margherito vicepremier, dato che nel caso specifico non ci sono nemmeno gli estremi per il segreto di stato...);

(2) L'ex-vicepremier (sic!) on. Fini, prima di deviare il discorso su argomenti ben più importanti (l'incompatibilità tra il Walter Veltroni sindaco e il Walter Veltroni leader del Pd... cosa rispetto a cui il comportamento deviante dei servizi segreti è chiaramente una bazzeccola...), rigetta l'ipotesi di una commissione parlamentare d'inchiesta sostenendo he il compito di controllo spetta interamente al Copaco... al cui vertice siede quel fine cervello dell'on. (nonché ministro dell'interno all'epoca del G8 di Genova) Scajola (FI), già noto per aver revocato la scorta a Marco Biagi (poi vittima di un attentato, come tutti ben sanno) e per avergli dato del "rompicoglioni"... della serie: siamo in buone mani.

(3) La magistratura sta indagando e procedendo per conto proprio... a che scopo, quindi, una commissione parlamentare? Mi sorge il sospetto (ma guarda te che malizia!) che l'idea di una commissione parlamentare sia finalizzata esclusivamente all'insabbiamento politico del caso... anche perché sappiamo tutti quanto utili sono le commissioni parlamentari... tacendo, per amor di decenza, le ridicole Mitrokhin e Telekom Serbia, valga come caso esemplare quello della commissione sulle stragi, conclusasi in un sostanziale fallimento (il tutto, ovviamente, a spese dei contribuenti...); oppure la commissione antimafia, dove siedono due condannati per corruzione...

* Sotto indagine in Italia per terrorismo; sottratto quindi alla magistratura italiana per essere deportato illegalmente in Egitto e torturato...

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Re: Sismi
« Risposta #1 il: 07 Luglio 2007, 20:16:32 »
Citazione da: "Don Cave"

elmilla

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Sismi
« Risposta #2 il: 07 Luglio 2007, 20:41:58 »
nessuna novità insomma...

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Sismi
« Risposta #3 il: 07 Luglio 2007, 21:11:00 »
No. Ed è proprio questo il problema, non ti pare?

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Sismi
« Risposta #4 il: 08 Luglio 2007, 20:58:20 »
Gli ultimi sviluppi confermano - ahimé - i miei sospetti. Pollari ha dichiarato all'on. De Gregorio (persona per cui mi sento giustificato a nutrire la più profonda sfiducia e i più giustificati sospetti) di voler dichiarare tutta la verità sull'operato dei servizi segreti dagli anni '80 ad oggi (con relativa eliminazione del Segreto di Stato) di fronte ad una commissione parlamentare d'inchiesta. A fronte delle cui dichiarazioni mi viene da dire...

(1) che il gen Pollari dovrebbe pensare piuttosto a rispondere ai magistrati delle cose per le quali è indagato;

(2) che il gen. Pollari è stato al vertice dei servizi dal 2001 al 2006; quindi non mi pare la persona più indicata per chiarire fatti accaduti vent'anni prima;

(3) che i fatti di maggior interesse per le vicende della storia nazionale e attualmente coperti da Segreto di Stato risalgono non agli anni '80 ma al periodo '69-'80 (il decennio delle stragi, da Piazza Fontana a Bologna, e dell'assassinio di Moro...);

Insomma, mi pare proprio che siamo di fronte all'ennesima sceneggiata politica, e all'ennesima strategia "di raggiro" nel tentativo di insabbiare, mistificare, adulterare, nascondere... i fatti in cui il Sismi è rimasto coinvolto in questi ultimi anni (rapimento Abu Omar con annessi e connessi, Nigergate, Telecom Security) sono fatti di estrema gravità, che avvalorano il sosptto che il servizio segreto militare non abbia operato per difendere la sicurezza nazionale ma con finalità principalmente politiche... che una commissione parlamentare d'inchiesta (ossia l'ennesimo teatrino politico) sia la sede più adatta per sciogliere questi nodi mi pare francamente una presa in giro alla quale reagire con indignazione.

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Sismi
« Risposta #5 il: 08 Luglio 2007, 23:10:33 »
Citazione da: "Don Cave"
... che una commissione parlamentare d'inchiesta (ossia l'ennesimo teatrino politico) sia la sede più adatta per sciogliere questi nodi mi pare francamente una presa in giro alla quale reagire con indignazione.



Beh.
Non di norma, si spera!
Una commisione d'inchiesta dovrebbe rappresentare politicamente l'occasione per l'avvio di una discussione pubblica in merito a questioni giudicate particolarmente gravi e di cui si ritiene che il Parlamento debba occuparsi.

Prescindendo dalla tua profonda "sfiducia nelle istituzioni" data dal vedervi operare uomini politici di dubbia levatura, quando non di indubbia iniquità (poco più su alludevi a Elio Vito e Pomicino commissari antimafia -cosa che comunque meriterebbe un discorso a parte-), come puoi spiegare il tuo discorso?
Le indagini portate avanti da una c. d'inchiesta, destinate all’acquisizione di informazioni e alla loro valutazione critica, non rimpiazzano ma affiancano il lavoro della magistratura.
Le commissioni d'indagine non rappresentano quindi propriamente "una sede PIU' adatta"...  sono un organo delle Camere previsto dalla costituzione.
Il fatto che si sia ricorso a questo strumento per scopi che a posteriori s'è visto esulare dall'interesse pubblico (ricordavi la Commissione Mitrokhin, nominata durante il precedente governo), non mi sembra una ragione di per sé sufficiente per sostenere quello che dici.

In breve, sai già dirci chi ci gioverebbe nel dar risonanza allo scandalo dalla nomina di una nuova Commissione?

Aspettiamo... vediamo cosa succede e cosa si scopre.

P.S.: Non è da dimenticare comunque che nella storia italiana le inchieste parlamentari sono state numerose e le relazioni pubblicate rappresentano una fonte estremamente importante per la conoscenza della società e dell'economia del nostro paese.


Per chi non sa bene di che si sta parlando...


http://it.wikipedia.org/wiki/Archivio_segreto_di_Via_Nazionale

http://www.marcotravaglio.it/serviziettipocosegreti.htm

http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/cronaca/sismi-mancini-10/documenti-sismi/documenti-sismi.html

http://www.genovaweb.org/rassegna/2006/20060719_travaglio_omissioni.htm

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Sismi
« Risposta #6 il: 09 Luglio 2007, 01:13:39 »
Premetto che a me non interessava tanto criticare le commissioni parlamentari in quanto tali, quanto piuttosto sollevare seri dubbi sull'opportunità di istituire una commissione parlamentare d'inchiesta per questo particolare fatto in questo particolare frangente.

Dubito che riguardo ai fatti in cui sono coinvolti i vertici del Sismi l'istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta sia una buona idea. Come tu stessa hai sottolineato, le commissioni parlamentari d'inchiesta aquisiscono informazioni (attraverso udienze, indagini ecc.) e si configurano a tutti gli effetti come uno strumento politico. Bene, che sia la politica ad attivarsi su questo versante, e che lo faccia con grande fragor di microfoni (dopo che i fatti in questione sono stati abilmente occultati per mesi) mi suona sospetto. Non vorrei mai (e spero davvero di sbagliarmi) che lo scopo di tutto ciò sia semplicemente quello di circuire per l'ennesima volta l'opinione pubblica.

Per quanto riguarda le commissioni parlamentari in generale. In quella antimafia siedono due corrotti; quella sulle stragi ha chiuso i lavori qualche tempo fa ammettendo un sostanziale fallimento; le Mitrokhin e Telekom Serbia erano state costituite con chiare finalità di destabilizzazione politica (per non parlare dei soldi dei contribuenti che sono finiti nelle tasche di confidenti e consulenti del calibro di un Mario Scaramella!). Permetterai quindi che tutto questo susciti seri dubbi sull'effettiva efficacia (attuale, non parlo dal punto di vista dell'occhio di Dio) dello strumento e qualche sospetto sui motivi che possono spingere un politico come il signor Mastella ad invocare a gran voce l'istituzione di una commissione del genere... lo stesso Mastella che ha tanto battuto il tasto sulla questione delle intercettazioni!

Insomma, dato che la mia sfiducia nell'attuale classe politica italiana (e nella sua intenzione di affrontare in modo serio e trasparente problemi di questo tipo e di questa gravità) non potrebbe essere più totale, non posso che guardare con molto scetticismo (e con una punta di fondato sospetto) ad una mossa politica del genere, e sperare piuttosto che sia la magistratura ad arrivare fino in fondo.

Spero tanto di sbagliarmi, comunque.

Hobbit

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Sismi
« Risposta #7 il: 09 Luglio 2007, 08:50:26 »
La Repubblica

Pollari vorrebbe "chiarire" ma può dire la verità al processo di Milano, alla procura di Roma, al Copaco. I parlamentari della commissione d'inchiesta sarebbero alla mercè delle versioni di comodo
La Grande Spia tenta l'ultimo ricatto
Lo scontro esce dai "sotterranei"


di GIUSEPPE D'AVANZO

ROMA - Nicolò Pollari, appena ieri lo spione più amato dalla politica italiana, si dice "pronto a raccontare i misteri d'Italia dagli anni Ottanta ad oggi, nonostante l'atmosfera di regime". Non si accontenta delle stanze chiuse della commissione di controllo sui servizi segreti (Copaco). Sono troppo protette, dice, e i commissari vincolati alla riservatezza per quel che ascoltano e accertano. Insomma, da quelle stanze lo spione non può parlare "ai cittadini", come si è messo in testa di fare.
Manco fosse un caudillo e non un funzionario dello Stato che, potentissimo agente segreto, ha lavorato nel "regime" e per "il regime". Curioso per uno spione, la segretezza è oggi un deficit per Pollari. Egli vuole che si sappia che cosa svela e insinua e manipola (è quel che solitamente gli riesce meglio). Attraverso un bizzarro "portavoce" (il senatore Sergio De Gregorio, che fa lo stesso mestiere per il generale Roberto Speciale) chiede allora la platea più visibile e sensibile, una illuminatissima commissione d'inchiesta parlamentare.
Lo spione sa che ogni iniziativa politica, se agitata nello spazio mediale e con la voce dei media, può fare a meno di autenticità e fondatezza (basta ripensare alle commissioni Telekom Srbija e Mitrokhin). Alle prese di venti deputati e venti senatori che, si possono immaginare, inesperti dei metodi e delle strategie di un'intelligence così controversa, e addirittura non consapevoli della cronologia degli avvenimenti, Pollari avrebbe l'opportunità in prima battuta di scrivere a mano libera il copione. Di graduare, secondo necessità, il potere di pressione e di condizionamento che si è assicurato nel tempo intrattenendo rapporti non convenzionali con entrambi gli schieramenti politici.
Che domande potrebbero fargli i quaranta parlamentari? Dovrebbero soltanto ascoltare la "sua" verità (a Pollari non piace avere contraddittori), le sue mezze verità e mezze menzogne e, in attesa di definire la fondatezza del suo racconto, un caos fangoso schiaccerebbe ogni possibilità di fare luce. E' la condizione che, per il momento, sconsiglia la commissione d'inchiesta, strumento che offre molte opportunità a chi deve spiegare che cosa ha combinato e molte poche a chi deve accertarlo.
Appena l'altro giorno si diceva che il gioco sarebbe stato nelle mani degli spioni e non del Parlamento. E tuttavia chi poteva attendersi che le minacciose intenzioni di Pollari sarebbero venute allo scoperto, con tanta fretta, nell'allusiva forma del ricatto?
L'iniziativa dell'amatissimo spione non è altro. E' un chiassoso ricatto che ha il pregio, per così dire, di rendere chiara e concreta qualche circostanza, anche a chi per convenienza o spensieratezza o arroganza finora l'ha negata.
L'"agglomerato oscuro", legale e clandestino, nato nella connessione abusiva dello spionaggio militare (Sismi) con diverse branche dell'investigazione della Guardia di Finanza (soprattutto l'intelligence business) in raccordo con la Security di grandi aziende come Telecom e il sostegno di agenzie d'investigazione private che lavorano in outsourcing, si è "autonomizzato". Lavora per sé, secondo un proprio autoreferenziale interesse e non più, come nel passato, al servizio di questo o quell'utile politico, di questa o quella consorteria politica. La scandalosa deformità s'era già avvistata.
Si immaginava però che il ritorno sul "mercato della politica" dell'"agglomerato" con la sua massa critica di potenziali ricatti si sarebbe consumato, come di consueto, in quei sotterranei dove le fragili "power élite" italiane si proteggono, si rafforzano, si difendono, si accordano. L'eterogenesi dei fini ha rotto lo schema. Lo scontro Visco/Speciale ha costretto il governo di centro-sinistra a dubitare del patto di non-aggressione tacitamente sottoscritto con il network spionistico.
Il Consiglio superiore della magistratura, con il documento approvato con discrezione dal capo dello Stato, ha spinto il confine ancora più in là mettendo sotto gli occhi della società politica una minaccia per un democrazia ben regolata. Il ceto politico non ha potuto lasciar cadere, come d'abitudine, la questione e - pur nella diversità degli strumenti da usare - è stato costretto a impegnarsi a fare verità e chiarezza. Pollari, come ieri il fido Roberto Speciale, ha cominciato a vedere davanti a sé un tritacarne e la catastrofe.
Se Speciale ha pensato di salvarsi sollevando un'inchiesta giudiziaria e quindi "giudiziarizzando" il conflitto con il governo, Pollari è stato costretto a venire allo scoperto abbandonando il "sotterraneo" dove si trova più a suo agio. Imputato a Milano e indagato a Roma, è stato costretto a "politicizzare" la sua avventura e il suo destino. Sollecita così, per i canali politici che ancora gli restano, la nascita di una commissione d'inchiesta che gli permette o di far saltare il tavolo o di ridurre al silenzio i suoi critici di oggi (e magari amici di ieri).
Ora è evidente che il ricatto dello spione non può essere accettato. Deve essere accettata la sua disponibilità a testimoniare. Nicolò Pollari dica quel che sa, ma non gli sia consentito di farlo a ruota libera, senza alcuna regola, in un rapporto diretto con l'emotività dell'opinione pubblica, lontano da una pratica che sappia accertare fatti e responsabilità prima di giungere a un qualsiasi esito. Ci sono tre sedi in cui Pollari può liberare la sua ansia di verità (si fa per dire). Il Palazzo di Giustizia di Milano, dove è imputato per il sequestro di un cittadino egiziano. La procura di Roma che lo indaga per l'ufficio di disinformazione e dossieraggio di via Nazionale.
Dinanzi all'autorità giudiziaria Pollari (come chiede) può liberarsi del segreto di Stato senza alcuna autorizzazione governativa, perché la Costituzione privilegia il diritto di difesa dell'imputato rispetto al segreto di Stato. Pollari può farlo dunque da subito. Lo faccia. C'è una terza sede, politica, istituzionale. E' il comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti. Chieda di essere ascoltato. Non c'è dubbio che lo ascolteranno di buon grado e con i tempi adeguati. In quel contesto, e con le opportune norme di riservatezza, le sue parole possono essere tenute nel giusto conto, analizzate, verificate.
Il Copaco ha strumenti d'indagine limitati? Non ci vuole molto per rafforzarli (se il Parlamento vuole), ma per intanto il comitato ha competenza e la memoria (si vedrà se la voglia) per discernere, nel racconto di Pollari, il grano da loglio anche con il contributo della documentazione che saprà offrire l'ammiraglio Bruno Franciforte, oggi a capo del Sismi. Sempre che Pollari non si sia portato dietro l'archivio. Addirittura dagli anni Ottanta ad oggi.

(9 luglio 2007)

Sinceramente questo Pollari che compare sul Tg5 delle 20 solo qualche qualche manciata di minuti dopo l'uscita della notizia e al quale il riallineato Tg ha concesso ampio spazio, dava la sensazione più che di regime di copertura. Come sempre l'immagine italica degli agenti segreti è quantomai macchiettistica. Però, quante cose strane son successe nei cinque anni di Governo Berlusconi  :roll:  Sì, son d'accordo con Pollari, si rischiava il Regime  :wink:
Luce che cerca Luce ruba Luce alla Luce
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Sismi
« Risposta #8 il: 09 Luglio 2007, 11:22:45 »
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Sismi
« Risposta #9 il: 09 Luglio 2007, 11:32:20 »
Sono d'accordo con il cronista D'Avanzo su tutta la linea. E mi consola di non essere l'unico pirla a pensarla così.

Tra l'altro Giuseppe D'Avanzo è uno dei giornalisti di Repubblica che, reo di aver scoperto fatti scottanti sul conto del Sismi (1) era stato sottoposto a controlli e pedinamenti da parte dei solerti 007 (2) assieme a Marco Travaglio era stato calunniato con l'accusa, mai sostenuta da prova alcuna, di percepire compensi occulti dal Sisde.